LA DANZA DI NATASHA – ORLANDO FIGES

Orlando Figes La danza di Natasha
Orlando FIGES, La danza di Natasha (tit. orig. Natasha’s dance. A cultural history of Russia), traduz. di Mario Marchetti, Einaudi, Collana Piccola Biblioteca Einaudi, p. 618, 2008, EAN13 9788806192761

Orlando Figes, londinese con laurea a Cambridge, insegna storia al Birbeck College dell’Università di Londra. Questo libro che, come recita il sottotitolo è una storia della cultura russa dal XVIII al XX secolo, è un volumone di quasi settecento pagine il cui obiettivo è di delineare una storia culturale della Russia che prenda in considerazione però non soltanto le grandi opere creative della letteratura ma anche l’artigianato, la musica popolare, il folclore, la religione.

La domanda di fondo che l’autore si pone è cosa significa essere russi e ciò che cerca di dimostrare è l’esistenza di “un temperamento russo, un insieme di costumi e credenze innate, qualcosa di viscerale, di emotivo, di istintivo trasmessosi attraverso le generazioni, che è servito a modellare la personalità e a cementare la comunità” e come tutto questo si ponga ed interagisca con la cultura europea.

Il libro di Figes è lettura impegnativa ma affascinante e di grandi soddisfazioni. Molto denso perchè ricchissimo di dati, informazioni, riflessioni, collegamenti, aree tematiche prese in considerazione. Benchè strutturato in capitoli che seguono un macro ordine cronologico, Figes di fatto privilegia una trattazione per aree tematiche ed è questa caratteristica che me lo ha reso davvero interessante ed utile. Uno di quei volumi da tenere sempre a portata di mano, da leggere e da consultare. Perchè è possibile sia seguire l’ordine dei capitoli, sia inseguire i vari fili (la letteratura, il cinema, la musica, l’ordinamento politico etc.) che, numerosissimi, concorrono a delineare il tessuto complessivo dell’opera. Inoltre, Figes dedica un lungo capitolo anche a “la Russia esule”, cioè a tutti quei russi della diaspora che nei primi decenni del secolo scorso fuggirono dalla Rivoluzione d’Ottobre e che, sparpagliandosi in Europa ed oltre oceano costituirono i loro maggiori centri culturali a Parigi, Berlino e New York. Si tratta insomma di un libro interessante e utile proprio per questa ottica interdisciplinare dell’approccio. Il volume è inoltre corredato da utilissime tavole cronologiche, mappe, una ricchissima bibliografia, indici analitici che lo rendono, come già detto, un prezioso strumento di consultazione.

Orlando Figes
Orlando Figes

Il punto di partenza simbolico del suo ragionamento, Figes lo individua in quelle pagine di Guerra e Pace in cui Tolstoj descrive la danza di Natasha.

Al termine di una giornata di caccia nei boschi, la contessina Natasha Rostova ed il fratello Nikolaj sono invitati dallo zio nella sua dacia nei boschi. Qui egli vive con la governante Anisja (una solida e bella serva che si intuisce conviva con lui come una moglie).
Dopo pranzo si sentono accordi di balalaika provenire dalla stanza dei cacciatori. Non è, si suppone, il genere di musica che una contessa dovrebbe amare, visto che si tratta di una semplice ballata popolare, ma lo zio notando la commozione della nipote si fa portare la sua chitarra, soffia via la polvere e con un cenno di intesa con Anisja comincia a suonare la famosa canzone d’amore “Una fanciulla camminava per strada”, con il preciso ritmo in crescendo di una danza russa. Benchè Natasha non l’abbia mai ascoltata prima, seguendo l’invito dello zio comincia a danzare.

La danza di Natasha costituisce per Figes il simbolo dell’incontro tra due mondi che coesistono in Russia, la cultura europea delle classi elevate e la cultura russa dei contadini.

Le parole di Tolstoj:

“– Su, nipotina! — gridò, invitando Natasha con un gesto della mano che aveva troncato l’accordo.
Natasha gettò via lo scialle che l’avvolgeva, corse davanti allo zio e, mettendo i pugni sui fianchi, fece un movimento con le spalle e si fermò.

Dove, come, quando, quella contessina educata da un’emigrata francese aveva assorbito, con l’aria russa da lei respirata, lo spirito che l’animava? Dove aveva preso quei modi che il pas de châle da lungo tempo avrebbe dovuto cancellare? Eppure erano quello stesso spirito e quegli stessi modi russi, inimitabili e inapprendibili, che lo zio si aspettava da lei. Appena ella si fermò, con un fiero, allegro e furbo sorriso di trionfo, il primo sentimento che aveva preso Nikolaj e tutti i presenti, la paura cioè che non se la potesse cavare, svanì ed essi già l’ammiravano.

Essa faceva proprio quello che occorreva e lo faceva con una tale perfezione, che Anisja Fiòdorovna, che subito le porse il fazzoletto necessario per il ballo, fra le risa versò una lacrima, guardando quella contessina esile e graziosa, a lei così estranea, educata in mezzo alle sete ed ai velluti, che sapeva comprendere tutto ciò che c’era in Anisja, e nel padre di Anisja, e nella zia, e nella madre, e in ogni anima russa”

(Leone Tolstoj, Guerra e Pace)

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8 risposte a LA DANZA DI NATASHA – ORLANDO FIGES

  1. babilonia61 ha detto:

    Cara Gabrilu, ti confesso che sconoscevo finora Figes, ma, seguendo il tuo buon consiglio, rimedierò quanto prima, anche perché la storia della Russia è interessante da tutti i punti di vista.

    Rino, rileggendo.

    P.s.: desideravo informarti dell’indirizzo della mia nuova casa: http://www.babilonia61.com, se vuoi puoi aggiornare il vecchio link con codesto. Grazie. Ti aspetto.

  2. oyrad ha detto:

    Come ti dicevo altrove, quando ho visto questo saggio, in Feltrinelli, un paio di settimane fa, ho immediatamente pensato a te ;-)

    E’ già nella mia “wishing list”, però per adesso sarà meglio per me leggere qualche altro autore russo prima di affrontarlo. La Russia è “vasta” anche nella sua letteratura… e ho molti “vuoti” da colmare.

    Proprio ieri ho “incontrato” Natasha leggendo “Sullo stile Impero” di Praz: l’ Anglista cita un pezzetto di G&P in cui Natasha si ferma a guardare la sfinge di un mobile Impero (a Praz piaceva molto questo stile… a me non tanto… preferisco di gran lunga il Biedermeier, pur con tutte le sue goffaggini…)

    Confermo: Lyudmila Savelyeva è davvero molto carina… :-)

  3. utente anonimo ha detto:

    Cara Gabrilù, ho idea che ti sarò debitore anche di quest’altra scoperta, autore che non conoscevo. Mi precipito in libreria…

    Bartleboom

  4. PrimoCasalini ha detto:

    Il brano della danza di Natasha è giustamente famoso, anche se a leggerlo oggi va depurato delle componenti russofile tipiche del Tostoj in preda al voler essere, non contentandosi di essere (visto che era tanto). La danza è un’arte profondamente impura (gran bella cosa!) come l’affresco, il romanzo, il cinema. E’ un Es di tipo lucidissimo che sfotte il Signor Super Io L’ho visto in azione in Russia, in Spagna, in Francia, in Bosnia, in Grecia, ma c’è dappertutto. La danza è il corpo della musica, come tutti i corpi si cerca di irregimentarlo, dal liscio al tutù. Ha ragione Galimberti a dire che noi siamo un corpo animato (che non è un ossimoro).

    grazie Gabrilu e saludos
    Solimano
    P.S. E adesso, tango! O flamenco, persino gavotta o tarantella, tutti tarantolati…

  5. gabrilu ha detto:

    Rino
    Credo possa piacerti. Come ho detto, è libro impegnativo (ma tu non hai certo di questi problemi) ma di grandi soddisfazioni
    Ho aggiornato il tuo indirizzo, grazie :-)
    Oyrad
    Quel libro di Praz ce l’ho anch’io (e anch’io come te detesto lo stile impero, ahime). Dov’è il passaggio cui ti riferisci? Così, per curiosità, me lo andrei a rileggere
    Bartleboom
    Guarda che io saccheggio alla grande dal tuo scaffale su Anobii, sai?
    In quanto a questo libro, come Oyrad ha pensato a me quando l’ha visto in libreria, io ho pensato a te quando l’ho comperato e mentre lo leggevo.
    Salutami il bebè nuovo di zecca ;-)
    Solimano
    “Ballando ballando”, dici? E a buon intenditor… ;-)

  6. oyrad ha detto:

    Il frammento tolstojano è a pag. 1348 di “Bellezza e bizzaria”, il Meridiano che raccoglie alcuni saggi e frammenti di Praz. ;-)
    Se inveci possiedi una diversa edizione dello stesso saggio, lo trovi comunque verso la fine…

  7. nicole ha detto:

    Sto spulciando tuo blog! Non so come farei se non ci fosse..un altro debito. NoN conoscevo assolutamente questo libro.

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