PEGGIO DI UN BASTARDO – CHARLES MINGUS

Charles Mingus, Peggio di un bastardo, Traduzione Ombretta Giumelli, Baldini Castoldi Dalai, 2005, ISBN 8884906938, pagg. 373

Tutti coloro che, come me, amano l’opera di questo artista leggendario (compositore, contrabbassista, direttore d’orchestra) non possono  non leggere questo libro appassionato, dolorante e dolente, iperrealistico ed intriso di erotismo ai limiti del porno, scoppiettante e tenero ed elegiaco ed, a tratti, persino spiritoso.

Vi sembra che io abbia adoperato troppi aggettivi? Troppi ossimori? Troppa enfasi? Vi sono sembrata esagerata? Ma anche la musica di Mingus (“ricordati. il nostro è uno dei pochi cognomi veramente africani e tuo nonno era ancora uno schiavo nelle piantagioni” gli disse il padre poco prima di morire) è così: appassionata, raffinatissima, volgare, lirica, commovente, enfatica, trascinante, spiazzante. E-sa-ge-ra-ta.

Pagina dopo pagina conosciamo meglio (o meglio: ri-conosciamo) l’autore di “Good Bye Pork Pie Hat” (in memoriam di Lester Young) e l’artista di Pithecantropus Erectus, Jazz at the Bohemia, The Clown, Mingus!Mingus!Mingus!

Ma anche tutti quelli che si disinteressano di Jazz e non hanno mai sentito parlare di Charles Mingus (ma davvero ce ne sono???) dovrebbero leggerlo, questo libro. Perchè parla di identità, della non-unicità dell’Io, di non-appartenza razziale.
Perchè Mingus era un meticcio (o un “mezzosangue”, come scrive lui). E dunque non era riconosciuto nè dai bianchi (che lo disprezzavano come nigger) nè dai neri (che lo insultavano chiamandolo “sporco giallo”)

“Charles come capro espiatorio perchè, be’, lui era una specie di bastardo. Più chiaro di altri – ma non abbastanza da poter appartenere all’élite dei quasi bianchi – non era abbastanza scuro da poter far parte di quella categoria di negri bellissimi ed eleganti, quelli a cui si riferiva Bud Powell quella volta che disse a Miles Davis “Vorrei essere più nero di te! Non c’era davvero nessun altro con la pelle del suo stesso colore” (pag. 72)

Pubblicato per la prima volta a New York nel 1971, questa biografia romanzata (ma io preferisco usare una metafora presa in prestito dalla terminologia musicale e dire “in forma di romanzo”) fu scritta a quattro mani con l’amico Nel King di cui Mingus dice “ha lavorato a lungo e con grande impegno a questo libro ed […] è probabilmente l’unico bianco che avrebbe potuto farlo”

La storia viene narrata a volte in prima persona, più spesso in terza persona. Perchè:

“Io sono tre. Il primo, sempre nel mezzo, osserva tutto con fare tranquillo, impassibile, e aspetta di poterlo raccontare agli altri due. Il secondo è come un animale spaventato che attacca per paura di essere attaccato. Il terzo infine è una persona gentile, traboccante d’amore che lascia entrare gli altri nel sancta santorum del proprio essere e si fida di tutti e firma contratti senza leggerli e accetta di lavorare per pochi soldi e anche gratis, e quando si accorge di cosa gli hanno fatto gli viene voglia di uccidere e distruggere tutto quello che gli sta intorno compreso se stesso per punirsi di essere stato così stupido. Ma non può farlo — allora torna a chiudersi in se stesso” (pag.9)

Ed ora andate a vederlo al contrabbasso nel bel
sito ufficiale di Charles Mingus

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Informazioni su gabrilu

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5 risposte a PEGGIO DI UN BASTARDO – CHARLES MINGUS

  1. nicole ha detto:

    ho deciso di passare al setaccio il tuo blog e se mi metto…sono peggio di un segugio.E son metodica!del resto diciamo che cerco l’invisibile, per cui il visibile..vado a nozze.
    Sono molto colpita dal trovare questo titolo in prima pagina quasi.Non ne conoscevo esistenza.
    Molto interessante! Molto.

    • gabrilu ha detto:

      @nicole
      chissà quante magagne scoprirai, scandagliando e perlustrando il blog 🙂
      Però non posso nascondere che la cosa mi fa piacere. Mi piace pensare che il blog, proprio perchè raramente parla di attualità, in fondo rimane sempre attuale, no?

  2. nicole ha detto:

    Anche se il grande Duke diceva che il jazz è un poco come l’uomo col quale non vorresti uscisse tua figlia, io ne ho una che addirittura lo studia!!
    Quindi farò un figurone quando se lo ritroverà tra le mani.
    Forse non mi sono spiegata, non cerco le ” magagne”, ma figuriamoci , sei sempre così documentata e di grande onestà intellettuale a mio vedere.Io proprio di lavoro mio ” cerco nell’invisibile” e per abitudine spacco capello in otto metodicamente e a tappeto. Ma non nel quotidiano, altrimenti sarebbe impossibile starmi accanto.

  3. Santino Desiderio ha detto:

    non riesco a trovare questo libro come posso: fare consigli???sarei disposto anche a prenderlo usato ma cerco in italiano…grazie mille

  4. gabrilu ha detto:

    @Santino Desiderio
    mi dispiace, ma non so proprio come aiutarti. Mi sono fatta in giro per la rete ed effettivamente ho verificato che il libro risulta dappertutto fuori catalogo, non ordinabile. Ho cercato anche nei maggiori portali di libri usati ma non ho trovato nulla.
    Il destino di tanti libri che rischiano di sprofondare nel nulla perché non più ristampati… 😦

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