DEL FURORE D’AVER LIBRI – GAETANO VOLPI


A giudicare da quello che leggo nei vari blog e non solo, mi sono fatta l’idea che i lettori si dividono in due macro-categorie: quelli che trattano i libri “con le mani malate” (espressione sicula che credo renda bene l’idea di una cura che rasenta il feticismo) e quelli che invece non esitano ad annotarli, segnarli, piegarli: così facendo, dicono, hanno la sensazione di appropriarsene maggiormente. Personalmente, ho da tempo fatto il salto dalla prima categoria alla seconda.

Pensando a queste due tipologie di possessori di libri mi sono ricordata di un gustoso testo scritto qualche secolo fa.

Nel 1756 il prete ed editore padovano Gaetano Volpi stilò e diede alle stampe un librettino dal titolo “Varie avvertenze utili e necessarie agli amatori de’ buoni libri disposte per via d’alfabeto”.

Molti degli avvertimenti e consigli di questo prontuario e guida alla scelta, conservazione e raccolta dei libri fanno oggi sorridere, ma danno anche il senso di ciò che nell’ epoca dei Lumi rappresentava il libro, e cioè l’oggetto di un culto prezioso legato ancora ad antichi rituali.

Ne stralcio due voci che mi riguardano direttamente, essendo io avvezza (ecco, ho già cambiato stile di scrittura…) a compier spesso questi gesti dal Volpi bollati come “barbari”

“LINEE. Certi leggitori poco considerati, e poco amanti de’ buoni Libri vanno tirando nel leggere incondite linee sotto le righe, credendo di segnar così le cose notabili per ricordarsene, cosa inutilissima; mentre si perde la memoria anche di questi segni, massime quando son molti ed eguali. Con tal mezzo, affatto barbaro, si sono da’ nostri antichi guastati gran quantità di preziosi Codici; i quali così difformati scendono molto di prezzo; pare che a’ dì nostri sia cessata tale sciocchezza […]

“NOTE MARGINALI. Soleano alcuni saccenti dell’età trasandate, nel leggere i Libri, oltre al segnarli di continuo con tratti di penna interlineari, notar ne’ margini i nomi proprj che incontravan ne’ testi, forse per ricordarsene, ma esser ciò cosa inutile e dannosa si è già notato nel paragrafo LINEE

Il testo di Gaetano Volpi venne ripubblicato dall’editore Sellerio di Palermo nel 1988 con il titolo “Del furore d’aver libri”, che riecheggiava un passaggio dell’Enciclopedia illuminista della voce “Bibliomania” e cioè quello riguardante il “furore d’aver libri e d’ammucchiarli”.

Oggi il librino è leggibile on line oppure si può acquistarne la versione cartacea in questa edizione

Io posseggo ancora la versione edita da Sellerio, corredata da una eccellente lunga nota di Gianfranco Dioguardi. Ma credo che oggi sia difficile poterla reperire.

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23 risposte a DEL FURORE D’AVER LIBRI – GAETANO VOLPI

  1. arden ha detto:

    Immagino che tu l’abbia molto annotata in margine;-)

    Mi piace lasciare qualche segno, discreto, nei libri che leggo se questi mi interessano o mi appassionano.
    Però mi è capitato di lasciare anche segni non discreti a volte: certi libri sono tutti sporchi di note, per eccesso di studio/passione. Li ritenevo inseparabili da me e perciò non mi curavo di possibili altri lettori.
    Ci sono infine libri che sono passati pulitissimi pur avendoli amati. Incutevano una sorta di rispetto particolare.

    (I volumetti Einaudi di Proust hanno qualche segno discreto: per rispetto e perché la carta è sottile;-))

    P.s.: non è vero che i nomi in margine non servano: quando l’indice dei nomi è assente (capita) o è fatto male, servono, servono…

  2. yom ha detto:

    Un tempo sottolineavo molto di più. Oggi mi limito, preferisco segnare il numero della pagina che contiene un punto prezioso, sulle pagine bianche dopo l’indice.
    Si cambia…

  3. PaoloFerrucci ha detto:

    Sottolineare i libri su cui studiavo, anche con matite colorate, è sempre stata la mia passione.
    Ma, visto che le cose le dimenticavo ugualmente, temo che l’esercizio fosse inutile: quando si sottolinea troppo, forse si crea una sovrastruttura grafica che rischia di prevalere sul testo.
    Diventa pura libidine delle pagine. (Libridine?)

  4. annaritav ha detto:

    Cercavo da tempo il librino, e adesso è on line, che bello! Certo non è la medesima cosa che possederlo, ma per ora mi accontento e continuo a cercarlo perché…”Mi possiede un’insaziabile brama, non riesco a saziarmi di libri…” Francesco Petrarca.
    Buona giornata 🙂

  5. GalassiaLibri ha detto:

    Io, personalmente, i libri li vivo. Li leggo, li rileggo, li annoto, li sottolineo, ecc. ecc. Certo è che, quando li presto – e accade di rado perchè nessuno me li chiede – divento assurdamente gelosa e penso ossessivamente a come lo stiano trattando e se gli prestino abbastanza attenzione – al contenuto più che alla sua veste fisica.
    Il sunto è che la lettura è una possessione; e il rapporto con il libro, che incarna materialmente questa sana malattia, diventa di dipendenza assoluta, a prescindere se di esso si faccia un mausoleo invalicabile oppure un salottino dove sentirsi sé stesso.

  6. gabrilu ha detto:

    @ Anch’io, arden non ho un solo volume di Proust (Einaudi,Meridiani e Pléiade) che abbia il benchè minimo segno, e questo per due precisi motivi: uno concretissimo ed è quello che dici tu, e cioè le pagine molto sottili che non tollerano passaggi di matita, l’altro è che con P. dovrei sottolineare tutto e allora… 😉

    @ Si cambia, yom, e si viene anche cambiati. A me è successo con l’avvento dei post-it (le linguette segnalibro adesive e di colori diversi) che mi hanno davvero cambiato la vita. Adesso i libri sono puliti, anche se quelli che mi interessano maggiormente hanno l’aspetto di club-sandwich pantagruelici, più che di libri 😉

    @ Infatti, Paolo c’è sempre stata differenza anche per me tra i libri di studio (sottolineati con matite di vari colori) e quelli di sola lettura

    @ Ma Annarita, se lo vuoi di carta lo puoi avere: hai visto il link che ho messo alla pagina di IBS?

    @ Galassialibri benvenuta! A proposito del prestar libri: io ho per anni risolto non prestandoli a nessuno eccettuate tre- persone-tre davanti le quali avevo cura di scrivere un biglietto con le coordinate del libro, il nome della persona a cui il volume veniva consegnato e inserendo il bigliettino medesimo ostentatamente nella libreria al posto del volume mancante.
    Ho parlato al passato perchè adesso sono un po’ cambiata anche in questo (non molto, ma un po’ si) 😉

  7. MariaStrofa ha detto:

    sai gabrilu che faccio un po’ di fatica a rispondere a questo post? Nel senso che comincio ad avere un conflitto e sensi di colpa notevoli: compro libri come prima (forse un po’ meno) ma tanti (troppi?) eppure devo prendere atto che la trasformazione è già avviata – un tempo c’erano solo parole lette sui libri – ora la proporzione si è nettamente invertita – e lo schermo vince. Sì è meglio leggere su carta ma quanto si leggerà su carta. Non un manipolo di volenterosi che ancora resistono, aprono il PC stanno un’ora e poi leggono (magari) ma il movimento globale – assicurerà il vantaggio di stampare libri? Tanti come prima? Ho dei dubbi. Già le enciclopedie e i dizionari in parte sono stati spazzati via da google – leggere a video è una pena (per lunghi periodi) – ma ci sarà un motivo se un tempo si scriveva guerra e pace e ora anche le 60 pagine di veltroni, portate a 120 (con caratteri larghi) sono chiamate romanzo. la diminuzione del numero di pagine è stata comuqnue una rivoluzione (lo si voglia o no) che ha modificato la natura del libro. C’è dei libri più smilzi oggi. e domani?

    tu dirai ma che c’entra con il mio post? No, c’entra – visto l’amore di chi scrive per tali oggetti che troppos pesso oggi negligo pur avendoli. sicché strapazzali o mantienili con cura…

    non so se ho capito quel che volevO scrivere, in definitiva…

    ciao

  8. gabrilu ha detto:

    @ MariaStrofa ho capito benissimo quello che intendi.
    Io però sono convinta che la disponibilità o meno ad intraprendere la lettura di un volume di — diciamo — dalle 500 pagg. in su poco abbia a che vedere con la questione monitor vs. carta, ma con il problema del tempo che abbiamo e soprattutto dalla organizzazione del tempo che ciascuno di noi decide o subisce. Cambia prospettiva, MariaS e pensa un attimo alla musica: chi ha oggi il tempo di ascoltare non dico un “Parsifal” ma nemmeno una “Tosca” (che dura meno della metà) o una sinfonia di Bruckner o Mahler per intero dall’inizio alla fine tutta di fila? Per riuscire a farlo bisogna essere talmente motivati da fare scelte drastiche, nella propria organizzazione del tempo…Sono opere (opere in senso lato) scritte in un’epoca in cui la distribuzione del tempo era completamente diversa da quella di oggi. Se Wagner vivesse oggi (ammesso che la storia possa farsi con i “se”) sono sicura che nemmeno si sognerebbe di imbarcarsi in una Tetralogia. Il contesto non glielo permetterebbe…Già Mahler ha avuto problemi seri, per fare accettare le sue sinfonie: all’epoca sua si era già al limite.

    Per quanto mi riguarda, e tornando alla lettura: io ho da un pezzo gettato alle ortiche le enciclopedie cartacee (quelle generali non le ho mai avute, parlo di quelle specializzate tipo cinema, musica etc.) e vivo benissimo cercando e trovando in rete le informazioni che mi servono. Informazioni, bada bene, non altro.

    Il discorso cambia radicalmente quando si tratta di leggere saggistica o romanzi: in questo, per me la carta è assoutamente insostituibile per mille motivi.
    Ed anche tu: leggeresti mai i Karamazov in e-book? Credo proprio di no, e ce n’è tanta, in giro, gente che la pensa e si comporta così.

    No, io non sono pessimista sulla sorte del libro in generale, è solo questione di ridefinire il problema.

    Non so se sono riuscita a spiegarmi in questo breve…

  9. giuseppeierolli ha detto:

    Sì, il link l’ho visto, grazie, dovrò solo aspettare di avere qualche altro titolo difficile da reperire per fare un ordine un poco più consistente, nel frattempo cerco di persona, che mi piace tanto. Un abbraccio. Annarita

  10. alexandra3 ha detto:

    molti anni fa sottolineavo, mettevo delle note, adesso leggo senza lasciare una traccia visibile del mio passaggio….la passione per i libri è andata crescendo, ma mi ricordo di aver sempre avuto un libro in mano, quando entro in libreria sono felice

  11. matisse ha detto:

    Oltre a sottolineare, ad apporre note, post it colorati, piccoli disegni esplicativi, nei libri che leggo talvolta ci trovo:

    scontrini del supermercato
    foglie disidratate
    cannucce da chinotto
    frammenti di giornale
    patatine frantumate
    fili di lana colorata
    carte di caramelle ben stirate
    matite, bic, evidenziatori
    fotografie formato 12 x 8
    piastrine antizanzara
    gli occhiali.
    (Il chupa-chupa, invece lo metto come segnalibro ma lascio la parte edibile fuori dalle pagine)

    (Scusa, gabrilù, volevo vedere oyrad impallidire 🙂
    (A proposito, oyrad, anche il chewingum è ottimo per trovare subito la pagina 🙂

  12. Nessuno71 ha detto:

    sull’uso barbaro del posseder libri, Baricco ha qualcosa di interessante da dire in “I Barbari”. Lo consiglio a tutti, e presto lo recensirò. ciao!

  13. erremme ha detto:

    dal furore di avere libri subentra il furore di averne alcuni preziosi a cui resto legato come quello che ho appena postato.. se poi mi dici se posso o meno far vedere il kafka all’editore..un saluto di stima
    roberto

  14. sgnapisvirgola ha detto:

    Se un libro mi piace diventa parte di me, per cui lo tratto come tratto me. Lo sottolineo se lo ritengo il caso, lo stroppiccio in borsetta, gli faccio le orecchie perchè per ricordarmi una cosa io mi faccio le orecchie. Se un libro rimane intonso significa che ne ho letto 3 pagine e l’ho riposto. Ho visto persone leggere senza nemmeno aprire del tutto il libro. Secondo me si è offeso e pure parecchio. E’ come prentendere di baciare un uomo senza scompigliarli i baffi o una bella donna senza rovinarle il trucco. Non si può, e se ci vuoi andare dentro, devi aprire e ogni riferimento sessuale non è casuale:)
    Poi ci sono i libri di pregio che sono un’altra cosa. Quelli li quardi da lontano con gli occhi vestiti a festa, come si ammira un monumento, la foto di M.Monroe o un divano stile liberty.

  15. dreca ha detto:

    leggendo il post posso affermare con sicurezza di far parte del secondo tipo di lettore sottolineo, segno in vari modi e nella mia disorganizzazion spesso funziona.
    poi leggendo i commenti il riferimento agli e-book credo che ci vorrà un bel po’ di tempo §(sempre se avverrà) prima che il video sostituisca la carta per quanto riguarda le letture di piacere. cosa diversa è l’enciclopedia…la velocità dell’informazione le rende troppo velocemente obsolete…meglio la rete. insomma vecchi e nuovi media si modificano a vicenda, ma difficilmente il nuovo fa scoparire il vecchio, in caso lo rimodella un po’ (pensiamo al cinema e la televisione).
    beh scusa se mi sono dilungata troppo

  16. mrka ha detto:

    sottolineo, ora quasi sempre a matita, mentre in passato utilizzavo le penne. a volte mi lascio andare a ghirigori sottili, sul bordo. mi piace aprire il libro, dopo tanto tempo e trovare subito il passaggio tanto amato. ho una certa urgenza, talvolta. odio invece le orecchie come segnalibro e le pagine troppo aperte, con la linea sul dorso.

  17. oyrad ha detto:

    AVVISO IMPORTANTE: Cari ospiti di NonSoloProust, Gabrilù mi ha informato che purtroppo – a causa di un fastidioso problema tecnico di connessione – ultimamente non ha potuto aggiornare il suo blog con nuovi post e non ha potuto rispondere ai vostri commenti: infatti, come avrete constatato, il blog è praticamente “fermo” da qualche giorno. Ma non temete; Gabrilù mi ha detto di informarvi che non appena questo sgradevole problema tecnico sarà risolto -e nella speranza che questo avvenga quanto prima!- potrà riprendere a commentare le vostre risposte, e potrà finalmente aggiornare NonSoloProust. Nel frattempo Gabrilù vi saluta e vi ringrazia, e io stesso vi ringrazio per l’ attenzione.

  18. MariaStrofa ha detto:

    Io stavo già per allertare carabinieri, telefonare a chi l’ha vista e altre iniziative di questo tipo. meno male oyrad che sei venuto a rassicurarci (io e la mia tastiera di sicuro) – si stava un po’ striminziti senza l’aggiornamento di gabriella – e fioccavano felici pensieri di viaggi esotici o tristi pensieri di impossibilità indefinite che tu hai dissipato.

    grazie oyrad, speriamo presto presto presto.

    un saluto meraviglioso a gabriella.

  19. annaritav ha detto:

    Mi associo a MariaStrofa e resto in attesa. Grazie.

  20. gabrilu ha detto:

    Cari tutti e care tutte, sembra (dico sembra, eh, che con queste cose non si può mai aver certezza del domani!) che i miei problemi con l’ADSL si siano risolti. Sono stata sconnessa per quasi una settimana…
    Esperienza per molti versi frustrante, come potete facilmente immaginare, ma per altri versi anche mooolto interessante.

    Adesso cercherò di rimettermi in pari con gli arretrati e con la tonnellata di posta che ho scaricato 😦

  21. oyrad ha detto:

    Bentornata Gabrilù 🙂

  22. sabrinamanca ha detto:

    Avida lettrice, trascurata dai genitori ( a otto anni avevo già divorato “un amore” di Buzzati e “a sangue freddo” di Capote) amavo fare virgole, pieghe e quant’altro su libri tascabili del periodo da militare di mio padre, che già sapevano di vita vissuta. Poi, a quattordici anni, l’incontro stregato con una compagna di scuola del ginnasio. Un’amicizia tenera e feroce durata molti anni. Lei era la più intelligente, la più colta. Lei sapeva far tutto, dir tutto. Lei poteva tutto. Era ovviamente una maniaca. Mi prestava i libri spiegandomi che sarebbero dovuti tornare a lei nello stato in cui me li dava, ossia, come non letti. Dovevo addirittura aprirli a non più di 40 gradi per non sformarli. L’imitai in questo oltre che in tutto il resto. Fu un libricino di Emily Dickinson a liberarmi dall’incanto. Ancora oggi vado a cercarvi quelle emozioni che vi tracrissi alcuni anni fa e mi dico che anche per l’autrice (se io lo fossi) dev’esser un orgoglio d’aver fatto parte così intimamente del mondo del lettore. Del resto che cosa andiamo tutti cercando, autori e lettori, se non un riparo temporaneo dalla solitudine?

  23. gabrilu ha detto:

    @ I tuoi commenti, Sabrina sono sempre interessanti, pertinenti, azzeccatissimi. Grazie

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