O UOMINI, SIATE FELICI

Beethoven
Helingenstadt, 6 ottobre 1802.

Beethoven scrive ai fratelli Karl e Johann una lettera che passerà alla storia come “Il testamento di Heligenstadt”. Ha  solo 32 anni.

O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me, non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un’apparenza, il mio cuore e la mia mente erano sin dall’infanzia inclini al tenero sentimento della benevolenza, e avrei anche sempre voluto compiere grandi azioni, ma pensate solo che da sei anni sono colpito da un male inguaribile
[…]
con gioia vado incontro alla morte – ma se essa mi coglierà prima che abbia avuto occasione di sviluppare interamente i miei talenti artistici, sarebbe per me, malgrado il mio duro destino, troppo presto e vorrei che venisse più tardi – e tuttavia sarei contento lo stesso, non mi libera essa da uno stato infinitamente doloroso? – Vieni quando vuoi, ti vado intrepidamente incontro – addio, non dimenticatemi completamente quando sarò morto, me lo sono meritato perché nella mia vita ho spesso pensato di rendervi felici, siatelo

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8 risposte a O UOMINI, SIATE FELICI

  1. amfortas ha detto:

    A me l’inizio della Nona fa paura, nel senso che mi spaventa.
    Lo stesso Re minore che apre l’ouverure dell’Olandese e di tante composizioni (Requiem di Mozart, se non sbaglio) che ci portano ai margini della vita o, se preferisci della morte.
    Stasera c’è la prima dell’Olandese, qui a Trieste, io la seguirò per Operaclick.
    Ciao 🙂

  2. giuseppeierolli ha detto:

    Non so se lo avete notato, ma il coro, come i solisti, non ha gli spartiti in mano. Ci ho fatto caso perché era lo stesso in una esecuzione diretta da Karajan del Te Deum di Bruckner negli anni ’70 al Musikverein di Vienna (che seguiva a una memorabile nona, sempre di Bruckner). Mi ricordo che rimasi colpito dalla cosa

  3. sabrinamanca ha detto:

    mi hai garantito un felice risveglio conquesta ode alla gioia, Gbrilù. grazie.
    La storia di Beethoven non è altrettanto felice ma è la storia di un uomo e di una famiglia. Come tante.

  4. utente anonimo ha detto:

    Pop a me non l’ha detto mai nessuno, hai capito? Ciao Beethoveniana.
    P.S. Ho passatto un paio di capodanno con una mia amica pianista che allo scoccare della mezzanotte attacca l’Inno alla Gioia e puntualmente scoppia a piangere. Potenza della musica.

  5. utente anonimo ha detto:

    Uffa, ero Limi…

  6. gabrilu ha detto:

    @ Amfortas, è una delle mille meraviglie della Nona: inizia con una tonalità di morte, termina con un’Ode alla Gioia…
    Aspetto la tua recensione dell’Olandese, mi raccomando! Operaclick è un sito eccellente, Ciao e… curati la piaga, mi raccomando 😉

    @ Giuseppe, l’abbiamo notato, eccome!
    … Ma i Wiener Singwerein non sono quelli che sono per caso: questa si chiama grande professionalità. A me risulta che in concerto cantano sempre senza spartito. E poi, figurati con Karajan: quello li avrebbe appesi per i pollici, i cantanti, se avessero cacciato il naso nei pentagrammi… 😉

    @ Sabrina sono felice quando metto qualcosa di musica e trovo chi la apprezza…

    @ Limi le lacrime della tua amica pianista non saranno state per caso il risultato dell’effetto combinato Beethoven+ abbondanti libagioni di champagne? (scherzo, suvvia) 🙂

  7. arden ha detto:

    A molti tuoi post, come a questo, non mi sento di poter aggiungere altro che un “grazie”. Ma vero e sentito.

  8. arden ha detto:

    (anch’io scoppio a piangere quando si arriva all’inno alla gioia…)

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