LE VOCI DEL MONDO – ROBERT SCHNEIDER

Copertina libro

Robert Schneider, LE VOCI DEL MONDO, traduz. di Flavio Cuniberto, Einaudi Tascabili Scrittori, p.186, 2005, ISBN 88-06-17371-5

Che succede se un genio nasce nel posto e nel tempo e fra gente sbagliata, se il contesto rende impossibile che il suo talento possa svilupparsi e venire riconosciuto e valorizzato?

“Quando apprendemmo la storia sconcertante di Johannes Elias Alder, ci fermammo a riflettere: quanti uomini meravigliosi, filosofi, pensatori, poeti, pittori e musicisti il mondo avrà perduto solo perchè ad essi non fu concesso di imparare la propria arte? Forse — continuando nella nostra fantasia — non fu Socrate il filosofo più sublime, e non fu Gesù Cristo il più grande spirito amante, nè Leonardo il più straordinario tra i pittori o Mozart il più perfetto tra i musicisti; altri nomi, completamente diversi, avrebbero potuto segnare il corso della storia. Pensammo allora con un sentimento di cordoglio a questa schiera di sconosciuti, nati e non nati a un tempo. E Johannes Elias Alder era uno di loro” (pag. 8)

In uno sperduto villaggio delle Alpi austriache popolato da contadini rozzi e ignoranti vive, nei primi anni dell’Ottocento, un ragazzino dotato di un grandissimo talento musicale che nessuno intorno a lui è in grado di capire; anzi, per molto tempo egli viene, per la sua straordinaria sensibilità musicale, sbeffeggiato ed isolato, considerato un “diverso” da fuggire e disprezzare, chiamato “Piscio-di-cane” per il colore dei suoi occhi. Lui stesso inconsapevole del suo geniale talento, costretto a “sedersi all’organo al pari di un ladro, nell’eterno timore di essere scoperto” (p.122), Elias è “un genio la cui strepitosa intelligenza musicale averebbe potuto spingere l’arte del suo tempo ben oltre i confini del secolo” (p.134)

Due sono le grandi passioni della sua breve e drammatica esistenza: la musica e l’amore impossibile per la cugina Elsbeth che lo porterà a mettere in secondo piano persino la musica ed a spingerlo ad un singolare e straziante suicidio: Elias infati “all’età di ventidue anni si tolse la vita, avendo deciso di non più dormire” (p.3).

Se avete fatto un balzo sulla sedia perchè vi ho rivelato il finale, pensate che questo è un romanzo che inizia dalla fine; tutta la trama del libro è infatti riassunta già nella prima pagina ed il primo capitolo ha per titolo “L’ultimo capitolo”. Condensando tutta la storia nella prima mezza pagina, mi è sembrato come se l’autore mi lanciasse una sfida; come se mi dicesse: “ti sembra di sapere tutto, adesso, eh? Ma sai solo il cosa succederà, non il come io te lo racconterò …”.
Ma se è l’amore impossibile per Elsbeth che spinge Elias al suicidio, è la musica, a mio parere, la vera protagonista del romanzo. Ad essa sono dedicate pagine stupende decisamente all’altezza del Thomas Mann dei Buddenbrook e del Doktor Faustus, come quelle che descrivono l’unica volta in cui Elias vede riconosciuto il suo talento trionfando nel cimento di musica organistica nel Duomo di Erfeld o quando, ancora bambino, scopre per la prima volta la magia dei suoni e “le voci del mondo”.

Genio misconosciuto e solitario condannato a morire d’amore, Elias dunque si suicida, ed il romanzo si chiude riproponendo l’interrogativo con il quale si apriva:
“E ci ritornò assillante il pensiero: quanti uomini eccelsi il mondo avrà perduto solo perchè non fu loro concessa una vita più serena, un più giusto equilibrio di pena e felicità” (p.166).

Romanzo d’esordio dell’austriaco Robert Schneider, ex studente di musica al Conservatorio di Vienna, “Le voci del mondo” (pubblicato per la prima volta in tedesco nel 1992, subito caso letterario con le sue 100.000 copie vendute e poi, tradotto in italiano, vincitore del premio Grinzane Cavour 1995) è una storia di amore e di solitudine che ha per scenario una natura squassata dal terribile vento del phön, devastata da incendi ricorrenti, popolata da gente rozza, spesso crudele, in un’atmosfera intrisa di magia e superstizione da molti critici definita “gotica”.

Schneider riesce a giocare con il contrasto tra la rozzezza del contesto e la sensibilità e l’animo appassionato di Elias consegnandoci un romanzo poetico e dolente squarciato a tratti da esplosioni di violenza ma percorso da una struggente vena malinconica, ironia e senso del grottesco. Un romanzo, come acutamente rileva il traduttore Flavio Cuniberto, che è anche un “romanzo di formazione alla rovescia […] dove l’eroe non conosce formazione alcuna, non ha sviluppo, anzi seppellisce i propri inestimabili talenti negli angusti confini del ‘natio borgo selvaggio'”

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2 risposte a LE VOCI DEL MONDO – ROBERT SCHNEIDER

  1. seunanottedinvernounlettore ha detto:

    Comprato un paio di giorni fa, non vedo l’ora di leggerlo 🙂

  2. gabrilu ha detto:

    @seunanottedinvernounlettore
    Facci sapere. Come vedi, questo post finora non se l’è filato nessuno 🙂

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