AI LIBRI IO CHIEDO


“Il mio proposito è di trascorrere dolcemente, e non faticosamente, ciò che mi avanza di vita. Non c’è cosa per cui mi voglia romper la testa. Neppure per la scienza, di qualsiasi gran pregio essa sia. Ai libri non chiedo che di darmi piacere per un onesto passatempo o, se studio, non vi cerco che la scienza che tratti della conoscenza di me stesso, che m’insegni a ben morire e a ben vivere:

[…]

Le dificoltà, se ne incontro leggendo, non mi ci fanno rosicchiar le unghie, le lascio lì, dopo aver dato un assalto o due.

Se mi ci fissassi, mi ci perderei io e il tempo […] Se questo libro mi annoia, ne prendo un altro”

(Michel de Montaigne – Saggi)

Advertisements

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Citazioni, leggere e scrivere e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a AI LIBRI IO CHIEDO

  1. khinna ha detto:

    ecco ho scoperto quel che io stessa chiedo ai libri!
    buona giornata
    cris

  2. alexandra3 ha detto:

    chiedo la stessa cosa ai libri della mia biblioteca, ognuno l’ho scelto dopo una lunga meditazione, ogni volta che ne apro uno scopro qualcosa di nuovo, buona giornata

  3. PaoloFerrucci ha detto:

    De Montaigne fonte di saggezza…
    Credo che questo sentire accomuni molti di noi. 🙂

  4. arden ha detto:

    Pur non volendo mettermi sullo stesso gradino di Montaigne, sottoscrivo:-)

  5. Harion ha detto:

    chiedo ai libri quello che si chiede alla propria passione
    “accompagnatemi SEMPRE!”

  6. annaritav ha detto:

    A volte ai libri chiedo anche di farmi arrabbiare, di farmi piangere. Ma non mi ostino mai neppure io su pagine che non mi trasmettono alcun tipo di vibrazione. So many books, so little time. Buona serata 😉

  7. MariaStrofa ha detto:

    Ehi, ma ha copiato da Pennac questo Montaigne – no no come non detto, Pennac proprio non lo reggo: quando vedo il decalogo o chiudo gli occhi o non so. omnemodo…

    detto da montaigne doveva veramente trattarsi di libri noiosi, forse uno dei pochi che insieme con Rousseau è riuscito davvero a raccntare sé stesso (anche la parte meno edificante) – turris eburnea

    lettura suprema questa, altro che.

    ciao 🙂

  8. BibliotecadeBabel ha detto:

    Io ai libri non chiedo nulla. È grave? 🙂

  9. gabrilu ha detto:

    ciao khinna e benvenuta. I grandi pensatori servono (anche) a questo, a farci scoprire quello che già era dentro di noi

    alexandra hai ragione, ogni libro è una scoperta. E, oserei dire, a prescindere dalla qualtà (poi certo che una cerca di non disperdere le proprie energie e di puntare sui migliori, nevvero 😉

    Paolo in effetti, a giudicare dall’insieme dei commenti direi che hai proprio ragione 🙂

    arden aggradiniamoci, aggradiniamoci pure, io mi associo 😉

    Harion che bello questo tuo entusiasmo! E sarai ripagata perchè i libri, quando li si apprezza, non deludono e non abbandonano

    annarita Massimo Troisi ebbe a dire (ai libri): “voi siete tanti, ed io sono uno solo…” ^__^

    MariaStrofa l’analogia con il decalogo era balzata agli occhi pure a me. Anch’io Pennac non lo reggo, tranne che per “Come un romanzo” (con incorporato decalogo), che ho trovato delizioso.

    BibliotecadeBabel nel senso che ti (si) danno spontaneamente? 🙂

    Per tutti: ho citato questo pensiero di Montaigne anche perchè mi sembra che abbia molto in comune con quello che, a proposito della lettura, dice Harold Bloom (vedi quest’altro post )

  10. madeinfranca ha detto:

    “…non sapevo ancora leggere che, già,le riverivo, queste pietre drizzate:dritte o piegate, serrate come mattoni sugli scaffali della biblioteca o nobilmente spaziate in file di menhir, io sentivo che la prosperità della nostra famiglia ne dipendeva…li toccavo(questi monumenti n.d.t) di nascosto per onorare le mie mani della loro polvere…”

    solo dopo molti anni da che provavo
    analoghe sensazioni
    -no no che dipendesse l’agiatezza della mia famiglia ! ma che fosse un passato, una memoria storica, sì-
    ho scoperto in una traduzione che ne feci, queste considerazioni di J.P.Sarte in “Les Mots”.

    ed ancora oggi, provo
    le stesse sensazioni anche
    verso i nuovi/freschi di stampa che
    “… boîtes se fendent comme des huîtres “.

    bisousremerciants!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...