A CENA CON ANNA KARENINA – GLORIA GOLDREICH

Copertina libro
Gloria GOLDREICH, A cena con Anna Karenina, traduz. Rita Gatti, Newton & Compton, Collana Anagramma, p.320, 2006

Ho letto da qualche parte che questo romanzo potrebbe essere ribattezzato “Books and the city” ed in qualche modo è vero. Siamo a New York, a Manhattan, e le protagoniste sono sei donne. Sei amiche molto diverse tra loro ma unite da una grande passione che ciascuna coltiva sin dall’infanzia: la lettura. A turno, scelgono un libro ed un autore (spesso un’autrice) e si riuniscono a casa di una di loro per discuterne a fondo. Per farlo si preparano minuziosamente, e nonostante siano tutte professioniste molto impegnate (alcune anche con marito e figli) e con pochissimo tempo libero a disposizione leggono biografie, saggi, tutto quello che riescono a trovare sul testo prescelto. Assistiamo così alle loro discussioni su Tolstoj ed Anna Karenina — ovviamente — su Emma Bovary e Flaubert, Edith Warthon e Shirley Jackson, Sylvia Plath…

L’ analisi di critica letteraria serve anche, a ciascuna, per conoscere meglio sè stessa e le amiche. Perchè “il loro non era un gruppo di lettura come gli altri, perchè loro non erano lettrici come le altre. Avevano avuto altre eseprienze di gruppi letterari, ascoltando commenti superficiali, pseudoanalisi, parole buttate lì solo per dimostrare […] superiorità intellettuale. […] Erano loro ad essere diverse. La letteratura era la loro passione, ogni libro che discutevano rappresentava una sfida per il cuore e per la mente, ogni incontro una celebrazione di idee. La loro amicizia, l’intimità, erano radicate in quella passione condivisa, inespressa ma tacitamente riconosciuta. Discutendo i libri, si rivelavano l’una all’altra, palesando i propri sogni, le più recondite paure, le più rosee speranze. Come adesso, immerse nella vita di Emma Bovary. Che non commiseravano nè ammiravano” (p.52)

Ma i libri non rappresentano, dentro questo romanzo, solo oggetti transazionali o una sorta di test proiettivi. La bravura della Goldreich consiste proprio nel saper dosare sapientemente, riportando le discussioni del gruppo, gli elementi che riguardano l’analisi letteraria vera e propria e quelli che costituiscono le proiezioni e le identificazioni delle sei amiche. Che sono donne intelligenti e perfettamente consapevoli di questo meccanismo.

Le discussioni avvengono dopo la cena — preparata con cura dalla padrona di casa di turno e consumata con gran gusto — con caffè e pasticcini a portata di mano, comodamente sedute in ampie poltrone o accoccolate sui tappeti ma con le cartelle rigonfie di libri e di quaderni d’appunti, intrecciando discussione letteraria e vicende personali.

Ed arrivati a questo punto non facciamo a tempo a pensare: “Ma toh, guarda, è la stessa situazione descritta da Azar Nafisi in “Leggere Lolita a Teheran” che quest’idea viene in mente anche a loro: “Riordinarono tutte insieme i piatti, impilando i cuscini in un angolo, d’accordo sul fatto che il prossimo incontro si sarebbe svolto in casa di Trish alla fine di gennaio e […] scelsero un testo relativamente recente, Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi […] avevano idealmente adottato il gruppo di lettura iraniano, dichiarando quelle lontane lettrici le loro sorelle intellettuali.
“Proviamo a leggere anche Lolita di Nabokov”, disse Trish.
E poi scriviamo la seconda parte: Leggere Lolita a Manhattan, aggiunse caustica Elizabeth, provocando l’ilarità generale”
(p.145)

“A cena con Anna Karenina” è un libro sull’amicizia e sulla passione per la lettura colto e raffinato, spesso anche commovente. Una lettura gradevolissima ma assolutamente non banale.

Gloria Goldreich è una studiosa di storia ebraica, saggista, autrice di narrativa per ragazzi. Questo “A cena con Anna Karenina” è il suo terzo romanzo, con “Leah’s Journey” ha vinto il “National Jewish Book Award of Fiction”. Sposata con un avvocato, madre e nonna, vive a Tuckahoe, New York.

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13 risposte a A CENA CON ANNA KARENINA – GLORIA GOLDREICH

  1. yom ha detto:

    Passo per la prima volta grazie alla segnalazione di Clelia. Anche a me piace molto leggere e sono sempre alla ricerca di spunti e suggerimenti. Questo sembra molto interessante. Patrizia.

  2. sgnapisvirgola ha detto:

    Che bel modo di essere amiche. Bello davvero:)

  3. arden ha detto:

    Esiste anche un altro libro del genere, tradotto in italiano nel 2004 col titolo I libri della nostra vita(Sonzogno). Il titolo originale è “The reading Group”: cinque donne inglesi si riuniscono per discutere insieme le loro letture, e attraverso i libri (si parla di “Espiazione”, fra l’altro e poi non ricordo ora con precisione) finiscono col discutere o ricordare cose della propria vita.
    La formula di Lolita a Teheran evidentemente è piaciuta e ha creato un suo piccolo filone.

    Quanto ai gruppi di lettura, anch’io faccio parte di uno. Noi non discutiamo però di un unico libro letto da tutti. Nel nostro gruppo ciascuno legge un libro a sua scelta, e lo presenta spiegando come e perché gli è piaciuto (o no): alla fine chi è incuriosito lo prende in prestito. E in questo modo i libri circolano e nel tempo si confrontano inevitabilmente anche i pareri, si discute ecc.
    A noi piace di più parlare dei libri (in estrema libertà, molto informalmente, senza il minimo sfoggio culturale, e nel frattempo gustando cibi e vini ora in casa di uno ora in casa d’un altro di noi) che delle nostre vite. Di noi stessi abbiamo parlato nel passato molto a lungo tra amiche: ora è un grande sollievo non farlo più.

  4. arden ha detto:

    Aggiungo: nel gruppo siamo otto donne e due uomini.

  5. gabrilu ha detto:

    patrizia/yom grazie 🙂

    snapisvirgola a me non è mai capitato di fare un’esperienza del genere, per la verità. Sono stata spesso invitata a partecipare a gruppi di lettura ma per un motivo o per l’altro non ci sono mai andata.

    Arden interessante la tua segnalazione di questo libro sul gruppo di lettrici inglesi. Io, come ho detto sopra a sgnapisvirgola, non ho mai fatto esperienze del genere.
    A proposito del libro della Nafisi, quello che rende particolarissimo il suo libro (a parte ovviamente la sua bravura di scrittrice) è il contesto, e cioè l’Iran dell’integralismo galoppante…Lì veramente un gruppo di donne che si riunisce per discutere di letteratura occidentale è qualcosa di sovversivo e trasgressivo. Leggere Lolita a Teheran è un libro “speciale”.

  6. arden ha detto:

    Sono molto d’accordo sulla sostanziale diversità del libro della Nafisi, rispetto a questi altri.
    🙂
    Anna S.

  7. PaoloFerrucci ha detto:

    è una bella segnalazione: ne farò tesoro.
    già che ci sono, ti segnalo un giovane blog che forse può interessarti:

    http://ibridonne.splinder.com

    ciao

  8. gabrilu ha detto:

    Paolo grazie, conosco il blog libridonne, ed ho segnalato alcuni loro post nel blog roll qui nella colonna destra.

  9. oyrad ha detto:

    Proprio a causa di Proust ho rinunciato (e, date le premesse, volentieri) a far parte un gruppo di lettura, con incontri di volta in volta legati alla discussione attorno ad un unico titolo letto da tutti i partecipanti. Una iniziativa che, fin dall’ inizio, si prospettava fallimentare: il suo promotore esigeva di cominciare con “Il castello” di Kafka che, per comodità, lui (ma anche io), a differenza degli altri, aveva già letto (facile la vita, vero?). “Senti, lasciami per adesso finire Proust-ero ancora a “I Guermantes”-poi parteciperò anche io” e lui mi risponde “Ah, mavvedicomesei, tuconiltuoproust, IOpromuovolaletturadikafka… IOsonoapertoalleiniziative… IOalmenopartecipo… IO IO IO…” Insomma, se si vuole far parte di una iniziativa fra diverse persone e amici, mi sembra rispettoso e giusto almeno far partire tutti da uno stesso livello di partecipazione, non che fin dall’ inizio ci siano subito i “distinguo” fra chi ha “già fatto” e chi invece “deve ancora fare”…

  10. PattyBruce ha detto:

    L’ho comprato oggi, non ho resistito. In realtà avrei dovuto aspettare di leggere gli altri 6 titoli che sono lì ad aspettarmi, ma poi mi son detta “tanto prima o poi lo devi comprare” e l’ho preso ^___^

  11. utente anonimo ha detto:

    Incredibile ma vero! Da ben 4 anni, abbiamo creato un gruppo di lettura. Siamo donne che hanno 2 semplici obiettivi: leggere un libro individualmente e parlarne insieme. Ci incontriamo una volta al mese, per 2 ore: discutiamo del libro letto e ne scegliamo un altro, per il mese dopo, mentre gustiamo qualche leccornia che la padrona di casa offre. Il gruppo, ormai numeroso, è aperto e libero: si può entrare ed uscire serenamente.E' una bellissima esperienza, che alimenta l'amore per la lettura e rinforza il legame fra noi donne, che liberamente abbiamo scelto di "esserci" anche in questo modo.Più volte, abbiamo avuto anche la possibilità di invitare l'autore e di averlo come ospite d'onore.Tra i libri assegnatici per l'estate, c'è anche a "cena con Anna Karenina e saremmo veramente felici se l'autrice potesse essere tra noi 

  12. gabrilu ha detto:

    Anonima #12Ma che bella cosa, questa che ci racconti!Io  personalmente sono assolutamente refrattaria alla lettura in gruppo/di gruppo, ma la formula che avete adottato voi, invece, mi andrebbe benissimo: lettura in solitario,  seguendo i propri tempi e i propri ritmi,  discussione e scambi dopo, a lettura completata.Mi farebbe molto piacere se poi  tornassi a  raccontare le tue/vostre impressioni su questo  romanzo in particolare.Intanto ciao, grazie e buona lettura! Vedrai, è un romanzo molto  garbato e piacevole

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