TESTIMONE INCONSAPEVOLE – GIANRICO CAROFIGLIO

Gianrico CAROFIGLIO, Testimone inconsapevole, Sellerio editore, Palermo, ISBN-88-389-1800-7

Un ambulante senegalese, Abdou Thiam, accusato di aver ucciso e gettato in un pozzo un bambino di nove anni.
Un testimone chiave che detesta i “negri”.
Un avvocato che ce la mette tutta per dimostrare l’innocenza di Abdou. Contenuti molto “politically correct”.
L’avvocato, Guido Guerrieri, accetta di difendere Abdou proprio mentre si trova in un momento di particolare crisi della sua vita personale: fallimento del matrimonio, insonnia, crisi di panico.
Sullo sfondo, una Bari battuta dal vento ed alle soglie di una estate molto afosa. Aule di tribunale, ma anche mare e spiagge.

Testimone Inconsapevole è un legal thriller, “genere” finora poco coltivato, in Italia. Gianrico Carofiglio ci si avventura forte della sua esperienza di magistrato (Sostituto Procuratore a Bari) e lo fa scegliendo di far indossare al suo protagonista la toga, ma non la sua, che è quella del Pubblico Ministero. Quella d’avvocato. Quando si dice “mettersi nei panni dell’altro”. Il modo di narrare di Carofiglio è piacevole, semplice, molto “umano” ma per fortuna privo di svenevolezze. Persino ironico, a tratti. Insomma, Carofiglio mi risulta simpatico.
Non sempre, per la verità, l’intreccio dei due piani del romanzo (vita privata e vicenda processuale) mi è sembrato ben amalgamato ma tutto sommato il romanzo regge. Non si cerca il colpevole, ma di dimostrare l’innocenza dell’accusato. Il lettore viene condotto attraverso tutti i passaggi procedurali di un processo penale in una Corte d’Assise italiana. E questo male certo non mi fa, abituata come sono a conoscere forse più, grazie ai vari Perry Mason o, più recentemente, ai vari telefilm americani  più come ci si muove in un’aula di tribunale USA che in una nostrana. Il colpo di scena è sostanzialmente uno e ovviamente non ne parlo.

Mi risulta che Carofiglio ha già molti lettori appassionati che lo seguono fedelmente e che l’avvocato Guerrieri da molti di questi fedelissimi è già messo “in concorrenza” con il commissario Montalbano di Camilleri. Sembra proprio che in Italia difficilmente si possa fare a meno di tifo di parte del genere Bartali-Coppi, Callas-Tebaldi, Loren – Lollobrigida etc. Chissà poi perchè. A me non piacciono molto questo tipo di schieramenti, ma se proprio insistete, allora metterei in lizza anche un altro meridionale, il biologo  Lorenzo La Marca, il palermitanissimo personaggio creato dal palermitano  Santo Piazzese

Sul sito del Camilleri Fans Club  un’intervista a Carofiglio tutta da gustare. Le domande sono all’altezza delle risposte.

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13 risposte a TESTIMONE INCONSAPEVOLE – GIANRICO CAROFIGLIO

  1. oyrad ha detto:

    Buona serata Gabrilù: questo post ,che ho apprezzato assai, cade a fagiolo: cercavo proprio qualcosa su Carofiglio, e qui ho trovato tutto quello che poteva servirmi. Grazie 😉

  2. PattyBruce ha detto:

    In effetti ho un pochino esagerato con Carofiglio, ma come spiego nelle mie mini-recensioni, volevo capire se mi piaceva oppure no, cosa che alla lettura del primo romanzo, “Il passato è una terra straniera”, non mi era ancora chiara.

  3. sambigliong ha detto:

    Io mi son fermato a Il passato è una terra straniera. Che mi ha preso, all’inizio, e poi lasciato con un po’ d’amaro in bocca. Anche io mi son fermato: con tutti i giallisti italiani mi son fermato a uno (libro). Meno Olivieri, dimenticato dai più. E Camilleri.
    Di entrambi ho letto quasi tutto. (E qualcuno, come Dazieri, l’ho solo sfogliato; m’incuriosisce Faletti, ma lo riconosco: son prevenuto).
    un saluto a tutti quelli che passano e, naturalmente, a gabriella

  4. gabrilu ha detto:

    il tema immigrazione sta appena cominciando a entrare nel panorama letterario. mi chiedo come andrà a cambiarlo, che forma prenderà. questo di carofiglio mi sembra un caso molto interessante, prendo nota, e mi andrò a vedere il sito che indichi. grazie gabriella per la segnalazione e buona pasqua ex-post (il solo immaginare come puoi averla passata in quel luogo meraviglioso in cui abiti mi riempie di struggente invidia).

  5. MariaStrofa ha detto:

    Oyrad
    Sono sempre molto contenta quando qualcuno mi dice che un mio post gli è stato in qualche modo utile 🙂

    PattyBruce
    Esagerato, Patty? E perchè mai? Non si esagera mai, ad approfondire. Non è affatto escluso che prima o poi leggerò altri libri di Carofiglio, è autore piacevolissimo e per nulla banale

    sambigliong
    Non conosco per nulla Olivieri e Dazieri (mai sentiti nominare). Di Faletti non ho letto nulla e direi che per il momento non è nelle mie priorità. Adoro i gialli, i noir, i legal thriller, i thriller tout court ma i miei autori preferiti, in questi ambiti, stanno all’estero. E tra loro ci sono moltissime donne. Con qualche eccezione, ovviamente.

    P.S. Cosa succede al tuo blog, Remo? E’ da due giorni che mi risulta inaccessibile (pagina bianca e niente connessione). Capita solo a me o c’è qualche problema?

    Barbara68
    Hai ragione Barbara. Trattandosi di un giallo non ho potuto e non posso dire più di quanto ho detto, sulla trama del libro, ma se lo leggerai ti renderai conto che il modo che ognuno di noi ha di vedere l’Altro è uno dei punti più forti di questo romanzo di Carofiglio, che merita più di quanto io ho detto. A volte mi lascio prendere un po’ troppo dal gusto di cercare il peli nell’uovo 😉

    Il ponte di Pasqua, essendo appena tornata da un viaggio, l’ho trascorso chiusa in casa tra libri, DVD e musica. E a giochicchiare con iMovie e i videoclip ^___^
    Giornate terse e sole splendido. Quello bello primaverile, non quello orrendo estivo.

  6. utente anonimo ha detto:

    Gabrilu, infòrmoti che sei responsabile (e della cosa mi congratulo) dell’acquisto di Marai (confessioni di un borghese) e irene memirovsky (che conoscevo di fama) ma che i tuoi giudizi mi hanno incoraggiato a prendere – oltre alla libraia di joyce.

    Qui, gabrilu, io passo: nel senso che non leggo proprio il genere.

    Spero tu non lo prenda come uno sgarbo 🙂

  7. gabrilu ha detto:

    cara gabriella,
    se ti capita Olivieri merita.
    Una scrittura ricercata, decadente; sicuramente avrai visto o in tv o al cinema Il commissario Ambrisio, interpretato da Tognazzi.
    Troppo macchietta. Il vero Ambrosio ricorda un po’ Pepe Carvalho di Montalban. Più vero. Triste. Crepuscolare. Amante di Milano e di opere d’arte e della buona cucina.
    Non sembrano gialli, insomma, i libri di Olivieri.
    (Problemi al server per il mio blog).

  8. MariaStrofa ha detto:

    MariaStrofa
    Mi piacerebbe assai se,dopo averli letti, mi dicessi che ne pensi, dei libri di M. e della N. (a proposito di quest’ultima, hai letto il parere entusiasta del nostro Oyrad? 🙂
    Per quanto riguarda Carofiglio… e perchè mai dovrei prendermela? I miei post non sono “consigli per gli acquisti”. Sono solo appunti su libri che vado leggendo. E che molto spesso sono libri non recentissimi, se non addirittura cosiddetti “classici”. Se poi c’è qualcuno che attraverso un mio post decide di leggere un determinato libro o un determinato autore ben venga. Non può che farmi piacere.
    Per il “genere”… beh, sulla questione del “genere” in letteratura fiumi di inchiostro (su carta) e di byte (su monitor) si sono spesi e si continuano a spendere. . Personalmente utilizzo qualche volta questa dizione più per comodità che per altro. Ci sono una sacco di romanzi e di autori cosiddetti “di genere” (in particolare noir e thriller) che preferisco— e di gran lunga — a tanti autori e romanzi cosiddetti “seri” e magari pluridecorati da premi et similia…Mi guardo bene dal far nomi, chè questo tema — a giudicare da quel che mi è capitato di vedere in blog anche “altolocati” — è uno di quelli capaci di scatenare furibonde polemiche. Cosa alla quale personalmente non sono interessata 🙂

    sambigliong
    Seguirò il tuo consiglio e approfondirò, su Olivieri.
    Immaginavo che per il tu blog fosse sostanzialmente un problema di server. Ho visto però che si è risolto tutto. In genere queste cose capitano nei giorni di festa, quando i server sono meno monitorati.

  9. MariaStrofa ha detto:

    #8: sì certo, per me Jim Thompson è il più grande scrittore americano della sua generazione e pari merito della sua epoca ( non è un’iperbole) perciò non faccio – sempre – distinzioni di genere, anche se in genere il genere resta sempre sotto: ho già avuto modo di chiedere che mi si segnalino almeno tre, quattro scrittori di genere che siano i più grandi scrittori della loro epoca e non credo che avrò mai risposta; hanno un bel starnazzare ma qui la questione si chiude inesorabilmente.

    Mi riferivo soltanto al legal thriller e alla ben nota necessitade dell’ars longa vita brevis: il che non significa necessariamente che si debba passare tutto il tempo a leggere shakespeare invece di giogare alla pleistèscion.

    Anche se non l’ho letto, ho letto di peggio di carofiglio certamente (leggo certi blog, ad esempio): in fatto di libri, però, almeno a questo punto of life, devo fare tagli che non hanno alcuna giustificazione che non sia la mia.

    Probabilmente non riuscirò a leggere tutta la Bibbia del Diodati o
    tutto il Morgante – nemmeno volendo – quindi mi consolo dei tagli forzati e obbligatorii: sai anche tu, del resto.

    Per concludere, il mio intervento era più un desiderio di commentarti che un rilievo a tale lettura: ricordando ancora che, anche se non ho letto Carofiglio, ho letto molto di peggio e ancora, sicuramente, leggerò. 🙂

  10. gabrilu ha detto:

    gabrilu, scusa la mancanza del tuo nome dopo il numerino.

  11. dalloway66 ha detto:

    MariaStrofa
    So bene che sui libri, sulla necessità di operare scelte a volte anche drastiche, sull’ “io sono uno e loro sono tanti” (= uno scorato Massimo Troisi in “Ricomincio da tre” pensando a tutti i libri che ci sono al mondo), sulla stupidaggine di un’eccessiva gerarchizzazione e tassonomia dei “generi” letterari, sul fatto che cmq una gerarchia legata alla qualità esiste eccome… siamo sostanzialmente d’accordo, e credo che se questo scambio fosse avvenuto in privato non avremmo sentito, nè io nè tu, il bisogno di puntualizzare 🙂
    Ma siamo in pubblico, e dunque è più per gli altri che eventualmente ci leggono, che cerchiamo di chiarire il nostro pensiero 🙂

  12. gabrilu ha detto:

    Aggiungo una curiosità a proposito di Carofiglio. Riporto il trafiletto: “Alberto Sironi, regista televisivo celebre per avere diretto gli episodi del “Commissario Montalbano”, denuncia la mancata messa in onda, da parte di Mediaset, di due film tv prodotti dalla Palomar e da lui realizzati nel lontano 2004. I film sono “Testimone inconsapevole” e “Ad occhi chiusi”, tratti dagli omonimi romanzi del magistrato-scrittore Gianrico Carofiglio. Mentre Mediaset minimizza, definendo l’attesa “normale”, Sironi contrattacca sostenendo che quei prodotti sono troppo belli e raffinati per gli standard del Biscione e per questo restano in cantina”.
    Anch’io ho letto soltanto “Testimone inconsapevole” e mi trovo d’accordo con te nel dire che è scorrevole e piacevole da leggere, anche se non mi ha certo lasciato un solco indelebile…

  13. Anonimo ha detto:

    Dalloway66
    non conoscevo questo particolare sui film nel cassetto. Beh, se sono veramente così buoni penso che prima o poi qualcuno (qualche rete TV) li tirerà fuori.

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