MILAN KUNDERA e AMOS OZ

Una delle cose che mi affascina di più, della lettura, è la continua riscoperta del gioco di rimandi e collegamenti che esiste tra ogni libro ed altri libri; le associazioni di idee e connessioni di pensiero che ogni testo suscita.
Perchè ogni libro non è che il nodo di una rete e più gli autori sono grandi, più i libri si rincorrono l’un l’altro al di là dei confini del tempo e dello spazio.
L’ultima connessione in ordine di tempo mi è venuta dalla lettura di Chiacchiere di bottega di Philip Roth. Alcune frasi sul senso dell’umorismo del praghese Milan Kundera che mi hanno riportato alla mente frasi molto simili dell’israeliano Amos Oz.

  • “Ho scoperto il valore dell’umorismo nel periodo del terrore stalinista. Avevo vent’anni, e riuscivo sempre a riconoscere le persone che non erano staliniste, le persone che non dovevo temere, dal modo in cui sorridevano. Il senso dell’umorismo era un segno di riconoscimento affidabile. Da allora mi terrorizza un mondo che sta perdendo il suo senso dell’umorismo  (Milan Kundera a Philip Roth nel 1980)
  • In vita mia non ho ancora visto un fanatico dotato di senso dell’umorismo, e non ho nemmeno mai visto una persona dotata di senso dell’umorismo diventare un fanatico, a meno di non perdere il senso dell’umorismo.   (Amos Oz nel 2001, in Contro il fanatismo)
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6 risposte a MILAN KUNDERA e AMOS OZ

  1. amfortas ha detto:

    è vero gabrilù, è importante a tutti i costi mantenere l’umorismo e l’ironia, per sorreggersi e sorreggere gli altri, e per non diventare dei fanatici in nessun ambito. anche se l’umorismo può essere un’arma affilata e corrosiva, molto più efficace ed elegante delle invettive, Kundera docet. 🙂

  2. gabrilu ha detto:

    Non posso che essere d’accordo, l’umorismo e il non prendersi troppo sul serio è un ottimo salvavita.
    Per tutti.
    Ciao!

  3. fuoridaidenti ha detto:

    Barbara68 e Amfortas
    Non ho niente da aggiungere a quello che così bene avete già detto voi…

  4. gabrilu ha detto:

    E mi ricordi, visto che i libri sono catene di rimandi, “Il nome della rosa”. La crociata del venerabile jorge per scongiurare i rischi di una risata (dissacrante?)

  5. Anonimo ha detto:

    fuoridaidenti
    beh, allora, se proprio mi trascini sull’Amarcord, come non pensare al sessantottino “una risata vi seppellirà”? Peccato però che chi lo diceva dimenticava l’altro detto “ride bene chi ride ultimo”. E siccome tutte le strade portano a un libro, se continuiamo così andiamo a finire ad Umberto Eco ed al suo deliziosissimo Paese che vai… ^___^

  6. Anonimo ha detto:

    fuoridaidenti
    beh, allora, se proprio mi trascini sull’Amarcord, come non pensare al sessantottino “una risata vi seppellirà”? Peccato però che chi lo diceva dimenticava l’altro detto “ride bene chi ride ultimo”. E siccome tutte le strade portano a un libro, se continuiamo così andiamo a finire ad Umberto Eco ed al suo deliziosissimo Paese che vai… ^___^

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