IL GRUPPO – MARY McCARTHY

Copertina libro
Mary McCarthy, Il gruppo, (tit. orig. The Group), traduz. Elena Dal Pra, p.350, Einaudi, collana ET, ISBN 978-88-06-18662-3

Quando questo romanzo di Mary McCarthy venne pubblicato in America, nel 1963, ebbe subito uno straordinario successo (più di cinque milioni di copie vendute) nonostante le polemiche spesso molto aspre suscitate anche tra molti intellettuali per i toni troppo espliciti con i quali venivano trattati temi come la sessualità femminile (omosessualità compresa), il rapporto con la maternità, il modo di allevare i figli. In Inghilterra, il libro fu persino censurato.

Grandissimo il successo in Italia, dove il libro comparve per la prima volta nel 1964, edito da Mondadori. Scomparso poi per molti anni dalle librerie, è stato finalmente riproposto da Einaudi con questa nuova traduzione di Elena Dal Pra. Ho detto “finalmente” perchè con Il Gruppo siamo davanti ad un vero libro cult per la generazione alla quale appartengo.
Ricordo ancora l’impressione che mi fece quando lo lessi per la prima volta negli anni ’70 ed è per questo che l’ho voluto rileggere per intero in questi giorni. Per vedere se avrebbe superato la “prova rilettura” a distanza di tanto tempo e nonostante i profondi cambiamenti avvenuti in tutti questi anni non solo in me ma nel mondo, nel costume, nella morale corrente. Bisogna infatti tener presente, tra l’altro, che il romanzo della McCarthy è anteriore ai terremoti del ’68 ed ai momenti più significativi delle battaglie dei movimenti femminili e femministi. Ho provato grande piacere nel constatare come questo romanzo, così come molte altre opere della McCarthy, mi sia apparso ancora attualissimo nella sua rappresentazione della difficoltà di crescere che ogni nuova generazione inevitabilmente incontra, trovandosi, quale che sia il periodo storico, combattuta tra l’educazione ricevuta e il mutare dei tempi.

Il gruppo cui fa riferimento il titolo è costituito da otto ragazze, tutte di estrazione sociale molto elevata ed ex compagne di studi al Vassar College, il più prestigioso ed esclusivo college femminile degli Stati Uniti, nell’era roosveltiana.

Il romanzo si apre nel 1933, quando subito dopo la cerimonia delle lauree ognuna delle ragazze (che rimarranno comunque sempre in contatto tra loro) intraprende un diverso cammino, va incontro a differenti tipi di scelte.

Mary McCarthy segue il percorso di ciascuna di esse, ne racconta le vicende, le scelte davanti alle quali vengono poste, le illusioni e le frustrazioni, le vittorie e le sconfitte che a volte diventano vere e proprie tragedie. Il tutto con stile ironico e persino tagliente ma allo stesso tempo molto affettuoso, con grande capacità di penetrazione psicologica ed empatia nei confronti delle sue eroine, anche quelle meno simpatiche. Il risultato è che attraverso le storie di Kay, Dottie, Polly, Lakie, Priss, Pokey, Helena e Libby la McCarthy delinea un grande affresco dell’America del New Deal, appena uscita dalla crisi economica della Grande Depressione in cui tutte le ragazze devono e vogliono darsi da fare per trovare un lavoro che consenta loro di bastare a se stesse ed in cui i venti di guerra provenienti dall’Europa (guerra di Spagna prima e inizio della seconda guerra mondiale poi) si fanno sentire sempre più violenti e minacciosi.

Ma oltre al più immediato aspetto finanziario e dello scenario sociopolitico, c’è tutto il tema delle trasformazioni delle concezioni riguardanti il codice di comportamento sessuale.

Motivo di scandalo fu appunto, all’epoca, il modo diretto ed esplicito di trattare anche i problemi legati alla vita sessuale delle ragazze e al conflitto creatosi in quel periodo, nelle coscienze della nuova generazione di donne, tra quella che era stata l’educazione trasmessa dalla generazione delle madri e le nuove prospettive introdotte dal femminismo e da tematiche quali il “controllo delle nascite” e la questione dell’allattamento (naturale o artificiale?) dei neonati. E proprio a questi due temi sono dedicati due dei capitoli più significativi e — per quell’epoca puritana — dirompenti — del romanzo. In uno, la ventenne Dottie, appena persa la verginità, si reca da sola da una ginecologa per farsi istruire nelle pratiche anticoncezionali e nell’uso del pessario. In un altro, la storia della maternità di Priss Hartshorn che, sposata con un pediatra, unica nel suo ambiente e fascia sociale, allatta il proprio figlio al seno andando talmente in controtendenza rispetto all’uso mitizzato del biberon e dell’allattamento artificiale da ricevere persino proposte di interviste da vari media che le chiedono di raccontare questa sua “strana” esperienza.

Il sesso dunque è molto presente nel romanzo, e spesso la McCarthy sembra si diverta a provocare appositamente i suoi lettori. Ma sa farlo con grande eleganza, leggerezza, affetto ed ironia. Mai volgare ed irritante. Risultando di fatto molto più efficace di tante sedicenti scrittrici e scrittori di oggi che infestano le loro pagine di noiosi e soporiferi turpiloqui.

Il Gruppo, dal quale nel 1966 fu anche tratto un film diretto da Sidney Lumet, appartiene a quei libri che, pur essendo perfettamente contestualizzati e collocati con dovizia di particolari nel tempo e nello spazio trattano temi universali e parlano un linguaggio capace di arrivare al cuore ed alla mente di molte generazioni.

Mary McCarthy
Mary McCarthy, scrittrice polemista e giornalista americana di origini irlandesi, nata a Seattle nel 1912 e morta a New York nel 1989, ha affrontato anche grandi temi storici contemporanei in importanti saggi come Viet Nam (1967) e Hanoi (1968) ed ha scritto libri molto belli su Venezia e Firenze, città che amava e nelle quali soggiornò a lungo. Suo secondo marito fu Edmund Wilson e la sua più grande amica Hannah Arendt, conosciuta a Manhattan nel 1944. Un’amicizia che durò tutta la vita e che si interruppe solo alla morte della Arendt, nel 1975.

Mary McCarthy

Hannah Arendt e Mary McCarthy

 

 

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Libri e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

21 risposte a IL GRUPPO – MARY McCARTHY

  1. PattyBruce ha detto:

    Grazie, gabrilu, giusto in tempo per la mia incursione di domani in libreria (tornerò stracarica).Dato che sono nata nel ’61, quando ho raggiunto l’età della ragione ho solo potuto constatare quello che “le più grandi” avevano rivoluzionato. Ma come dici tu, sono temi sempre attuali.E poi è così raro incontrare eleganza, leggerezza ed ironia nei romanzi che trattano la sessualità…

  2. dreca ha detto:

    non conosco questo libro, ma dalla tua descrizione credo potrebbe piacermi, anche se parto probabilmente da un orizzonte diverso (considerando l’età).
    colgo l’occasione anche per ringraziarti della segnalazione del mio post, ne sono letteralmente lusingata ed onorata

  3. oyrad ha detto:

    Nel leggere questo tuo ottimo post ho ripensato anche a “I Ribelli” di Marai… ma forse sto pasticciando!😦

    La foto della copertina mi ricorda “Il grande Gatsby” nel film con R.Redford (e Mia Farrow? O Faye Dunaway? non ricordo chi era l’ attrice…)
    Insomma, questo mio commento è venuto proprio male… meglio che me ne vada a dormire… Buon week end Gabrilù, e, come sempre, grazie ancora per questi tuoi preziosi suggerimenti per le nostre letture…

  4. gabrilu ha detto:

    PattyBruce e dreca
    Sono sicura che vi piacerebbe. E’ un libro di scorrevolissima lettura e i personaggi molto ben delineati

    Rileggendolo con gli occhi di oggi, pensavo proprio quanto sia importante per le ragazze e le donne di oggi rendersi conto che tanti diritti e comportamenti che oggi sembrano scontati, normali, naturali, ancora fino a poche decine di anni fa non lo erano per nulla e pensavo soprattutto che per le donne non c’è mai nulla di acquisito una volta per sempre. Questo sul piano dei contenuti di fondo del libro della McCarthy. Ad un livello più di superficie, ripeto quello che ho già detto: è un ottimo romanzo, un bell’intreccio di storie e Mary McCarthy ha uno stile di scrittura vivace, concreto, brillante.
    Tra parentesi: consiglio vivamente anche l’epistolario tra lei e Hannah Arendt, bellissimo il sodalizio tra queste due donne e scrittrici eccezionali. Diversissime tra loro ma che si sono stimate, confrontate, aiutate e sostenute l’un l’altra dalla giovinezza alla vecchiaia.

    Oyrad
    No, sei fuori strada. Capisco che possa esserti venuta in mente l’associazione con I ribelli di Marai, probabilmente perchè anche lì al centro del racconto c’è un gruppo (di giovani uomini, in quel caso). Ma per il resto sono due libri completamente opposti. Nel libro di Marai c’è pessimismo, entropia, ribellione sterile ed autodistruttiva. Il gruppo de I ribelli tende d isolarsi e a rifiutare il mondo esterno, a rinchiudersi.
    Niente di tutto questo nel libro della McCarthy nel quale invece le ragazze guardano alla vita con ottimismo, voglia di fare, di realizzarsi. Le varie vicissitudini cui poi vanno incontro sono semplicemente le vicissitudini della vita, che nonostante tutta la nostra buona volontà e i nostri desideri non sempre è rose e fiori e spesso ci riserva anche brutte sorprese.

    Foto di copertina: hai ragione, sa molto di Grande Gatsby (Daisy era l’attrice Mia Farrow). Anche io ci avevo pensato, d’altra parte il periodo è quello.
    Per placare la tua legittima curiosità, ti dico che si tratta di un foto del 1920 del francese Jacques Henri Lartigue
    Questa volta, il progetto grafico l’hanno azzeccato, all’Einaudi, la scelta di questa foto è perfetta.

  5. khinna ha detto:

    lo leggerò volentieri, meno male che qualche libro viene recuperato!
    mi sono appena accorta che anche “notte e giorno” della Woolf è sparito!
    naturalmente l’ho postato, prima di saperlo😦
    ciao
    cris

  6. gabrilu ha detto:

    khinna
    Io penso che a volte il “recupero” e le ristampe (pensa che in questo caso della McCarthy l’Einaudi ha addirittura commissionato ad hoc una traduzione nuova di zecca) dipende anche dalla valutazione — giusta o sbagliata che possa rivelarsi — riguardante il numero delle persone che a quel determinato autore possano essere interessate. E personalmente non ci vedo nulla di scandaloso.
    La letteratura è (giuro) l’unico ambito al mondo in cui in qualche modo tendo a credere ad una sorta di “selezione della razza”. Autrement dit: chi non muore sopravvive o (detto più tera-tera) se son rose prima o poi (ri)fioriranno.

    Per Giorno e notte della Woolf:
    Io ce l’ho. Einaudi Supercoralli. Risale ai tempi della mia grande abboffata di Virginia 🙂
    Non lo considero uno degli imprescindibili della Woolf, però. La quale, diciamolo, ha fatto di molto meglio. Forse per questo non l’hanno ristampato. Però certo, ormai la Woolf è un classico, e dei classici dovremmo poter disporre di tutto. Se possiamo leggere le sue lettere, a maggior ragione dovremmo poter leggere tutte le sue opere destinate alla pubblicazione. A maggior ragione se in passato sono state già pubblicate.

  7. annaritav ha detto:

    Profetica gabrilu! Il tuo post è stato propedeutico alla lettura che mi accingo a fare del testo di Mary McCarthy. Sobrio e incisivo, come sempre nel tuo stile. Grazie e un bacione.
    P.S.:ho ancora i sensi pieni dei colori, dei suoni e dei profumi della tua Sicilia. Che nostalgia… buona giornata.

  8. gabrilu ha detto:

    annarita
    bentornata! Avevo visto il post sul tuo blog, sapevo che eri qui in Sicilia🙂
    L’avessi saputo prima avrei anche potuto fare un salto a Caltabellotta, non sarebbe stato complicato. Vabbè sarà per una prossima volta🙂
    Per Il gruppo vedi che coincidenza! E allora, mi faresti un enorme piacere se dopo averlo letto mi dicessi (qui o da te, come preferisci) cosa ne pensi. Sono curiosissima di sentire il parere di chi questo libro lo legge per la prima volta e con gli occhi, la sensibilità, il contesto di oggi.
    Guarda che ci conto, eh? Anche poche righe (o anche tante, fai tu), come vuoi.

  9. PrimoCasalini ha detto:

    Non ho letto il libro né visto il film, vivevo allora in un felice stato di maschio tollerante però centripeto.
    Il film lo guarderò per due ragioni, una si chiama Sidney Lumet, l’altra – più importante – si chiama Candice Bergen.
    Però di Lumet c’è prima un film che ci stiamo litigando io e Giuliano, ed anche di Candice c’è un film, sì… quello lì, pensateci un momento e direte: Ah!
    Però devo sbrigarmi, non ci si può fidare di nessuno…

    saluti sabbatici
    Solimano & Primo

  10. gabrilu ha detto:

    Primo & Solimano
    Candice Bergen ha interpretato uno dei film a me più cari di tutta la storia del cinema. Non era sola, ma con quell’altra gran-dis-si-ma donna ed eccezionale attrice che si chiama Jacqueline Bisset.
    Il film di cui parlo è Rich and famous del 1981. Regia di George Cukor (e se dico George Cukor parlo mica di un bruscolino qualunque, nevvero).

    Ovviamente, se oggi chiedessi in giro: “chi è Jaqueline Bisset” la maggior parte della gente farebbe una faccia caprina e mi risponderebbe che non lo sa, ma che probabilmente trattasi di una tronista di Maria De Filippi.

    L’ultima scena di “Ricche e famose” (questo il titolo italiano del film) — quella davanti al fuoco — in cui Candice la notte di capodanno molla il suo party newyorkese molto “in” e va a trovare Jacqueline nella baita di montagna e le due donne dopo essersi azzannate e infilate le dita negli occhi tutta la vita capiscono finalmente di essere non solo grandi amiche ma anche di essere nella stessa femminil barca è, secondo me, da Oscar, Oscar, Oscar. E chissenefrega se l’Oscar non glielo hanno mai dato. Gliel’ho dato io, il mio Oscar.

    ….E comunque. Annie Girardot ha l’Alzheimer, il che mi ha messo una gran tristezza addosso. Razionalizzata immediamente, perbacco. per la serie: “Ma ci sono drammi molto più seri al mondo” Però non sempre le razionalizzazioni funzionano, e la tristezza è rimasta eguale.

  11. madeinfranca ha detto:

    oh gabrilu…per scrivere il mio commento leggo automaticamente l’ultimo, il tuo,…e sì, “la tristezza
    rimane sempre uguale”…
    e il filone-ricordi si muove…
    Annie Girardot che quando la “conobbi” (Rocco e i suoi fratelli)
    …non avevo l’età(vietato ai minori!)e, grazie almiototallookpezzodiragazzaocchieyelinerquantobasta…potei entrare al cinema. Mi dicevo beh..sì non è bella come Claudia Cardinale ma sarà che è francese, come soggioga
    i maschi…( ciao Annie )
    …ma le mie prime pruderie risalgono a qualche anno prima quando
    mia madre e sua sorella si scambiavano libri con “traccheggi” di sguardi e mezze parole
    acchè non cadessero nelle mani di noi piccoli (!) di casa.
    “Il gruppo”…mi cadde nelle mani !
    Naturalmente lo leggevo a spezzoni
    e col doppio brivido
    di non farmi scoprire e di ciò che… andavo scoprendo…
    ricordo che più di tutto mi colpì
    un mondo , un altro mondo, lontano
    dallo “stato” dell’universo femminile
    in cui vivevo…mamma, zie, nonne , amiche di famiglia che no,
    non “si muovevano” così.
    Il libro essendo rimasto a “spezzoni”
    ho avuto il piacere, poi, di vederlo
    in immagini…film che ha dato al meglio la concretizzazione della abbozzata sensazione che avevo avuto all’origine (nel frattempo
    mi ero pur dotata di un po’ di critica storica !)
    Beh, ora è il momento di leggerlo…
    comme il faut !
    Grazie dunque della “sosta” e…
    ti saprò dire.

    bisousderendezvous !

  12. gabrilu ha detto:

    madeinfranca
    si, si, dicci…
    Il film io non l’ho visto, non so perchè. Oggi sarei molto curiosa di vederlo. E per la prima volta.

  13. dalloway66 ha detto:

    … e la lista si allunga!
    Ogni volta che passo dal tuo blog mi viene una voglia tremenda di spegnere il computer e mettermi a leggere. Anzi lo faccio subito, con ‘Le braci’ di Marai, prima che tu ci scriva su (così almeno una volta non sarò impreparata!)
    un abbraccio

  14. gabrilu ha detto:

    dalloway66
    Dirmi che posso far venir voglia di leggere è il più bel complimento che mi si possa fare. Il problema è che questa voglia riesco a farla venire a chi già ce l’ha di suo…Come te, ad esempio. Il vero successo sarebbe riuscire a far venir voglia di prendere un libro in mano a chi di solito non lo fa😦

    Le braci è stato il primo libro di Marai pubblicato in Italia da Adelphi e dunque il primo che ho letto. Stranamente, mi piacque molto, ma il mio amore per Marai, “quel certo non so che” è scattato molto tempo dopo. Con i suoi due volumi autobiografici e con La donna giusta, il romanzo che oggi, avendo ormai letto tutto quello che di suo è stato pubblicato in Italia, posso dire essere il mio preferito.

  15. alexandra3 ha detto:

    Torno dalla libreria (in realtà era sabato). Libreria e cineclub. Ho passato così la primavera. Ho visto Marai e lo prenderò alla prossima occasione. Questa volta ho scelto Schnitzler. La sua prosa mi dà un senso di calma, non so perché. E dopo A.S. Byatt. Non so se ti piace. Spero di incontrare sulla mia strada Il gruppo perché sono molto interessata al tema donna-scrittura e donna-sessualità.
    Ho un progetto che riguarda la Arendt che ho conosciuto indirettamente nelle pagine di Adriana Cavrero e le altre filosofe di Diotima. Un gruppo.
    A presto

  16. oyrad ha detto:

    Ho finito “Il gruppo” giusto l’ altro ieri sera – ma ieri non ho potuto commentare, stanco dopo una devastante giornata in macchina per andare a prendere dei materassi fatti fare su misura a Torino, dove non ero mai stato, e che anche ieri, ohi ohi, non ho visto, dato che mio padre si è arenato su un ponte fuori città – da dove si scorgeva la Mole dell’ Antonelli – per farmi vedere “le carpe del Po”…

    “Il gruppo” è un libro che dovrebbe essere letto (da ragazzi e ragazze) ancora oggi: è ancora molto attuale e moderno – moderno anche rispetto agli accenti “reazionari” che stanno riemergendo in questi anni e che stanno portando i nostri tempi indietro di molte conquiste, oggi nuovamente rimesse “in discussione” e “sotto assedio” mediatico-clericale…

    Ho trovato davvero molto interessanti anche le parti dedicate ai neonati, al comportamento delle madri e dei padri nei confronti dei figli, etc.

    E la scrittura è avvincente: ho provato commozione (cosa che non mi capita tutti i giorni) nella parte finale, che mi ha molto rattristato… e Harald è un… uomo disgustoso: volevo usare un’ altra parola, una parolaccia, ma di solito non dico parolacce in casa d’ altri😉

  17. gabrilu ha detto:

    Oyrad
    Anch’io quando ho riletto Il gruppo ho pensato che, oltre a darci un interessante spaccato storico della società americana di quegli anni, è un libro ancora molto attuale. Anche perchè — e qui mi collego a quello che tu dici circa i rigurgiti reazionari cui su certe tematiche assistiamo oggi — è sempre bene non dimenticare che nessuna conquista è data una volta e per tutte, niente deve essere dato per scontato e che è sempre possibile tornare indietro…
    In quanto alla scrittura della McCarthy, se non lo conosci ti consiglio (oltre che il carteggio più che ventennale con Hannah Arendt, molto bello) il suo piccolo libretto su Venezia, che sono sicura ti delizierà.

    http://www.anobii.com/books/01720d9be9a61cb4fa/

  18. Remy71 ha detto:

    Lo sto leggendo in questo periodo, Il gruppo, ed è stata senz'altro una grande scoperta…Non avrei nulla da aggiungere a quanto hai scritto, tranne che la scrittura della McCarthy mi manca, oggi, tra gli scrittori odierni…Un po' come mi mancano certe commedie raffinate di una volta.

    Grazie per aver parlato,
    Alex

  19. gabrilu ha detto:

    Alex
    La McCarthy era  raffinata in superfice ma tostissima  e di nocciolo   più  che duro in profondità.
    …Fosse stata diversa,  Hannah Arendt non si sarebbe legata con lei  in una amicizia interrotta solo dalla morte  (della Harendt).
    Ciao e grazie 🙂

  20. utente anonimo ha detto:

    quindi debbo insistere… le prime pagine non mi hanno convinta.
    chiara

  21. gabrilu ha detto:

    Chiara
    Non è che il romanzo deve piacerti per forza,  mi premeva solo dire che in ogni caso  la McCarthy non deve venir sottovalutata o considerata una scrittorella qualsiasi.
    Se poi hai voglia di dire le tue impressioni finali sei sempre la benvenuta.
    Ciao!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...