VERSO L’ORIENTE, VERSO LA LUCE

Questa volta non ho aggiunto colonna sonora, al filmino che ho fatto a Chartres. Ho preferito lasciare i suoni di sottofondo così com’erano. Mi piace si sentano i passi della gente risuonare all’interno di Nôtre Dame de Chartres e del suo labirinto.

Sul sito ufficiale della Diocesi di Chartres c’è scritta una cosa importante, e cioè che i labirinti delle cattedrali francesi contrariamente a quello di Cnosso non hanno lo scopo di fare smarrire colui che vi entra: in essi non ci sono falsi percorsi;  i loro meandri portano in ogni caso al centro del disegno perchè Le labyrinthe est un chemin symbolique qui mène l’homme de la terre à Dieu; un chemin où l’homme va à la rencontre de Dieu. Le centre de cette grande figure symbolise la Cité de Dieu. La démarche du labyrinthe ne consiste pas seulement à aller jusqu’au centre mais à en repartir. Le pèlerin est invité à emprunter la ligne tracée face à lui pour monter vers le chœur de la cathédrale, vers l’orient, la lumière

Sono stata fortunata ad andare in Cattedrale di venerdi, perchè è il solo giorno della settimana in cui sembra sia  permesso percorrere il labirinto.

La sola musica è quella dell’organo della Cattedrale, in una piccolissima sequenza ripresa appena terminata la grande messa che viene celebrata ogni Domenica mattina in rigoroso rito gregoriano. Una cosa magnifica. Ma certo non potevo filmare o fotografare, durante la Messa…

Le mie foto su Flickr sono qui ed anche qui in slideshow

  • La Cattedrale di Chartres (in italiano)
  • Il sito ufficiale della Diocesi di Chartres (in francese) molto ben fatto in cui si può vedere anche lo schema e il percorso del labirinto.
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    Informazioni su gabrilu

    https://nonsoloproust.wordpress.com
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    12 risposte a VERSO L’ORIENTE, VERSO LA LUCE

    1. melpunk66 ha detto:

      oh che bella, la cattedrale di chartres. ovviamente il labirinto è simbolo dell’opera o del perocorso iniziatico, anche se il concetto di smarrimento non è del tutto alieno, perché rappresenta una fase, una possibile fase del cammino stesso, unsa sua difficoltà.

    2. gabrilu ha detto:

      Melpunk
      Sul concetto di labirinto in genere ci sarebbe da dire moltissimo, tra l’altro è una delle mie passioni. Nel caso specifico di questo tipo di labirinti si, certo hai ragione: sintetizzando (e banalizzando) al massimo, il concetto è che comunque la via verso la luce è tortuosa e non lineare…

    3. melpunk66 ha detto:

      esatto. c’è da dire molto e molto sui labirinti, di cui sono appassionato come te, ma ildiscroso semplificato al massimo è proprio questo! sono tornato indietro grazie al tuo viaggio (fotografico e non). grazie

    4. sgnapisvirgola ha detto:

      Molto bello e che brava operatrice sei!
      Bentornata:) Affascianante il labirinto che è sempre una sfida a non arrendersi mai nel raggiungere l’obiettivo. Ti ritrovo con piacere:) Un bacio.

      p.s. le vetrate mi hanno ispirata per anni a colorare ogni finestra mi capitasse a tiro, immaginati casa mia:)

    5. PrimoCasalini ha detto:

      Un labirinto di tutt’altro tipo l’ho rivisitato di recente. E’ il piccolo labirinto vegetale del Giardino Giusti di Verona (entrata a pagamento!), a poca distanza dalle meravigliose tarsie di Fra’ Giovanni da Verona in Santa Maria in Organo, di là dell’Adige. Questo labirinto vegetale è carico di secoli, naturalmente sopravvive il disegno, non le siepi di bosso man mano sostituite. A me il labirinto fa pensare al “Forse che sì forse che no”, che impera a Mantova, o, più semplicemente, al “Può darsi!” di una magnifica piccola storia taoista.

      buon tardo pomeriggio
      Primo & Solimano

    6. gabrilu ha detto:

      sgnapisvirgola
      mi piacerebbe proprio vederle, le vetrate di casa tua! 🙂

      Primo & Solimano
      Questo tuo cenno ai labirinti vegetali mi ha fatto tornare in mente un film di tanti anni fa, che ricordo molto, molto vagamente ma che all’epoca mi piacque assai e che oggi rivedrei molto volentieri: il titolo italiano era “I misteri dei giardini di Compton House” di Peter Greenaway.
      E nel cinema, di labirinti vegetali mi pare ce ne siano abbastanza, non è vero?

    7. biancas ha detto:

      10 e lode per la scelta di lasciare i “suoni naturali”.
      per quanto riguarda il labirinto mi hai fatto venire in mente un’installazione di Robert Morris all’interno del parco di scultura ambientale a Ville Celle nei pressi di Prato.
      Quando sei dentro non riesci ad avere la percezione della forma della pianta, complice un pavimento che cambia inclinazione continuamente; poi arrivi per forza in uno spigolo senza via d’uscita.
      Solo dall’esterno, salendo su un punto di osservazione prestabilito, puoi renderti conto della forma della scultura.

    8. sgnapisvirgola ha detto:

      Lo farei volentieri:) Peccato che sono le 19 finestre che lasciai nella casa di tanto tempo fa. Era un periodo floreale e paesaggistico. Chissà che non torni l’ispirazione:)

    9. utente anonimo ha detto:

      Mi vergogno un po’ a dirlo, ma mi sono sempre sentito poco francese… Anche al cinema coi francesi mi fermo a Renoir e René Clair (poi salto a Jeunet e alla sua Amélie che sembra un cartone animato).
      La presente solo per ringraziare dell’attenzione. (Leggo sempre il blog, che è pieno di cose belle, ma questo è il mio primo commento)
      Giuliano

    10. gabrilu ha detto:

      biancas
      Grazie, mi fa piacere vedere che condividi lo spirito della mia scelta.
      Il labirinto di cui parli non lo conosco, ma da come ne parli deve essere affascinante

      sgnapisvirgola
      19 finestre?! Perbacco, e tutte con i vetri dipinti! Doveva essere un vero spettacolo 🙂

      Giuliano
      Onoratissima della tua visita “parlante” 🙂
      Amo moltissimo (anzi adoro) la letteratura e la pittura francese. Non particolarmente il cinema francese a parte quelli dei registi che hai citato tu e ci aggiungerei Marcel Carne (meravigioso “Les enfants du Paradis” e poi i vari “Il porto delle nebbie”…)e Malle.
      Di attori ed attrici francesi che mi piacciono ce ne sono invece un sacco, tanto che non sto nemmeno ad elencarli

    11. utente anonimo ha detto:

      Salve , Gabriella, la tua visita di Chartres mi rimanda al nostro incontro due anni fa (tre?) a Amiens. Ma chi sa perché non ti ho proposto, quel giorno di giugno, di farti fare la visita della catedrale, una delle più famose al mondo? Sai che c’è anche li, un labirinto celeberrimo? Forse eravamo solo preoccupate di Proust e di camminare nella città senza pensare ad altro che di godere il momento! E’ stato troppo rapido!
      Il labirinto? Un modo per gli architetti e costruttori del momento di appoggiare la loro firma e di insistere sul fatto che un labirinto è il segno, la prova indiscutabile che si tratta veramente di una catedrale!
      Buona notte di
      Angèle

    12. gabrilu ha detto:

      Angéle
      è sempre un piacere vederti qui, cara Angéle 🙂
      … A proposito della cattedrale di Amiens, ricordi male: quando sono venuta a trovarti ad Amiens ci siamo state, a vedere la splendida cattedrale, ed anzi tu mi hai spiegato un sacco di cose… ed era piena di bambini che, anche lì, cercavano di percorrere il labirinto
      Solo che eravamo talmente occupate a chiacchierare che non mi è venuto in mente di tirar fuori la macchina fotografica. Fotografare, almeno per me, è un’attività da svolgere in solitario 🙂
      Ciao e salutami la tua bella Corsica, che purtroppo non conosco ancora

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