W L’ORSAY!

Uno dei miei grandi musei parigini preferiti, assieme al Carnavalet, è il Musée d’Orsay, dove non manco mai di andare in pellegrinaggio per almeno mezza giornata tutte le volte che sono a Parigi.

Mi piace tutto, dell’Orsay.

Il tipo e la quantità di opere esposte, certamente. Su questo è persino superfluo che mi soffermi. Ma l’Orsay mi piace enormemente anche per la sua architettura, per il fatto che ci sia tanta luce, che le opere sono tutte ben esposte, ben visibili e senza fastidiosi riflessi di luce. Perchè d’estate c’è un’aria condizionata efficiente, ben regolata e piacevolissima. Mi piace perchè ovunque ci sono comodi sedili e posso sedermi tutte le volte che mi vien voglia o che sono stanca di stare in piedi e di macinar kilometri e dunque non mi capita mai (come invece mi è successo al Prado o ai Musei Vaticani o al Louvre, per fare solo qualcuno dei molti esempi che mi vengono in mente) di fuggir via a malincuore solo perchè stremata e desiderosa di sedermi fosse pure su un gradino dell’ingresso

E’ un aspetto, questo della logistica e delle comodità offerte ai visitatori per la visione delle opere d’arte esposte in una mostra o in un museo di cui in genere si parla poco, perchè forse ritenuto poco "culturale". E invece è un aspetto importantissimo, perchè come si fa a godersi il centesimo quadro di una mostra quando per due ore di seguito non hai fatto che stare in piedi e camminare? Il "cosa" ci sia da guardare è importante, ma il "come" te lo fanno guardare è altrettanto importante.

Ed infine… al Musée d’Orsay si può fotografare e filmare tutto e dappertutto. L’unico divieto riguarda l’uso del flash (ma le sale sono talmente inondate di luce che del flash non c’è alcun bisogno).

Ecco, questo del divieto di fotografare esistente  nel 99% dei musei (mi riferisco in particolare a quelli italiani) io non l’ho mai capito.  Al Musée d’Orsay ci sono tonnellate di capolavori di pittura, scultura, oggettistica, mobili, pannelli, arazzi di valore inestimabile… eppure tutti sono liberi di scattare a volontà e gli imponenti controlli che si devono superare all’ingresso e poi quelli che ci sono (presenza discreta ma ubiqua) nelle sale sono rivolti soprattutto alla sicurezza e, ovviamente, contro i furti e/o i danneggiamenti delle opere.

In questo mio moooolto artigianale filmino, più che riprendere  le opere mi interessava  dare l’idea del contesto. Chissà se ci sono riuscita, almeno in parte?

Come colonna sonora ho scelto Paris, un brano di Brad Mehldau, un pianista che mi piace molto, tratto dall’album Places, del 2000


La Gare d’Orsay, la vecchia stazione ferroviaria
  • Il sito ufficiale del Musée d’Orsay
  • Il Musée Carnavalet
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    Informazioni su gabrilu

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    14 risposte a W L’ORSAY!

    1. oyrad ha detto:

      A Parigi, fra le mille cose belle da vedere, c’è anche il Museo Jacquemart-Andrè, al quale era stata dedicata, qualche anno fa, una mostra qui a Milano, al Poldi-Pezzoli. La casa-museo parigina ospita la preziosa collezione d’ arte di Edouard André e Nélie Jacquemart. A guardare le foto delle sale, che, a grandi linee, dovrebbero ancora oggi essere conservate secondo la volontà della coppia di collezionisti, mi vien da pensare alle sale del Poldi, distrutte dai bombardamenti, con la conseguente perdita di un contesto museale -e domestico, dato che anche il Poldi era una casa-museo-davvero straordinario, e per molti versi simile, a quello allestito dai due collezionisti parigini. Ecco, il Museo Jaquemart-Andrè, se non ci sei ancora stata, lo consiglio caldamente… ma per il resto credo che, in fatto di offerte museali e culturali parigine, tu sia di gran lunga molto più informata del sottoscritto… quindi taccio! 😉

    2. dreca ha detto:

      veramente stupendo e poi all’interno si trovano dei veri capolavori…

    3. SimonaC ha detto:

      Il mio museo preferito!

    4. gabrilu ha detto:

      Oyrad
      Di musei strepitosi e che mi piacciono molto ce ne sono tantissimi, in Italia e all’estero. E a Parigi, certamente. Però per me l’Orsay e il Carnavalet hanno, per motivi diversi, un fascino ed un’attrazione particolare, chettedevodi’… 🙂

      dreca e Simona
      smile! ^___^

    5. RobyBa ha detto:

      Ciao, Gabrilu! Sono ROBY di Abbracciepopcorn (ma per Splinder il nickname di 4 lettere era troppo corto): ho trovato coinvolgente il tuo filmato, bellissima la musica scelta (che non conoscevo) e azzeccato il tuo post. Nel senso che sono d’accordo anch’io sulla straordinarietà del D’Orsay e sui musei come luogo dove ci si possa “riposare” anche fisicamente. oltre che spiritualmente! A proposito di questo, sempre a Parigi, nel giardino del Museo Rodin, ci sono delle sedie a sdraio fa-vo-lo-se: le mie vertebre le rimpiangono ancora…
      A presto!
      Roby

    6. habanera2 ha detto:

      Il Musée d’Orsay! Grazie, Gabrilu, non potevi farmi un regalo più bello di questo filmato. Ho notato anche che ti sei soffermata con la cinepresa su uno dei miei amatissimi Van Gogh. Ah, quelle adorabili panchine… ci ho passato non so quanto tempo, nella sala 35 (se non ricordo male), in estatica contemplazione del mio pittore preferito. Ma tutto il museo è stupendo, iniziando dalla sua struttura che, ricordiamolo, è opera della nostra Gae Aulenti.
      Prima mi tenti con George Clooney, ora con il Musée d’Orsay, insomma hai proprio deciso di farmi ritornare a Parigi di corsa…

    7. gabrilu ha detto:

      Roby
      Che piacere vederti qui! Sei molto buona a elogiare il mio filmettino 🙂
      E’ fatto con sentimento ma tecnicamente sono ancora molto imbranata. Uso da poco la videocamera ed ancora non mi è entrato nella zucca che non devo camminare mentre filmo (che poi a guardare il filmato o viene il mal di mare o devo tagliare un sacco di roba) e usare poco o niente lo zoom 😦
      Conosco bene il giardino del museo Rodin, piccolo, tranquillo, delizioso. Una vera piccola oasi in pieno centro. E il museo mi piace anche perchè ci sono opere di Camille Claudel. E già che sei un’appassionata di cinema: conosci il bel vecchio film “Camille Claudel” con Gerard Depardieu (Rodin) e Isabelle Adjani (Camille Claudel)? A me piace assai…

      habanera
      cara habanera, possiamo proprio dire che Parigi val proprio una corsa 🙂

    8. sabrinamanca ha detto:

      Mi hai fatto tornare la voglia!!!
      Fra una decina di giorni, se va tutto come deve, ci torno, soprattutto in virtù delle facilitazioni al riposo.
      Brad Mehldau l’ho visto un anno fa circa in un concerto della rassegna jazz Saint-Germain des Près.
      Avevo già un paio di suoi lavori, grazie ad un amico che me lo aveva fatto conoscere ma quel concerto è stato incredibile. La cornice era quella della chiesa di St-Germain de près e l’atmosfera era davvero vibrante.
      Ha fatto non so quanti bis con noi del pubblico che lo reclamavamo, le lacrime agli occhi. Indimenticabile!

    9. gabrilu ha detto:

      Sabrina
      Quest’album di Mehldau è uno di quelli che mi piace di più. Ma è bravissimo anche in trio. D’altra parte, il suo “modello” è sempre stato Bill Evans…
      Non ho mai assistito ad un concerto nella chiesa di St. Germain des Prés dev’essere molto bello.
      In compenso sono stata una volta a sentire Liszt un’opera con coro ed orchstra, non solo pianoforte) dentro la chiesa della Madeleine e ne ho uno splendido ricordo.
      Ciao, e salutami i nostri laghetti della Porta Dorata 😉

    10. utente anonimo ha detto:

      Non è molto che ho visitato questo museo e concordo con le tue considerazioni. Bello il filmato e la musica Ciao Giulia

    11. gabrilu ha detto:

      Giulia
      sono contenta che piaccia anche a te.
      E poi, io mi sento orgogliosissima della nostra Gae Aulenti 🙂

    12. smn ha detto:

      Anch’io l’ho visitato qualche anno fa, ed effettivamente meritava (anche se ora come ora non mi ricordo molto ^^)

      Simone

    13. utente anonimo ha detto:

      “quoto” la tua passione
      per il Musée d’Orsay…
      probabilmente per la passione
      con la quale andavo illustrando
      (in classe! anche se con foto e CD)
      il Musée d’Orsay ai mie alunni,
      ha fatto dire ad uno di essi
      “…allora proessorè…
      dobbiamo essere anche orgogliosi
      di vivere in un periodo che
      una nostra architetta vivente ha fatto un’opera che rimarrà nella storia…”

      ora aspettano che organizzi un viaggio per farli “tuffare” in ciò che ho tentato di trasfondere
      (ci aspetta il liberty di Avenue Rapp,
      la vivacità di rue Daguerre, la storicità di rue des FrancsBourgeois per arrivare a Place des Vosges, per poi uscire di lì e percorrere l’antia rue Saint Antoine e….
      uffa quanto m’hai fatto sognare,
      …guarda che lo dico all’intera
      III F e IIIG )

      biosusévadants!

    14. gabrilu ha detto:

      Madeinfranca
      e poi ci racconti com’è andata, con i tuoi alunni a Paris? ^___^

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