ABIGAIL – MAGDA SZABÓ

copertina libro Magda SZABÓ, Abigail (tit. orig. Abigél), traduz. di Vera Gheno, pag. 290, ed. Anfora, 2007, ISBN 978-88-89076-14-9

Siamo in Ungheria, a Budapest, durante la Seconda Guerra mondiale. Giorgina Vitay ha quindici anni, è orfana di madre ma la sua vita trascorre serena con il padre — un generale dell’esercito ungherese al quale la lega un rapporto di profondo e reciproco affetto, comprensione, fiducia — e con Marcelle, giovane istitutrice francese intelligente, colta e brillante, con la quale ha compiuto parecchi viaggi nelle capitali europee visitando i musei più importanti ed alla quale Gina (è così che viene chiamata in famiglia) è molto affezionata. E poi c’è la sorella del padre, la zia Mimò, una quarantenne un po’ svampita ma molto affettuosa che vuole molto bene alla ragazzina.
Il romanzo si apre con il crollo di questo mondo:
“Il cambiamento che ebbe luogo nella sua vita la privò di talmente tanto che le parve che una bomba le avesse distrutto la casa.”, recita l’incipit.

Prima le viene a mancare Marcelle che, cittadina francese, deve andarsene dall’Ungheria, in guerra contro la Francia. Poi il padre, senza darle alcuna spiegazione e sordo ad ogni protesta, la rinchiude da un giorno all’altro all’Istituto Matula, un prestigioso ma tetro ed austero collegio femminile che si trova lontanissimo da Budapest, in una sperduta cittadina quasi ai confini dell’Ungheria. Il collegio è retto da calvinisti le cui regole sono talmente rigide da far sentire Gina in una insopportabile prigione. Inutilmente la ragazzina — il cui tormento più grande è quello di non riuscire a capire come il padre, del cui affetto continua a non dubitare, abbia potuto decidere di segregarla in quel posto orrendo —- protesta, si ribella, arrivando persino a tentare (inutilmente) la fuga: sembra non ci sia alcun modo, per lei, di lasciare “il fortino” e di tornare al suo “vecchio mondo”. L’unica consolazione di cui potrebbe godere, la voce del padre che le telefona il sabato, viene non solo frustrata dalla presenza, durante la conversazione, del Preside e da uno dei professori ma anche dal divieto assoluto che hanno tutte le “matuline” di parlare ai familiari degli eventuali aspetti negativi della loro permanenza nell’istituto.

La nuova vita da “matulina” inizia nella maniera più conflittuale possibile con tutti quelli che la circondano: con il preside, con gli insegnanti e le diaconesse, con le altre collegiali che non capisce e dalle quali non viene capita.

Nel giardino del collegio c’è una statua. Le collegiali la chiamano Abigail, anzi, “Abigail dei miracoli”. Raccontano a Gina che Abigail veglia su di loro, che Abigail “…aiuta sempre, a una condizione: che non dobbiamo parlare di lei con gli estranei […] può aiutare se ci rivolgiamo a lei esclusivamente in caso di guai davvero seri, e finchè il segreto sarà mantenuto. Non so come faccia, ma in qualche modo riesce sempre a risolvere tutto” (p.38).

Gina disprezza pesantemente la superstiziosa credulità delle ragazzine… fino a quando sarà lei stessa, Gina, a fare la diretta esperienza dei poteri di Abigail.

Poi un giorno, finalmente, il generale Vitay viene a trovare sua figlia e la porta con sè per un paio d’ore fuori dal collegio in una pasticceria del centro. Adesso Gina può sfogarsi liberamente, raccontare quello che sta passando, i suoi tentativi di fuga. E’ sicura che il padre, dopo il suo racconto, la riporterà immediatamente a casa. Ma non è così. Perchè il generale le spiega il vero motivo per il quale ha deciso di rinchiuderla al Matula. Questa scena è la chiave di volta del romanzo perchè fin dalle prime parole del padre niente, per Gina sarà mai più come prima:

“…se io ti lascio di nuovo qui senza una spiegazione, e semplicemente ti ordino di rimanere, senza che tu sappia perchè, forse scapperai davvero di nuovo, oppure inizierai a dubitare di me e dell’affetto che ci unisce. Quindi adesso parlerò, ma avrà il suo prezzo. Da questo momento finisce la tua infanzia, Gina. Sarai un’adulta, e non potrai mai più vivere come gli altri bambini. Metto tra le tue mani la mia vita, la tua e quella di altre persone. Su cosa giuri di non tradirci mai?” (p.107)

Gina ascolta la spiegazione. Giura. Rimarrà in collegio e da quel momento comincia per lei un durissimo percorso formativo e di cambiamento di prospettiva. Gina comincia a vedere il collegio, le sue rigide norme, le sue mura, la severità del preside, degli insegnanti e delle diaconesse non più come una minaccia ma come una protezione. L’inaccessibilità del “fortino” e l’impossibilità di uscirne diventano garanzia di vita. Non più carcere ma asilo. La ragazzina si renderà conto a poco a poco che bisogna guardare oltre le apparenze, che l’immagine che ci facciamo di una persona non sempre corrisponde a ciò che questa persona è in realtà. Le carte si mescolano. Il punto di vista cambia. Se la prima parte del libro è soprattutto descrittiva (l’istituto, il suo modo di funzionare, le regole, i divieti, le concessioni) la seconda parte è un susseguirsi di colpi di scena, il ritmo diventa incalzante ed a tratti mozzafiato. Quando chiudiamo il volume la Gina che salutiamo è una persona completamente diversa da quella che avevamo conosciuto all’inizio. E che sa bene, adesso, cosa pensare di Abigail.

Al concorso Big Book del 2005 Abigail è stato proclamato uno dei tre libri più amati dalla popolazione ungherese.

Per quanto mi riguarda, è il terzo romanzo di Magda Szabó che leggo, dopo
La porta e La ballata di Iza  e che mi avevano entusiasmata.  Abigail non solo non mi ha delusa, ma mi ha confermato nel mio apprezzamento nei confronti di questa grande scrittrice ungherese. Mi ha solo stupito un poco vedere che, nelle bibliografie che ho trovato in rete, Abigail (che è del 1970, precedente dunque di parecchi anni gli altri due) viene sempre indicato come “libro per ragazzi”. Per ragazzi?! Libro per tutti, secondo me. Francamente non capisco.

Mi ha interessata molto leggere nelle notizie biografiche che Magda Szabó è stata insegnante di latino e di ungherese (proprio come König, uno dei professori del collegio Matula del romanzo) e che iniziò la sua carriera di docente insegnando in una scuola femminile calvinista a Debrecen, la sua città natale.

Ed infine: girando in rete ho scoperto anche che nel 1978 dal romanzo è stato tratto anche un film, “Abigél”

Annunci

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Libri e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a ABIGAIL – MAGDA SZABÓ

  1. PattyBruce ha detto:

    Adesso mi leggo “La ballata di Iza”, e “La porta”, che ho già provveduto a comprare tempo fa, dopo di che, se mi troverò d’accordo con te (cosa di cui non dubito affatto) andrò a comprare anche “Abigail”.Ti saprò dire quali sono le mie impressioni.

  2. khinna ha detto:

    e vaaaado su ibs, speriamo per” l’altra Ester”, non sono più riuscita a trovarlo.
    Zut come dicono i francesi
    ciao
    cris

  3. oyrad ha detto:

    Dopo aver letto “La porta” non potrò certo trascurare di leggere anche questo libro. Inoltre, ho visitato il sito della casa editrice Anfora… ci sono dei titoli che mi incuriosiscono molto.

  4. SimonaC ha detto:

    Molto bene, volevo giusto tornare in libreria a fare una nuova scorta, includendo Magda Szabó 😉 Con quale sua opera mi consigli di iniziare?

  5. gabrilu ha detto:

    PattyBruce
    Leggerò con piacere

    khinna
    Sono certa che “L’altra Ester” prima o poi rispunterà fuori, vedrai. Intanto, ho visto che ci sono altri romanzi della Szabo tradotti e pubblicati in francese

    Oyrad
    Sono certa che “Abigail” non ti deluderà, come non ha delusa me. Ormai, credo di capire un po’ i tuoi gusti e le tue sensibilità letterarie…Tieni presente però anche “La ballata di Iza”, che è bellissimo

    SimonaC
    Se vuoi andare in ordine cronologico di scrittura, comincia da “Abigail”. Altrimenti da “La porta” oppure da “La ballata di Iza”.
    Questo per dire che, su qualunque dei tre capiti, caschi comunque bene 🙂

  6. alexandra3 ha detto:

    seguo sempre i tuoi conisgli di lettura, oggi sarò in libreria (dopo il cinema, come sempre), la ricerca continua…
    a presto

  7. gabrilu ha detto:

    alexandra
    quello che dici mi fa piacere, ovviamente, ma mi responsabilizza, anche…
    Per gli acquisti, tieni presente che Anfora è una piccola casa editrice, se dovessi decidere di comprare Abigail probabilmente conviene farlo on line su IBS, magari non si trova in tutte le librerie :-/

  8. oyrad ha detto:

    L’ altro dì stavo ritardando il ritorno a casa “sfilando” in libreria, tanto per orecchiare nuovi arrivi e rinnovare la lista della spesa. Mi ero ripromesso di non prendere nulla… poi ho trovato “Abigail”… Per la sorpresa devo aver anche lanciato uno strillo… (o una parolaccia!). L’ ho preso al volo! Lo leggerò a partire dal 12 luglio, che per me sarà, in ogni caso, un bel giorno… Ciao Gabrilù, buon sabato… è sabato oggi? Boh… comunque buona giornata, e bentornata… 🙂

  9. gabrilu ha detto:

    Oyrad
    Poi mi saprai dire se concordi con me sia nel giudizio complessivo che sulla mia perplessità che questo romanzo venga incasellato dalle bibliografie come “libro per ragazzi”…

  10. oyrad ha detto:

    Eccomi qua: ho finito da pochi giorni “Abigail”. Ovviamente è bellissimo… e concordo con te nel dire che è un libro per tutti, e non solo “per ragazzi”.

    E stamattina sono andato al centro commerciale vicino al mio nuovo paesino, dove c’è (incredibile!) un ottimo reparto dedicato ai libri… e ho preso “La ballata di Iza”… (ma nell’ edizione econimica ET: speriamo che i refusi della prima edizione “lusso” siano stati corretti!).

    Per ora aspetterò a leggerlo: ho iniziato ieri “Le cascate” di Joyce Carol Oates… per adesso mi sembra promettere molto bene… ti farò sapere…
    A presto, Oy. 🙂

  11. gabrilu ha detto:

    Oyrad
    Sono contenta che Abigail ti sia piaciuto 🙂
    Per La ballata di Iza pare che nell’edizione economica abbiamo aggiustato un po’ le cose…

  12. utente anonimo ha detto:

    Salve Gabrilu,

    io sono ungherese e posso raccontarti che anche il film sia un ottimo adattazione – peccato che non esistono (almeno io non ne conosco nessuni) sottotitoli. "La ballata di Iza" sarà,poi, il libro chiamato in originale "Pilato"; uno che si lava le mani, rimane eró con i dubbi di aver fallito nella sua umanità.
    Comunque sono contentissima che vi hanno piaciuto entrambi dei libri – l’autrice l’ho sempre apprezzato, non solo come scrittrice ma anche come una donna di grande integrità umana.

    Ciao
    Leylo.

  13. gabrilu ha detto:

    Leylo innanzitutto  benvenuta.  
    Se guardi  nella colonna qui a destra  nell’elenco "Libri di cui ho parlato" vedrai che in questo blog  Magda Szabo, scrittrice meravigliosa, è  apprezzatissima e  molto presente
    Mi è stato preannunciato che in primavera uscirà in italiano anche l’ultimo   suo romanzo, quello che ha scritto prima di morire.
    Non vedo l’ora di leggerlo…
    Ciao e spero di rivederti  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...