DONI DI NATURA

Un bel cesto di ciliegie

Succede a volte che un commento mi interessi più del post al quale si riferisce.

Questo di Luca Tassinari, ad esempio. Che ricopio qui.

“Il comune sentire spesso non è altro che un pregiudizio diffuso. I pregiudizi hanno una funzione psicologica importante: creare spiegazioni ragionevoli alle proprie difficoltà di inserimento nei diversi campi che esercitano su di noi una qualche forza di attrazione.

Il pregiudizio funziona più o meno come il dogma: è qualcosa in cui si crede senza esigere argomenti e spiegazioni plausibili. Accettarlo e utilizzarlo non richiede fatica: la mente si rilassa, la ragione dorme sonni tranquilli, si dissolve la paura di essere noi i responsabili della nostra infelicità.

Esempi di pregiudizio:

– è tutto un magna magna

– nel tal posto entrano solo i raccomandati

– gli onesti lo pigliano sempre in quel posto

– ha successo solo chi ruba

Dai pregiudizi deriva bell’e pronta una spiegazione accettabile del proprio insuccesso: io non sono ricco e famoso perché non rubo, non chiedo favori e non ne faccio, non verso tangenti e non sono raccomandato. Non mi sfiora neppure il sospetto che fra le cause ci siano anche i miei difetti e le mie mancanze, quindi non ho rimorsi.

A volte, saltellando qua e là per blog letterari, ho come l’impressione che alcune lamentele ricorrenti siano dovute a una scarsa capacità di analizzare i propri limiti e individuare il lavoro necessario per superarli. Penso soprattutto a limiti personali e caratteriali, come pigrizia, insofferenza alle critiche, paura dei rischi, difficoltà di relazione.

Le lamentele ricorrenti di cui parlo sono note, ma forse è utile richiamarne qualcuna:

– è tutta una conventicola

– pubblica solo chi piace a Tizio o a Caio

– la buona letteratura non interessa a nessuno

– ha successo solo chi sgomita e intrallazza”

(Luca Tassinari, commento ad un post di Vibrisse in cui si discetta di “campo letterario italiano contemporaneo”)

 

Un bel cesto di ciliegie

…E siccome una ciliegia tira l’altra, leggendo le righe di Tassinari m’è venuto in mente un fulminante aforisma della Grande Signorina

In tanti scrittori la mancanza d’ingegno è un dono di natura.
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11 risposte a DONI DI NATURA

  1. arden ha detto:

    In effetti è noiosissimo fino a diventare deprimente il gran parlare che si fa in vari blog del fatto di non venire apprezzati da editori e critici e così via o (come risposta e reazione) del fatto che no, la colpa di chi non “sfonda” è solo sua ecc. ecc. ecc.

    La Signorina, essendo Grande, usa poche, indiscutibili e chiarissime parole;-))

  2. barbara68 ha detto:

    tassinari ha ragione per i commenti sui blog e non solo in questo campo, il mondo dei blog è un grande osservatorio psicologico, nel quale oltre a circoli virtuosi di creatività si trovano messe in campo di fragilità, e rafforzamenti compiaciuti di retrive logiche di gruppo e luoghi comuni (sarà un pregiudizio anche questo)?

  3. PrimoCasalini ha detto:

    Les cerises, mode d’emploi
    Ormai sono le ultime. Al supermercato, sciolte nelle cassette di legno, quindi non confezionate, ci sono quelle provenienti dalla Turchia, che quindici giorni fa erano grosse e buone come quelle di Vignola, o spacciate per tali. Ci si infila il guanto di plastica sottile e si prendono dalla cassetta a larghi pugni, mettendole poi nel sacchetto di plastica, pure lui sottile. Ogni tanto qualcuna cade per terra e rotola sotto le cassette, ahimé. Poi si pesano e si attacca al sacchetto l’etichetta. Appena a casa, si mettono nella parte bassa del frigorifero e si aspetta la metà del pomeriggio, quando il caldo è al massimo. Si prendono dal frigo, le si lava rapidamente, e in una bella terrina si portano nel terrazzo, quello in ombra, appoggiandole sul carrello portaoggetti. Seduti in una poltrona da giardino si comincia ad attingere dalla terrina, prendendole su tramite il picciolo a tre per volta. Man mano che le si mangia, i noccioli si depositano in un piattino di quelli da caffé. Peccato, che ormai siano le ultime…
    14 luglio 2006
    Prego attenersi con scrupolo alle istruzioni, buon piacere a tutte e a tutti.

    Solimano

  4. utente anonimo ha detto:

    Non si parla mai abbastanza di come tutti noi siamo soggetti a pregiudizi, a comuni modi di pensare, e anche chi legge e legge molto non è immune da questo modo di essere.La capacità di guardare cosa manca nell’altro e più facile del guardarsi dentro. Ci lamentiamo del mondo, ma non sappiamo far nascere in noi un nuovo mondo… Grazie per questa tua riflessione che condivido molto. Un caro saluto, giulia

  5. gabrilu ha detto:

    arden e Barbara
    Io ne leggo molti, di blog letterari e paraletterari. Sono utilissimi, specialmente per sapere cosa scansare accuratamente quando mi trovo in una libreria. Avete presente il motto: “Se li conosci li eviti”? ^___^

    PrimoCasalini
    Cos’è, un remake de Il giardino dei ciliegi in chiave post-moderna e supermarkettara? ^___^

    Giulia
    La riflessione non è farina del mio sacco ma di Luca Tassinari.
    L’ho riportata qui perchè sono d’accordo con quello che ha scritto.

  6. utente anonimo ha detto:

    Non pensiamo ai blog letterari,
    ma all’autore che dà il nome al sito!Ricordate Charlus, del trattatello d’araldica profuso a partire dalla richiesta di una semplice frutta? (pera?) Lui sì che i doni di natura li apprezzava, più di chi li possedeva (il virtuoso che a quel pranzo gli sedeva davanti basito).
    Magari potessi anch’io starmene in vacanza, e mangiare al ristoarante come quei due!!

  7. sabrinamanca ha detto:

    OT,OT,OT: oggi è il mio compleanno.
    Sul tavolo del soggiorno ho trovato un pacco che aveva tutta l’apparenza di più libri.
    Il biglietto diceva: un po’ di lettura per i prossimi quattro mesi.
    Indovina???
    siiiiiii!!!!!
    Scoppio di gioia e sapevo che tu mi avresti capito!

    ciao, a presto

  8. gabrilu ha detto:

    Lilly
    Charlus, Charlie (Morel) e la pera Doyenné des Comices, n’est pas?

    Buffo, proprio ieri nella Piccola Dorrit di Dickens mi sono imbattuta in una spassosissima pagina in cui ad una cena di gala si disquisisce anche lì di pere… e Dickens fa parlare il convitato da par suo, e cioè in modo esilarante 🙂

    Sabrina
    Ma dimmi, dimmi: è in versione Pléiade o in versione Meridiani?
    Ciao bella, e tienici al corrente ^___^

  9. sabrinamanca ha detto:

    E’ la versione originale, edita da Gallimard (in un solo volume) curata da Jean-Yves Tadié che sembrerebbe un esperto di P.
    Ho già cominciato a leggerlo…man mano che vado avanti, ti dirò le mie impressioni!

  10. letturalenta ha detto:

    Grazie della citazione. Oggi Roberto Tossani dice più o meno le stesse cose nei commenti al post di Paola Borgonovo, sempre su Vibrisse, arricchendo il discorso con la sua esperienza personale.

  11. gabrilu ha detto:

    Sabrina
    Ho capito. Si, Tadié è uno dei massimi esperti al mondo di P.
    Gli ha veramente dedicato la vita.

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