ANCHE LUI

Antonioni




Dopo Bergman, Michelangelo Antonioni.


Ha ragione bobregular: da oggi il cinema è diventato più povero…


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10 risposte a ANCHE LUI

  1. PrimoCasalini ha detto:

    Gabrilù, Antonioni alla distanza sta avendo ragione.
    Cerco di seguire gli orientamenti che si sono all’estero verso i nostri grandi registi e noto una progressiva e sensibile crescita dell’apprezzamento riguardo Antonioni, a cui corrisponde un ridimensionamento di alcuni grandi nomi, ma lasciamo perdere.
    Antonioni ha avuto due torti, molto gravi in Italia.
    Il primo è di vedere molto in anticipo quello che stava succedendo e quello che sarebbe accaduto, soprattutto come degrado naturale e morale, fra loro collegati. Il termine alienazione è proprio, non improprio.
    Il secondo è di condurre un discorso riguardo ai rapporti (amorosi, ma non solo) non superficiale, non gaglioffo, non sentimentale, duro senza essere cinico.
    La reazione del non ci si capisce niente e del ci si annoia era la logica autodifesa di un paese in cui i problemi nei rapporti si risolvono negando che esistano problemi e festeggiando con cura qualsivoglia anniversario.
    Persino in uno dei suoi ultimissimi film, realizzato dopo che un grave male l’aveva quasi paralizzato, Al di là delle nuvole, con la collaborazione di Wim Wenders, il tema del rapporto uomo-donna è al centro: le donne, nei film di Antonioni, hanno una profondità quasi del tutto assente negli altri film italiani, mentre è sempre stata assai presente in Francia, ma non solo.

    saludos
    Solimano

  2. oyrad ha detto:

    Una delle ultime immagini di Antonioni che ho visto, non molto tempo fa, riguardavano un recente film-documentario in cui il regista guarda e sfiora con mano il Mosè di Michelangelo, in San Pietro in Vincoli, a Roma. Purtroppo non l’ ho visto completamente, solo pochi squarci televisivi, ma deve essere molto, molto interessante.

  3. gabrilu ha detto:

    Ho sempre apprezzato i film di Antonioni, ma solo con gli occhi e (parte del) cervello. Nessuno dei suoi film mi ha mai regalato un’emozione che fosse una.
    In quanto ad Antonioni e le donne, beh, preferisco glissare.
    ….Tutt’altra storia con Bergman. Che di emozioni me ne ha sempre regalate tante.
    D’altra parte le emozioni o ci sono o non ci sono. E quando vedo un film di Antonioni non ci sono, che ci posso fare?
    Nota a margine: stasera su RaiDue commemoravano con Zabriskie Point. Splendide immagini, fotografia meravigliosa. Ogni inquadratura un capolavoro.
    Ma una noia, ragazzi. Una noia, una noia… che a metà film ho spento l’elettrodomestico.

  4. utente anonimo ha detto:

    Ci sono dei momenti in cui il mondo volta pagina. Sarà banale, ma è così. Di solito non ce ne accorgiamo, oggi con questa coincidenza possiamo toccare con mano uno di questi momenti.
    Giuliano

  5. habanera2 ha detto:

    Io ho fatto di peggio, Gabrilu. Zabriskie Point, di cui avevo un vago e non entusiasmante ricordo, ieri sera non ho neppure iniziato a vederlo.
    L’ ellettrodomestico l’ ho spento prima. 😉

    O.T. Le tue recensioni di libri, quelle sì entusiasmanti, ogni tanto compaiono misteriosamente anche da me. Che ci sia in giro una gazza ladra?

  6. ignotosorriso ha detto:

    invece io ricordo ancora l’emozione di quando vidi da ragazzo “professione reporter”.
    devo dire che allora fece un successo clamoroso, rivisto oggi questo sembra impossibile, un linguaggio filmico comunque difficile come quello dubito che in questi anni riuscirebbe a incontrare un successo di pubblico.
    sono meno stimolanti i film di oggi o il pubblico è andato inaridendo la propria curiosità ? oppure tutte e due le cose ?

  7. gabrilu ha detto:

    Credo di aver visto quasi tutti i film di A., e sono abbastanza poco giovinotta da averli visti al cinema man mano che andavano uscendo. Purtroppo, anche se mi rendo conto che può sembrar fuori luogo parlare così di un regista appena morto, non posso che ripetere quello che ho detto sopra, per quanto mi riguarda.
    La notte ad esempio (ieri sera è stata la volta de La notte su RaiTre) non mi è piaciuto allora al cinema in prima visione e continua a non piacermi oggi a distanza di decenni e sul piccolo schermo. Qualcosa vorrà pur dire, no?

    ignotosorriso si, Professione reporter, a pensarci è stato forse il suo unico film a piacermi. Assieme a Blow Up che però oggi mi sembra datatissimo.
    E poi la Vitti. Che è vero che è stata portata alla notorietà dai film di A., ma nessuno mi leva dalla testa che ha cominciato a dare il meglio di se quando si è affrancata dalla dipendenza da A.
    Ma cmq, non voglio insistere, sembra un accanimento da parte mia, e invece è solo che non mi va di dire che le opere di un artista mi piacciono solo perchè è morto.
    E poi, il mio parere (assolutamente soggettivo e personale) conta un bel nulla, per questo lo esprimo…
    Mi rendo conto che per la maggior parte della gente A. è stato un grande regista e che ha un posto importante nella storia del cinema. Rispetto questo punto di vista, anche se diverso dal mio

  8. PrimoCasalini ha detto:

    Gabrilù, è bello avere punti di vista diversi, sai la noia, altrimenti!
    Mi è piaciuto che i primi di cui ho letto le reazioni siano stati Wenders e Resnais, due sperimentatori nati, come in fondo era anche Antonioni.
    Poi c’è il discorso riguardo le donne di Antonioni: Monica Vitti, Lea Massari, Jeanne Moreau, Vanessa Redgrave e la Lucia Bosè di Cronaca di un amore e de La signora senza camelie, senza scordare Jane Birkin, Maria Schneider e le ultimissime Marceau e Sastre. Antonioni è un pittore, non un raccontatore, ed io le sue donne le guardo incantato.
    Lucia Bosè poi fece due film in Spagna, uno con Bardem ed uno con Bunuel e sarebbe interessante rivederli. Poi toccò al torero, vabbè, piansi una notte intera, ma col tempo me ne sono fatto una ragione.

    saludos
    Solimano

  9. utente anonimo ha detto:

    Ogni giorno muore un artista ed altrettanto ogni giorno ne nasce uno.
    (Anonimo buddhista del XXI Secolo)

  10. gabrilu ha detto:

    anonimo #9
    …E in questi giorni se ne è andato anche Marcel Marceau. In pochi mesi c’è stata un’ecatombe, di grandi artisti. Certo, l’età era per tutti molto avanzata e la fascia generazionale più meno la stessa e certo, morto un papa se ne fa un altro, o il re è morto, viva il re etc. 🙂

    Però intanto mentre si conosce quello che si perde non si conosce ancora quello che verrà.

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