REPETITA

copertina libro
Su vari blog ma in particolare su quello di Remo Bassini si parla molto (e si invita a parlare) di "Sud". Ove per Sud si intende, da quello che ho capito, genericamente un luogo che più o meno corrisponderebbe, nella mente di chi ha lanciato le discussioni, a quello che un tempo costituiva il Regno delle Due Sicilie.

Ora, a me (e credo non solo a me) appare molto evidente che, oltre le normali differenze che esistono tra le Regioni italiane rientranti in quei vecchi confini e che balzano agli occhi di tutti, esiste una specificità nella storia della Sicilia che deriva dalla  particolarissima situazione socio-economica in cui si trovava alla fine della seconda guerra mondiale (che in Sicilia è finita molto prima che nel resto d’Italia) caratterizzata dalla massiccia presenza di contadini e latifondisti piuttosto che di  fabbriche e classe operaia  e soprattutto dalla storia e dai retroscena dello sbarco degli Alleati in Sicilia e da tutto quello che ciò ha determinato.

Sono sempre più convinta (e le discussioni che leggo in rete sul "Sud" mi confermano in questa mia idea) che questa storia sia poco o nulla conosciuta al di là dello stretto di Messina.

E’ per questo motivo che ripropongo oggi un vecchio mio post dell’anno scorso in cui parlavo di un libro molto interessante e ben documentato, frutto di un lavoro di ricerca durato anni e che tratta appunto questi temi. Costituisce  a mio parere  un ottimo punto di partenza (per chi fosse seriamente interessato a cercare di capire la Sicilia di oggi) per poi eventualmente procedere con altre letture. La bibliografia non manca di certo.

Chi volesse andare a ripescare il mio vecchio post lo trova >> qui

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Questa voce è stata pubblicata in Attualita e Storia, Libri, Sicilia. Contrassegna il permalink.

18 risposte a REPETITA

  1. SimonaC ha detto:

    Questa interessante e doverosa segnalazione mi ha permesso di conoscere il tuo vecchio blog…un’altra lettura piacevole!
    A parte questo, hai sicuramente ragione riguardo alla storia della Sicilia.
    Ciao 🙂

  2. chiccama ha detto:

    andrò a leggere!! è un argomento che mi attira e mi rende sempre piu’ curiosa, io vivo per molta parte dell’anno in quello che viene definito “il sud del mondo” e ho conosciuto un sacco di cose sul significato di Sud
    chicca

  3. barbara68 ha detto:

    ottimo posto da pausa pranzo, per giunta coincidente con il mio pasto, una pasta con ricotta salata. Prossimamente ci metto anche le melenzane… e poi questa te la devo raccontare, ho avuto un lapsus di lettura, al posto di socioeconomico ho letto sociogastronomico..
    ma mi allontano dal nucleo… diffondere delle contronarrazioni rispetto a quelle storiche dominanti è una cosa sacrosanta. La narrazione del risorgimento nelle scuole la trovo desolante. Detto questo, che speranze abbiamo che Bossi & C. ne prendano atto, visto che nulla impedisce a nessuno di costruirsi la narrazione che più gli fa comodo? sono piuttosto pessimista, nel caso non si fosse notato…

  4. barbara68 ha detto:

    ah mi scuso, il pc continua pervicacemente ad aprirmi splinder dal vecchio account…

  5. arden ha detto:

    A me pare che sia la storia in generale, d’Italia (non solo quella particolare della Sicilia), a essere ignorata ormai quasi totalmente dai più, e sostituita da luoghi comuni generici e a volte persino fantasiosi.

  6. arden ha detto:

    Sono andata a leggere le tue pagine sulla occupazione delle terre. Ottime. Molto ben fatte. Grazie.

  7. SimonaC ha detto:

    @ arden
    Hai ragione… Purtroppo la scuola tende a diffondere – salvo qualche rara e preziosa eccezione – una conoscenza approssimativa della storia. O almeno questa è la mia esperienza indiretta di zia…

  8. utente anonimo ha detto:

    Io come insegnante posso dirti che per questo la storia non piace… Ho letto questo libro ed è davvero interessante. Ciao Giulia

  9. amfortas ha detto:

    Se c’è una disciplina in cui mi sento veramente ignorante questa è la Storia.
    Non sono il solo, peraltro.
    Il tuo stesso sconforto riguardo la tua terra lo provo anch’io, quando leggo banalità, nella migliore delle ipotesi, sulla mia terra.
    Sarà che siamo agli estremi, in qualche modo, di questo disastrato Paese? Boh…
    Comunque intanto mi stampo il tuo vecchio post, mi servirà per fare bella figura prima o poi 🙂

  10. annaritav ha detto:

    Vista la travagliata storia della nostra penisola, possiamo o più o meno tutti dire di non conoscere i suoi aspetti così diversi, resi tali dalla frammentazione geografica e politica. Ho letto con molto interesse il tuo vecchio post e credo proprio si tratti di un libro di cui la Sicilia vera aveva bisogno. Grazie per le notizie sempre interessanti. Buona giornata 😉

  11. gabrilu ha detto:

    SimonaC
    Vedi quante cose si scoprono, rovistando nelle cantine dei blog? 😉
    chiccama
    Ho visto, ho visto. Ho dato un’occhiata ancora però troppo superficiale al tuo blog che invece mi riprometto di esplorare con calma ed è proprio vero che c’è sempre qualcuno più a sud di qualcun altro…
    Barbara
    dal tono del tuo commento tenderei a pensare, più che socio gastronomico a… socio ENO gastronomico (sto scherzando, eh 🙂
    Arden
    sai, ho piena consapevolezza del fatto che la scelta precisa che ho fatto di scrivere, su questo blog, soprattutto di letteratura, musica e cultura in generale e di non occuparmi in questa sede di attualità e politica tende a veicolare di me l’immagine di un persona che di politica e di sociale se ne infischia, e che vive tra le nuvole, mentre così non è.
    Sono molto contenta che tu abbia letto ed apprezzato le pagine sul movimento per l’occupazione delle terre incolte in Sicilia, è stato un momento fondamentale per la storia di quest’isola, un pagina di storia di cui fuori dalla Sicilia si sa poco se non addirittura nulla
    Giulia
    Mi fa piacere che abbia letto apprezzato anche tu il libro di Casarrubea
    Amfortas
    Una volta tanto non siamo d’accordo, Amfortas… la storia è importante, molto importante. Io leggo abbastanza di storia, ma mi rendo conto che dovrei leggerne e approfondire molto di più
    Annarita
    Non ho dubbi che la tua sia stata una lettura attenta.
    In quanto alla frammentazione… noi in Italia abbiamo un problema di storia e di identità esattamente speculare ed opposto di quello che hanno i francesi: loro hanno il problema, ancora dopo secoli, di recuperare le loro radici ed identità regionali, dopo il ferreo centralismo di Luigi XIV. Noi abbiamo il problema di far convivere e far confluire le nostre tante identità, storie e radici diverse in una solida identità nazionale…

  12. amfortas ha detto:

    No no, gabrilu, sono d’accordo con te!
    Forse mi sono espresso male perchè sotto gli effetti degli antidolorifici 🙂
    Lo studio della Storia è fondamentale. È che spesso la mia conoscenza storica è troppo legata al contesto musicale, mentre dovrebbe essere viceversa.
    Quando scrivevo di sciocchezze che si leggono in giro a proposito della mia regione. mi riferivo in particolare alle foibe, per esempio.
    Scusa se non sono stato chiaro, ma non riesco neanche a stare seduto 😦

  13. barbara34 ha detto:

    gabrilù, è che sono cascata da piccola in un tino di mosto….

  14. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    ah, ecco, non avevo capito bene.
    Però sai, si può apprendere la storia anche per vie apparentemente trasversali, e studiare ad es. storia della musica, o storia dell’arte etc. porta cmq a contatto con eventi storici importanti…
    Prendi ad es. le biografie di personaggi storici (o dartistici) illustri. Se sono ben fatte, per il solo fatto che devono ben occuparsi del contesto storico-sociale insegnano tanto. E tra l’altro gli eventi si memorizzano di più, perchè la nostra mente li collega a persone ben precise. Almeno, a me succede così.
    Tutta la questione delle foibe (e come viene trattata e come **non** è stata trattata per decenni) è semplicemente allucinante. Mi fermo qui, chè lo spazio di un commento non si presta certo ad un tema colossale come questo.
    In bocca al lupo per la tua schiena , ho letto il mex sul tuo blog 😦
    Barbara
    tu nel tino ci sei cascata dentro da piccola. Io ci sguazzerei dentro non dico ogni giorno ma ogni sera si ^___^

  15. madeinfranca ha detto:

    “…gli eventi si memorizzano di più, perchè la nostra mente li collega a persone ben precise.”

    se penso che era ,
    alle elementari,
    il metodo della mia insegnante
    per farci apprendere -anche-
    la storia…
    proprio vero che la Preistoria
    (la mia vecchia bacucca maestra)
    serve a capire la Storia !

    scherzo… convengo con te,
    cara gabrì,
    …ho riletto quel tuo post e,
    ora come allora, ho l’impressione che l’obiettività di giudizio su fatti storici da parte del lettore, possa trovarsi, principalmente, davanti ad un corretto, serio, documentato lavoro degli storici.
    Ed un buon libro in tal senso
    può più di tanti slogan,fazioni,
    mode,ideologie, affinchè sostanziali concretizzazioni di idee si attuino…mi viene in mente Carlo Cattaneo quando al momento dell’Unità d’Italia auspicava -nel rispetto delle peculiarià della regione- un’annessione, non un assorbimento , della Sicilia…
    purtroppo l’uso improprio
    delle buone idee porta
    -per il proprio uso-
    alle deformazioni leghiste,
    per esempio.

    abbracci&bisous!

  16. gabrilu ha detto:

    madeinfranca
    “Ed un buon libro in tal senso può più di tanti slogan,fazioni, mode, ideologie”.
    Condivido.

  17. Borbonico ha detto:

    Ottimo post, grazie.

  18. babilonia61 ha detto:

    I PAPI DEL XVI SECOLO.[..] Le religioni hanno sempre influito nelle decisioni di re, imperatori, governanti, decisioni riguardanti l’ordine sociale e politico, ma anche culturale. Peculiare importanza hanno avuto certi pontefici nel trascorso della storia moderna – m [..]

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