IN LIBRERIA

Io mi sono equipaggiata
L’autunno, si sa, è la stagione in cui nelle librerie arrivano valanghe di Capolavori Annunciati. Vengono astutamente disposti in pericolose ed altissime pile che ostacolano il mio percorso per raggiungere i remoti scaffali dove giacciono negletti i volumi che mi interessano davvero e riguadagnare l’uscita sana e salva non è impresa da poco.

Ho pensato dunque di adottare per queste incursioni  un abbigliamento discreto e consono a situazione e luogo ripetendomi  mentalmente, come nell’Ernani

Fuggi, fuggi: per l’orrida via
Sento l’orma dei passi spietati.
[…] Va, ti salva, o che il varco all’uscita
Qui fra poco serrarsi vedrai

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23 risposte a IN LIBRERIA

  1. SimonaC ha detto:

    Sono solidale con te…!!!
    Tra una settimana (spero) dovrebbe finalmente arrivare la copia de “Le botteghe color cannella” di Schulz; l’ho dovuto prenotare perché non lo trovavo… Hai qualche gustosa anticipazione da regalarmi? 🙂

  2. gabrilu ha detto:

    SimonaC
    Mah… io comprerò sicuramente i taccuini di Hannah Arendt (vedi segnalazione nel blog roll qui a destra). Poi si vedrà. Non manca certo di che leggere ^___^

  3. giuba47 ha detto:

    Hai ragione quelle pile di libri sembrano volerti aggredire e ripeterti come in uno spot pubblicitario: leggi, leggi questo… ” io evito le grosse catene di libri ed ho un mio libraio vecchio stile con cui passo volentieri il tempo a discutere di libri e dove non sei aggredito, ma puoi girare, guardare e poi finalemente sceglire se non hai già previsto qualcosa da comprare. Ciao Giulia

  4. amfortas ha detto:

    Ti lascio questa storia di vita vissuta, che mi sembra pertinente.
    Amfortas: Scusi devo fare un regalo, vorrei La Montagna Incantata, di Thomas Mann, è disponibile o devo ordinarla?
    Commessa: No, mi pare di no, però se vuole abbiamo una guida alle Dolomiti aggiornata
    Amfortas:

    Libera di non crederci.
    Ciao.

  5. gabrilu ha detto:

    Giuba47
    Io frequento sia le mega librerie che quelle piccole dove puoi metterti a chiacchierare etc. Sono tipologie diverse che rispondono ad esigenze diverse. Compro anche molti libri on-line. Dipende, e decido di volta in volta. Ogni tipologia ha i suoi pro e i suoi contro.
    Amfortas
    Ho deciso che tu menti spudoratamente e che la storiella te la sei inventata (mi rosicchierei i gomiti dalla rabbia, se osassi pensare che succede anche questo, per la serie al peggio non c’è fine)

  6. amfortas ha detto:

    Comincia a prendere la postura esatta, allora 🙂
    Quello che è scritto è assolutamente vero…

  7. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Dici che devo fare come dice Pablito?

  8. oyrad ha detto:

    Mioddio… la storiella di Amfortas mi ha lasciato senza parole! 😦

    Oggi in libreria ho consultato a lungo lo scaffale dedicato a Joyce Carol Oates… poi sono andato a prendere “Alla cieca” di Magris…

    Ma ho ancora una pila spaventosa di libri da leggere… ultimamente leggo poco… sigh! Vabbè, in questi giorni va così… 😉

    Buona serata a Gabrilù e ai suoi ospiti…

  9. utente anonimo ha detto:

    L’abbigliamento mi sembra perfetto, e il mio stato d’animo simile al tuo; a settembre vado in crisi, entro in libreria e a volte mi aggiro sperduta e esco senza aver acquistato nulla…fatto strano…questa mattina ho un pò di tempo per me ed andrò in perlustrazione…chissà! Fortunatamente seguo anche i tuoi consigli e suggerimenti che sono sempre importanti! Ciao Stefi

  10. clammy ha detto:

    @ Amfortas: nooo! Non ho parole… La montagna incantata è uno dei miei libri preferiti…

  11. clammy ha detto:

    Colgo l’occasione per segnalare (a chi di voi vive a Roma come me) un’iniziativa interessante: la letture dell’Eneide ai Musei Capitolini! Il lettore è Vittorio Sermonti…

  12. gabrilu ha detto:

    Oyrad
    Prova a comprar meno libri e vedrai che sarai meno ansioso, senza le pile davanti agli occhi 😉

    Non ho letto questo libro di Magris, ma non importa. Con Magris si va sempre sul sicuro ^__^
    stefi
    vedo che non sono la sola a reagire in questo modo alle invasioni autunnali e sono contenta che approvi la mia mise 😉
    clammy
    ottima segnalazione, grazie clammy! ^___^
    Non conosco la traduzione di Sermonti, io amo molto quella di Rosa Calzecchi Onesti (anche per Iliade e Odissea) e anzi forse proprio per questo sarei curiosa di sentire quella di Sermonti, magari un giorno o l’altro darò una sbirciata in libreria…
    Per chi fosse interessato ad approfondire, ho fatto una veloce ricerchina e
    ho trovato tutto il programma dettagliato

    http://tinyurl.com/yufoss

  13. barbara34 ha detto:

    Gabrilù, magari sarebbe liberatorio dare un bel calcione a una di quelle pile eh? Magari potremmo aggiungere una categoria “sole” alle nostre librerie anobii …;)
    cmq secondo me i libri vanno comprati quando c’è l’impuldo, altrimenti o ci si scorda poi o si accumulano…. 🙂

  14. gabrilu ha detto:

    Barbara34
    Il mio motto è ogni giorno di più: legger meno, ma legger meglio
    (… e su come s’ha da interpretare quel meglio lascio che si accapiglino i miei posteri — smile—)

    Dici bene “l’impulso”. Ma proprio lì sta il trucco: nel tenere a bada gli impulsi e la coazione ad accattare.
    La via dell’ascetismo non è una passeggiata, cara Barbara 0___0
    So solo una cosa: che quando ero una liceale squattrinata e potevo comprarmi solo un libro alla volta ero molto più felice di adesso. E leggevo sicuramente meglio.

  15. barbara34 ha detto:

    gabri, io ho le mie teorie mistiche a proposito dell’acquisto di libri, generalmente si tratta di illuminazioni e non sono mai pentita, e cmq compro parcamente (ma per il resto hai ragione sob…), poi per motivi di lavoro è un piacere avere una bibliotechina a casa da compulsare quando arriva il momento giusto… 🙂

  16. steppe ha detto:

    Stato d’animo noto e abbigliamento – almeno interiore onde evitare l’internamento – analogo. Fanno bene quelle librerie che accatastano le new entries al centro delle sale lasciando le pareti ai lettori curiosi che, pur sapendo – forse sin dall’ingresso – quale libro li stia aspettando sullo scaffale, non per questo si privano del piacere di scorrere titoli, colori e consistenze, secondo un rito antico e ogni volta nuovo…

  17. PrimoCasalini ha detto:

    Mi sembra strana la lettura dell’Eneide tradotta, sia pure in una bella traduzione. Non sarebbe più bella la lettura non dell’Eneide ma delle Georgiche in latino? Ho un bel tomo che mi aspetta: le Metamorfosi di Ovidio naturalmente con testo a fronte: il gusto di venire a capo degli esametri così, di prima lettura, a voce alta, è molto meglio del sudoku!

    saludos
    Solimano

  18. annaritav ha detto:

    Abbigliamento adeguato alla situazione, non c’è che dire. Di solito io mi aggiro per la libreria come una novella Ulisse con i tappi di cera nelle orecchie per non lasciarmi blandire dalle lusinghevoli voci dei nuovi arrivati. Ognuno fa quel che può. Ciò che ha scritto Amfortas mi ha fatto ricordare una cosa simile, accaduta nel bookshop del Palzzo delle Espozioni di Roma: alla mia richiesta di un libro sui pre raffaelliti, l’ineffabile commessa rispose che non disponevano di testi dedicati alla pittura rinascimentale 😦 Buona serata a te, Gabrilu, e a tutti.

  19. gabrilu ha detto:

    Barbara e steppe
    proprio vero: ognuno ha i rituali suoi 😉
    steppe
    ma infatti… anche io me li guardo tutti, i nuovi arrivati. Sfoglio, annuso. E qualche volta compro, persino
    solimano
    Ho capito bene? Tu vuoi la lettura pubblica delle Georgiche **in latino** ?!?! Magari in piazza?
    Ah, ma allora provochi proprio, eh 🙂
    Cmq sappi che io approverei l’iniziativa, chè sono stufa di sentire nelle pubbliche adunate solo parolacce e becere invettive.

    In quanto alle ovidiane metamorfosi… ah che meraviglia! Io ce l’ho nella BUR, anch’io con testo a fronte. Per fortuna con gli esametri latini me la cavo ancora abbastanza anche se la ruggine degli anni ahimè la avverto, purtroppo.
    Annarita
    Eppure, per quanto riguarda la mia esperienza qui a Palermo, devo onestamente dire che oltre il mio librario ancien regime che è un pozzo di cultura e con il quale mi intrattengo piacevolmente per ore (mancano solo il te e i biscottini, per il resto la sua libreria è proprio come quella di Charing Cross Road), anche nelle due mega librerie Mondadori e Feltrinelli ci sono tutte persone molto preparate, e non mi sono mai capitati episodi come quelli da voi riportati. Quel che è giusto è giusto, e ho fatto il nome dei negozi perchè mi piace poter parlare anche delle cose positive.
    La bravissima scrittrice ungherese Magda Szabò, per esempio, me l’ha fatta scoprire (io ne ignoravo l’esistenza) una signorina che lavora da Feltrinelli e gliene sono estremamente grata.

  20. habanera2 ha detto:

    La libreria che frequento abitualmente è Utopia, in via Moscova a Milano. Chi conosce la cortese proprietaria sa che in quel luogo mitico non potrebbero mai accadere episodi tristemente esilaranti come quelli narrati da Annarita ed Amfortas.
    Anche il Libraccio della mia zona, sul Naviglio Grande, è un gran bel posto dove trascorrere delle ore pacevoli, specie la domenica mattina quando i clienti sono pochi ma giusti. Diciamo che non posso lamentarmi… poi però ci vorrebbe anche il tempo per leggerli tutti ‘sti libri, che si aggiungono ad una già fornitissima biblioteca di almeno cinque generazioni. E che dire dei libri che improvvisamente ti viene voglia di rileggere? Aiutooo… ho bisogno di un’ altra vita di ricambio, altrimenti non ce la faccio!

  21. PrimoCasalini ha detto:

    Il libraccio è diventato una piccola potenza editoriale, ed ha aperto sedi in diverse città.
    E’ nato qui a Monza, quando l’attuale proprietario era studente, coinvolto, come alcuni di noi sono certamente stati, nella compravendita dei libri scolastici per non chiedere soldi in casa. Ci prese gusto, e da cosa è nata cosa. Adesso, per dirne una, pubblica alcune volte all’anno una specie di piccolo catalogo di libri normalmente introvabili nelle librerie e che lui ha, e funziona, arrivano le persone col catalogo già compilato con le loro scelte. Ha naturalmente un bel sito, ma io non lo visito mai, il sito, mi diverto troppo ad aggirarmi nelle varie stanze della sede più grande di Monza, però dopo, come dice Habanera, bisogna anche trovarlo, il tempo di leggerli, questi libri strani: ho trovato da lui (a ottimo prezzo) delle edizioni d’arte che non c’erano da altre parti. Già è una soddisfazione il gusto (forse un po’ bieco) del possesso…

    saludos
    Solimano
    P.S. Gabrilu, riguardo le Georgiche, sono serissimo, sono cose che organizzate bene trovano spazio, basterebbe dire con una settimana d’anticipo quali versi saranno letti la settimana successiva, e la gente si prepara a casa. Succedono queste cose, di esempi ne posso fare. E ci metterei anche il Baldus di Teofilo Folengo.

  22. melpunk66 ha detto:

    parole sante. ora la macchina editoriale sta lavorando a pieno regime e sarà così fino a novembre. troppo lavoro troppi prodotti

  23. Harion ha detto:

    che carino questo post!!!
    Soprattutto per la citazione all’ “Ernani” ^_*
    Ps: anche io voglio i taccuini di Hannah Arendt O_O che edizione sono e quanto costano? corro a fare ricerche…
    un abbraccio
    Harion

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