I CROISSANTS DI MADAME VERDURIN

Nel 1927 veniva pubblicato, postumo, Il Tempo ritrovato di Marcel Proust.
Nel 1960 veniva pubblicato invece, dopo decenni di gestazione, Massa e Potere di Elias Canetti.

petit dejuner

A Parigi, durante la guerra

“La signora Verdurin, soffrendo d’emicranie più forti perchè non poteva più avere croissants da inzuppare nel caffellatte, aveva ottenuto da Cottard una ricetta che le permetteva di procurarsene in un certo ristorante […] cosa che era stata quasi altrettanto difficile da ottenere dai pubblici poteri quanto la nomina di un generale. Essa inzuppò di nuovo il suo primo croissant proprio la mattina in cui i giornali riportavano il naufragio del Lusitania. Tutta intenta a inzuppare il croissant nel caffellatte, e dando colpetti al giornale perchè restasse spalancato senza essere costretta a distogliere l’altra mano dal croissant che stava inzuppando, essa esclamò:
— E’ spaventoso! Supera per orrore le più spaventose tragedie — . Ma la morte di tutti quegli annegati non doveva apparirle che ridotta ad un miliardesimo, giacchè, pur facendo, a bocca piena, queste riflessioni desolate, l’aura che le aleggiava sul volto, generatavi probabilmente dal sapore del croissant, così prezioso contro l’emicrania, era piuttosto quella d’una dolce soddisfazione”

Marcel Proust, Il Tempo ritrovato

Anche oggi ognuno partecipa alle esecuzioni pubbliche attraverso il giornale. Solo che oggi — come tutto — è più agevole. Non è necessario scomodarsi, e fra cento particolari ci si può soffermare su quelli che eccitano in maggior misura. Si applaude soltanto quando tutto è fatto, e neppure la più piccola traccia di complicità guasta il godimento. Non si è responsabili di nulla, nè della condanna, nè dei testimoni oculari, nè della loro deposizione, e neppure del giornale che ha stampato la deposizione. E però se ne sa di più che nei tempi passati, quando bisognava camminare e stare in piedi per ore, e alla fine si vedeva abbastanza poco. Nel pubblico dei lettori di giornali è sopravvissuta una massa aizzata più moderata ma più irresponsabile per la lontananza degli avvenimenti — si sarebbe tentati di dire: la forma più spregevole e al tempo stesso più stabile.

Elias Canetti, Massa e Potere

post-it Proust e Canetti hanno scritto quando ancora non erano deliziati come noi oggi anche da telegiornali e salotti televisivi e da tam tam di rete. Ma nonostante questo credo proprio che le loro intuizioni espresse dal primo in un romanzo e dall’altro in un un saggio non abbiamo perso di validità, anzi.

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7 risposte a I CROISSANTS DI MADAME VERDURIN

  1. utente anonimo ha detto:

    Hai ragione Gabriella, specie il brano di Canetti, temporalmente più vicino a noi, è attualissimo.
    Non è comunque cambiato nulla con l’avvento della Tv moderna: il concetto di “sbattere” il mostro o la tragedia in prima (o seconda) serata
    è ormai nauseabonda consuetudine.
    Inconcepibile, per me, soprattutto il voler apparire di vittime e carnefici, di corsa a raccontare e commentare poche ore dopo l’accadimento del tragico fatto, ben vestiti e truccati,
    indifferenti a quanto loro accaduto….
    pazzesco!
    ciao
    Gianluca

  2. barbara34 ha detto:

    a parte il fatto che Proust dice le cose come le dice, incantevole quel passaggio, ma a me succede spesso di leggere mentre mangio, e di sentirmi in colpa per la stridenza (non lo so se si dice ma non m’interessa) del mio atto di mangiare, della tranquillità della mia cucina e di quel momento in particolare, di fronte alle tragedie che scorrono sotto i miei occhi.

  3. PattyBruce ha detto:

    Ciao, Gabrilu,
    torno in circolazione dopo tanto tempo, e il primo blog che desidero visitare è il tuo. Questo post non è commentabile ( per via della apparente contemporaneità degli scritti, sia di Canetti che di Proust) se non così: tutto cambia, ma in realtà non cambia mai nulla.

  4. gabrilu ha detto:

    Gianluca
    Credo ci siano cose che risultino, di fatto, a-temporali.
    Voglio dire che, al di là di quando quei due testi sono stati scritti, questi due autori (ma non sono i soli, ce ne sono altri) colgono alcune caratteristiche che, come dici giustamente tu, non sono state affatto modificate dall’avvento della televisione ma caso mai sono state rese più evidenti e sono risultate enfatizzate.
    Parlo della fame di visibilità da una parte e della fame di ficcare il naso dall’altra. Gli appetiti di chi offre e gli appetiti di chi cerca si incontrano, si saldano e … ragazzi, questo è (anche) il mercato.
    Il tutto condito dalla soddisfazione che prova chi legge/guarda catastrofi e scannamenti vari & assortiti ed è tutto contento/a che quelle orrende cose siano capitate ad altri e non a lui (o a lei).
    La sindrome del sopravvisuto non provoca sempre tragedie, il più delle volte ha efetti beneficamente terapeutici ^___^
    Barbara
    Per decenni ho avuto lo stesso problema guardando i tiggì mentre cenavo o pranzavo. Mi andava tutto per traverso.
    Adesso ho finalmente risolto guardando o ascoltando le rassegne stampa in orari dedicati ed evito i tiggi mentre mangio o faccio cose gradevoli. Tanto, un cosa è certa: le brutte notizie mi raggiungono comunque, se sono veramente importanti.
    PattyBruce
    Cara Patty, sono molto, molto contenta che tu sia tornata in circolazione. Non aggiungo altro, sono sicura che capisci quello che intendo.

  5. giuba47 ha detto:

    Un accostamento interessante di due scrittori molto diversi, che ci testiminiano un aspetto dell’animo umano che si ripete nel tempo anche sè in diverse situazioni. Certo i massmedia di oggi lo esaltano. Ciao Giulia

  6. utente anonimo ha detto:

    Il problema è che ci siamo assuefatti alle immagini e alle notizie di violenza e di sopraffazione le più turpi possibili e immaginabili. Già Fellini, negli anni 60, diceva che l’uomo moderno legge la pagina di cronaca nera come beve il caffè al primo mattino: i fatti ci scivolano addosso. O facciamo finta che non ci tangono. Il punto è proprio questo: continuare a “spettacolarizzare” l’orrore (facendo finta di niente); oppure prenderne atto e, con la coscienza sporca, provare a porvi rimedio. Magari spegnendo la tv quando il tg s’impegna a disturbarmi la digestione. Forse se scende l’auditel in corrispondenza con le notizie più truci anche chi sta a capo di un tg ci penserà due volte prima di mandare in onda un servizio particolarmente “indigesto”.
    Rendl

  7. gabrilu ha detto:

    C’è poi anche il caso in cui le tragedie lontane (proprio perchè lontane e dunque per noi innocue) ci commuovono oltremodo.
    E dunque eccoci tutti pronti ad innalzar banner, a firmare appelli, indossar magliette del colore del giorno, sventolar bandierine dalle finestre, accender candele sui balconi di casa. Non si tratta che dell’altra faccia della stessa medaglia.

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