HÉLÈNE GRIMAUD. LA PIANISTA E I LUPI

 

Copertine libri francese

“La musica è l’estensione del silenzio, ed è anche ciò che la precede e che ancora vi echeggia. La musica è una via d’accesso a un altrove della parola, a quel che la parola non può dire e che il silenzio, tacendolo, dice. Una musica senza silenzio, cos’altro è, se non rumore?” scrive Hélène Grimaud in Variations sauvages (pubblicato in italiano come Variazioni selvagge).

Parlerei veramente molto a lungo di questa giovane donna, bella come una top model, pianista di fama internazionale, che alla passione ed alla disciplina della musica affianca quella per i lupi e divide il suo tempo tra le tournées che la portano da un capo all’altro del mondo e il Centro che lei stessa ha fondato nello Stato di New York, il Wolf Conservation Center, finalizzato all’allevamento ed alla salvaguardia dei lupi.

La conoscevo già come pianista, ho da qualche settimana letto i suoi due volumi autobiografici. Li ho divorati anche perchè Hélène Grimaud si è rivelata anche una bravissima scrittrice. Due volumetti  molto densi nei quali Hélène parla di musica e dei suoi amati lupi, del suo essere una donna che ha sempre studiato e lottato tenacemente, che non ha mai voluto rinunciare alle due grandi passioni della sua vita. Che ha sempre respinto chi, con sguardi o con parole, le lanciava messaggi del tipo: “Bella come sei, perchè non fai qualcos’altro?” o, peggio: “Troppo bella per essere intelligente” o “affascinante come sei, non hai bisogno di lavorare” arrivando persino a manifestare una sorta di compatimento mescolato a velato disprezzo per tutte le ore della giornata che lei dedicava al pianoforte ed allo studio delle partiture.

Verso la fine del secondo volume, Hélène Grimaud scrive: “…Avevo scoperto con stupore come alcuni ce l’avevano con me per i lupi, o per il piano, o per il fatto di essere una donna, o per lo scrivere, come se fosse necessario scegliere una cosa o l’altra, mentre io sceglievo tutto. […] Come se il fatto di essere una donna mi obbligasse a ripudiare le note per il matrimonio, e il fatto di essere una musicista la penna a favore del pianoforte”.

In questo video Hélène Grimaud interpreta Rachmaninov, uno dei suoi autori preferiti

  • Il sito ufficiale di Hélène Grimaud >>

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20 risposte a HÉLÈNE GRIMAUD. LA PIANISTA E I LUPI

  1. CleliaMazzini ha detto:

    Ti ringrazio per la menzione e, soprattutto, per la piacevole lettura.

    Clelia

  2. lucamadeus ha detto:

    c’è sempre materia interessantissima qui da te

    ricordo di averlo letto voracemente a suo tempo, ero pieno di aspettative: e indubbiamente ha un suo fascino, però a tratti mi ha infastidito non poco una certa artificiosità

    riguardo alla Grimaud mi sono fatto l’idea di una persona che tende a posare molto; dal punto di vista musicale preferisco sorvolare perchè mi dice davvero poco, e se confrontata con artisti del calibro di Radu Lupu o Grigorij Sokolov, molto meno appariscenti e profondamente concentrati sulla materia sonora, lei mi appare assolutamente trascurabile

    cmq, de gustibus, è solo un mio parere
    a presto, un caro saluto
    L.

  3. utente anonimo ha detto:

    Ciao Gabrilù,
    ho letto lezioni private poco tempo fa e sinceramente mi è piaciuto, e in più mi ha affascinato il fatto di avere scoperto anche una pianista. Ho riportato su aNobii mio commento al libro e impressioni! Bello condividere e grazie per il video.
    Ciao Stefi

  4. giuba47 ha detto:

    Ho letto lezioni private e mi è piaciuto molto. L’ho letteralmente divorato dopo aver letto il post di Clelia. E’ anche un’ottima pianista. Una donna decisamente dotata. Giulia

  5. gabrilu ha detto:

    Clelia
    ciao e grazie a te
    Lucamadeus
    Sempre un piacere vederti qui, caro Luca. 🙂
    Per quanto riguarda HG, più che questione di gusti si tratta di un approccio diverso che tu ed io mi pare abbiamo nei confronti di questa persona.
    Io tendo a considerarla (e ad apprezzarla) come persona a tutto tondo, e non solo dal punto di vista della tecnica pianistica. Come pianista a me piace molto e mi piace l’idea che lei ha dell’interpretazione di un autore, di una partitura. Detto questo, però, ti dirò anche francamente che poco mi importa se nei futuri libri di storia del pianismo HG occuperà un capitolo, un trafiletto, due righe o nulla. E’ passata da un pezzo l’epoca in cui mi dilettavo a far le pulci sulle tecniche interpretative di strumentisti e cantanti. Ho felicemente superato quella fase. Adesso tendo a guardare queste persone in un’ottica diversa, più complessiva.
    Tu dici che “tende a posare molto”. Non lo so. Certo se fosse così avrebbe tutte le carte in regola per farlo. Che sia una bella donna è incontestabile, e fa benissimo a non mortificare ma anzi valorizzare questa bellezza. Che poi abbia realizzato cose notevoli conquistate con tenacia, fatica, anni e anni di studio — e, certo, anche fortuna, cosa che lei stessa per prima ammette — è un dato oggettivo incontestabile, mi pare.
    Tutto questo ne fa, ai miei occhi, una persona davvero notevole.
    Stefi
    Vedi, tu partendo dalla scrittrice hai scoperto una pianista. Io partendo dalla pianista ho scoperto una scrittrice 🙂
    Giulia
    che sono d’accordo con te mi pare superfluo dirlo, ti pare? 😉

  6. alexandra3 ha detto:

    Musica e scrittura fuse in una sola individualità creatrice.

  7. gabrilu ha detto:

    Alexandra
    La conoscevi già? Se si, mi fa piacere che la pensi così

  8. alexandra3 ha detto:

    Sì Gabriella, la conoscevo. Penso che, come pianista, partecipi alla creazione con la sensibilità e con la tecnica.

  9. amfortas ha detto:

    Io non la conosco come scrittrice, ma sto preparando la lista di Natale…
    Ciao!

  10. Harion ha detto:

    Mamma mia, ogni volta che vengo qui devo portarmi agenda e penna! Grazie davvero, io non conoscevo ne la pianista (pur suonando) ne la scrittrice, e la passione per i lupi me la rende ancora più rispettabile ^__^ per ora appunto tutto, magari poi faccio un salto in libreria! Da quello che ho capito lei è una pianista “d’esecuzione” non compositrice, giusto? a proposito, spulciando su youtube ha ritrovato Diana Damrau ad interpretare “una voce poco fa” de “il barbiere di Siviglia” XD e la Damrau l’ho scoperta proprio qua.! Mentre scioccata ho appreso che la Callas non ha mai cantato “La regina della Notte” O_O
    Vabbeh, sempre fuori tema finisco…scusa 😛 (e poi ho scoperto un sacco di altre cantanti tra cui la “storica” Carmen/Berganza che ignoravo ^^’)
    Si si, scusa la smetto…vado a spulciare il sito di Hélène ^_*
    ciao!!
    Ari

  11. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    ciao a te!
    Harion
    I tuoi commenti sono sempre così spontanei e frizzanti che mi fa sempre molto piacere leggerli ^__^
    HG: infatti non è una compositrice, anche se il termine pianista “d’esecuzione”, se pur tecnicamente corretto, mi sembra in genere un po’ riduttivo. Io preferisco usare “interprete”.
    Vedo che la Damrau te gusta, eh? Anche a me, molto. E’ una proprio tosta ^__^
    La Callas non ha mai cantato “La regina della notte”. Evidentemente non veniva ritenuta una parte a lei congeniale.
    I musicomani in sala più esperti di me potrebbero darti lumi precisi, sul perchè.
    Da parte mia, posso solo dirti che in genere diffido parecchio degli interpreti (strumentisti e/o cantanti) che cantano e suonano di tutto. O perchè si sentono in dovere di farlo o perchè (e ahinoi ed ahiloro, succede più spesso di quanto crediamo) perchè spinti a farlo dai loro agenti, per motivi di business. Molti di questi “tuttofare” spesso bruciano così anzitempo il loro talento…

  12. utente anonimo ha detto:

    Uh! In genere quando una donna riesce bene in qualcosa comincia a disturbare la quiete altrui (specie maschile, succede anche tra le quattro mura domestiche ah! ah!), figuriamoci quando riesce in molte cose e diverse… Senza con questo voler scadere in un atteggiamento anti-maschile becero, lo vedo come un ulteriore punto a suo favore. Brava brava brava, anche se il suo nome non dovesse rimanere negli annali della musica o della letteratura. Ciao a presto. Elena

  13. Harion ha detto:

    Brava,non mi veniva il termine: INTERPRETE!!! Neanche a me piace come termine “pianista d’esecuzione” poiché toglie spontaneità a ciò che rappresenta, non trovi??
    per quanto riguarda gli artisti “tuttofare” è un discorso molto complesso,almeno dal mio punto di vsta. Partiamo dal presupposto che la stessa Damrau interpreta un ruolo da mezzo soprano (Rosina) pur essendo un soprano di coloratura (visto che interpreta ottimamente “la regina della notte”) Quindi moltissime cantanti avendo una voce che le supporta si spingono ad interpretare ruoli diversi dal loro repertorio di origine, se così lo volgiamo chiamare. Io sono (o meglio ero, sono mesi che ho smesso…) soprano di coluratura e non potrò MAI cantare Carmen!! mentre la Callas poteva, abbracciava un ampissimo repertorio! E non so perchè non l’abbia mai interpretata l’aria che a noi piace tanto,ma non credo perchè non potesse!! Cavolo, hai sentito che acuti fa in “sempre libera…” de “la traviata”? Quelle altro che colorature!!! Quindi non so…
    Tuttavia mi trovo d’accordo con te nell’affermare che non sempre si possono avere le ambiziose pretese di interpretare TUTTI i ruoli esistenti sulla terra! Un esempio? Pavarotti…Oddio, pace all’anima sua, gran voce ma…Non può interpretare il bellissimo principe (Caleb?Non ricordo) della “Turandot” oppure “Sigfrido” di Wagner ma NON vocalmente, ma scenicamente; non si parla di concerti, ma di opera, quindi teatro, interpretazione, prestanza fisica…non so se mi spiego :__: Io preferisco Placido Domingo, come canta e interpreta lui “e lucean le stelle” non lo fa nessuno; è questo per me il saper interpretare il giusto, e non il Tutto…
    Insomma, me sò capita da sola….

  14. gabrilu ha detto:

    Harion
    Ho sempre pensato che Pavarotti avesse una bellissima voce del tipo “forza della natura”. Ma come interprete lasciamo perdere. Gli ho sempre preferito altri.

  15. PrimoCasalini ha detto:

    Concordo con Harion e con Gabrilu: Placido Domingo aveva una profonda cultura musicale ed interpretativa, pur essendo partito da ragazzo quasi sulla strada, Pavarotti di suo una voce come mirabile dono di natura che – qui ha ragione Giuliano – ha avuto la fortuna di durare vent’anni.
    Imparai da ragazzino, la differenza, cominciando con l’ascoltare Bergonzi nel Trovatore nel loggione del Regio di Parma. Un grande cantante di cultura finissima, mai amato dai loggionisti perché volevano solo la voce forte. Ricordo i brangognamenti negli intervalli, tutti centrati sulla cabaletta della Pira, mentre nel Trovatore c’è tanto altro.

    grazie e saludos
    Solimano

  16. gabrilu ha detto:

    Solimano
    Placido Domingo “aveva”?!? Argh…
    Placido è vivo e canta, suona e dirige ancora tra noi, per fortuna!
    Già, perchè Domingo è anche direttore d’orchestra…ad esempio, ho un DVD bellissimo del Fliedermaus di Strauss in cui dirige al Covent Garden un cast di cantanti uno più bravo dell’altro (Hermann Prey, Kiri Te Kanava et similia). A proposito di cultura musicale ^__°
    P.sS. Grande Bergonzi, nel Don Carlos

  17. PrimoCasalini ha detto:

    Ci sta, ci sta l’imperfetto, Gabrilu, è un confronto di voci nei decenni in cui le voci di Domingo e Pavarotti si misuravano nei teatri. Non ignoro la felice presenza attuale di Domingo anche come direttore, anche se la mia cultura è come una ciambella: più buco che torta. Ad esempio non so quando uscirà la prossima opera di Giuseppe Verdi, la sta finendo oppure si gode la campagna di Busseto? Mbah!

    saludos
    Solimano

  18. lucamadeus ha detto:

    “Adesso tendo a guardare queste persone in un’ottica diversa, più complessiva”
    Ed è giustissimo, solo che a mio avviso nel caso della Grimaud, la bella patina esteriore mi sembra stia occupando uno spazio eccessivo, a discapito della vocazione che, a suo stesso dire, ha mosso la sua esistenza. Il suo amore e le sue battaglie per i lupi, per carità, sono qualcosa di encomiabile e molto suggestivo, e certo, la sua vita personale e le sue passioni mi forniscono materiale aggiuntivo importante e a volte essenziale, ma se qualcuno mi si propone principalmente come musicista, io lo valuto per come suona, e ribadisco, il suo amato Rachmaninov o il suo Chopin mi dicono poco. Nessuno mette in dubbio la ricchezza umana della bella Hélène; e d’accordo, io sarò un arido filologo in cerca di modelli troppo esclusivi e troppo poco utilizzabili. Ma l’autenticità di una ispirazione artistica si misura attraverso altri parametri, a mio parere.
    Cmq, al di là delle nostre legittime e differenti visioni della questione, le cose che proponi nel tuo blog sono sempre estremamente stimolanti e di grande interesse. Davvero, uno dei pochi spazi virtuali che valga la pena di frequentare. A presto,
    L.

  19. gabrilu ha detto:

    Solimano
    Su cultura, buco e ciambella mi sa che giochi a fare il civettuolo 🙂
    Cosa sta preparando il cigno di Busseto, dici? Forse un’altra Messa da Requiem? 😉
    Lucamadeus
    L’importante secondo me è aver chiaro di volta in volta che parametri usiamo quando diamo un giudizio critico. In quanto al sentire o meno… quello non è razionalizzabile, è affare decisamente insindacabile. Non si può sentire o non sentire… a comando 🙂
    Grazie per le belle parole a proposito del blog. Sono contenta soprattutto del fatto che si può essere di parere diverso e confrontarsi tranquillamente senza sbraitare, come purtroppo a volte vedo fare in giro…

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