DOVE IL NERO E’ PIU’ NERO

massa, folla
Sarà che la folla, la massa “aperta” e cioè non organizzata è uno di quei fenomeni che mi fanno più paura in assoluto (per la verità mi inquietano parecchio anche le masse organizzate). Sarà perchè in questi giorni ho letto Barnaby Rudge di Dickens. Sarà perchè sarà, ma il fatto è che parallelamente a Dickens  ho ripreso in mano per l’ennesima volta il manzoniano I Promessi Sposi e soprattutto Massa e Potere di Canetti.

Il fenomeno enigmatico quanto universale è la massa che d’improvviso c’è là dove prima non c’era nulla. Potevano trovarsi insieme poche persone, cinque o dieci o dodici, non di più. Nulla si preannunciava, nulla era atteso. D’improvviso, tutto nereggia di gente. Da ogni parte affluiscono altri; sembra che le strade abbiano una sola direzione. Molti non sanno cosa è accaduto, non sanno rispondere nulla alle domande; hanno fretta, però, di trovarsi là dove si trova la maggioranza. Nel loro movimento c’è una determinazione che ben si distingue da un’espressione di semplice curiosità. Si direbbe che il movimento degli uni si comunichi agli altri, ma non si tratta solo di questo.: tutti hanno una meta. La meta esiste prima che le abbiano trovato un nome ed è là dove il nero è più nero — il luogo dove la maggioranza s’è adunata.

Elias Canetti, Massa e Potere

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10 risposte a DOVE IL NERO E’ PIU’ NERO

  1. utente anonimo ha detto:

    La massa assorbe l’individuo che le delega se stesso. Certo che fa paura. Sono d’accordo.
    Alberta

  2. oyrad ha detto:

    Deve essere molto interessante e bello quel libro di Canetti… ho notato anche che lo citi spesso 😉
    Buon pomeriggio, Oy

    PS: Grazie per la segnalazione del mio ultimo post nel tuo blog-roll: onoratissimo! ^___^

  3. annaritav ha detto:

    Le masse organizzate spesso sono più inquietanti, non c’è che dire. Un moto sponateno mi fa meno paura, ma non mi lascia completamente tranquilla. Il libro di canetti di cui parli deve essere ponderoso… non credo di farcela in questo periodo di stress lavorativo :-/ Buona serata e grazie. Annarita

  4. gabrilu ha detto:

    Alberta
    Assorbimento dell’individuo, dici. Annullamento dell’individualità e delle responsabilità individuali, sottolineo e rincaro io…
    Oyrad
    Beh, Massa e Potere è secondo me un testo molto importante. Da metabolizzare perbenino.
    …Cmq, Canetti è uno dei miei autori preferiti, sia come narratore ( Auto da fe e Le voci di Marrakesh ma forse il Canetti che amo di più è quello dei volumi autobiografici (La lingua salvata e La provincia dell’uomo).
    Un Nobel meritato, a mio parere.
    Annarita
    Le masse organizzate (e “pilotate”) possono essere altro che inquietanti… possono essere terrificanti. Altro che storie, sono d’accordo con te. Non abbiamo bisogno di ricorrere ad esempi nefandi che sono credo nella mente di tutti…
    Si, Annarita, questo libro è molto interessante ma hai ragione, è un saggio che benchè scritto in linguaggio scorrevole è piuttosto ponderoso e denso di concetti, perciò meglio aspettare il momento giusto per leggerlo.
    grazie a te, e sempre un piacere vederti qui

  5. Moher66 ha detto:

    nella massa deleghi la responsabilità degli atti e delle idee così puoi dire di esserne parte e dopo un secondo negarlo come non fosse mai stata cosa tua, puoi annegare la paura e il rifiuto della tua individualità nella sensazione di appartenenza, puoi dimenticare meglio evitare di essere te stesso, niente di meglio da manipolare soggiogare rendere strumento di qualunque follia..
    Elena

  6. lucamadeus ha detto:

    hai davvero ragione, è un fenomeno inquietante e, per certi aspetti, misterioso, come ben sottolinea Canetti
    grazie mille dei complimenti per Alexandrov: sempre felice di riuscire a trasmettere qualche emozione con la musica che propongo
    a presto Gabri
    L.

  7. giuba47 ha detto:

    Ho letto Canetti e l’ho trovato un libro estremamente interessante come anche gli altri… Anche a me la massa inquieta e quando si fa riferimento alle masse ancora di più… Certo a volte può essere necessario manifestare per rendere visibile qualcosa in cui si crede. Ma l’accodarsi è sempre periciloso e facile da strumentalizzare. Un caro saluto, Giulia

  8. gabrilu ha detto:

    Elena
    Il diventare oggetto e abdicare come soggetto è uno dei maggiori pericoli
    Lucamadeus
    Non conoscevo quel compositore e tu me ne hai dato un bell’assaggio.
    E poi… guarda che io seguo il tuo blog e guardo/ascolto sempre i tuoi video ed è mesi che mi sono anche iscritta al tuo canale su YouTube, non te ne sei accorto? ^__*
    Giulia
    Sono scesa in piazza a manifestare innumerevoli volte e proprio per contribuire a rendere visibili alcune richieste, rivendicazioni, proteste. L’importante è, come dici tu, farlo sempre (o almeno sforzarsi di farlo) con coscienza critica e non omologandosi e appiattendosi e buttando il cervello all’ammasso…

  9. sabrinamanca ha detto:

    Mi vengono in mente i lupi in branco ma mi spaventa pensare che la massa umana sia ancora altro, qualcosa di diverso dall’istinto della caccia per procacciarsi il cibo e molto più terrificante perché senza altro scopo che dar sfogo alla crudeltà.

  10. gabrilu ha detto:

    Sabrina
    E’ dai tempi del bellissimo Donne che corrono con i lupi della Pikola-Estes che i lupi hanno cominciato a farmi simpatia. Da quando poi ho letto quello che di loro scrive Hélène Grimaud a volte mi fanno decisamente più simpatia di certi branchi umani 😉
    E proprio per le ragioni di cui parli tu

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