STORIA DELLA RUSSIA – ROGER BARTLETT

Copertina libro
Roger BARTLETT, Storia della Russia (tit. orig. A History of Russia), traduz. Marco Federici, p. 330, Mondadori, Collana Oscar Storia, EAN13 9788804571216

La recente lettura di Zarine di Henri Troyat mi ha messo ancora una volta di fronte alle mie enormi lacune circa la storia della Russia. Mi sono resa conto, ancora una volta, di quanto le mie cognizioni in materia fossero frammentarie o, come si dice oggi “a macchia di leopardo”. Comunque insufficienti. Mi è anche venuto in mente che proprio questo tipo di carenze e la difficoltà di contestualizzare adeguatamente mi hanno reso a volte faticosa la lettura della letteratura russa. Un esempio che certamente farà ridere i miei Happy Few ma che giuro essere vero: ricordo che, quando lessi per la prima volta quel capolavoro che è Le anime morte di Gogol, che cosa fossero queste benedette “anime morte” e perchè mai Cicikov, il protagonista del romanzo, si desse tanto da fare per procurarsene il maggior numero possibile non riuscivo proprio a capirlo; la pur ottima prefazione del libro non mi era bastata, volevo saperne di più e per svelare l’arcano dovetti fare una mini-ricerchina (sui libri, allora non c’era ancora Internet e Google e Wikipedia erano nel mondo dei sogni). I ricordi scolastici erano del tutto insufficienti, e poi i manuali di storia generale, anche i migliori, non è che potessero trattare approfonditamente la storia di ogni singolo Paese.

Anche con I Demoni di Dostoevskj ho avuto, ai tempi, problemi di contestualizzazione e inoltre, non mi vergogno di confessarlo, mi confondevo con tutti quegli zar che si chiamavano Alessandro e Nicola. Gli unici che riuscivo a collocare e a non confondere tra loro erano Ivan il Terribile (tutto merito dei bellissimi due film di Eisenstein), Pietro il Grande (perchè tra tante cose ha fondato anche San Pietroburgo che nel mio immaginario privato è automaticamente collegata alla Prospettiva Nevskj di Gogol), Caterina la Grande (perchè di questa imperatrice certa storia pettegola ne ha sempre dette di cotte e di crude senza poter mai negare però la sua cultura, intelligenza, abilità strategica e diplomatica). Ah! Conoscevo anche la storia di Boris Godunov e del “falso Dimitri”, ma questo solo grazie a Puskin e soprattutto all’opera lirica di Moussorgsky e Rimsky-Korsakov da me molto amata.

Questo per quanto riguarda la Russia zarista. Le cose non andavano molto meglio con la letteratura del periodo sovietico, perchè si fa presto a dire “periodo sovietico”: in realtà, dietro questa espressione monolitica fu molto diverso vivere nell’URSS degli anni Venti o Quaranta o sotto Breznev, per dire. Ma non voglio farla tanto lunga.

Tutto questo per dire che il giorno dopo aver terminato di leggere Zarine ho deciso che era ora di prendere quache provvedimento o, come si dice dalle mie parti, di “mettere qualche pezza” alla mia ignoranza. Mi sono messa dunque  a cercare un libro di storia della Russia che mi desse finalmente una visione d’insieme di carattere generale, che non fosse eccessivamente specialistico ma che d’altra parte non fosse nemmeno troppo superficiale. Ho trovato questo libro di Bartlett, pubblicato in italiano proprio lo scorso ottobre in una collana — Oscar Storia della Mondadori — della quale in genere mi fido abbastanza.

Roger Bartlett è professore emerito alla School of Slavonic and East European Studies presso l’Università di Londra ed è autore di parecchi altri libri sulla Russia ed i Paesi dell’Est europeo

Beh, il libro l’ho terminato ieri e devo dire che sono molto soddisfatta della mia scelta: era proprio il libro che mi ci voleva e l’ho letto davvero con gran gusto.

Roger Bartlett delinea la storia della Russia dalle sue origini a Kiev percorrendo poi i periodi moscovita ed imperiale, quello sovietico e post sovietico arrivando sino alla fine del diciannovesimo secolo. Bartlett offre da una parte una prospettiva generale sullo sviluppo storico della Russia ma contemporaneamente mette a fuoco le origini della cultura politica russa ed il ruolo delle masse contadine nella politica russa e sovietica, il ruolo della Russia come Stato ed impero multietnico, lo sviluppo della società e della cultura nella russia zarista e sovietica.

Leggendo tutti gli avvenimenti che si susseguono un secolo dopo l’altro mi sono resa conto di quanto molte cose del periodo sovietico avessero radici profonde nella Russia degli Zar e insospettabili analogie con alcuni caratteri distintivi della monarchia autocratica, per esempio. La struttura del testo è molto ben fatta: in ogni capitolo Bartlett dedica spazio, oltre che agli avvenimenti politici interni ed internazionali (cioè a quello che potremmo definire la Grande Storia) anche ad una panoramica sullo sviluppo delle arti, della letteratura, all’analisi dei mutamenti sociali, al modo di vivere, al mutamento dei valori, ai problemi derivanti dal convivere, in un territorio sterminato, di etnie, lingue, a volte anche religioni tra loro diversissime.

Ho letto avidamente, in particolare, tutte le pagine in cui Bartlett analizza gli elementi fondanti che furono all’origine della monarchia autocratica, la questione contadina (i contadini hanno per secoli costituito la maggioranza della popolazione russa), la storia di quella particolarissima istituzione russa — abolita soltano nel 1861 — che fu la servitù della gleba ed addirittura della schiavitù che esisteva anche in Russia, il difficilissimo rapporto tra città e campagna, tra masse contadine e l’élite del potere aristocratico e, in tempi più recenti, quella che venne chiamata l’intellighenzia.

Mi è sembrato un testo molto ben calibrato ed equilibrato nei giudizi; spesso Bartlett riporta, parlando di particolari eventi o periodi controversi, anche opinioni di storici che al riguardo formulano ipotesi e/o giudizi differenti dai suoi.

Per concludere, mi sembra proprio che questo libro sia una perfetta introduzione per chiunque sia interessato ad esplorare la complessa — e per molti versi ancora molto da decifrare — realtà di questo immenso, complicatissimo ed affascinante Paese.

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13 risposte a STORIA DELLA RUSSIA – ROGER BARTLETT

  1. amfortas ha detto:

    Credo che tornerò a commentare questo post, ma intanto ti dico che ho riletto, qualche mese fa, Le Anime morte.
    È uno di quei libri che si riscopre ogni volta: la galleria di nuovi mostri di Gogol è sempre più attuale 🙂

  2. annaritav ha detto:

    Concordo con te, la collana storica delgli oscar Mondadori offre buoni testi, ne ho acquistati parecchi. Ora aggiungo anche questo alla lista, grazie per il suggerimento. Replico gli auguri, soprattutto per un sereno 2008. Annarita.

  3. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Anch’io l’ho riletto più volte, Le anime morte, e proprio per i tuoi stessi motivi. Come tutti i capolavori, rimane attuale anche dopo secoli e non finisce mai di sorprendere
    Annarita
    Un’altra buona collana, secondo me, è quella della Laterza, quella con la copertina gialla. Ho comprato un sacco di ottima roba, in quella collana.

  4. PrimoCasalini ha detto:

    Di Gogol apprezzo molto l’Ispettore generale ed i racconti, un po’ meno le Anime morte. Non era una caso che fosse in rapporto con Giuseppe Gioacchino Belli, hanno in comune la forza grottesca. Sulla Russia c’è una coerenza storica: lo zar e Stalin stanno sullo stesso piatto del dominio politico e religioso (anche lo stalinismo era una religione, di tipo ateo). L’origine è a Bisanzio, e forse non è ancora finita, Putin sta andando in quella direzione. Nel litigio fra il panslavismo di Dostoevskj e l’occidentalismo di Turgheniev, chiarissimo nei Demoni, la posizione giusta ce l’ebbe più tardi Cechov. Ma Turgeniev oggi è poco letto, peccato, perché almeno le Memorie di un cacciatore chi non le ha lette ha perso molto. Ah, la Russia! E’ vasta, c’è poco da fare, da tutti i punti di vista, anche come musica. Un po’ esagerata…

    saludos
    Solimano

  5. babilonia61 ha detto:

    La storia della Russia mi ha sempre affascinato, specialmente quella dedicata all’età moderna.
    Bel post, davvero interessante.

    Ne approfitto per augurarti un anno 2008 pieno di salute e armonia.

    Felicità

    Rino, ringraziando per la tua visita.

  6. amfortas ha detto:

    Volevo tornare sul post, ma non ho tempo.
    Allora approfitto del tuo spazio per farti i miei migliori auguri per l’anno nuovo.
    Te li faccio di cuore, perché seguendo i tuoi consigli ho scoperto alcuni tesori: anno nuovo, libri nuovi, ché ho sempre tanta voglia d’imparare (il tempo…beh…)
    Ciao!

  7. sgnapisvirgola ha detto:

    Fulminea, passo solo per dire che se anche non compaio non mi dimentico:)
    Un augurio di un meraviglioso 2008, con affetto.

  8. gabrilu ha detto:

    Solimano
    A me invece il grottesco in letteratura piace assai, ed è uno dei motivi per cui amo tanto Dickens e i suoi personaggi. Il grottesco, inoltre, è parente strettissimo del surreale, ed infatti Dickens (ma perchè, il Bulgakov de Il Maestro e Margherita no?! ) è potentemente grottesco e deliziosamente surreale.
    Ne Le anime morte (per tornare a Gogol) l’immagine della troika-Russia lanciata a corsa folle verso l’ignoto vale, da sola, un intero capitolo nella storia della letteratura mondiale, a mio modesto parere…
    Per quanto riguarda stalinismo e zarismo… beh… che ci fossero grandi affinità c’ero arrivata anch’io e da sola, caro Solimano (smile). Però veder confermate e poter puntellare le mie impressioni con dati storici oggettivi confesso che non m’è dispiaciuto.
    Turghenev: concordo su Memorie di un cacciatore e i racconti. Padri e figli invece mi ha deluso, ma forse non l’ho letto nel momento giusto.
    Rino
    eh, si, però l’età moderna è figlia dell’età che l’ha preceduta, avrebbe detto Monsieur de Lapalisse…
    Auguri di Buon Anno anche a te, Rino ^__^
    Amfortas
    E darmi la soddisfazione di dirmi quali sarebbero questi “tesori” no, eh? (smile)
    Ciao e auguri anche a te
    Snapisvirgola
    Sogno o son desta? Sei tornata in circolazione o sei solo un miraggio?
    Ciao bella, e auguri 🙂

  9. amfortas ha detto:

    Basta il nome di Magda Szabò?
    Sì vero?
    Forse la più grande scoperta di quest’anno, per me.
    E ti dirò di più, ho regalato i suoi libri molto spesso.
    Ciao!

  10. matisse ha detto:

    Vengo dalla Russia con amore ad augurarti un felice anno, gabrilù. Un bacione!
    aida

  11. giuba47 ha detto:

    Ho letto alcuni libri della collana di Laterza, meno di quella mondadori, ma da te solo buoni consigli. Buo anno. Giulia

  12. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Eh, grande Magda…Io spero sempre che traducano altri suoi libri…
    Matisse
    Che piacere! Augurissimi anche a te ^__^
    Giulia
    Le due collane hanno caratteristiche diverse, come è giusto che sia, ma sono complementari, secondo me

  13. babilonia61 ha detto:

    CATERINA II LA GRANDE DI RUSSIA[..] Che cosa hanno in comune Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603), Maria Teresa d’Austria (1717-1780) Caterina la Grande di Russia (1729-1796), ma anche tante altre storiche figure femminili? Certamente l’amore verso la loro patria, la [..]

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