E SE NATALE NON FINISSE MAI

Heinrich Boll Racconti umoristici e satirici
Heinrich Böll, Racconti umoristici e satirici, trad. Ritter Santini L., p.166,  Bompiani, ISBN: 8845251594

Si dice dell’Epifania che “tutte le Feste si porta via”. Tradizionalmente, dal giorno dopo si dovrebbero smontare alberi di Natale e presepi e riporre addobbi e statuine in attesa di riutilizzarli l’anno seguente.

C’è chi accoglie questa data come una liberazione, chi si rammarica nel vedere spegnersi le mille lucine natalizie e scomparire carte dorate e palline argentate. C’è chi sospira e pensa: “ah, come vorrei che Natale non finisse mai!”.

Heirich Böll, lo scrittore Nobel per la letteratura 1972 ed autore, tra l’altro, di Confessioni di un clown,  di L’onore perduto di Katharina Blum e  di Foto di gruppo con signora ha ipotizzato, in uno dei suoi Racconti umoristici e satirici, proprio una situazione del genere.

Protagonista del racconto Tutti i giorni è Natale è zia Milla la quale, dopo la guerra mondiale, può finalmente riaprire la sua casa ad amici e parenti per festeggiare il Natale, addobbare l’albero, trascorrere una serata serena tra dolci, brindisi e candele, cantando gli inni natalizi.

Ma anche la sera di Natale finisce, gli ospiti salutano e se ne vanno. Succede allora che zia Milla comincia ad urlare a squarciagola. Urla incessantemente, disperatamente per una settimana intera; nessuno capisce di che cosa si tratti, vengono interpellati — invano — medici e luminari. Fino a quando il marito Franz, non sapendo più a che santo votarsi, si procura un altro abete e lo addobba.

Zia Milla si calma: Natale non è finito. Ma i veri guai cominciano adesso. Perchè ci si accorge ben presto che per non fare urlare zia Milla, la scena deve ripetersi ogni sera; ogni sera ci si deve riunire attorno all’albero a cantare inni, a brindare, a mangiar dolciumi. D’estate e d’inverno, in autunno e in primavera. Un incubo che si trascina anno dopo anno. Prima gli amici e poi i parenti cominciano a darsela a gambe, non ne possono più. Arrivano persino ad “arruolare” attori professionisti perchè prendano il loro posto alla festa. Giungono al punto di collocare a tavola manichini di cera. Zia Milla è felice, mentre tutto attorno a lei si sfascia. Il senso del racconto di Böll è abbastanza chiaro, mi sembra: per Milla, il Natale rappresenta una fuga dalla realtà del dopoguerra. La sua follia è la sua salvezza, ma la sua follia è anche la causa della distruzione della sua famiglia e quindi della realtà a lei più vicina.

Böll, come spesso nei suoi scritti, obbliga il lettore a guardare il mondo da una prospettiva diversa da quella al quale è abituato e delle cose più familiari ci consegna l’aspetto più inquietante.

Come il Natale, che in questo racconto diventa parabola di incubo e follia.

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12 risposte a E SE NATALE NON FINISSE MAI

  1. SimonaCWords ha detto:

    Non conoscevo affatto quest’opera del grande Böll.
    Fra l’altro, mi sono accorta che la sua opera omnia, comprata qualche anno fa e poi data in lettura a una persona, non è ancora tornata indietro!!! Arghh!!!!
    Devo rileggerlo 🙂

    Un saluto,
    Simona

  2. oyrad ha detto:

    Pensa che di Boll non ho mai letto nulla… volevo approfittare dell’ uscita di “Confessioni di un clown” in ri-edizione Medusa… anche se inizio quest’ anno con l’ amaro voto di leggere un po’ meno romanzi e molti più saggi artistici, e soprattutto filosofici, in vista della laurea e di ulteriori tappe future…

    Però questo libro di racconti lo recupererò di certo… ^____^

    Comunque, quest’ anno il mio Natale è stato piuttosto triste… e senz’ albero, poi, è stato ancor più deprimente… meno male che almeno l’ ho montato nel mio blog… 😉

  3. gabrilu ha detto:

    Simona
    Si, anche io voglio rileggere Boll, dopo tati anni. In particolare L’onore perduto di Katharina Blum (dal quale Volker Schlöndorff trasse, nel ’75, un film del quale ho un ottimo ricordo e che mi piacerebbe rivedere oggi) e Foto di gruppo con signora. E leggere Confessioni di un clown, che non ho mai letto.
    Ciao, e bentornata in pista 🙂
    Oyrad
    A me la saggistica piace molto, ed alternarla alla letteratura “pura”.

  4. amfortas ha detto:

    Confessioni di un clown è magnifico, ma non è questo il punto: è la prima volta che ho letto qualcosa che tu non abbia già digerito.
    Faccio la ola!
    Ciao 🙂

  5. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Sissi, prendimi pure in giro, eh? E io che se per caso parlo di musica incrocio sempre le dita? ^__*
    Per Confessioni di un clown provvederò. Mi fido di te e anche di Boll (smile)

  6. utente anonimo ha detto:

    Chissa se Boll si è lasciato influenzare dall’Enrico IV di Pirandello, in cui tutti si affannano con recite varie a “sostenere” la pazzia del protagonista, anch’essa una forma di rifiuto della realtà quotidiana o, se vogliamo, della pazzia della realtà…
    Un saluto da Ghismunda
    P.S. Ho scritto su Le benevole, ma non era facile…

  7. giuba47 ha detto:

    Non conoscevo questo libro, conosco ed ho letto quasi tutti gli altri e devo dire che ho amato molto questo autore. Giulia

  8. utente anonimo ha detto:

    Ma allora, io che invece urlerei per tutto il tempo in cui l’albero regna nel mio soggiorno, da quale malattia sarò affetta?!?! Pazzia della finzione?
    Ah no ci sono. Non rifiuto del Natale, più frustrazione da Natale troppo diverso da come lo vorrei.
    (Oddio, aspetta che nel frattempo allungo la lista dei libri, io neanche ci provo ad arrivare prima di te Gabrilu, e dovrò comprare un’altra libreria, forse anche un’altra casa..)
    Elena 🙂

  9. gabrilu ha detto:

    Ghismunda
    Sai che non avevo pensato a quest’accostamento con l’Enrico IV? interessante…
    Giulia
    Questi racconti mi capitarono in mano per caso, e devo dire che questo sul Natale fu quello che mi colpì maggiormente
    Elena
    Ti capisco. Anch’io oggi non sopporto tutto il circo equestre che ruota attorno al Natale, e per vari motivi: uno di questi è che ho uno splendido ricordo dei miei Natali di quando ero molto piccola e durante i quali, a prescindere dall’essere o meno dei credenti, c’era nelle case un’atmosfera molto raccolta, molto poco (direi quasi per nulla) consumistica. Oggi mi irrita molto vedere come tutto sia centrato sul vendere e comprare, comprare e vendere…

  10. PrimoCasalini ha detto:

    Gabrilu, vengo da quindici giorni in cui il PC mi ha fatto soffrire: hardware, software, di tutto un po’. Non è ancora finita completamente, però forse riesco a commentare.
    Heinrich Boell è un argomento per me interessante: “Le opinioni di un clown” mi piacque molto per alcuni anni, ma poi il risvolto autolesionistico/moralistico che lo impregna mi allontanò da questo scrittore che ha un suo tipo di genialità.
    Però i “Racconti umoristici e satirici” li leggo molto volentieri. Qui Boell è aiutato dall’argomento, che richiede un taglio ironico/grottesco in cui è maestro, e dimentica i tanti guai veri ed immaginari che provengono da un mondo cattivo da cui vorrebbe scendere. Solo che non ce ne sono altri, e tocca mettersi ad aspettare il mondo successivo, peccato che non arrivi. Che sia su un binario morto, questo bellissimo mondo migliore?

    saludos
    Solimano

  11. liseuse ha detto:

    Io lo rileggo ogni anno, Nicht nur zur Weihnachtszeit, da quando una brava profe di tedesco me lo fece conoscere al liceo 🙂
    Sono contenta che Bompiani lo abbia ristampato!

  12. gabrilu ha detto:

    liseuse
    che piacere averti qui!
    Si, lo so che Boll ti piace ^__^

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