SWEENEY TODD – TIM BURTON

Johnny Depp e Helen Bonham Carter

"Never forgot. Never forgive" ("Mai dimenticare. Mai perdonare") è il motto di Benjamin Barker, il diabolico vendicativo barbiere di Fleet Street impersonato da uno straordinario Johnny Depp in Sweeney Todd, il musical-horror di Tim Burton. Il film ha già ottenuto il Golden Globe come miglior musical o commedia.

Nonostante sia pieno zeppo di sgozzamenti a go go, sangue come se piovesse, esibitissimo granguignolismo,   tutto è talmente e volutamente sopra le righe che dopo il primo cliente trasformato in cadavere non ci si fa più caso, il sangue è talmente rosso e denso da sembrar morbida ceralacca che non si può fare a meno di apprezzare come il suo colore si intoni tanto bene con le raffinate sfumature di grigio della splendida fotografia di Dariusz Wolski. E quando il desiderio di Barker di vendicarsi del giudice Turpin che gli ha sottratto moglie e figlia si trasforma in cieco delirio nihilista e misantropo, più il barbiere Depp si scatena con le sue lame, meno impressione fa e ci si lascia prendere dallo strano inquietante fascino di questo film.

Johnny Depp ed Helen Bonham Carter (ve la ricordate in Camera con vista e Casa Howard di James Ivory?) sono strepitosi. Johnny Depp per questo film ha avuto il premio come migliore attore protagonista di musical o commedia e la nomination per l'Academy Award.

Il film è un vero e proprio musical e loro due cantano, cantano continuamente e molto bene dal principio alla fine pur non avendolo fatto mai, prima. Sono attori, non cantanti. Però quando hanno accettato la parte si sono messi a studiare, hanno lavorato sodo e i risultati ci sono eccome. "Johnny Depp canta e incanta" ha scritto il New York Times. Quando si dice la professionalità. Quando si dice che per essere attori professionisti si deve non solo avere una faccia interessante ma anche studiare e faticare.

Le scenografie di Dante Ferretti sono bellissime, di un dickensiano-gotico- iperrealistico-surrealistico-grottesco (ho esaurito gli aggettivi) talmente ai limiti del kitsch da risultare stupendo, la musica molto gradevole (ma il musical era già famoso da prima) e il film, nonostante un numero di cadaveri di cui ad un certo punto si perde pure il conto riesce perfino… ad essere divertente.

La carta vincente del film credo stia proprio nel contrasto fra il plot truculentissimo e le musiche di Stephen Sondheim dolci, malinconiche, romantiche, briose: uno dei brani più importanti — Little Priest — in cui Depp e Bonhan Carter duettano alla grande pianificando il modo di fare sparire i cadaveri una volta che siano stati "sbarbati" è un delicatissimo valzer. Musica romantica, contenuti raccapriccianti. Questa dicotomia già esistente nel musical orginario Tim Burton l'ha esaltata fino al parossismo mettendo insieme farsa e gotico in modo spiazzante perchè chi guarda oscilla continuamente, non riuscendo a decidere se tapparsi occhi  ed orecchie nelle scene degli sgozzamenti o sorridere divertiti per l'assurdità del tutto. Sweeney Todd spaventa, fa rabbrividire ma anche sorridere.

Se non ci si arrende alla prima gola tagliata e si cerca di non pensare a quant'era squisito quello shepherd pie mangiato magari proprio prima di cominciare a vedere il film le probabilità che Sweeney Todd tenga incollati alle poltrone sono altissime, io credo.

Perchè lo ripeto: il sangue scorre a fiumi, le carni di colpevoli e innocenti sono frullate, trasformate in ripieno per appetitose tortine, mangiate con gran soddisfazione dagli ignari clienti dell'osteria di Mrs. Lovett (H. Bonham Carter).

Nei titoli di testa di Charlie and the chocolate factory i macchinari dello strambo Willie Wonka (anche lui interpretato da Johnny Depp) facevano scorrere fiumi di cioccolato per trasformarli  nelle mitiche tavolette Wonka mangiate con gran gusto da tutti i bambini.

Nei titoli di testa di Sweeney Todd i macchinari si riempiono di vischiosissimo liquido rosso e trasformano i cadaveri delle vittime nella carne tritata che farcirà le "pies" tanto apprezzate dai clienti di Mrs. Lovett.

  • Il sito ufficiale di Sweeney Todd è sontuoso e rende bene l'idea di ciò che ci si deve aspettare dal film. Merita un tour >>
  • Johnny Depp, Freddie Highmore e David Kelly in La fabbrica di cioccolato (2005)

    Questo post è stato pubblicato anche su Abbracci e pop corn il 4 febbraio 2008

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    13 risposte a SWEENEY TODD – TIM BURTON

    1. barbara34 ha detto:

      cosa dire? a tim burton e johnny depp si lascia far tutto, tanto sono bravi. certo che i pie, beh… mi fa pensare un po’ a “Delicatessen”, che anche quello beh, non scherzava… certo che se lo fai vedere ai bambini rischi che gli angioletti si trasformino in ingenui serial killer senza nemmeno rendersi conto diquel che fanno… 🙂

    2. Giuliano95 ha detto:

      Su Tim Burton ho parecchie riserve, più che altro diversità di vedute; ma Johnny Depp è un mostro di bravura, qualsiasi cosa faccia lui vale sempre la spesa, o il tempo passato a guardare il film.
      Depp è la dimostrazione che i grandi talenti ci sono e ci saranno sempre, ma spesso ai più grandi è impedito di farsi conoscere come dovrebbero. Non capitava così negli anni 70, capita da quando l’unica cosa che conta è fare soldi, l’audience, gli spot da metterci dentro. In Italia tutto questo ha un nome e un cognome, che evito di ripetere per l’ennesima volta: si passa il tempo a dare la colpa al 68, e invece ormai è preistoria – gli ultimi vent’anni sono tutti opera sua, del signor Spot.
      Burton e Depp sono riusciti a ritagliarsi uno spazio, e almeno questa è una bella notizia.

    3. gabrilu ha detto:

      Barbara
      Istigazione alla violenza: non è certo un film come Sweeney Todd che mi preoccupa, perchè qui la violenza è talmente teatralizzata da risultare, alla fine, inoffensiva. Il film di Burton può piacere o non piacere, ma sicuramente non si diventa serial killer per averlo visto.
      Sono ben altri i film che mi preoccupano, e che trasmettono in continuazione nelle nostre tv anche all’ora di cena. Trovo molto, ma molto più “pericolose” le serie di telefilm tipo CSI o Criminal Minds, per esempio, dove davvero ti insegnano per filo e per segno come stuprare, mutilare, torturare etc. etc. e dove chi ha già una insana predisposizione a certe cosucce viene diligentemente addestrato ed informato sui metodi migliori per realizzare i suoi sogni.
      Anche alcuni talk show dove all’ora di pranzo si discetta delle varie stragi del momento non scherzano, quanto a dettagli orripilanti.
      Eppure, per quelli nessuno protesta, che io sappia.
      Giuliano
      Parlando di attori e di talenti anch’io rischio di ripetermi fino alla noia ma pazienza. Non posso fare a meno di ricordare che c’era una volta un tempo in cui anche noi qui in Italia avevamo fior d’attori i cui talenti emergevano e venivano valorizzati. Se mi guardo in giro oggi, sia al cinema che nelle fiction della TV vengo colta dallo scoramento. Eppure sono sicurissima (anche solo per un mero calcolo delle probabilità) che ci siano in giro nuovi talenti che studiano e si impegnano. Ma quando si tratta di formare un qualsiasi cast si ricorre, guarda caso, a veline e modelli, spesso persino ex.
      Non riesco a dimenticare lo spettacolo indecente di una Contessa di Castiglione affidata in una delle nostre reti nazionali, a… Francesca Dellera. In uno sceneggiato in cui, tra l’altro, compariva anche un mostro di bravura come Jeanne Moreau che seppure ormai anziana, con tutte le sue rughe, non faticava a risultare cento volte più affascinante (il fascino della personalità e del talento) della sedicente contessa…

    4. Giuliano95 ha detto:

      Cara Gabriella, c’è stata di recente una Personalità Autorevole (Autorevolissima) che l’ha detto chiaro e tondo: chi lavora in quegli ambienti o è di sinistra oppure è raccomandato (ma la parola che usò l’Autorevolissimo era diversa…).
      Più chiaro di così non poteva parlare, mi associo in pieno.

    5. RobyBa ha detto:

      Cara Gabrilu, rammento benissimo la Dellera/Castiglione: a parte l’indecenza, la ricordo con “piacere” perchè fu una delle ultime occasioni di vero divertimento per la mia mamma. Che RISATE ci siamo fatte, guardando insieme quello sceneggiato!!!

      Bisous

      Roby

    6. utente anonimo ha detto:

      Questo film è già nel mio elenco! A parte questo, un’incursione in libreria ieri pomeriggio mi ha rivelato che esiste anche il libro (l’ho comprato per 5 euro, edito dalla Newton & Compton). Si tratta di un romanzo scritto a puntate nell’800 da un collettivo di firme (infatti ora è pubblicato come anonimo). Magari è una ciofeca totale, speriamo di no..chissà!

    7. LilianaRosa ha detto:

      Ricorda un po’ il Tito Andronico di Shakespeare, no?

      Il shepherd pie (pastel de carne) è un piatto (buono e pratico) che ci lasciarono gli inglesi (in Argentina) insieme ai pancakes (panqueques) e scones, mmmmhh! :o)

    8. gabrilu ha detto:

      Roby
      Anch’ io quando sono in vena mi “diverto” con certi scempi. Il problema è che non sempre sono in vena e succede allora che invece mi inferocisco e mi vengono istinti omicidi e certa gente me la mangerei viva (giusto per rimanere in tema ^__^ )
      Roberta
      Ho visto sul tuo blog (ed anche dal titolo stesso del tuo blog) che La fabbrica di cioccolato di Dahl è uno dei tuoi libri preferiti. Ho rivisto proprio ieri sera il film di Burton, spassandomela non poco.
      Mi hai molto incuriosita con questo libro della Newton & Compton che hai scovato a proposito del nostro barbiere. Magari poi ci dici qualcosa di più? Un feuilleton a puntate e scritto a più mani? Uhmmm, che bello. Poi magari, come dici tu, sarà “una ciofeca”, chissà.
      LilianaRosa
      ciao e ben tornata da queste parti!
      Si hai ragione. La “cifra” di Sweeney Todd è proprio quella di molte tragedie elisabettiane, che sono truculentissime anche molto più del Tito Andronico che già non scherza proprio. In questo, il film di Burton si inserisce bene in un certo filone inglese.
      Anche se il tema della vendetta operata con queste modalità va oltre i confini dell’Inghilterra. Qui da noi, per esempio, andava forte il famosissimo “bevi, Rosmunda, nel cranio di tuo padre” ^_^
      Lo shepherd pie lo mangiavo sempre in Irlanda, dove è una sorta di piatto nazionale. Chissà se gli irlandesi apprezzeranno la nuova ricetta della coppia Barker-Lovett 🙂

    9. utente anonimo ha detto:

      Sì, La fabbrica di cioccolato è un libro bellissimo (Roald Dahl è uno scrittore che adoro!) però devo dire che per me il film di Tim Burton è stato un po’ una delusione. Credo abbia sofferto nel confronto con il film precedente di cui è il remake, e che io vedo religiosamente ogni anno a Natale! Diciamo che del film di Burton non mi ha coinvolto molto l’interpretazione della figura di Willy Wonka, anche se Johnny Depp come sempre è bravissimo!

      Per quanto riguarda Sweeney Todd (il libro), sono indecisa se leggerlo prima o dopo il film…normalmente direi prima, ma dato che in questo film ripongo molte speranze, non vorrei rovinarmelo!

    10. giuba47 ha detto:

      Johnny Depp ed Helen Bonham Carter sono di per sè una garanzia… Andrò a vederlo.
      La fabbrica di ciccolato non mi ha entusiamato, mentre mi è piacituto molto il libro, ma forse non bisognerebbe fare paragoni, Giulia

    11. gabrilu ha detto:

      Roberta
      Capisco il tuo punto di vista.
      Ma prova a pensare in termini di “capovolgimento”, “ribaltamento” e vedrai che molte delle cose del film di Burton che non faccio fatica a capire possano essere state non di tuo gusto magari (chissà?) acquisteranno almeno un senso diverso.
      Non ti diverte, provarci? ^__^
      Giulia
      Non è mica necessario, vederlo, ‘sto Sweeney Todd
      Io l’ho visto, m’ha intrigata e ne ho parlato.
      Tutto qui e amen.

    12. alexandra3 ha detto:

      Avevo già pensato di vedere il film. Ho una passione per costumi e scenografie.

    13. sgnapisvirgola ha detto:

      Deep per me potrebbe stare anche in silenzio per ore a fissare il soffitto che gli darei l’oscar uguale, non sono obiettiva perchè sono pazza di lui. E poi diciamocelo, è bravo, molto bravo. Per cui vedrò il film di sicuro e 99 su 100 mi piacerà.
      A parte Pirati che ho cercato di dimenticarlo 2 secondi dopo che l’ho guardato. Nessuno è perfetto, manco Deep.

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