ESPIAZIONE – Il libro, il film

espiazione_libro
Il romanzo Espiazione (Atonement), dello scrittore inglese Ian McEwan, è del 2001, ha avuto un grande successo, e da esso è stato tratto anche un film oggi candidato a ben 7 Oscar.

Inghilterra. Una torrida estate del 1935. La guerra che impazza nel continente si avvicina sempre di più.

Nella villa dei Tallis, nel Surrey, Cecilia e Briony si preparano all’arrivo del fratello Leon e di un suo amico. Briony ha 13 anni. Vede dalla finestra una scena tra sua sorella e Robbie, il figlio della cameriera che è cresciuto con loro, legge una lettera di Robbie che non è destinata a lei, coglie di sorpresa Robbie e la sorella in un amplesso in biblioteca e, quando più tardi, di notte, vede nel buio del giardino una figura maschile che si allontana dalla cugina Lola, non esita un attimo ad indicare Robbie come lo stupratore. La testimonianza di Briony distruggerà la vita del ragazzo e di Cecilia.

In rete non mancano ottime recensioni che affrontano a tutto campo sia il libro che il film.

Io però qui voglio parlare solo di un aspetto particolare del libro, quello che per me costituisce l’elemento più interessante del romanzo: il perchè del comportamento di Briony.

Che cosa la spinge a commettere quello che lei stessa, in seguito, chiamerà “crimine”, e cioè accusare ingiustamente di stupro un innocente?

Saoirse Ronan as Briony
Saoirse Ronan

“Da dove partire per comprendere la mente di questa bambina?” si chiede Robbie Turner a metà del romanzo ed è appunto quello che mi sono chiesta anch’ io.

La Briony di McEwan è una ragazzina molto affezionata al fratello Leon ed alla sorella Cecilia, che ammira molto. Ha una fervida immaginazione, alla sua età mostra già passione e talento per la scrittura. Grande ammiratrice di Virginia Woolf, appena adolescente ha già letto tre volte il suo splendido ma anche impervio Le onde. Ha un’ “indole metodica”, il suo amore per l’ordine è addirittura maniacale. E’ una perfezionista. A mio parere la chiave di tutto sta in questa frase di McEwan che descrive Briony come “una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto” (p.8)

Quando Briony assiste dalla finestra alla scena tra Cecilia e Robbie, quella scena le appare senza senso. Ma lei non può tollerare che le cose non abbiano un senso, tutto deve avere una logica. Briony dunque interpreta a modo suo, con gli strumenti cognitivi della sua età. Il fraintendimento prosegue con l’episodio della lettera e della scena cui assiste in biblioteca e tutto questo avrà ripercussioni drammatiche per l’esistenza di Cecilia e di Robbie.

C’è un brano che voglio riportare perchè mi sembra fondamentale per la comprensione del romanzo. Anche qui, Briony guarda dalla finestra ma questa volta lei è fuori la villa e guarda dentro.

“…alla luce di un’unica lampada, parzialmente nascosta da un lembo del tendone di velluto, riuscì a scorgere un’estremità del divano dove stava appoggiato di sghembo un oggetto cilindrico che dava l’impressione di essere sospeso. Solo dopo avere coperto un’altra cinquantina di metri capì che stava guardando una gamba isolata dal resto del corpo. Avvicinatasi ulteriormente, afferrò il gioco di prospettive: la gamba era di sua madre […]. La sua figura era quasi del tutto nascosta dall’ombra delle tende, e la gamba visibile era sostenuta dal ginocchio dell’altra, ragione per cui appariva obliqua e sollevata dal divano” (p.168)

La fonte luminosa è una sola, la prospettiva può ingannare. Una gamba “isolata dal resto del corpo” può sembrare ciò che non è, per esempio “un oggetto cilindrico”. Modificando le distanze, cambia il punto di vista e muta l’identità dell’oggetto osservato…

Il senso più profondo di Espiazione, secondo me, sta nel suo essere un romanzo sulla modalità di percezione della realtà, sugli strumenti che ciascuno di noi più o meno consapevolmente utilizza per dare un senso, un ordine, una logica al mondo che ci circonda.

Briony è assolutamente innocente ed in buona fede, quando dice “l’ho visto”, ed “è stato lui”. Ma la sua è un’innocenza che si rivela catastrofica. C’è anche chi ha visto in Espiazione un romanzo sui rischi della fantasia. Questo elemento è senza dubbio presente, ma credo che il “peccato” di Briony consista soprattutto nella sua assoluta, incontrollata esigenza di voler “dare ordine al dis-ordine”, bisogno questo che la spinge ad una sorta di delirio di onnipotenza nel voler esercitare un controllo sulla vita altrui. Di tutto questo si renderà conto, almeno in parte, molto più tardi, e cercherà di “espiare”. Ma, pur senza rivelare il finale della storia a chi non avesse letto il libro nè visto il film, voglio dire che la stessa modalità con cui Briony cercherà di espiare il suo “crimine” mantiene in qualche modo la caratteristica di voler re-inventare, ri-scrivere la realtà manifestando, ancora una volta, un desiderio di controllo sugli altri.

Espiazione mi ha richiamato alla mente un altro romanzo considerato ormai un classico, scritto anche questo da un inglese: parlo di Passaggio in India di Edward Morgan Forster. Ho colto tra i due romanzi parecchie analogie (ma anche molte differenze). Sarebbe interessante poterle sviluppare e ragionarci sopra, io credo.

espiazione_filmIl film del 2007, diretto da Joe Wright, molto ben realizzato e piacevolissimo da vedere, è però uno di quei film che, pur restando molto fedele al libro per quanto riguarda il plot, banalizza però — e non di poco, a mio parere — il significato del comportamento di Briony. Nel film, infatti, viene fatto intendere abbastanza chiaramente come Briony abbia consapevolmente testimoniato il falso e che il suo movente sia stato da una parte il suo amore non corrisposto per Robbie e la sua invidia e gelosia nei confronti della sorella Cecilia. Per carità, la storia regge bene anche così, ed il film risulta comunque un ottimo film. Ma chi abbia letto attentamente il romanzo non può non cogliere questo impoverimento di senso.
Nel film Briony è interpretata — nelle varie età della vita — da Saoirse Ronan, Romola Garai e da Vanessa Redgrave, che ci regala circa venti minuti di grandissima recitazione, un vero pezzo da antologia.
Belli e bravi bravi anche Keira Knightley (Cecilia) e James McAvory (Robbie Turner).

Saoirse Ronan Romola Garai Vanessa Redgrave
Saoirse Ronan, Romola Garai, Vanessa Redgrave

post-itSaoirse Ronan — Briony a tredici anni — è indimenticabile e straordinariamente brava, un physique du rôle ineccepibile, una perfetta interpretazione di questa ragazzina “possedut[a] dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto”.

Saoirse Ronan è candidata all’Oscar 2008 come migliore attrice non protagonista, ed io dichiaro di fare un tifo sfegatato per lei. Se lo merita davvero, questo premio.

Saoirse Ronan as Briony
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20 risposte a ESPIAZIONE – Il libro, il film

  1. Giuliano95 ha detto:

    Rimane solo la curiosità di sapere come si pronuncia Saoirse. Non hai mica un link sottomano che ce lo fa sentire? (questi irlandesi hanno dei nomi impossibili, chissà se se li inventano come gli americani).

  2. MondNacht ha detto:

    Salve, mi ha invogliato.
    Lo leggerò, e poi lo guarderò.
    Grazie, buona giornata.

    Cecilia

  3. utente anonimo ha detto:

    mi de-lurko per rispondere a Giuliano: si dovrebbe pronunciare (più o meno) sirsha e significa libertà.
    Quando è uscito il film mi ero incuriosita e avevo trovato risposta sulla message board di imdb.
    Ciao, A. 🙂

  4. alexandra3 ha detto:

    Ho visto il film ma non ho ancora letto il libro. Di solito faccio il contrario. In questo caso penso sia indispensabile leggere il romanzo per dare un giudizio definitivo. Mi sembra però che il regista abbia almeno provato a rendere la precezione della realtà della protagonista.
    Ti auguro una buona domenica,
    Alessandra

  5. utente anonimo ha detto:

    Ho visto il film un paio di mesi fa e, debbo dire, che la storia mi ha davvero appassionato. Non ho letto il libro e spero di farlo quanto prima, ma ho apprezzato molto l’attenzione del regista ai particolari e l’intensità di alcuni attori, prima tra tutti Saoirse Ronan. Anch’io tiferò per lei nella notte degli Oscar…

    Cari saluti.
    Roberto

  6. giuba47 ha detto:

    Ho letto il libro come quasi tutti quelli di questo scritore, ma ho perso il film che comunque vedrò in DVD. Bella la tua recensione, come sempre, Giulia

  7. gabrilu ha detto:

    Giuliano
    Saranno contenti McEwan e Wright di sapere che la cosa più interessante da approfondire è la pronuncia di Saorsie ^__^
    Cecilia
    benvenuta da queste parti 🙂
    Anonima #3
    Grazie anche da parte mia 🙂
    Alexandra
    Sono d’accordo con te. E’ certamente un buon film. Sono io che quando si tratta di libri non resisto a far sempre le pulci e a trovare sempre il pelo nell’uovo 0__0
    Roberto
    C’è anche Tilda Swinton, candidata come migliore attrice protagonista. L’ammiro molto, ma questa volta mi pare proprio il caso di dire “largo alla giovane!” 😉
    Giulia
    Spero di non aver detto troppo e non averti rovinato il piacere di vedere il film…
    E’ sempre molto difficile stabilire cosa dire e cosa non dire, e quanto dire, quando si parla di un libro e/o di un film

  8. SimonaCWords ha detto:

    Devo convincermi a leggere McEwan… e qui trovo sempre uno spunto che prima mi mancava 🙂

  9. utente anonimo ha detto:

    Il libro va allungare la mia lista. La visione estremamente soggettivata della realtà mi ha sempre affascinato. 🙂
    Ciao
    Elena

  10. talpastizzosa ha detto:

    “il perchè del comportamento di Briony” per i motivi che hai elencato tu ma io aggiungo forse una cosa evidente e banale ma si chiama invidia e cattiveria che sta nell’essere umano… ma che qualcuno sa arginare ed altri ne rimangono schiavi come Briony… però io non riesco ad odiarla forse perchè capisco com’è facile fare del male… è un attimo… ma tutti sembrano immuni alla cattiveria e rimangono scandalizzati a quello che l’uomo è capace di fare… io invece so com’è fatto l’essere umano… perchè conosco me fin nell’umtimo angolo remoto del mio cervello!!

  11. gabrilu ha detto:

    talpa
    Capisco quello che intendi dire, ma se qualcuno dovesse mai convicermi che Briony fece quel che fece solo per invidia, gelosia e/o cattiveria…. beh, il libro di McEwan nella mia testa rimarrebbe sempre un ottimo libro, per carità. Però mi risulterebbe ahimè molto, ma molto più banale di come me l’ero immaginato…

    Grazie, talpottastizzosetta 😉

  12. talpastizzosa ha detto:

    d’accordo con te… sarebbe troppo banale! il libro è molto di più…

  13. Engrik ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo sul fatto che uno dei temi fondamentali è la percezione distorta dalla realtà e un altro l’assoluto convincimento personale di ciò che si vede, che rende i personaggi quasi irremovibili nelle loro posizioni.
    Anche questo è un lato affascinante del romanzo e ci fa pensare a quante volte potremmo aver frainteso noi stessi la realtà, convincendoci di qualcosa che poi nessuno ha avuto la briga di spiegarci che non è così…
    Il gioco di luce-ombra che nasconde alcuni particolari, l’attensione per i particolari materiali che hanno circondato gli avvenimenti, dell’osservare tutto da finestre che restringono il campo visivo e attraverso di vetri, che costituiscono un filtro impercettibile.
    Questi temi sono affrontati soprattutto nella prima parte, e lievemente accennati nell’apilogo, come dici tu, dichiarando la riscrittura della storia (anche su questo sono perfettamente d’accordo).
    Rimane tuttavia molto difficile spiegare il comportamento di Briony: nemmeno io vi ho letto invidia/gelosia/cattiveria (e non ho visto il film, e da quallo che dici non so se lo vorrò fare), c’è sicuramente un pò di sindrome manichea tipica dell’infanzia per cui uno è buono o cattivo, e su ciò pesa l’ignoranza emotiva della bambina, non ancora matura da comprendere i rapporti tra le persona adulte e tantomento di persone così distanti mentalmente da lei (pensa alla descrizione della camera della sorella, tutta in disordine e al suo comportamento, così diverso da quello della protegonista); inoltre lei stessa sa di non essere sicura che è stato Robbie, eppure continua a testimoniare di averlo “visto” (anche qui il tema del vedere-nonvedere). In ciò c’è il comportamento infantile di chi sostiene le proprie convinzioni solo perchè teme la reazione dell’adulto, perchè sa che chi è maturo, non si tira indietro, è sicuro del proprio comportamento.
    Tuttavia secondo me ciò non è sufficiente a dare una spiegazione… ci devo pensare ancora un pò.

    P.S. (da non leggere per non svelare la trama) alla fine lei come fa ad essere certa che non è stato Danny, il figlio del giardiniere, bensì Mr. cioccolato Paul? credi che anche qui agisca il tema del convincimento fasullo? oppure è semplicemente una strategia nella riscrittura del romanzo da parte della Briony settantenne che in un modo o nell’altro deve trovare un colpevole per concludere la storia? mi piace questo finale che ti fa dubitare di tutto… 🙂

  14. gabrilu ha detto:

    Engrik, invece te lo consiglio, il film, è molto buono ed ottimamente interpretato. Vai tranquillo.

    Come fa B. a capire che è stato Paul, dici? Nel libro c’è un passaggio in cui la cosa viene chiarita, adesso non ricordo i particolari ma è ben spiegato, questa volta non c’è niente di “supposto”, “intuito”. La ricostruzione dell’evento è logica e realistica, per quel che ricordo.

    Belle le tue osservazioni sulla presenza e la funzione delle molte finestre che compaiono nel libro…

  15. Engrik ha detto:

    Eppure io non ricordo nulla del genere: Cee e Robbie sono certi che sia stato Danny, e che il padre gli abbia fornito un alibi fasullo al momento dell’incarcerazione di Robbie.
    Poi Briony dice che è stato Paul, poco prima di andare al loro matrimonio, e poi sostiene che, divenuto ricco, abbia coperto tutto il male che ha causato con opere di beneficienza, e anche Cee e Robbie si convincono di questo quando B glielo riferisce… tuttavia sappiamo poi che questo colloquio non c’è stato, quindi non esiste nessuno che appoggi la nuova accusa di B…
    sarà che ricordo male io…

  16. seunanottedinvernounlettore ha detto:

    Lo sto leggendo, e devo ammettere che l’inizio è piuttosto lento…
    Sono sicura che alla fine mi piacerà, ma non vedo l’ora che arrivi la svolta.

  17. tenereamente ha detto:

    Ho visto oggi il film tratto da questo libro. Il libro l’avevo letto tanti anni fa. E trovo tutti i vostri post interessantissimi. Concordo con parecchi degli spunti che emergono da tutti, e soprattutto ho trovato interessante il punto di vista di Gabrilù che legge il romanzo come incentrato sulle modalità di percezione della realtà, gli infiniti punti di vista e i filtri possibili della lettura del reale.
    Vorrei aggiungere solo che ho colto anche l’ emergere del tema della rilettura del reale nel corso degli anni, come una serie di filtri che si dipanano man mano che si acquisiscono ulteriori strumenti e disvelano un’altra realtà o successive altre realtà. E infine il disperato tentativo di interagire con quella realtà iniziale e via via con quella nuova, cercando in qualche modo di controllare se non la realtà in sé almeno i suoi effetti, le sue conseguenze, fino ad inventare finali diversi pur di non arrendersi a ciò che la prima lettura ha determinato.
    Briony mi appare in buona fede, nel film e nel romanzo: in buona fede in ciascuno dei passaggi della sua esistenza… come si può esserlo da ragazzina spaventata e bisognosa di certezze, di fronte a cose sconosciute e leggendole attraverso occhi di bimba rigida e difesa nei suoi stereotipi a cui si attacca con forza, in buona fede anche quando cerca l’impossibile riparazione nel reale, in buona fede infine quando agisce la cosa che meglio sa fare nella vita cioè costruire storie attraverso la scrittura l’unico modo ‘reale’ di ridare dignità ad un mondo infranto.

    • gabrilu ha detto:

      @tenereamente
      grazie del tuo contributo, che arricchisce la discussione. Quanto mi piacciono i commenti che non si limitano ad un “mi piace”/ “non mi piace”!
      Ciao! 🙂

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