CON UN BUCO NEL MEZZO

James Stewart

Oggi in molti cinema è addirittura vietato, ma una volta capitava spesso di entrare in sala a film già iniziato ed anche nel bel mezzo della proiezione.

Questa pagina di Italo Calvino mi ha riportata indietro nel tempo e mi ci riconosco in pieno:

… già a quei tempi precorrevamo le tecniche narrative più sofisticate del cinema d’oggi, spezzando il filo temporale della storia e trasformandola in un puzzle da ricomporre pezzo a pezzo o da accettare nella forma di corpo frammentario. […] assistere all’inizio del film dopo che se ne conosceva la fine dava soddisfazioni supplementari: scoprire non lo scioglimento dei misteri e dei drammi ma la loro genesi; e un confuso senso di preveggenza di fronte ai personaggi. Confuso: come appunto dev’essere quella dei divinatori, perchè la ricostruzione della trama smozzicata non era sempre agevole, e meno che mai se si trattava di un film poliziesco, dove l’identificazione dell’assassino prima e del delitto poi lasciava in mezzo una zona di mistero ancor più tenebrosa. Per di più alle volte tra il principio e la fine restava un pezzo perduto […] così molti film mi sono rimasti con un buco nel mezzo, e ancor oggi […] quando mi capita di rivedere uno di quei film di allora — alla televisione , per esempio —, riconosco il momento in cui ero entrato nel cinema, le scene che avevo visto senza capirle, recupero gli spezzoni perduti, rimetto insieme il puzzle come l’avessi lasciato incompiuto il giorno prima

(Italo Calvino, “Autobiografia di uno spettatore”, in “Romanzi e Racconti”, Meridiani Mondadori, vol. III, pag. 28)

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3 risposte a CON UN BUCO NEL MEZZO

  1. annaritav ha detto:

    Ricordo bene anche io questa sensazione e Calvino la riporta magistralmente, da par suo. E tanto tempo fa ti lasciavano anche retstare a vedere una seconda volta il film, bei vecchi tempi… buona domenica 😉

  2. Moher66 ha detto:

    Che sensazione “antica”. Ricominciare a vedere il film dopo la fine era sapere che si poteva restare ancora un pò, prolungare una magia, l’illusione di poter ripetere l’incanto di un momento. E quella stessa possibilità ERA l’incanto.
    🙂
    Elena

  3. Giuliano95 ha detto:

    Alle volte è un vantaggio, vedere un film a metà, già cominciato. Di regola, è una cosa da evitare; ma ci sono molte eccezioni, e non so se sia un difetto di impostazione o se deva proprio andare così.
    Del resto, capita anche coi libri, e lo spiega bene Daniel Pennac nel suo “decalogo del lettore”: il diritto di saltare le pagine, di cominciare da dove capita, eccetera.
    Grazie per aver citato Calvino, il più grande di tutti (alla pari con Primo Levi), e peggio per chi dice che è freddo e distante (se lo meritano, Federico Moccia!).
    saluti carissimi
    Giuliano

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