QUANDO VOLANO LE CICOGNE – MIKHAIL KALATOZOV (1957)

Quando volano le cicogne

All’alba di una bellissima mattina degli anni ’40 Vera e Boris, innamorati e felici, guardano volare nel cielo di Mosca uno stormo di uccelli migratori che preannunciano l’arrivo della primavera. Vengono loro in mente, e le ripetono più volte, le parole che noi sappiamo essere quelle di Masha nel secondo atto di Le tre sorelle di Cechov: “Gli uccelli migratori, le gru, volano, volano”

Vera e Boris sono i protagonisti di Letyat zhuravli, un film sovietico del 1957 — Palma d’Oro al Festival di Cannes del 1958 — il cui titolo è stato tradotto, in italiano, con Quando volano le cicogne. Gli uccelli migratori che i due innamorati guardano volare nel cielo di Mosca, però, non sono cicogne ma gru.

Quando volano le cicogne

La trama di questo film del quale avevo un bellissimo ricordo e che ho rivisto in questi giorni non è particolarmente originale: due innamorati prossimi alle nozze vengono separati dalla guerra e dal destino. Messa così, la faccenda è quasi banale, eppure il film risulta ricco di emozioni e ci sono parecchi motivi per i quali può suscitare ancora oggi molto interesse.

Il contesto storico in cui venne realizzato, per esempio.

La morte di Stalin nel marzo del 1953 e la lotta per il potere che ne era seguita aveva portato al vertice, qualche anno dopo, Nikita Kruscev e con lui aveva avuto inzio la cosiddetta “destalinizzazione”. Il film di Kalatozov assunse immediatamente un potente significato simbolico di quello che venne chiamato il “disgelo”. E questo, perchè il film non era portatore di alcun messaggio ideologico, ma esprimeva soltanto un profondo desiderio di pace: raccontava infatti una storia privata nella Russia sovietica durante la seconda guerra mondiale, una storia in cui semplici ed intimi sentimenti di gente comune vengono annientati dalla mostruosa macchina bellica.

L’amore dei due giovani moscoviti è infatti tragicamente interrotto dalla seconda guerra mondiale.

Quando volano le cicogne

Boris parte per il fronte e Vera, rimasta completamente sola dopo aver visto morire sotto le bombe il padre e la madre, viene accolta come una figlia nella casa dei parenti del suo ragazzo dove vive anche Mark, cugino di Boris e uomo di pochi scrupoli. Vera continua la sua esistenza nell’attesa di poter riabbracciare un giorno il suo amato del quale non ha notizie da molto tempo…

Quando volano le cicogne

Kalatazov sceglie di mostrarci come un certo tipo di sentimenti e di sofferenze dell’animo umano può essere lo stesso sia in tempo di pace che di guerra. Per questo motivo, pur essendo il film ambientato in tempo di guerra sarebbe fuorviante incasellare Quando volano le cicogne nel genere “film di guerra”. In realtà questo è un film d’amore e di emozioni. Non ci sono epiche scene di battaglia o nazisti che marciano verso l’URSS. Della battaglia di Stalingrado sentiamo solo qualche accenno da parte dei soldati ricoverati nell’ospedale di Mosca e in tutto il film c’è solo una sequenza, peraltro abbastanza breve, che ci mostra Boris sul campo di battaglia.

Quando volano le cicogne

Kalatazov descrive il fronte interno senza retorica, con una protagonista molto umana e non priva di contraddizioni, ben lontana dalle eroine positive e tutte d’un pezzo alle quali il pubblico sovietico era abituato.

Quando volano le cicogne è, certo, un film molto romantico, perchè l’amore — rappresentato come un assoluto — viene esaltato dall’ardente, intensa interpretazione di Tatyana Samoijlova, dalle raffinate riprese di Kalatozov e dal sontuoso bianco e nero della fotografia di Sergej Urusevskij che alla Samoijlova dedica una serie di bellissimi primi piani.

E’ un film che ad uno spettatore occidentale può apparire a tratti anche un po’ melodrammatico ed ai limiti di un delirante virtuosismo ma, proprio per questo, esso rappresentava invece, per i sovietici, uno sconvolgimento dei grevi canoni fino ad allora imposti dal realismo socialista.

Sono molto contenta di aver rivisto questo film dopo tanti anni, e di aver ritrovate intatte le emozioni provate la prima volta.
Ah, dimenticavo: ne Le tre sorelle di Cechov, Masha dice esattamente così:

…fra un milione di anni la vita sarà sempre com’era una volta; non cambierà, resterà sempre uguale, seguendo le sue proprie leggi, che non riguardano lei, e che lei non potrà mai conoscere. Gli uccelli migratori, le gru, per esempio, volano, volano. E quali che siano i pensieri sublimi o meschini, che circolino nelle loro teste, voleranno sempre, senza sapere mai perché, né dove sono diretti.”

  • Quando volano le cicogne (tit. orig. Letyat zhuravli), 1957, regia di Mikhail Kalatozov, con Tatyana Samoijlova, Aleksey Balatov, Sceneggiatura: Viktor Rozov, Fotografia: Sergei Urusevsky, Colonna Sonora: Moisey Vaynberg, Montaggio: Mariya Timofeyeva

 

Questo post è stato pubblicato anche da Abbracci e pop corn il 27 febbraio 2008

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9 risposte a QUANDO VOLANO LE CICOGNE – MIKHAIL KALATOZOV (1957)

  1. sgnapisvirgola ha detto:

    Ciao cara Gabrilu:) leggo con piecere questa tua recensione perchè adoro questo genere di film che non perdo mai. Ritengo che il bianco e nero per alcuni generi sia insostituibile e pure al giorno d’oggi lo dovrebbero utilizzare di più. Il rigore di allora nella recitazione, forse un po’ ingessata ma impeccabile mi affascina sempre. Per cui quando trasmettono film di cinquanta anni fa, li guardo sempre e li riguardo con sommo piacere.
    Buona settimana:)

  2. gabrilu ha detto:

    sgnapisvirgola
    Questo te lo consiglio veramente. Sono sicura che ti piacerebbe molto

  3. Bartlebooms ha detto:

    Mia moglie ogni tanto guarda dei film sui canali satellitari russi. Ed io pur senza capire granchè, spesso resto affascinato da quelle sequenze. Poi lei mi spiega la trama e i dialoghi, e qualcosa afferro, ma basterebbero quei volti e certe scene per sgranare gli occhi.

  4. amfortas ha detto:

    Commento molto sintetico: è un film molto emozionante, a prescindere dal fatto che sia di 50 anni fa.
    E le emozioni sono come le cicogne, appunto.
    Ciao.

  5. gabrilu ha detto:

    Bartlebooms
    Però questo film in particolare si trova anche in italiano in Dvd, per fortuna. Ma immagino che ci siano tantissimi altri bei film russi che noi italiani non conosciamo e che forse purtroppo non conosceremo mai.
    Amfortas
    Piacerissimo di incontrare un altro che apprezza 🙂

  6. giuba47 ha detto:

    Sto rigaurdando film vecchi anch’io e scopro di nuovo delle perle che avevo dimenticato o che mi erano sfuggite. Questo per esempio è uno di questi e lo vedrò senz’altro, Ciao, Giulia

  7. gabrilu ha detto:

    Giulia
    Con i film mi piace alternare: film vecchi (e meglio se ancor tutti da scoprire) e film di oggi.
    Il cinema contemporaneo mi aiuta a capire/leggere il mondo di oggi molto più di quanto sia capace di fare la narrativa contemporanea. Fatte salve le debite eccezioni sia in positivo che in negativo, ovviamente, ed in entrambi i campi.

  8. Angelo Verderio ha detto:

    Questo per me rappresenta la scoperta di un vero Capolavoro. Le inquadrature ed i grigi della fotografia sono da Manuale. Un film molto importante anche per chi studia Cinema. La scena della Protagonista che corre tra la folla in cerca di Boris, durante la partenza delle truppe, è di una bellezza straziante.

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