LONTANO DA LEI – SARAH POLLEY (2007)

Dopo cena, lui lava i piatti, lei ripone le stoviglie. Ha in mano una padella, la guarda perplessa, poi assurdamente invece che in un armadietto della cucina la mette in frigorifero.

Away from her

Fiona (Julie Christie) e suo marito Grant (Gordon Pinsent), professore in pensione, sono una coppia canadese inseparabile, stanno assieme da quarantaquattro anni. Improvvisamente, Fiona si rende conto che, nonostante tutti i suoi sforzi, sta perdendo la memoria. Una visita specialistica le conferma di essere malata di Alzheimer. Fiona legge libri, si documenta sulla sua malattia e su quello che le succederà.

Away from her Julie Christie

E’ ancora abbastanza lucida da decidere di farsi ricoverare in una casa di cura. Prima che la situazione vada assolutamente fuori controllo, e nonostante sia ancora relativamente giovane, e nonostante il marito sia contrario.

Away from her

Una regola ferrea impone ai pazienti appena arrivati di non avere, per i primi trenta giorni, alcun contatto con i loro familiari.

Lontano da lei (titolo originale Away from her) della giovane regista canadese Sarah Polley racconta questo distacco e gli effetti che provoca nella relazione nella coppia: è la prima volta infatti che Fiona e il marito si trovano separati per un tempo così lungo.

Mi fermo qui nel raccontare la trama, anche se questo non è certo un film basato sull’intreccio e sui colpi di scena.

I suoi punti di forza stanno nei caratteri, nelle sfumature dei sentimenti, nella rarefazione di certe atmosfere che trovano l’ambientazione ideale nell’inverno e nelle nevi del Canada, terra della regista Sarah Polley e dell’autrice del racconto da cui Away from her è tratto.

Away from her è basato infatti su un racconto breve della grande scrittrice canadese Alice Munro intitolato The Bear Came Over the mountain (“L’orso attraversò la montagna”) che, secondo quanto leggo in una nota della traduttrice Susanna Basso nel volume Einaudi Nemico, amico, amante… di cui avevo scritto qui, è il verso iniziale di una famosa filastrocca infantile.

All’inizio del film, in cui la voce fuori campo di Grant (Pinsent) descrive una scena della giovinezza sua e di Fiona, il testo della Munro è ripetuto assai fedelmente. Quasi parola per parola.

Away from her

Julie Christie interpreta qui, a sessantasei anni, un ruolo bellissimo ed intenso e lo fa in modo splendido: è tenera e ironica, dolente ed affettuosa; una recitazione in cui le emozioni sono espresse tutte con impercettibili movimenti del volto e con quei suoi ancora oggi bellissimi occhi azzurri.

Away from her Julie Christie

Era candidata all’Oscar 2008 come migliore attrice protagonista, premio che poi è stato assegnato a Marion Cotillard per la sua interpretazione di Edith Piaf in La Môme

Nella parte del marito Grant c’è, accanto alla Christie il poco noto ma bravissimo Gordon Pinsent.

Away from her Gordon Pinsent

Un tema terrificante come l’Alzheimer, difficilissimo da approcciare, viene trattato da Sarah Polley con grande sensibilità, grazia, forza espressiva e compostezza. Niente scene madri e nessuna concessione allo strappalacrime per parlare della malattia, della perdita della memoria e dei sacrifici che un amore solido e duraturo impone di affrontare.

Away from her

Il film era candidato all’Oscar per la migliore sceneggiatura basata su materiale non originale, premio poi vinto da No country for old men (Non è un paese per vecchi) dei fratelli Cohen, tratto dal romanzo di Corman McCarthy.

Sarah Polley è una regista molto giovane. Nata a Toronto nel 1979, è canadese come Alice Munro, ha al suo attivo l’interpretazione di parecchi ruoli come attrice, molto apprezzati dalla critica. Con Away from her è alla sua prima regia di un lungometraggio dopo alcune esperienze di corti.
Nelle note biografiche che la riguardano si legge anche che la sua vita personale è stata profondamente segnata dalla morte della madre Diane per cancro quando Sarah aveva circa undici anni.

Sarah Polley la notte degli Oscar 2008
Sarah Polley la notte degli Oscar il 24 febbraio 2008
(Foto imb)

Titolo originale: “Away From Her”; Regia: Sarah Polley; Sceneggiatura: Sarah Polley, dal racconto breve di Alice Munro “L’orso attraversò la montagna”; Interpreti: Julie Christie, Gordon Pinsent, Olympia Dukakis, Michael Murphy, Kristen Thomson, Wendy Crewson;Fotografia: Luc Montpellier; Montaggio: David Wharnsby; Scenografia: Ka thleen Climie; Costumi: Debra Hanson; Musica: Jonathan Goldsmith; Origine: Canada; Anno: 2007; Durata: 110′.

Questo post è stato pubblicato anche da Abbracci e pop corn  il 3 Marzo 2008

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14 risposte a LONTANO DA LEI – SARAH POLLEY (2007)

  1. SimonaCWords ha detto:

    Ho amato tanto questo racconto, mi piacerebbe poter vedere il film… Grazie 🙂

  2. PattyBruce ha detto:

    Per me questo racconto è il più bello fra quelli contenuti in “Nemico, amico, amante”. Questo film mi incuriosisce.

  3. gabrilu ha detto:

    Se si va a vedere la pagina dei commenti su imdb, colpisce subito il loro numero che è alto e che continua a crescere. Non succede sempre, anche per film di grande successo.
    A parte il riconoscimento unanime per la grande interpretazione di Julie Christie, la maggior parte dei commentatori apprezza la modalità con la quale è stato affrontato il dramma dell’Alzheimer: la delicatezza, l’asciuttezza, la profonda umanità, il rispetto per la dignità delle persone. Alcuni rilevano anche che, nonostante tutto, sono presenti anche tocchi di umorismo, come per esempio quando, guardando in televisione la guerra in Iraq, Fiona (lei, malata di Alzheimer!) commenta: “Ma non si ricordano più del Vietnam?!”.
    Il voto complessivo è abbastanza alto e soprattutto molto omogeneo: non c’è differenza di valutazione tra uomini e donne, giovani e meno giovani, e questo vuol dire che questo film scritto da una donna, diretto da un donna, interpretato da una donna riesce a toccare qualcosa di profondo nel cuore di tutti.

    Simona e Patty credo che la Munro non si sia limitata a dare l’autorizzazione per il film, ma che abbia contribuito a scrivere la sceneggiatura assieme a Sarah Polley.

  4. AMALTEO ha detto:

    cara gabriella
    mi permetto di invitarti ad un gruppo di lettura syl libro: Alice Munro, il percorso dell’amore
    è qui:
    http://amalteo.splinder.com/post/15386528/Alice+Munro%2C+Il+percorso+dell%27

  5. utente anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Dove ho visto Sarah Polley? Mi ricordavo Il Barone di Munchhausen di Terry Gilliam, 1989, con lei da bambina accanto al “vecchione”. E poi nei film di Egoyan, “Il dolce domani”, ed “Exotica”.

  6. gabrilu ha detto:

    Amalteo
    Ti ringrazio
    Giuliano
    Hai ragione, riguardo Sarah Polley. E se ho capito bene, il periodo in cui partecipava al Barone di Munchausen coincise con quello della malattia della madre.

  7. khinna ha detto:

    mi sono ricordata di Iris Murdoch e del film tratto dal libro del marito. La Murdoch già malata aveva descritto l’Alzheimer come “essere in posto tranquillo, molto, molto brutto, un posto oscuro”.
    Deve essere terribile
    ciao
    cris

  8. gabrilu ha detto:

    khinna
    Hai ragione sulla Murdoch e su quel libro e grazie per avercelo ricordato. Guardando il film vengono in mente tanti casi, purtroppo. Per rimanere sui personaggi pubblici, ricordavo oggi su un altro blog quelli di Annie Girardot e della nostra Monica Vitti…

  9. utente anonimo ha detto:

    ci sono mille sfaccettature in questa malattia ma credo che una cosa accomuna tutti quelli che vivono vicino ad uno di questi malati: si resta veramente soli

  10. utente anonimo ha detto:

    quello che è terribile è la perdita di ogni interesse per quanto li circonda : ti ritrovi accanto una persona che non conisci anche se ci vivi insieme da 40 anni e per tentare di conviverci al meglio devi fare anche tu dei cambiamenti di personalità che ti fanno orrore e ti fanno sentire a disagio tutti i giorni

  11. gabrilu ha detto:

    Anonimo, non mi sento di aggiungere altro a quello che hai scritto se non che ho ben presente la lontananza siderale che in ogni caso esiste tra chi certe cose le vede, le descrive e ci ragiona dall’esterno e chi, in un modo o in un altro, si trova a doverle affrontare di persona.
    Ti ringrazio per il contributo.

  12. utente anonimo ha detto:

     So che non c’entra nulla ..
    Ci sono due cose che voglio segnalare stasera:
    ho finito di leggere oblomov ..mettero’ dei commenti sulla parte relativa
    ho appena visto ‘the imaginarium of doctor parnasus’ ed e’ FANTASTICO, e commovente…. sono contenta di averlo visto ..che ne pensate voi??

  13. gabrilu ha detto:

    anonimo (o anonima?) #12
    Spero proprio  che aver letto  Oblomov    sia stata  una bella  esperienza, per te.
    Il doctor Parnassus non   l’ho visto, ma   Johnny Depp    per quanto mi riguarda è sempre un marchio e una garanzia.
    Quando poi è in accoppiata con Tim Burton vado in brodo di  giuggiole. Infatti li  attendo al varco  in Alice  con Johnny Depp  nel  ruolo del  Cappellaio Matto 
    Ho visto il trailer qui   e quello che ho visto mi fa molto  ben sperare
    (Certo, il mondo di Tim Burton è molto particolare, lo si ama o lo si detesta, in in genere lo amo)

  14. utente anonimo ha detto:

     Sono d’accordo. Johnny depp e’ una garanzia e anche questa volta non delude ..anzi. Oblomov e’ bellissimo e non e’ questo personaggio negativo che mi avevano descritto e che ahime tutti ancora descrivono. Se devo guardare alla vita che faccio (80%) mi dico che ha ragione lui ..purtroppo anche sul mondo e sulla gente

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