CACCIA ALLE FARFALLE – OTAR IOSSELIANI (1992)

caccia alle farfalle Solange e il marajah

Marie-Agnes de Bayonnette (Thamara Tarassachivili) e sua cugina Solange (Narda Blanchet) sono due anziane signorine che vivono molto dignitosamente ed in buona armonia in un bellissimo ma fatiscente castello nel Sud della Francia.

Caccia alle farfalle Solange e Maarie Agnes

Marie-Agnes, la proprietaria, è costretta su una sedia a rotelle. E’ però un’ottima tiratrice e si diletta ogni giorno nel tiro al bersaglio: riesce a centrare un barattolo di birra o spegnere una candela a parecchie decine di metri di distanza.

caccia alle farfalle Marie Agnes

Il resto della giornata lo trascorre riguardando fotografie ingiallite dal tempo, rileggendo vecchie lettere e ricordando il passato. Ogni tanto si appisola, ed allora viene visitata da fantasmi molto discreti. Sono le presenze del passato, ricordi di inizio secolo, quando Marie Agnes abitava in Russia dove vive ancora un’anziana sorella.

Caccia alle farfalle

Solange, da parte sua, regge la casa, è burbera ma molto socievole, suona nella banda, mantiene le relazioni con il vicinato. Ogni tanto si concede anche qualche cicchetto nel bar del paese in compagnia del parroco, che in cicchetti invece esagera parecchio.

caccia alle farfalle Solange e la banda

Attorno a loro ruota tutta la gente del paesino osservata con occhio divertito: il curato facile all’alcool, l’anziana cameriera, il vicino tirchio, un marajah indiano straricco giunto in paese con una lussuosa carrozza ferroviaria, gli anziani che giocano a bocce.

In questo paesino di Caccia alle farfalle, cuore profondo del vecchio mondo, si incontrano il passato ed il futuro, si mescolano i colori della pelle: ci sono i bianchi che si vestono d’arancione e cantano “hare Krishna”, c’è una giovane donna nera che parla dei suoi bis-bisnonni acquisiti che, nei panni di gentiluomini francesi, occhieggiano dai quadri appesi alle pareti del castello. Le culture si mescolano, la nuova miseria della vecchia aristocrazia d’Europa, la povertà della nuova Russia, la tragicomica efficienza aziendal-familistica del Giappone.

Si, perchè c’è un via vai di ricchi giapponesi che hanno gettato l’occhio sul castello ricevendo un secco rifiuto da parte delle due cugine. Però ad un certo punto Marie Agnes muore, ed il castello viene ereditato dalla sorella che sta in Russia.

La sorella arriva in Francia accompagnata dalla figlia alla quale non par vero, considerate le ristrettezze della loro vita in Russia, di poter fare quattrini e comprarsi finalmente bei vestiti negli ateliers d’alta moda vendendo il castello. Incurante di storia e tradizioni, non perde nemmeno un attimo per far l’affare con i giapponesi i quali, dal canto loro, non si fanno scappare l’occasione. In pochissimo tempo il castello francese, passato nelle mani dell’efficiente azienda giapponese viene trasformato in un modernissimo ed anonimo grande albergo perdendo la sua storica identità.

Caccia di farfalle

Chasse aux papillons è un delizioso, ironico ma anche un po’ malinconico film di Otar Iosseliani, un regista georgiano emigrato in Francia nel 1982. Iosseliani si decise a questo passo quando il suo film Pastorale — che, terminato nel 1976, mai proiettato in URSS e per diversi anni scomparso dagli archivi sovietici — ottenne invece un grande successo al Festival internazionale del Cinema di Berlino nel 1982.

Questo Caccia alle farfalle è uno di quei tanti bei film che purtroppo oggi non è facile poter reperire ed in quanto alle programmazioni televisive, meglio stendere un velo pietoso.

Si tratta di un’opera insolita ed originale fin dal titolo, un intelligente omaggio al passato ed alla tradizione che, in modo inesorabile ed irreversibile, se ne stanno andando.

In Caccia alle farfalle c’è uno straordinario amore per i particolari, per gli oggetti, per certe inquadrature che sono vere e proprie nature morte. C’è una campagna francese avvolta per tutta la durata del film dai bellissimi ma malinconici colori dell’autunno.

“Questo film esprime il sentimento di una perdita irreparabile, cercando di rappresentare senza drammi e con ironia questo momento di rottura”, ha detto Iosseliani. Senza drammi e con ironia: ecco, con ogni probabilità, la chiave della pellicola.

Non ricordo dove ho letto che Caccia alle farfalle è stato accostato, per la vicenda della vecchia casa che la vita e la storia disfano e per l’atmosfera che lo pervade, al Giardino dei ciliegi di Cechov ed io sono molto d’accordo.

A me ha evocato anche certe atmosfere presenti nei romanzi di uno scrittore che apprezzo molto. E’ anche lui, come Iosseliani, un russo fuggito dall’ex URSS che in Francia ha trovato libertà di espressione e una nuova patria. Il suo nome è Andrei Makine.

Caccia alle farfalle (tit. orig. Chasse aux papillons), 1992, Regia: Otar Iosseliani, Sceneggiatura: Otar Iosseliani, Fotografia: William Lubtchansky, con Narda Blanchet,Thamara Tarassachvili, Bailhache Aleksandr Cherkasov, Colonna sonora Nicholas Zourabichvili, durata 115′. Produzione Francia

Otar Osseliani
Otar Iosseliani
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4 risposte a CACCIA ALLE FARFALLE – OTAR IOSSELIANI (1992)

  1. giuba47 ha detto:

    L’ho visto e condivido in tutto e per tutto quello che dici. Peccato davvero che certi film siano così poco pubblicizzati. Giulia

  2. PrimoCasalini ha detto:

    Diversi anni fa Osseliani quasi causò la perdita di una coppia alla cui amicizia tenevo. Si fidavano di me, ed andammo in quattro a vedere un film da me scelto: “I favoriti della luna” di Osseliani. All’uscita non mi rivolgevano la parola. Riuscii a recuperare, ma ce ne volle! Ma aveva ragione desso Osseliani: non eravamo abituati, adesso sarebbero rose e fiori, perché “I favoriti della luna” è un film bello ma strano, visti con gli occhi di allora: dava la sensazione che il regista prendesse in giro gli spettatori (che sono poi quelli che pagano il biglietto…)

    Grazie Gabrilu e saludos
    Solimano
    P.S. Visti i precedenti, non ho osato corsiveggiare…

  3. gabrilu ha detto:

    Giulia
    in questo periodo ho visto e continuo vedere molti film tra cui quasi tutti quelli attualmente nelle sale. Parecchi di questi mi sono piaciuti davvero molto (Il petroliere soprattutto ma anche Non è un paese per vecchi e mi piacerebbe molto parlarne.
    Ma la rete è già piena di ottime recensioni sui film in circolazione, soprattutto se di successo.
    Preferisco allora (tranne le eccezioni che mi preservo sempre) di andare a ripescare vecchi film caduti nel dimenticatoio e, quando mi sembrano buoni, farne conoscere almeno l’esistenza. Se non è possibile farli vedere, almeno li si può raccontare.
    Solimano
    Sapessi quante ne ho fatte, esperienze simili alla tua! Forse è per questo che un bel giorno ho deciso che al cinema (ed anche a certi spettacoli teatrali) era molto meglio che ci andassi se non da sola almeno con amici la cui comunanza di gusti fosse solidamente provata.
    Ricordo certi Anghelopulos che hanno rischiato di farmi terra bruciata attorno 😉

  4. utente anonimo ha detto:

    bellissimo film, non so dire altro!

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