HEINRICH BÖLL E MARCEL PROUST

Romy Schneider
Leni Gruyten (Romy Schneider)
nel film Gruppenbild mit Dame di Alexandar Petrovic del 1976

“una mattina, nell’attraversare la strada mentre andava a comprarsi i panini, il suo piede destro ha riconosciuto sul lastrico un punto dissestato con cui aveva avuto l’ultimo contatto quarant’anni prima, quando Leni saltellava proprio lì con altre ragazze; si tratta di una minuscola crepa in una lastra di basalto che deve essere stata provocata dal lastricatore quando la strada fu fatta, e cioè intorno al 1894. Il piede di Leni trasmise subito la notizia alla sua corteccia cerebrale, la quale diffuse l’impressione a tutti gli organi e i centri sensitivi, e poichè Leni è una persona oltremodo sensuale, per cui tutto, ma proprio tutto si converte in erotismo, essa subì, travolta dall’estasi, dalla nostalgia, dalla memoria, da un’eccitazione totale, quello stato d’animo che nei dizionari teologici — anche se in quella sede con altro significato — si potrebbe definire “attuazione assoluta dell’essere”; e che, degradato in maniera imbarazzante da grossolani erotologi e da dogmatici della sessualteologia, vien definito orgasmo.”
(Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora, traduz. Italo Alighiero Chiusano)

Marcello Mazzarella
Il Narratore (Marcello Mazzarella)
nel film Il tempo ritrovato di Raoul Ruiz del 1999

“… ero entrato nel cortile del palazzo Guermantes e, assorto com’ero […], non m’ero accorto di un’automobile che stava avanzando; al grido dell’autista ebbi appena tempo di scansarmi bruscamente, e indietreggiai tanto da inciampare contro i ciotoli livellati dietro i quali si trovava una rimessa. Ora, nel momento in cui, per recuperare l’equilibrio, posai il piede su un ciottolo un po’ meno rialzato del precedente, tutto il mio scoraggiamento svanì di fronte alla medesima felicità che, in momenti diversi dell mia vita, m’aveva procurata la veduta d’alberi che avevo creduta di riconoscere in una passeggiata in carrozza nei dintorni di Balbec, la vista dei campanili di Martinville, il sapore di ua maddalena inzuppata in un infuso, e tante altre sensazioni di cui ho parlato e che le ultime opere di Vinteuil m’eran parse sintetizzare.”
(Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Il Tempo ritrovato, Mattinata dai principi di Guermantes, traduz. di Giorgio Caproni)

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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15 risposte a HEINRICH BÖLL E MARCEL PROUST

  1. LilianaRosa ha detto:

    “Difficili da scoprire sono
    gli alati vertebrati della preistoria,
    rimessi fra lastre di ardesia.
    Ma se vedo dinanzi a me la nervatura
    della mia vita passata, in una immagine,
    penso sempre
    che abbia un po’ a che fare con la verità.
    Il cervello lavora di continuo
    su alcune impronte, anche se deboli,
    di autorganizzazione,
    e a volte da questo sorge
    un ordine, per certi aspetti bello
    e tranquillizzante, ma anche più crudele
    del precedente stato di ignoranza.
    Fin dove retrocedere
    per trovare l’inizio?”

    W.G. Sebald, in “Del natural.” (ancora non in italiano)

  2. utente anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Sì, è curioso. Ma non è detto che queste cose si facciano apposta, a volte capitano – in musica sono frequenti le melodie che si somigliano.
    A volte sono vere e proprie citazioni, e in questo caso credo proprio che sia così: piccoli segnali per il lettore attento.

  3. utente anonimo ha detto:

    e il film ritratto di signora com’è? mai visto (ho paura della delusione)

  4. gabrilu ha detto:

    LilianaRosa
    Bella questa poesia di Sebald.
    E poi. La memoria non è mai separata dall’oblio. Come disse bene quel grande scrittore dell’Oblio (molto più che della Memoria) che è Proust.
    Giuliano
    Il brano che ho citato è solo una delle tante strizzatine d’occhi che Boll fa nel suo libro ai grandi della letteratura ed ai loro lettori. Ci sono tanti altri passaggi che, tra il serio e il faceto, sono veri e propri ammiccamenti. Intenzionali, ne sono sicura.
    Fiamma
    Se ti riferisci al film con Romy Schneider non lo conosco, che io sappia non è mai arrivato in Italia ed infatti per questo ho citato la versione tedesca Gruppenbild mit Dame. Non mi risulta esistere una versione italiana.
    Se invece ti riferivi al film Ritratto di signora di Jane Campion con Nicole Kidman tratto dall’omonimo romanzo di Henry James… ne penso un gran bene, e ne ho anche scritto >>QUI

  5. utente anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Il libro l’ho riletto l’anno scorso, dopo trent’anni e passa: mi sono chiesto cosa ne avessi capito quando ne avevo 18… (però mi era piaciuto anche allora).
    Non sapevo che Leni fosse stata interpretata da Romy Schneider, grazie per avermelo fatto sapere.

  6. utente anonimo ha detto:

    Cucù? Gabrilulù…t’ho ribbeccato finalmente. Limi.
    P.S. Lo so, non è un commento molto elegante, mi perdoni?

  7. utente anonimo ha detto:

    no,no- mi riferivo a foto di gruppo (se ne cercherà versione debitamente sottotitolata in inglese o francese:)
    l’altro, quello della brr campion, mi lasciò indifferente. yawn;)

  8. oyrad ha detto:

    OT
    Cara Gabrilù, volevo segnalarti che ho aggiornato il blog 😉

  9. Moher66 ha detto:

    Ciao Gabrilu, ho allungato la lista dei desideri..
    :-))
    Elena

  10. utente anonimo ha detto:

    Reminiscenza, non voglio pensare altro. Il brano di Proust è troppo noto perché Boll possa averlo “imitato” deliberatamente. Complimenti a Gabriella per aver scovato l’analogia.

    Mario Lavia

  11. gabrilu ha detto:

    Elena
    Boll è un autore da leggere, non te pentirai. Certo, come ti sarai resa conto tu stessa sia dal mio post che dai commenti, è uno di quegli autori non… come posso dire… unidimensionali, e che vanno bene per tutti e in tutte le stagioni. E’ uno su cui si discute e che fa discutere. Ma questo ai miei occhi è un pregio, non un difetto 🙂

    Mario Lavia
    Che pacere, averti da queste parti! 🙂
    Su Boll e Proust: io sono convinta che il brano di Boll sia una citazione “volontaria”. Una strizzata d’occhi al lettore. Un ammiccamento. Un “… tra noi ci intendiamo”.
    Mai pensato si trattasse di qualcosa d’altro.
    D’altra parte, nel romanzo ci sono molti altri ammiccamenti di questo tipo, anche se non così plateali.
    Ciao e grazie 🙂

  12. pensieridivale ha detto:

    A me da l’idea di una citazione …

  13. gabrilu ha detto:

    pensieridivale
    ciao e benvenuta 🙂

  14. Moher66 ha detto:

    Ho letto Boll, anche se non “Foto di gruppo con signora” ma “Opinioni di un clown”, e ora sto rileggendo con la giusta sacralità “La strada di Swann, ma pensa tu, uno dopo l’altro, e non mi ricordavo, almeno coscientemente, di questo post :-)))
    Ma a questo punto, “Foto di gruppo” diventa urgente…
    Ciao!
    Elena

  15. gabrilu ha detto:

    Elena
    Io credo che la successione con la quale i libri ci dicono “leggimi, leggimi!” non sia mai casuale. I libri si chiamano l’uno con l’altro, anche se la maggior parte delle volte a nostra insaputa.

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