FOTO DI GRUPPO CON SIGNORA – HEINRICH BÖLL

Foto di gruppo con signora cover
Heinrich BÖLL, Foto di gruppo con signora (tit. orig. Gruppenbild mit Dame), traduz. Italo Alighiero Chiusano, p. 358, Einaudi, EAN13 9788806182762

Foto di gruppo con signora di Heinrich Böll, scrittore considerato tra i migliori della letteratura tedesca del dopoguerra è un grande affresco di cinquant’anni di vita nella Germania dall’età Guglielmina al secondo dopoguerra e precisamente dagli anni ’20 agli anni ’70. Pubblicato nel 1971, divenne immediatamente un best seller mondiale e valse al suo autore il Nobel per la Letteratura che gli venne conferito nel 1972.

E’ un racconto corale a più voci che ruota tutto attorno alla figura della protagonista Leni, una signora di mezza età taciturna e riservata, abbastanza enigmatica, fiera ed ingenua, capace di atti di umana generosità anche in tempi tremendi e correndo grandi rischi. La figura di Leni viene presentata così nell’incipit “La protagonista femminile dell’azione, nella prima parte, è una donna di quarantotto anni, germanica: alta m 1,71, pesa kg 68,8 (in abito da casa), perciò ha solo 300-400 grammi meno del peso ideale. Ha occhi cangianti tra il blu cupo e il nero, capelli biondi molto folti e lievemente imbiancati, che le pendono giù sciolti, aderendole al capo, lisci, come un elmetto. Questa donna si chiama Leni Pfeiffer, nata Gruyten…”

Una protagonista molto particolare, Leni Gruyten, che per almeno tre quarti del romanzo non compare mai in prima persona ma le cui cararatteristiche e le cui azioni ci vengono chiarite e raccontate da un folto numero di personaggi di contorno: amici, parenti, antichi insegnanti, vicini di casa, suore e preti. Queste persone vengono rintracciate dall’Autore e pazientemente interrogate, intervistate; egli chiede loro di raccontargli tutto quello che sanno di Leni, anche i minimi dettagli della sua vita, dei suoi gusti, delle sue predilezioni e delle sue avversioni. Alcuni rispondono di buon grado, altri sono più reticenti ma ciascuno bene o male fornisce il proprio tassello ed a poco a poco il puzzle acquista una forma, la personalità e la storia di Leni diventano sempre più chiari e comprensibili ed attraverso la sua vita e quella di coloro che sono venuti in contatto con lei si va delineando anche la storia della Germania.

Oltre alla storia personale di Leni, il narratore-testimone (che nel libro indica sempre se stesso come l’A.) espone anche le vicende di tutti coloro, una cinquantina di persone, che hanno avuto a che fare con lei: conoscenti, amici e parenti: il fratello poeta Heinrich maggiore di Leni di due anni che viene fucilato come disertore. Suor Rahel, una bizzarra monaca biologa ebrea (chiamata Haruspica perchè, “specialista in secrezioni corporee”, dall’osservazione di queste era capace di trarre informazioni sul futuro) che ebbe grossa influenza sulla sua formazione giovanile e che Leni trovò il modo di aiutare durante le persecuzioni razziali anche correndo grossi rischi. L’affarista Pelzer che sfrutta il nazismo per arricchirsi. Il padre Herbert, grande industriale arricchitosi con l’industria bellica che però finisce in galera per sabotaggio. Di tutti l’A. descrive il carattere, l’ambiente e la storia personale e sociale.

Di Leni, che all’inizio del romanzo ha 48 anni e una pensione di vedova di guerra essendo stata sposata per tre giorni con il caporale Alois Pfeiffer morto in guerra, l’A. ricostruisce puntigliosamente la giovinezza trascorsa in un istituto di suore e poi in un collegio, il suo ingresso nel mondo del lavoro, prima nell’azienda paterna poi come fiorista in un’azienda che compone corone da morto, le sue storie d’amore, tutta la sua vita insomma fino agli anni ’70 sempre attraverso i racconti degli altri. Solo nell’ultima parte del libro Leni compare in prima persona in un finale che lascio ai lettori il piacere di scoprire.

Per tramite del suo Alter Ego “l’A.” che chiosa e commenta i racconti dei suoi intervistati Böll si scaglia contro l’ipocrisia di una società convenzionale e conformista che stritola gli esseri più puri e dal romanzo emerge a poco a poco il continuo conflitto tra chi vuole conservare la sua umanità ingenua e la società, la cui ipocrisia non tollera alcuna violazione delle convenzioni.

Böll rappresenta a mio parere la coscienza critica della Germania uscita dalle devastazioni della seconda guerra mondiale. Nei libri che ho letto di questo scrittore cattolico ma al tempo stesso anticlericale, antimilitarista e pacifista ho trovato una potente analisi critica della società tedesca con le sue problematiche civili e politiche, la denuncia di ogni forma di bigottismo e autoritarismo e la lotta a favore della democrazia.

In Foto di gruppo con signora nella figura di Leni troviamo il conflitto fra le convenzioni irrigidite della società e le emozioni ritenute collettivamente nocive dell’individuo.

Claudio Magris, di cui sono andata a ripescare un vecchio libro degli anni ’70, vede in Leni e in Katharina Blum personaggi che “sono per lo più delle sante cristiane, anche se radicalmente laicizzate” e scrive che Böll “In Foto di gruppo con signora […] ha celebrato l’innocenza della passione e la santità dell’istinto quali argini di difesa contro la disumana pressione esercitata dai meccanismi collettivi di una società tirannica” (Claudio Magris, Dietro le parole, Garzanti, Milano 1978, p. 304)

Foto di gruppo con signora è un testo che per la complessità della sua struttura può anche scoraggiare il lettore. Per ricostruire la biografia di Leni Gruyten, l’autore (l’A.) ricorre volutamente alla descrizione puntigliosa, alla ricerca ossessiva del dettaglio, ad uno stile che ricorda i verbali delle inchieste giudiziarie, all’etimologia e alle enciclopedie. C’è molta ironia in tutta la narrazione, molti riferimenti intertestuali, ma tutto questo, come anche la scelta di Böll di fornire, per i personaggi già citati, soltanto le iniziali può rivelarsi anche un’arma a doppio taglio perchè indubbiamente, se il lettore non è molto interessato e motivato, il rischio che trovi la lettura troppo pesante e sia tentato di abbandonarla è, io credo, abbastanza alto. E’ quello che capitò a me la prima volta quando, anni fa, presi in mano questo libro: lo abbandonai prima ancora di essere giunta a metà. Ripreso in questi giorni, l’ho invece letto tutto con piacere, anche se non — per dire la verità — con piena ed entusiastica convinzione. A differenza di Opinioni di un clown, anche questo riletto in questi giorni e che mi ha molto commossa, Foto di gruppo con signora è un libro che ho apprezzato razionalmente, ma il godimento è stato soprattutto di carattere cerebrale. Non mi ha coinvolta, emotivamente, più di tanto. Lo stile è l’aspetto di questo libro che ho apprezzato di più ma, paradossalmente, è proprio lo stile da osservatore apparentemente freddo e distaccato scelto da Böll che mi ha impedito l’avvicinamento empatico con i personaggi, a cominciare dalla stessa protagonista Leni.

Heinrich Boll
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17 risposte a FOTO DI GRUPPO CON SIGNORA – HEINRICH BÖLL

  1. utente anonimo ha detto:

    ma tu pensa: a me ha fatto l’effetto contrario. quello stile così gelido, distaccato mi ha reso il tutto terribilmente umano e commovente. è un capolavoro- quel libro lì:)

  2. SimonaCWords ha detto:

    Lieta di ritrovare qui uno scrittore che amo molto. Ottimo spunto per una rilettura!

  3. gabrilu ha detto:

    Fiamma
    Francamente non so se questo romanzo sia un capolavoro oppure no. Posso solo ripetere che lo stile con cui Boll ha scelto di scrivere questo libro ha provocato in me non un circolo virtuoso ma un circolo vizioso. Un cortocircuito, insomma. Però interessante. Sennò ci sprecavo mica un post, nevvero? 😉
    Foto di gruppo con signora è un gran libro. Mi sono goduta alla grande la maggior parte delle sue pagine, e questo forse non l’ho adeguatamente sottolineato.
    SimonaCWords
    Oltre tutto, tutto quel che so di Boll come persona me lo rende assai interessante.

  4. sabrinamanca ha detto:

    di boll ho letto dei racconti ma soprattutto “opinioni di un clown” che considero uno dei migliori libri nei quali abbia mai avuto la fortuna di imbattermi. Questo di cui parli lo cominciai entusiasta ma qualcosa mi frenò, non ricordo più cosa, ma siccome mi fido del mio istinto, lasciai perdere. Non era il momento.

  5. oyrad ha detto:

    Boll è già in lista da qualche tempo… comincerò con il “clown”… Adesso mi segnerò anche quel titolo di Magris… che sembra promettere molto bene… 🙂

    A proposito di Einaudi… ho visto che sono usciti dei “nuovi” Makine.

  6. utente anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Un capolavoro. Concordo sul tuo giudizio: questo è molto più ragonato e cerebrale (ma la storia d’amore con la suora è memorabile, e ci sono nel finale passi degni di Gadda), Opinioni di un clown è più vissuto e sofferto in prima persona.

    Per chi non lo conosce, è da leggere assolutamente “La raccolta di silenzi del dottor Murke”, in “Racconti umoristici e satirici”.

  7. SimonaCWords ha detto:

    Concordo. La sua biografia mi ha colpito moltissimo.

  8. giuba47 ha detto:

    L’ho letto e l’ho apprezzato molto. Boll l’ho letto tutto e lo rileggerei, tempo permettendo. Giulia

  9. utente anonimo ha detto:

    Beh..io ancora mi trovo a frequentare la classe terza media e forse non ho un quadro completo e chiaro di questo libro, tuttavia l’ho apprezzato molto e sicuramente quando sarò arrivata ad essere più matura lo rileggerò in modo tale da confrontare il mio pensiero con l’attuale relazione che ho realizzato..

  10. utente anonimo ha detto:

    Di foto di gruppo con signora ho invece visto, al di là degli aspetti storiografici, un bel meta-romanzo. Quando lo lessi la prima volta, mi dissi che era il primo libro in cui il protagonista fosse tale dalla narrazione e dalle notizie che ci davano gli altri personaggi. Una sorta di contenitore vuoto che veniva riempito di volta in volta. Oltre gli aspetti di marginalità in cui si è chiusa la stessa Leni.

  11. gabrilu ha detto:

    Anonimo #10
    Non mi è chiaro il senso di quel tuo  "invece".
    Ho riletto il mio post, e francamente  non lo trovo in rotta di collisione con quello che dici tu.  Forse non mi sono espressa bene, ma anch'io trovo interessante il romanzo proprio  (anche)  per le tue stesse ragioni (meta-romanzo, contenitore  etc.)

  12. utente anonimo ha detto:

    Terminato giusto ieri sera. Penso anch'io che, per la struttura, per la vicenda sia un romanzo cerebrale e dia un piacere cerebrale. Provoca reazioni differenti rispetto ad altri romanzi (come il più volte qui citato "Opinioni di un clown"), meno viscerali: la pancia, qui, ha minori sussulti. Ogni tanto fa capolino la tentazione di saltare qualche brano (scrive bene in cinque pagine, quello che avrebbe potuto scrivere benissimo in tre).
    Boll parla di ciò di cui ha (giustamente) raccontato per tutta la vita: la guerra, annessi e connessi. Ma parla anche di questioni nuove, per allora: la vita condotta al di sotto delle proprie possibilità, ma, soprattutto, al di sotto del livello medio e condiviso dai tedeschi nel 1970 (fantastico, a questo proposito, la conversazione dell'A. con i fratelli Hoyser K. e W.).
    E, ancora, della mancata reale accettazione degli stranieri in Germania (turchi e russi, anche); ripeto, il romanzo è del 1970: sembra scritto oggi. Raffaele

  13. gabrilu ha detto:

    Raffaele
    Innanzitutto benvenuto  🙂
    Confesso solo ora (ebbene si) che apprezzo Boll  ed anche molto  ma… "di testa".
    Come Grass, del resto.
    Li apprezzo con la ragione, ma non con il sentimento.
    Gli scrittori tedeschi con cui  personalmente mi sento più in sintonia sono altri.
    Ciao,  grazie  ed a rileggerti, spero   🙂

  14. utente anonimo ha detto:

    Ma ciao! Sto leggendo proprio in questi giorni Foto di gruppo con signora, e ho letto volentieri il tuo approfondito punto di vista.
    Indovina chi sono?
    ^^

  15. gabrilu ha detto:

    Anonimo #14
    Boll è sicuramente uno scrittore che merita d'esser letto

  16. Roberto ha detto:

    Pur non essendo un esperto di letteratura e un divora-libri ho letto alcuni libri di Boll (il legato, e non disse nemmeno una parola, Memorie di un giovane re,opinioni di un clown) ed ora sto iniziando di nuovo “Foto di gruppo con signora” in quanto sia scoraggiato da uno stile un pò particolare rispetto ad altre opere sia per una poca predisposizione mentale non sono riuscito a superare le prime 100 pagine.
    Terminato questo preambolo, a mio avviso, le opere di Boll pur trattando di argomenti molto affini riesce a dare un imprinting particolare ai personaggi i quali, pur trovandosi in situazioni simili per contesto storico, stato sociale etc, non sono mai uguali e sono in grado di trasmettere sensazioni straordinarie.
    Inoltre ho un particolare amore per i personaggi femminili dei libri di Boll e Leni è finora fra quelle che mi ha colpito di più. In alcuni tratti inoltre mi ricorda leggermente uno dei miei personaggi preferiti Gordon Comstock (Fiorirà l’aspidistra – George Orwell)

    • gabrilu ha detto:

      @Roberto
      in effetti, a volte Boll mette alla prova la pazienza del lettore. Io lo trovo uno scrittore sicuramente molto interessante, ma tra i tedeschi contemporanei non potrei dire sia uno dei miei preferiti e non sempre mi ritrovo in sintonia con lui. Ma questo dipende da fattori assolutamente extra-letterari e nulla toglie alla qualità della sua scrittura
      Ciao e grazie!

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