LIBERAZIONI

Robert Capa Sicilia 1943
Sicilia. Sperlinga, vicino Troina (provincia di Enna), 4 agosto 1943
Un contadino indica la strada ad un militare americano
Foto © Robert Capa – Magnum/Contrasto

La fine della guerra in Sicilia avvenne nel 1943 con lo sbarco dei soldati americani ed inglesi sulle coste meridionali dell’isola che risalirono poi dalla costa sud verso Palermo attraversando vari paesi.

In questo video, lo sbarco in Sicilia documentato dalle fotografie di Robert Capa.

La Sicilia non ha conosciuto l’occupazione tedesca e la guerra partigiana e il 25 aprile del 1945 l’Isola si ritrovava con problemi completamente diversi da quelli del resto dell’Italia: noti capi mafia nominati sindaci dagli Alleati americani, il movimento per l’occupazione delle terre incolte, il movimento separatista.

Renato Guttuso
Renato Guttuso, Occupazione delle terre incolte in Sicilia, 1949/50, olio su tela
Dresdsa, Gëmaldgalerie

Tutto questo ha influito enormemente sulla diversificazione della storia della Sicilia da quella  della penisola.

Io credo sia giusto ricordarlo, anche se di sfuggita come sto facendo adesso.

Robert Capa
Soldati americani in Sicilia, foto di Robert Capa

I recentissimi risultati  delle elezioni per il nuovo governo della Regione Sicilia hanno determinato  la massiccia  vittoria di un movimento politico che si chiama  Movimento per l’Autonomia ed il cui leader aveva già, per le elezioni nazionali del 2006, scelto di allearsi con la Lega Nord di Bossi.

E’ proprio perchè in questo momento si tende più a separare che ad unire, più a trovare elementi di divisione piuttosto che di convergenza che credo sia importante per tutti i siciliani che, come me, tengono a una identità nazionale a non dimenticare cosa il 25 aprile del 1945 abbia significato per tutti.

Non sono tra coloro che mitizzano la Resistenza e credo che, dopo tanti anni, ci si possa anche permettere di rileggere criticamente anche quel periodo storico. Non sono tra coloro che vedono i Cattivi tutti da una parte e i Buoni tutti da un’altra.

Questo però non mi impedisce di continuare a pensare che il 25 aprile del 1945 sia ancora oggi una data da ricordare e da celebrare come vera e propria Festa di Liberazione Nazionale.

  • Piero Calamandrei"Lo avrai, Camerata Kesserling…"
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    11 risposte a LIBERAZIONI

    1. amfortas ha detto:

      Brava, gabrilu.
      La dimostrazione che si può parlare di queste cose senza la solita retorica.
      Buon 25 aprile, dal nord-est.

    2. utente anonimo ha detto:

      da Giuliano:
      Cara Gabrilu, non ci sarebbe niente di strano in una rilettura critica della Resistenza, tanto più che è già stato fatto e sul periodo fascista sappiamo tutto di tutto, è uno dei periodi più documentati della Storia.
      Il che significa una cosa sola: che chi vuole discutere la Resistenza in realtà ci vuole tutti quanti in fila a dire quanto era bravo il Duce…
      E questa è una cosa tristissima. Come al solito, non si può nemmeno iniziare a parlare che va tutto a finire in vacca. Tristissimo, di qualsiasi argomento si parli va sempre a finire così: l’aborto, le tasse, la politica…

    3. gabrilu ha detto:

      Amfortas
      ciao dalla Terronia ^__^

      Giuliano
      Beh, sai che ti dico?
      Che a me invece piacerebbe assai poter discutere della Resistenza e parlare di quel che successe in Italia dopo il 25 Aprile e di come si comportarono tanti bei partigiani della prim’ora e soprattutto quelli della second’ora.

      Già la scena di Piazzale Loreto non è che m’abbia mai riempita di gioia o m’abbia resa molto fiera di quel “…mo’ beccatevi questo”. Men che meno mi sento fiera di quel che successe nell’ex Urss, dove nei lger siberiani creparono fior di comunisti italiani andati lì con la benedizione di Gramsci e di Togliatti.

      … Però.
      Vabbè che sono tonta, ma ogni tanto qualcosa la capisco pur’io.

      Ho capito per esempio che appena c’è qualcuno che appena appena cerca di — pubblicamente — cercar di ragionar di certe cose, il meno che può aspettarsi (e che infatti puntualmente ancora oggi avviene) l’è di sentirsi dire: “…Ah, ma allora tu stai dalla parte del Duce”.
      … Che te posso dì, caro Giuliano.
      Che ognuno è libero di pensarla come gli pare.

      (Io intanto, i miei ragionamenti continuo a farli, anche se, ahimè, nella clandestinità. Capisco bene che sia da destra che da sinistra tutto sono disposti a fare tranne che a interrogarsi sui loro miti fondatori.

      Perciò OK, e smile)

    4. utente anonimo ha detto:

      Il nostro è un popolo di campanili!!!

    5. utente anonimo ha detto:

      da Giuliano:
      Cara Gabriella, se poi qualcuno mi spiega cosa c’entrano le foibe con il 25 aprile… Sono questi i discorsi che mi fanno star male.
      Per il resto, magari si potesse discutere serenamente!
      (ovviamente, metto insieme la tragedia delle foibe con la festa della Liberazione solo perché Berlusconi lo ha fatto oggi)

    6. PrimoCasalini ha detto:

      Quando si parla di questi problemi, c’è sempre il rischio del benaltrismo, che non aiuta.
      Gli argomenti sono tanti: A, B, C etc
      Si parla di A e si tira fuori B, meglio stare su un argomento per volta, e su quello consentire o dissentire.
      25 aprile. Prima è la Festa della Liberazione fatta dagli Alleati (ricordando che nell’alleanza c’era anche la Russia di Stalin). Poi, è la Festa della Resistenza , la cui importanza militare non è stata rilevante, ma è servita sul piano politico, perché l’Italia non è stata trattata come la Germania (divisa in quattro zone di occupazione) e sul piano civile, perché dove era presente la Resistenza è cresciuta la consapevolezza dei cittadini.
      Infine: non si può compensare con dei santini giusti/sbagliati la situazione di oggi, che va affrontata iuxta propria principia.

      grazie Gabrilu e saludos
      Solimano

    7. khinna ha detto:

      ho sempre sostenuto che non si potesse dare per scontata la Liberazione come fenomeno nazionale, vivo in un paese a forte immigrazione meridionale e mi chiedevo come potessero spiegare ai ragazzi la “liberazione”, se i loro nonni e nonne non ne avevano potuto raccontare; e capivo la perplessità.Al sud altre sono state le lotte di liberazione, non introiettate al nord. E’ uno squilibrio che mi ha sempre infastidito.
      Però si può assumere il 25 aprile come liberazione da tutti gli oppressori passati e presenti del nostro Paese.
      se pensi sia un commento di cacca hai il permesso-dovere di cancellarlo o lasciarlo al pubblico ludibrio
      ciao
      cris

    8. amfortas ha detto:

      Giuliano, quando non si hanno argomenti, si tirano fuori le foibe, che fanno sempre impressione, perché è una tragedia poco conosciuta.
      Berlusconi gioca su questo, è evidente…
      Ciao alla padrona di casa, che mi trascura, peraltro 🙂

    9. khinna ha detto:

      l’argomento foibe, tra l’altro molto studiato da uno storico napoletano, Scotti e da una giornalista triestina, Ceringoi, dimostrano la mistificazione del succitato, nel senso che furono strumentalizzate a fini nazionalistici (italiani) fin dalla fine della guerra; che gli “infoibati” fossero tutti italiani è spiegato dal fatto che i nomi stranieri durante il fascismo siano stati tutti italianizzati.
      ho scritto sul libro della Cernigoi il 29 febb 2008 dal titolo questo non è un post.
      p.s. mi scuso con l’ospite Gabrilù per la polemica
      ci son cose che mi fanno andare il sangue alla testa
      ciao
      cris

    10. gabrilu ha detto:

      Ho letto adesso i commenti ma ora sono stanchissima (capita anche questo, agli esseri umani).
      Però ho voglia di dire anch’io la mia, ma sarà domani o dopo domani.
      Credo che nel frattempo il mondo andrà avanti egualmente.
      Intanto… grazie e saluti a tutti

    11. Anonimo ha detto:

      Magari fossimo riusciti a diventare indipendenti… invece di ricevere un’autonomia che ha spalancato le porte allo sciacallaggio italo-mafioso nei confronti della nostra amata Sicilia…

      Sicilia indipendente!

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