UNA BELLEZZA RUSSA ED ALTRI RACCONTI – VLADIMIR NABOKOV

Nabokov Una bellezza russa
Vladimir NABOKOV, Una bellezza russa ed altri racconti, traduz. di Dmitri Nabokov, Franca Pece, Anna Raffetto e Ugo Tessitore – A cura di Dmitri Nabokov, p. 832, Adelphi, EAN13 9788845922152

In un post o in un commento dei giorni scorsi ho utilizzato, per questo volumone Adelphi, l’aggettivo “sontuoso”. A lettura terminata, confermo la mia impressione e ne aggiungo un altro, di aggettivo: “magnifico”.

In questo volume sono raccolti cinquantacinque racconti scritti a partire dal 1921, presentati in rigoroso ordine cronologico. Sono in buona parte scritti in russo per lo più nel periodo dell’esilio a Berlino e Parigi tra il 1921 e il 1940, poi tradotti in inglese e che Nabokov pubblicò in quattro raccolte tra il 1958 e il 1976. Sono tutti i suoi racconti, esclusi i tredici già pubblicati nella raccolta La veneziana e The Enchanter che — ho letto — sarà pubblicato sempre da Adelphi che sta proseguendo nella meritoria impresa di pubblicare tutte le opere di Nabokov. C’è pure un racconto finora inedito (Natasha).

Il curatore del volume è Dmitri Nabokov, suo figlio, che oltre ad una utilissima prefazione ha arricchito la raccolta con note, commenti e ricordi suoi e di suo padre.
Le traduzioni sono dello stesso Dmitri, di Franca Pece, Anna Raffetto e Ugo Tessitore.

La lettura di questi racconti mi conferma sempre più la grandezza e la raffinatezza di scrittura di Nabokov e mi stimola a continuare nell’approfondire la conoscenza di questo che è ormai entrato decisamente a far parte del mio personale Pantheon dei Grandi Scrittori.

C’è di tutto, in queste storie. Le sue grandi passioni, come il colore blu, le farfalle, il gioco degli scacchi. Detto per inciso: da notare che la copertina del volume Adelphi è blu e che la farfalla è — ci informa il risvolto di copertina — la Glaucopsyche ligdamus catturata da Nabokov nel Wyoming nel 1952: quando si dice raffinatezze editoriali! L’ordinamento cronologico consente, come scrive Dmitri nella prefazione, di seguire nel tempo l’evoluzione della scrittura di Nabokov ed i temi da lui privilegiati, che sono tanti e molto diversi. Ci sono racconti che, semplificando, potrei definire “fantastici”, altri — quelli che rievocano gli anni dell’infanzia in Russia — dal tono elegiaco e nostalgico. Ci sono racconti in cui l’ironia, il senso del grottesco di Nabokov si scatenano con quello stile corrosivo e fulminante che tanto mi aveva estasiata in Intransigenze. C’è tutto il mondo dell’emigrazione, quel popolo di émigré costituito da borghesi e nobili fuggiti dalla Rivoluzione d’Ottobre e stabilitisi a Berlino e Parigi dove, essendosi lasciati alle spalle benessere e privilegi, vivono spaesati cercando di inventarsi una nuova vita, nuove appartenenze, cercando di vivere e sopravvivere re-inventandosi in vari mestieri. Qualcuno tenta anche di percorrere la strada della scrittura.

Lo scenario che fa da sfondo alla maggior parte delle storie è Berlino, una Berlino splendidamente descritta come una città umida, piovosa, piena di pozzanghere ed in cui “l’ombra grottesca e feroce di Hitler stava calando sulla Germania”, come scrive Nabokov nella nota a proposito del racconto Il Leonardo ed in cui si muovono i personaggi con le loro delusioni, le loro sconfitte, i loro amori.

C’è anche Parigi, in questi racconti, ma soprattutto Pietroburgo è l’altra città maggiormente presente in questi testi. La città in cui molti dei personaggi conducevano la loro vita precedente, spensierata e ricca. Ci sono parecchi racconti in cui Nabokov rievoca, attraverso personaggi che quasi sempre sono bambini alle soglie dell’adolescenza un’infanzia circondata da vasti giardini, bei mobili, palazzi sontuosi in cui risuona musica da camera o strade percorse da slitte il cui arrivo è preannunciato dal tinnire dei campanelli. Pietroburgo e Berlino, Russia ed Europa, patria ed infanzia perduta e costruzione di una nuova vita ricorrono in tutta questa raccolta di racconti.

E poi ci sono i treni.

Chi ha letto le Lezioni di letteratura tenute di Nabokov alla Cornwell University conosce il celebre inizio della lezione in cui, accingendosi ad analizzare Anna Karenina, Nabokov spiega ai suoi studenti che, per capire sul serio questo romanzo, bisognava conoscere l’esatta disposizione delle cuccette del treno Mosca-Pietroburgo. Molti dei racconti di Nabokov si svolgono in treno. I treni sono importanti in letteratura: in essi può avvenire ogni tipo di incontro ma con il treno ci si può anche allontanare per sempre o perdere irrimediabilmente la persona amata. Per scelta o per fatalità (come avviene nel bellissimo racconto In balìa del caso). Il treno è anche il non-luogo dell’emigrante, di colui che non appartiene più e non appartiene ancora.

Ma, come scrive lo stesso Dmitri nella prefazione “Ci vorrebbe molto più […] per delineare i temi, le procedure narrative, le immagini ricorrenti che in questi racconti si intrecciano con gli echi della giovinezza di Nabokov in Russia, dei suoi anni universitari in Inghilterra, del periodo émigré in Germania e in Francia e il soggiorno in America, paese che — come ebbe a dire — egli stava inventando, dopo avere inventato l’Europa”

Parecchi racconti sono corredati da note dello stesso Nabokov che troviamo alla fine del volume e che consiglio assolutamente di non sottovalutare o addirittura ignorare. Molte di queste note rivestono, è vero, un interesse squisitamente filologico: Nabokov — sto imparando a conoscerlo — era di una precisione e pignoleria estrema. L’esatto contrario dell’artista inteso come “genio e sregolatezza”. Molte altre sono informazioni molto utili per connettere il testo del racconto ad alcune sue opere di narrativa (come nel caso del racconto Il cerchio, frammento di quello che sarà poi il romanzo Il Dono); altre ancora sono invece osservazioni fulminanti, vere e proprie perle.

Come ad esempio queste due che ho scelto di proporvi:

Dalla nota al racconto Favola:  “non [lo] rileggevo dal 1930, e ora, lavorando sulla traduzione, ho trasalito stranamente incontrando un Humbert un po’ decrepito [Humbert è, per chi ancora non lo sapesse, il protagonista maschile del romanzo Lolita N.d.R.] ma inconfondibile che scortava la sua ninfetta nella storia scritta quasi mezzo secolo fa”.

Dalla nota al racconto Terrore:   “Precedette di almeno una dozzina d’anni La Nausée di Sartre, con cui condivide certe sfumature di pensiero, ma nessuno dei difetti fatali di quel romanzo”

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21 risposte a UNA BELLEZZA RUSSA ED ALTRI RACCONTI – VLADIMIR NABOKOV

  1. utente anonimo ha detto:

    Sto per leggerlo anche io, e la tua recensione non fa che aumentare il mio interesse… Anche “Il dono” (bellissimo anche quello) è ambientato a Berlino, ma anche lì è Pietroburgo la vera città protagonista.
    Bartleboom

  2. utente anonimo ha detto:

    Sto per leggerlo anch’io, e la tua recensione non fa che aumentare il mio interesse.. Anche “Il dono” (bellissimo pure quello) è ambientato a Berlino, ma la vera città protagonista, potremmo dire il convitato di pietra, è sempre Pietroburgo..
    Bartleboom

  3. gabrilu ha detto:

    Bartleboom
    avendo ormai la presunzione di conoscere un po’ i tuoi gusti, posso garantirti che ti piacerà moltissimo. Anzi, siccome i racconti sono tutti molto diversi, sarebbe interessante poi scambiarci le idee sulle rispettive preferenze ^__^

  4. utente anonimo ha detto:

    questo si chiama *indurre in tentazione*. sto aspettando perché costa una cifra vergognosa- e dunque, o metà prezzo o spero in qualche generoso regalo di compleanno:)
    (non-vedo-l’-ora)

  5. gabrilu ha detto:

    Fiamma
    Il rapporto qualità/prezzo lo trovo assolutamente adeguato.
    I 38,00 euro li vale tutti.

    Perchè mai dovrei pretendere di avere quasi gratis un prodotto che — si capisce appena lo si prende in mano e lo si sfoglia — è stato realizzato con cura così grande sia per quanto riguarda i contenuti che per l’aspetto grafico? Ed alla cui realizzazione hanno contribuito tanti professionisti? I quali professionisti è giusto (almeno, questa è la mia opinione) che in qualche modo ci ricavino anche qualche soldarello?

    L’unico aspetto negativo del volumone è che trattasi — appunto — di un ***volumone***
    Di quelli che se ti arrischi a portartelo a letto ti ritrovi spezzati braccia e collo.
    Lo si può leggere solo elegantemente e compostamente sedute in poltrona o su un divano.
    La scrivania è anche meglio.

    … Si, questa delle dimensioni e della maneggevolezza è l’unica vera critica che mi sento di fare al tomone.

  6. utente anonimo ha detto:

    io sono d’accordo con te- ma adelphi ultimamente ci sta dando un po’ dentro con i prezzi (e io sono una spendacciona, sì, confesso).
    poi c’è l’aggravante del peso: leggendo sui mezzi o comunque portandomi il libro sempre appresso, la salute ne risentirebbe.
    però per fortuna ci sono le vacanze, i compleanni e dunque- posso ben aspettare e sperare:)

  7. utente anonimo ha detto:

    e permettimi di aggiungere (conoscendo un pochino il mondo dell’editoria) che chi lavora a un volume non viene pagato in proporzione al prezzo di copertina. anzi, chi lavora nei libri- quasi sempre
    è malpagato se non addirittura sottopagato:(
    (speriamo non sia il caso dell’adelphi)

  8. gabrilu ha detto:

    Fiamma
    L’ho capito che ci siamo capite 😉

  9. gabrilu ha detto:

    Fiamma
    Vedo che i nostri commenti si sono incrociati (e ben mi sta: ecco quello che succede a rispondere subito. Aspettare, bisogna. Precipitarsi mai).

    Non voglio entrare nel girone infernale delle discussioni su editoria, prezzi di copertina, distribuzione et similia.

    In rete non c’è che l’imbarazzo della scelta per chi vuole scannarsi su questi argomenti. Ci sono centinaia di blog più o meno altolocati sia di editori che di soi disants critici letterari o “operatori culturali” (termine molto di moda, negli ultimi tempi), o di scrittori che cercano di farsi pubblicare e possibilmente anche leggere per la serie: “Mi pubblichi? Ma quanto mi pubblichi? Mi distribuisci? Ma quanto mi distribuisci? Mi leggi? Ma quanto mi leggi? che dibattono e si scannano su questi temi.

    Per quanto mi riguarda mi limito a dire che la raccolta dei racconti di Nabokov mi è piaciuta, che trovo il prezzo tutto sommato adeguato e che sono soddisfatta del prodotto che ho acquistato.

    Tutto qua. Niente di più e niente di meno.

  10. utente anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Questo non l’ho mai letto, ma ovviamente so e mi fido.
    I miei due ultimi libri sono “Angeli e insetti” di Antonia Byatt (molto bello il primo racconto, un po’ meno bello il secondo) e una biografia di Mesmer che ho trovato a un euro su una bancarella: è bello perché parla molto di Mozart, soprattutto all’inizio (Mozart bambino: la prima di “Bastiano e Bastiana”, Mozart anni 12, si tenne a casa di Mesmer).

  11. amfortas ha detto:

    Non conosco il tomo e comunque prendo nota, anche perché la forma del racconto mi si addice in questo momento.
    (sull’altra questione ho risposto da me)
    Ciao!

  12. amfortas ha detto:

    Ecco, è già nel carrello.
    Un DVD di Wagner è in ritardo, per cui visto che devo aspettare…
    Per Fiamma: non è tra i remainders ma costa comuqnue meno di 38 euri, su IBS.

  13. PrimoCasalini ha detto:

    Adelphi, eh sì! Vale sempre la spesa (o quasi). Pur appartenendo alla nobile famiglia Della Zolla, come testimonia il mio cognome non araldicizzabile, da tempo mi sono convinto che le edizioni Adelphi non se la tirano col lusso, ma col gusto, che sono tutt’altro che sinonimi. Nabokov, oltre tutto, è un russo di spirito, cosa non frequente. Il suo spirito è diverso da quello di Cechov, assomiglia di più a quello di Gogol e un po’ anche a quello di Dostoevsky, che vergognosamente calunnia in Intransigenze, ma che sicuramente divorava nella lettura. Mentre non assomiglia per niente allo spirito di Tolstoj, che spiritoso non lo è mai, proprio come succedeva a Victor Hugo, mentre Dostoevskj nei Demoni lo è spesso, a danno soprattutto del povero Turgenev.
    Concordo sull’argomento treni per almeno due motivi: li ho guidati e devo la mia esistenza al treno dove si conobbero i miei genitori.

    grazie Gabrilu e saludos
    Solimano
    P.S. Per la trascrizione dei nomi russi io sono un pulcino nella stoppa, quindi non infierire… un’atra volta chiederò a Giuliano.

  14. gabrilu ha detto:

    Giuliano
    Della Byatt ho letto solo Possessione (bellissimo). Di questo Angeli e insetti mi si dice che parla di farfalle ed entomologia, quindi apparentemente molto nabokoviano, no? 😉
    Ovviamente non sappiamo se a Nabokov sarebbe piaciuto 🙂
    …A proposito: le farfalle della Byatt sono blu? ^__^
    Amfortas
    Poi ci racconti l’esito della lettura? 🙂
    Solimano
    So dei tuoi trascorsi “trenisti”. Lo leggo, sai, il tuo blog, lo leggo 😉

  15. amfortas ha detto:

    Certo gabrilu, anche perché il libro è arrivato oggi, alle 13.33.
    Non so quando però, ma tanto tu leggi no? 🙂
    Ciao!

  16. GalassiaLibri ha detto:

    L’inesistenza di Dio è facile da provare. Inconcepibile, per esempio, che uno Jah che si rispetti, infinitamente saggio e onnipotente, possa sprecare il suo tempo baloccandosi senza costrutto con degli omuncoli, e – cosa ancor più incongrua – accetti di asservire il suo gioco alla spaventosa banalità delle leggi della meccanica, della chimica, della matematica, senza mai – mai, badate! – mostrare il proprio volto, concedendo soltanto sbirciatine furtive e circonlocuzioni, e il subdolo sussurro (rivelazioni, come no!) di discutibile verità da dietro le spalle di qualche mite isterico.
    V. Nabokov, Disperazione

    Questo autore è davvero geniale. Condivido a pieno il tuo elogio. Io ho appena terminato di leggere questo libro – che ti consiglio, qualora non lo avessi già letto -, ma dopo una pausa gaddiana (che non prevede intrusioni e/o distrazione, come sai) mi dedicherò ancora a Nobokov, soprattutto agli attesissimi racconti.
    tornerò, dunque, a questo esauriente post. Di cui gradisco le anticipazioni.
    Tra l’altro, mentre ero ancora alle prese con Lolita, una ventina di giorni fa, ho potuto godere, su rete quattro, di notte, la bellissima riduzione di Lyne, di molto superiore, per poesia e immedesimazione, rispetto a quella di Kubrick (parere personale), anche quest’ultima volentieri rivista qualche sera fa sulla stessa rete.
    Fosse sempre così la Tv…
    Un saluto,
    Francesca

  17. gabrilu ha detto:

    Francesca
    Sono felice che anche tu faccia parte di coloro che apprezzano (uso un termine riduttivo) Nabokov. Io mi considero ancora una neofita (c’è qui, tra il pubblico in sala, chi conosce Nabokov molto meglio di me) ma ormai ho molto chiarissimo assai che leggerò **tutto** quello che mi sarà possibile trovare in italiano o in francese di questo autore **immenso**.
    E’ solo questione di tempo, ed anche di scelta: i libri degli autori che amo non mi piace leggerli tutti uno di seguito all’altro, mi piace centellinarmeli, gustarmeli, metabolizzarli ben bene. Non passo ad un altro libro se prima non ritengo di aver ruminato a sufficienza quello che ho terminato.

    Per quanto riguarda la versione Lyne di Lolita.
    Non l’ho visto ma ho intenzione di vederlo e lo vedrò al più presto. Ovviamente, da appassionata kubrickiana confesso di avere alcuni pregiudizi (anche se Jeremy Irons come Humbert ce lo vedo proprio bene) ma ovviamente non posso parlare senza avere visto il film.
    Conoscevo gli spezzoni di YouTube, che ti ringrazio comunque di aver segnalato.

    Leggendo le tue considerazioni molto positive su questa versione, a naso mi verrebbe di dire (sempre tenendo presente però che parlo senza alcuna cognizione di causa) che forse, visto che i tempi sono cambiati rispetto all’epoca del film di Kubrick, Lyne si è potuto permettere di esplorare maggiormente il cotè erotico del testo. Non so. Ma ne riparleremo sicuramente non appena avrò visto il film per intero.

    Certo, sarebbe davvero interessante poter saper quale sarebbe stato il parere di Nabokov su questa versione ma questo, ahinoi, non potremo saperlo mai…

    Ciao e grazie 🙂

  18. amfortas ha detto:

    Le parole colorate di Vladimir Nabokov.[..] Incuriosito dalla recensione di gabrilu, mi sono procurato velocemente “Una bellezza russa ed altri racconti” di Vladimir Nabokov. Non mi sento in grado di scrivere una recensione, anche perché la stessa gabrilu è stata pi& [..]

  19. utente anonimo ha detto:

    ciao a tutti,mi chiamo Fabiana,sono una studentessa e cercando su internet notizie su Nabokov(sul quale sto preparando un esame)mi sono imbattuta nel tuo blog. Parte del programma si concetra sui racconti di Nabokov,ed ho fatto non poca difficoltà a capire labbra contro labbra.Vedo che qui siete tutte grandi amanti di Nabokov,per caso sapreste aiutarmi a capire meglio il racconto?vi ringrazio!

  20. gabrilu ha detto:

    Fabiana
    Dopo questo tuo commento ho riletto il racconto di cui parli con grande attenzione e mi chiedo e ti chiedo:
    Cos’è in particolare che ti ha lasciato perplessa?
    Qualche indicazione in più da parte tua sarebbe utile.
    Per quanto mi riguarda, io non sono certo un’esperta di N.
    Mi ci sto appassionando, questo si (e questo credo si sia capito 🙂

    Però anche se non sono un’esperta ma solo una neofita magari posso provare a dire la mia.

    Da qui passano, ogni tanto, veri esperti ed esperte di N. ma sai come sono i blog: “gente che va, gente che viene”. E c’è un sacco di gente che non ritorna. Come negli Hotel.

    Però magari — chissà — qualcuno/a di loro (ri)passa di qui, legge, si interessa e interviene 🙂

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