TUTTE LE MATTINE DEL MONDO – ALAIN CORNEAU (1991)

Tutte le mattine del mondo

Protagonista assoluta di questo forse non facilissimo ma incantevole film tratto dall'omonimo romanzo di Pascal Quignard è la musica, o per meglio dire, due diverse concezioni di quello che è o dovrebbero essere la musica e gli artisti che la interpretano e la compongono.

I due personaggi principali sono figure storiche realmente esistite.
Monsieur de Sainte Colombe fu un musicista francese della seconda metà del XVII secolo, fondatore e — dicono gli esperti — maestro insuperato dell'arte della viola da gamba, mentre Marin Marais, che in gioventù fu allievo di Sainte Colombe, nominato nel 1679 «joueur de viole de la musique de la Chambre» nella Musique du roi (il Re Sole) mantenne questa carica per quarantanni cumulandola con una ininterrotta carriera all'Opera.

Jean-Pierre Marielle
Monsieur de Sainte-Colombe (Jean-Pierre Marielle)

La narrazione, basata su poche e incerte notizie storiche, è tutta incentrata sul difficile rapporto maestro-allievo intercorso tra Monsieur de Sainte Colombe e il giovane allievo Marin Marais destinato, a differenza del suo maestro — vissuto e morto nell'ombra — ad entrare nell'olimpo musicale francese e a conoscere la fama, la gloria e il successo alla corte di Luigi XIV.

Gerard Depardieu
Marin Marais (Gérard Depardieu)

Il film si apre su Marin Marais (Gérard Depardieu) che, ormai celebre ed onorato musicista a Versailles, vuole rivelare ai suoi allievi, durante una lezione di musica, tutto ciò che lui deve al suo antico maestro. Tutto il film è un ricordo, un lungo flash back percorso da un sentimento di colpevole nostalgia. In questo lungo prologo — un piano sequenza che dura più di sette minuti — la macchina rimane fissa in un primissimo piano che ci mostra un Marais-Depardieu pieno di rughe, un po' imbolsito, triste.

Marais racconta dunque ai suoi allievi il proprio percorso di iniziazione e l'antagonismo che ha visto opporre se stesso — giovane ambizioso e desideroso di avere successo a Corte — al vecchio e intransigente musicista Sainte Colombe.

Sainte Colombe, severo giansenista, dopo la morte prematura della moglie, conduce una vita austera di assoluto ritiro nella sua casa di campagna, totalmente dedito alla musica e alla meditazione, assieme alle due giovani figlie Madeleine e Toinette, cui concede come unico centro di attenzione l'educazione nell'arte della viola.

Tutte le mattine del mondo
Madeleine (Anne Brochet)

Tutte le mattine del mondo
Toinette (Carole Richert)

In giardino si è fatto costruire anche un piccolo capanno di legno nel quale si rinchiude per suonare in totale solitudine rievocando l'amatissima moglie. La sua è la ricerca della perfezione assoluta nella sua arte.

Un paio di volte l'anno, Sainte Colombe e le figlie danno concerti da camera la cui fama arriva sino a Corte. Ad uno di questi assistono alcuni cortigiani di Versailles.

Tutte le mattine del mondo

Sainte Colombe riceve pressanti richieste di andare a Corte per esibirsi esclusivamente per il Re. Luigi XIV ha sentito parlare di lui e lo vuole a Versailles.
La risposta di Sainte Colombe? Caccia in malo modo il messaggero del Re scaraventandolo giù per le scale… "La mia vita sono la musica e le mie figlie, i ricordi i miei soli amici".

Tutte le mattine del mondo

"Fu allora che un giovanotto di diciassette anni bussò alla sua porta. Ero io" dice Marais ai suoi allievi.
E' infatti a questo punto della storia che entra in scena il giovane Marais (interpretato da Guillaume Depardieu, figlio di Gérard), attratto dalla fama di insuperato maestro di Sainte Colombe.

Guillaume Depardieu

Per la verità il giovane faceva il cantante, ma ora ha perso la voce e sapendo suonare un po' la viola vorrebbe prendere lezioni dal Maestro per potere fare carriera, possibilmente a Versailles (e questo già indispone Sainte Colombe).

La prima audizione non ha successo "Ho sentito lo strumento. Ma non ho sentito musica" taglia corto Sainte Colombe. Marais riesce comunque a vincere la scontrosità di Sainte Colombe e a farsi accettare come allievo, anche grazie all'intercessione di Madeleine, la figlia maggiore.

Guillaume Depardieu

Tutte le mattine del mondo

Cominciano le lezioni. Come strumentista sembra che Marais non vada poi tanto male, ma il problema è, per Sainte Colombe, che secondo lui "non è musicale". "Lo strumento non è la musica" non fa che ripetergli stizzito e tutte le domande che Marais gli rivolge per conoscere il suo pensiero sull'essenza della musica ricevono risposte sprezzanti o ermetiche. O indirette. Marais deve arrivarci da solo, a capire che cos'è la musica.
Una sera il Maestro lo conduce con se nello studio del pittore Baugin, di cui conserva religiosamente un quadro che rappresenta una natura morta.

Nel suo capanno, isolato dal mondo, Sainte Colombe suona una sua composizione, Les Pleurs ("Le lacrime"), il brano che quando eseguito con profonda verità ed emozione gli consente di reincontrare la moglie, udirne il respiro, e assaporare con lei ancora, come un tempo, cialde e vino rosso. Come quelle del quadro.

Tutte le mattine del mondo

Guardando Baugin dipingere Sainte Colombe dice a Marais (che non capisce): "il suo pennello è come l'archetto della mia viola" e poi, rivolgendosi a Baugin: "il segreto della nostra arte è la sorpresa". Niente da fare, Marais continua a non capire. Lui in fondo lo strumento lo sa suonare, che cosa si vuole ancora da lui?

Tutte le mattine del mondo
Lubin Baugin (Michel Bouquet)

Tutte le mattine del mondo

E così, convinto di essersi già sufficientemente formato, Marais accetta un incarico a corte, scatenando le ire del maestro, che lo scaccia. Marais continua però di nascosto a frequentare la casa del maestro, per incontrarsi con la figlia maggiore, divenuta nel frattempo la sua amante; questa lo conduce in segreto sotto il capanno nel bosco in cui il padre si ritira per comporre e suonare perchè il giovane vuole scoprire a tutti i costi il segreto della sua grandezza. Madeleine fa ancora di più: gli dà lei stessa lezioni e gli trasmette tutti i segreti tecnici e compositivi che il padre le ha trasmesso.
Tornato dopo qualche tempo a trovare Sainte Colombe (che ignora quel che Madeleine ha fatto per il giovane), viene accolto piuttosto bene e tutto sommato il maestro sembra accettare l'unione di Marais con Madeleine.

Tutte le mattine del mondo

Dopo breve tempo però, in modo crudo e improvviso, il giovane Marais abbandona Madeleine per inseguire la sua carriera brillante, lasciandola incinta. La ragazza entra allora in una lenta e progressiva spirale di depressione e abbandono che la porta a perdere il figlio.
Marais intanto è ormai ricco e famoso, è il primo musicista di corte del Re Sole.

Gerard Depardieu
Marin Marais a Versailles dirige la Marche pour la cérémonie des Turcs di Jean Baptiste Lully

Tutte le mattine del mondo

Si è sposato con un'altra donna, non vede Madeleine da tanto tempo ma questa, ormai gravemente ammalata e in punto di morte chiede di rivedere per un'ultima volta il suo antico amore. Il suo ultimo desiderio, prima di morire, è che lui suoni un brano che aveva composto per lei.

Gerard Depardieu e Anne Brochet

Segnato da questo incontro, che gli fa capire che "Tous les matins du monde sont sans retour" ("Tutte le mattine del mondo sono senza ritorno"), ormai nella sua piena maturità artistica, Marais, dopo lunghi anni di fama e successo, si renderà conto della vacuità della esperienza artistica di corte, e ritornerà dall'antico maestro per pregarlo di dargli un'ultima lezione, quella che riguarda il segreto reale e più profondo della sapienza arcana di Sainte Colombe.

E Sainte Colombe, finalmente, parla.

Tutte le mattine del mondo

Tutte le mattine del mondo è tante cose. E' un film su un percorso di iniziazione tra due persone che intendono la musica in maniera opposta: l'adolescente ha perso la voce e vede nella viola un sostituto della voce umana e soprattutto un modo per soddisfare le sue ambizioni mondane. Sainte Colombe cerca nella musica una consolazione, il rimedio per un ferita (la morte della moglie) e vuole perfezionare la propria arte all'ombra del potere ufficiale. Lubin Baugin, il pittore giansenista è un artista che, come lui, condivide questa filosofia dell' Arte e questa scelta di vita. Tra l'altro, e detto per inciso, anche Lubin Baugin è una figura storica realmente esistita ed il quadro che Sainte Colombe conserva religiosamente nella sua stanza esiste davvero e si trova a Parigi, al Musée du Louvre. E' intitolato "Le dessert de gaufrettes" e lo si può vedere >>qui

Il contrasto tra Marais e Sainte Colombe è sottolineato anche visivamente dal loro modo di vestirsi: rosso fuoco il giovane Marais, sempre vestito di nero l'austero Sainte Colombe.

Sainte Colombe simboleggia il valore dell'arte nella sua forma pura, del tutto libera e svincolata da obiettivi mondani e, per ciò stesso, possibile solo nell'ombra e nel rifiuto del mondo. Marin Marais rappresenta, invece, il talento artistico che, quando si lascia sedurre dal successo e dalla mondanità finisce per disperdersi.

L'incontro-scontro tra i due personaggi rappresenta lo scarto tra generazioni, tra un'arte del XVII secolo rivolta al passato e che non ammette una musica che annuncia il futuro, una pratica artistica amatoriale ed una pratica artistica più finalizzata alla carriera. Infine: creare per se o per il pubblico?

Non è un caso che nel film ci siano pochissimi dialoghi. Quasi tutto è affidato al lungo monologo di Marais-Depardieu che detta il ritmo ed il tempo delle immagini e delle sequenze. La voce, in qualche modo, precede le immagini.

Ho potuto vedere il film in originale, e sempre più mi convinco che, almeno per un certo tipo di film, bisogna rinunciare alla comodità del doppiaggio, magari faticare un po' ma ascoltare le voci originali degli attori, magari aitutandosi, se è il caso, con sottotitoli. In questo film, la voce di Depardieu (aspra, limpida, commovente nell'apparente pacatezza di tono, priva di qualsiasi nota melodrammatica) è fondamentale.

L'altra arte che scandisce la narrazione è ovviamente la musica. Quasi tutte le scene hanno un rapporto con la musica, in quasi tutte viene suonata musica, in quasi tutte si parla di musica. Tutti i personaggi principali sanno suonare e ce lo fanno sentire. Nella scena della morte di Madeleine, la musica suonata da Marais tiene il posto delle parole. Perchè forse il segreto della musica è proprio questo: riesce a dire cose che le parole non riescono ad esprimere.

Il regista Alain Corneau si è rivolto, per la parte musicale, a Jordi Savall.

Jordi Savall, catalano, è attualmente il più famoso suonatore di viola e una delle maggiori personalità tra gli esperti  della musica antica. In stretta collaborazione con Quignard e Corneau ha scelto nel repertorio barocco i brani musicali del film ed ha riesumato per l'occasione alcuni pezzi rari scritti da Sainte Colombe, fino ad oggi compositore molto poco conosciuto.

Jordi Savall
Jordi Savall

Tous les matins du monde (Francia,1991), Regia : Alain Corneau, Sceneggiatura : Alain Corneau e  Pascal Quignard dal romanzo di quest'ultimo, Dialoghi : Pascal Quignard.

Musiche: Marin Marais (Improvisation sur les folies d'Espagne, L'Arabesque, Le Badinage, La Rêveuse, La Sonnerie de Sainte-Geneviève du Mont de Paris) ; Sainte Colombe (Les Pleurs, Gavone du Tendre, Le Retour) ; Jean-Baptiste Lully (Marche pour la cérémonie des Turcs) ; François Couperin (Leçons de ténèbres : Troisième leçon) ; Jordi Savall (Prélude pour Monsieur Vauquelin, Une jeune fillette, Fantaisie en mi mineur), musiche dirette ed interpretate da Jordi Savall

Interpreti e personaggi: Jean-Pierre Marielle (Monsieur de Sainte-Colombe), Gérard Depardieu (Marin Marais), Guillaume Depardieu (Marin Marais da giovane), Anne Brochet (Madeleine), Carole Richert (Toinette), Caroline Sihol (Madame de Sainte-Colombe), Michel Bouquet (Lubin Baugin), Jean-Claude Dreyfus (Abate Mathieu), Myriam Boyer (Guignotte), Jean-Marie Poirier : Monsieur de Bures
Direttore della fotografia : Yves Angelo, Scene : Bernard Vézat, Costumi: Corinne Jorry, Montaggio : Marie-Josèphe Yoyotte, Consigliere musicale: Jean-Louis Charbonnier, Produttore: Jean-Louis Livi Produzione : Film Par Film, France ; Dival Films, France ; DD Productions, France et Sédif Productions, France

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10 risposte a TUTTE LE MATTINE DEL MONDO – ALAIN CORNEAU (1991)

  1. utente anonimo ha detto:

    Certo che la tua abilità a scovare cose deliziose è unica, e di saperle poi raccontare così bene. Ieri sera mi leggevo il tuo post e mi sembrava di guardare il film… Molto bella la figura di Sainte Colombe.
    Bartleboom

  2. utente anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Non ho mai visto questo film, anche se mi interessava; ho provato a guardarlo in tv ma ho lasciato perdere proprio per i motivi che dici tu, il doppiaggio e le interruzioni pubblicitarie. Non parlo il francese ma un po’ lo capisco, ma a parte questo è il ritmo che conta, la musica: ma lo hai spiegato benissimo e non sto a ripetere.

    Prendo qualche riga per parlare benissimo di Marin Marais (1656-1728), che in musica è ben differente dal parruccone incipriato che uno si potrebbe immaginare. Bisogna un po’ farci l’orecchio, ma il 1600-1700 è il vertice assoluto della musica, e della fantasia in musica; e Marais è uno dei grandi del contrappunto. Più grandi di lui sono probabilmente Couperin e Rameau: ma è come andare sulle Dolomiti e chiedersi quale è la vetta più bella.
    Di Marin Marais segnalo una piccola meraviglia, la “Sonnerie de Sainte Genevieve au Mont de Paris”, ma anche la tempesta dall’opera “Alcyone”, le variazioni sulla Follia di Spagna, e naturalmente “Tombeau de Sieur de Sainte Colombe”, dalla Suite in mi minore.

  3. gabrilu ha detto:

    Bartleboom e Giuliano
    Vi ringrazio entrambi.
    La verità è che questo non è un film “raccontabile”. Nessun film lo sarebbe, a dire il vero, ma questo ancor meno degli altri. E’ un film da vedere e da ascoltare perchè la voce di Marais-Depardieu e della viola di Savall sono fon-da-men-ta-li.

    Se voi pensate che sono — almeno in minima parte — riuscita a trasmettere qualcosa di tutto questo, forse dipende dal fatto che faccio post solo su libri e film che mi interessano davvero e mai su cose che magari non interessano me ma che penso “potrebbero interessare”.

    Giuliano
    Le composizioni di Marais che citi sono tutte presenti nel film, suonate nella finzione dai due Depardieu e nella realta da Jordi Savall.

    Chi comunque volesse ascoltarne qualcuna (perchè la musica non si può “raccontare”, o almeno, io non ne sono capace) su YouTube ci sono molti filmati in cui Jordi Savall suona composizioni di Marin Marais
    Per esempio questo (ma ce ne sono molti altri)

    Marin Marais – Sonnerie de Sainte Geneviève du Mont de Paris
    http://it.youtube.com/watch?v=604gBPqijYE

  4. alexandra3 ha detto:

    Ancora immagini e parole che mi danno gioia. Ora vado ad ascoltare anche la musica.
    Alexandra

  5. utente anonimo ha detto:

    Complimenti per la ricostruzione del della storia. Mi sono innamorato talmente del romanzo e del film che a distanza di anni ho allestito una lettura/concerto con io che leggo e due viole che suonano i brani dei due compositori. Non è facile però collocare spettacoli di questo tipo.
    Peccato perché mi piacerebbe farlo conoscere ad un numero più vasto di persone.Potrebbe essere un veicolo importante per far conoscere questo meraviglioso strumento.

  6. gabrilu ha detto:

    anonimo #5
    Per me questo film ha avuto anche il grandissimo merito di farmi scoprire ed approfondire l’opera di due musicisti che conoscevo molto, troppo superficialmente e di farmi venir la voglia di ascoltar dell’altro.
    E quando un film, uno spettacolo, un libro, spinge qualcuno a voler andare oltre, ai miei occhi ha un grande valore aggiunto.
    Auguri per la tua iniziativa, non ti arrendere…

  7. utente anonimo ha detto:

    Un pensiero intensamente grato in memoria di un regista audace e garbato
    Come forse erano quei giansenisti….protestanti sub rege audacemente e garbatamente nascosti e intenti a costruire la vera grandezza della francia, poco esportabile forse. Cl

  8. gabrilu ha detto:

    Anonimo #7Grazie per il contributo.Sono molto contenta che un film di questo genere venga apprezzato come merita.

  9. utente anonimo ha detto:

    Bellissima recensione che piace a chi ha visto il film e a chi non l'ha visto induce a ricercarne una copia in qualche videoteca.Ma vorrei segnalare una lieve inesttezza e una omissione.L'inesattezza è che il giovane Marais non ha "perso la voce" ma l'ha "mutata" in voce normale, quindi non era più possibile per lui cantare in un coro di voci bianche e da qui "come da contratto" l'espulsione dal coro.L'omissione è quella della morte di Madeleine. E' ben vero che era gravemente ammalata ma è morta suicidandosi impiccata. La scena assume ancora più valore simbolico perchè per farlo utilzza i nastri con cui era avvolto il regalo fattogli da Marais, un paio di scarpe su misura che il giovane aveva  fatto fare dal padre calzolaio su misura, ma che Madelaine aveva buttato nel fuoco ( e poi la sorella aveva pronramente rccolto e rimesse nella scatola). Il valore simbolico è ancora più accentuato dal fatto che prima di impiccarsi Madelaine dice: " … Non volevi fare il calzolaio come tuo padre…! "A parte questi paticolari mi complimento ancora!Paolo

  10. gabrilu ha detto:

    PaoloInnanzitutto grazie.E poi:OK per la precisazione sulla questione del  "perdere la voce"  e/o  "mutare la voce".Hai perfettamente ragione: sono stata   superficiale e frettolosa.Sulla faccenda delle modalità  della morte di Madeleine hai ragione anche lì, ma a questo proposito mi sento di poter dire qualcosa a mia discolpa.Entrare nei dettagli del rapporto tra Madeleine e Marais  avrebbe significato allungare davvero troppo un post che è già troppo lungo.Tutte le opere (inteso, il vocabolo, in senso molto lato) davvero buone presentano tanti livelli di interesse.Chi si azzarda a scriverne, specialmente nello spazio di un  blog, è costretto ad operare delle scelte ed a privilegiare uno  o più livelli a discapito di altri.Io ho cercato di privilegiare quello   dei due differenti modi  di intendere la musica, ed ho trascurato  parecchio quello delle dinamiche  interpersonali.Perciò grazie  del tuo contributo, che ha provveduto a colmare, almeno i parte, una delle   lacune  dl mio postCiao 🙂

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