AL PARADISO DELLE SIGNORE

Zola cominciò a scrivere Al paradiso delle signore (Au bonheur des dames) il 28 maggio 1882 e lo terminò il 25 gennaio 1883. Per documentarsi, come sempre faceva prima di accingersi alla stesura di una nuova opera, aveva visitato a lungo i grandi magazzini La Place de Clichy, il Bon Marché, il Louvre intervistando direttori, commessi, responsabili delle cucine, contabili, addetti agli uffici amministrativi. Fotografando, prendendo ogni genere di appunti. Le Galeries Printemps funzionavano già dal 1870. Il primo nucleo di quelle che oggi sono le Galeries Lafayette è invece del 1893.

Mi è sempre impossibile entrare alle Printemps o alle Lafayette senza pensare alle descrizioni che Zola fa del grande magazzino Al paradiso delle signore creato da Octave Mouret, il protagonista del suo romanzo.

"A forma di navata, la grande galleria somigliava all’interno della tettoia di una stazione, contornata dalla rampe dei due piani, intramezzata da scale sussidiarie, traversata da ponti volanti,. Scale di ferro a doppio giro, di curvatura ardita, con un gran numero di ripiani; ponti di ferro, sospesi nel vuoto, slanciati dritti  verso l’alto,. E tutto quel ferro, sotto il bianco risplendere dei vetri, componeva un’architettura leggera, un trina complicata, attraverso cui passva la luce del giorno. Era come un palazzo sognato e poi tradotto nella realtà la più moderna; una babele sorgente da piano a piano, allargantesi nelle sale, aperta in "fughe" verso altri ballatoi e verso altre stanze, all’infinito. Del resto, il ferro signoreggiava dappertutto […] nel basso, per non nuocere alla vista delle mercanzie, gli ornamenti erano sobri, a tratti uniti, e di tono grigio. Poi, di mano in mano che la costuzione metallica saliva, i capitelli delle colonne si facevano più ricchi, le ribaditure formavano rosoni, le modanature e gli aggetti s’empivano di figure scolpite. Al termine, lassù, splendevano le verniciature verdi e rosse, frammezzo all’oro sparso senza economia, a strisce, a chiazze, fino alle invetriate, anch’esse, riquadro per riquadro, con motivi aurei […] mosaici e ceramiche facevano parte degli ornati, rinvispendo i fregi e mettendo note di freschezza all’insieme severo."

Émile ZOLA, Al paradiso delle signore (Au bonheur des dames)

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11 risposte a AL PARADISO DELLE SIGNORE

  1. linodigianni ha detto:

    ciau, arrivato via anobii, dove ti aggiunsi come vicina..

  2. gabrilu ha detto:

    linodigianni
    …dici che possiamo cominciare a scambiarci inviti per prendere un the?
    ^__^

  3. utente anonimo ha detto:

    ah gabrilù, meno male che ci sei!
    io, ignorante come una bestia in letteratura francese, mi pesco i suggerimenti e ne faccio tesoro:)
    (questo sembra imperdibile)

  4. Elsagabriel ha detto:

    Sai che il primo “grand magasin” di Parigi, quello che ha ispirato Zola, è il “Bon marché”, che non è più bon marché per niente.
    A presto

  5. gabrilu ha detto:

    Fiamma
    Zola è un maestro, nel descrivere certi ambienti e spaccati di vita parigina. Due altri romanzi che, da questo punto di vista, trovo eccellentissimi sono Le ventre de Paris tutto ambientato nel vecchio mercato delle Halles e Pot bouille, ambientato in un condominio dell’alta borghesia haussmaniana. Romanzo ferocissimo. Come, d’altra parte, succede spesso, con Zola. Il paradiso delle signore da questo punto di vista rappresenta un’eccezione, è uno dei suoi pochissimi (se non addirittura l’unico) romanzi ottimisti e con un messaggio positivo

    Elsa
    Si, certo 🙂
    Ed hai anche ragione sul fatto che oggi il Bon Marché non è per niente a buon mercato. Ci sono stata proprio di recente, per curiosità.

  6. khinna ha detto:

    O.T.
    Ti ho bombardato con 2 premi volevo farlo discretamente, ma non riesco ad inviarti una mail con google
    ciao
    cris

  7. gabrilu ha detto:

    khinna
    Ho visto… e ovviamente ti ringrazio moltissimo per la tua gentilezza e per l’apprezzamento che hai manifestato nei confronti di questo blog. Però devo anche confessarti, in tutta sincerità, che mi hai messo in grandissimo imbarazzo…

  8. utente anonimo ha detto:

    c’è un ordine in cui vanno letti oppure si possono mescolare? io mi sono fermata a teresa raquin e nanà, da molto giovane. (il primo adorato, il secondo così. non molto nelle mie corde)

  9. gabrilu ha detto:

    Fiamma
    Quasi tutti i più importanti romanzi di Zola fanno parte del ciclo dei Rougon Macquart, perciò Zola ti risponderebbe che vanno letti nell’ordine in cui sono stati scritti. Anche perchè c’è a monte tutta una sua impostazione concettuale e progettuale alla quale lui teneva molto.
    In realtà, a mio parere non c’è affatto bisogno di leggere per forza tutti e venti i volumi, così come non c’è alcun bisogno di leggerli nell’ordine cronologico in cui sono stati scritti. Inoltre, proprio il lato “filosofico/sociologico” su cui Zola basa tutta la storia di queste due famiglie (i Rougon e i Macquart) è, oggi come oggi, la più obsoleta, a mio parere. Mentre rimangono bellissime le ricostruzioni ambientali e dello stile di vita delle varie classi sociali nella Parigi dell’ottocento, le descrizioni, la capacità di “far sentire” odori, sapori… la sua scrittura molto plastica, sanguigna.

    Si possono leggere i suoi romanzi saltellando. In fondo, ogni romanzo ha un buon grado di autosufficienza. Tu per esempio hai letto Nana, che fa parte appunto del ciclo, ma il fatto che non avessi letto i volumi precedenti non ha minimamente influito sulla comprensione della storia.

    Tra i miei preferiti, ci sono Il ventre di Parigi, Il paradiso delle signore, Nana, Pot bouille (uno dei meno conosciuti in Italia — non mi ricordo il titolo italiano), idem per La Curée (tradotto in italiano come La cuccagna, credo).
    E poi ci sono, ovviamente, i più famosi: Germinale, L’assommoir, La bestia umana…
    Zola è uno scrittore dalla personalità molto, molto spiccata. O piace molto o non piace affatto. A me piace, nella piena consapevolezza dei suoi tanti pregi e dei suoi numerosi limiti

  10. Elsagabriel ha detto:

    Mi piace che ti piace Zola perché in Francia è di moda adesso di “snober” Zola.

  11. utente anonimo ha detto:

    Ciaooo ragazzi..io vorrei tanto vedere il film ke è stato fatto molto tempo fa sul libro di zola al paradiso delle signore…ma nn lo trovo da nessuna parte…..voi sapete dove potrei trovarlo???

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