IL TAMBURO DI LATTA

Il tamburo di latta
Il tamburo di latta. Disegno di Gunther Grass

"Finalmente ce l’ho, il tamburo! Mi pende davanti, nuovo fiammante, dipinto con una serie di triangoli bianchi inseriti nei rossi. Tutto compreso della mia importanza, serio e deciso in volto, tengo incrociate le mazze di legno sulla latta.
[…]
Allora dissi, allora decisi, allora risolsi di non diventare in alcun caso un uomo politico e tanto meno un negoziante di generi coloniali, ma di far punto e basta, di rimanere così, con questo equipaggiamento, per molti anni.

[…] mi attenni al tamburo, e dal mio terzo compleanno in poi non crebbi di un dito, rimasi il bambino di tre anni, ma anche il tre volte furbo, che tutti gli adulti sorpassavano in altezza, ma che a tutti gli adulti doveva essere tanto superiore, che non avrebbe voluto misurare neanche la propria ombra con la loro, che di mente e di corpo era ormai un uomo fatto, mentre quelli ancora da vegliardi dovevano preoccuparsi del loro sviluppo, che non faceva altro che farsi confermare quello che essi a fatica e spesso dolorosamente dovevano sperimentare, che di anno in anno non aveva bisogno di scarpe e di calzoni più grandi per dimostrare che qualcosa in lui cresceva."
(Günther Grass, Il tamburo di latta)

Il tamburo di latta
David Bennent (Oskar Matzerath) ne Il tamburo di latta di Volker Schlöndorff
Oscar 1980 per il miglior film straniero
Il tamburo di latta
Günther Grass, David Bennent e Volker Schlöndorff sul set del film

Riletto il romanzo in questi giorni dopo circa vent’anni, le vicende del piccolo grande Oskar Matzerath che con il rullare del suo tamburo  accompagna la travagliata storia della Germania hitleriana mi hanno catturata quanto e forse più che ai tempi della prima lettura.
Il film di Schlöndorff invece non l’avevo mai visto. Ho rimediato ieri con gran soddisfazione. Davvero straordinario l’allora dodicenne David Bennent nel difficile ruolo di Oskar.

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3 risposte a IL TAMBURO DI LATTA

  1. talpastizzosa ha detto:

    Il Tamburo di latta è un libro di una bellezza estrema. In quel piccolo tamburo la storia di un nazione, ah che cervello Grass. Hai letto “Sbucciando la cipolla”? Insomma Oskar continua sempre a meravigliarmi anche ora che ho scoperto come è nato…

  2. gabrilu ha detto:

    talpastizzosa
    hai detto bene: “estrema”. Infatti il Tamburo è uno di quei libri che non possono lasciare indifferenti, uno di quei libri che o si amano o si odiano. E conosco una sacco di gente che questo romanzo non lo sopporta.
    Sbucciando la cipolla l’ho sfogliato ma ancora non l’ho letto. E’ in lista di attesa 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    Commovente la rievocazione della mamma, sempre attraverso il suo tamburo. Nessuna retorica, nessun sentimentalismo: solamente tenerezza.  

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