TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA

Lost. Kate
Kate (Evangeline Lilly) in Lost

In quanto Lettrice Comune, io da tempo cerco di mettere in pratica un mio personale MANUALETTO DI SOPRAVVIVENZA per difendermi dalla valanga di libri sfornati dalle case editrici che invade le librerie. Penso infatti che il lettore non sprovveduto ma avveduto debba ormai trasformarsi in un campione di autodifesa personale e mettere a punto tecniche di sopravvivenza iper-raffinate se non vuole perdersi in un insidioso mare magnum cartaceo.

Il Lettore Comune ma Avveduto dunque

Matthew Fox
Jack (Matthew Fox) in Lost

  • Innanzitutto chiarisce bene a se stesso/a il tipo di lettura che lo/la interessa davvero; cosa questa che sembra semplicissima ma che in realtà è più delicata di quanto non si creda, perchè gli errori diagnostici possono risultare catastrofici
  • Legge le recensioni "ufficiali" ma ne diffida — diffida soprattutto di quelle dei maîtres a penser che lui stesso non si sia scelto ed eletto come tali e che non sempre e non necessariamente coincidono con quelli "istituzionalizzati"
  • Segue con assiduità i blog letterari "altolocati" e non, ma si guarda bene dal prendere sul serio le diatribe che spesso vi si scatenano e che il 90% delle volte sono il frutto di invidie meschine e odi furibondi
  • Tiene presente il comportamento di Ulisse al passagio tra Scilla e Cariddi (legato al pennone della nave, orecchie piene di cera per resistere alle seduzioni delle Sirene). Questa tecnica è particolarmente raccomandata in occasione di Fiere Letterarie, Saloni del Libro vari e assortiti, visite a megalibrerie iper fornite nonchè Convegni, presentazioni di libri et similia.
  • Legge, guarda, lurka, spia, si intrufola, annusa ovunque e dappertutto ma senza cedere alle seduzioni; cerca di leggere tra le righe, incamera notizie, sviluppa una sana e robusta paranoia interpretando ogni impennata delle statistiche ed ogni sbandierato successo editoriale come indicatori non necessariamete positivi della qualità del libro cui si riferiscono.
  • Tiene sempre presente il "Decalogo dei diritti del lettore" di Daniel Pennac e l’ammonimento del grande Giorgio Manganelli (riverenza e genuflessione davanti al Maestro) che è validissimo non solo per i lettori professionisti ma anche per i Lettori Comuni come la qui presente scrivente.
  • Queste sono le mie tecniche di base elementari.
    Come faccio allora a scegliere cosa leggere e cosa no?

    Il lettore circospetto, categoria alla quale voglio vantarmi di potere appartenere, è tale anche perchè ha sviluppato, nel tempo, antenne-radar che gli fanno capire con un’approssimazione di rischio molto bassa se un libro gli piacerà oppure no. Ha sviluppato nel tempo una rete di conoscenze (reali e/o virtuali) con interessi e gusti abbastanza simili ai suoi e dei cui consigli e segnalazioni (disinteressati) sa di potersi fidare. Se poi come nel mio caso ama i grandi classici del passato la vita gli è di molto facilitata perchè si lascia guidare dai suoi autori preferiti seguendo le piste dei "loro" autori preferiti…

    Questo post l’ avevo scritto e pubblicato nel 2006 sul vecchio blog e mi è tornato in mente in questi giorni perchè  — per motivi vari di cui forse prima o poi parlerò — proprio in questi giorni ho dovuto eludere alcune di queste regolette che io stessa mi sono data e della cui validità mi sono scoperta più che mai convinta.

    Siccome la vecchia edizione del blog è un luogo ormai pieno di ragnatele, di link spezzati e di pagine difficili da recuperare ho deciso di ripubblicarlo qui ed oggi se pur con qualche lieve  ma non sostanziale modifica.

    Credo proprio che farò la stessa cosa anche con altri vecchi post cui sono particolarmente affezionata, prima che sprofondino definitivamente nel nulla. Oddio, il mondo non ne risentirebbe certo, eh. Ma che fare, ognuno ha le debolezze sue.

    P.S. In quanto alle immagini, per una Lostdipendente come me ogni scusa è buona per citare un programma che definire telefilm mi sembrerebbe davvero riduttivo.

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    Informazioni su gabrilu

    https://nonsoloproust.wordpress.com
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    26 risposte a TECNICHE DI SOPRAVVIVENZA

    1. utente anonimo ha detto:

      Parole sante! Se si potesse sottoscrivere il tuo manifesto del lettore comune ma avveduto, la mia firma non mancherebbe.
      Bartleboom

    2. utente anonimo ha detto:

      manganelli! non l’ho letto e non mi piace:)
      (giustissimo. bisogna fidarsi di se stessi, dei propri istinti, curiosare, ficcare il naso ma anche avere la serena consapevolezza che si possono prendere grandi fregature. diciamo che in questo periodo- non uscendo praticamente nulla se non porcherie- è abbastanza facile orientarsi nel maremagnum delle librerie)
      f.

    3. gabrilu ha detto:

      Bartleboom
      Eh, queste “linee guida” a me sono sempre servite molto. Raramente, quando mi sono lasciata sedurre dalle sirene non me ne sono, poi, pentita…
      Fiamma
      Manganelli… è anche lui uno di quegli autori che si amano o si odiano. Io complessivamente appartengo a quelli che lo amano se pure di un amore non totalizzante, però certo è uno scrittore moooolto particolare e ci sono pagine sue che mi mandano in estasi 🙂
      Non voglio certo cercare di convincerti a leggerlo, ma ci sono molte cose sue che sono sicura ti piacerebbero molto.

    4. utente anonimo ha detto:

      Bisognerebbe che me lo stampassi, questo manualetto, per portarmelo dietro durante le mie spedizioni in libreria… Io ci provo, ad essere avveduta, ma quando gironzolo tra gli scaffali mi trasformo in una “vispa Teresa” e tendo fatalmente ad abbassare la guardia…E’ capitato anche che mi facessi imbambolare dai colori e dalla grafica accattivante di una copertina, pensa te! Mi considero una lettrice ancora “acerba” e sprovveduta, nonostante i miei quasi trent’anni.

      Ultimamente, con la scusa che “d’estate mi concedo qualche lettura più leggera”, ho preso in pieno due cantonate: i due best-sellers “Firmino” e “L’eleganza del riccio”… Però, in fondo, non me ne pento: adesso, di fronte all’esuberanza di lodi sperticate che si leggono ovunque circa questi due libri, posso rabbrividire con cognizione di causa 🙂

      P.S.: io inizio seriamente a preoccuparmi… Leggo ovunque di questo “Lost”, e non ho la più pallida idea di che cosa sia… E’ grave, vero? 😉

      Serena

    5. utente anonimo ha detto:

      P.P.S
      un’altra curiosità: tra i tuoi “parametri-anti-sprovvedutezza”, consideri anche l’editore? Per dire, ci sono editori con cui sai che, più o meno, anche se ti “lanci”, caschi sempre in piedi (tipo, forse, Adelphi)?

      Serena

    6. gabrilu ha detto:

      Serena
      Son cose che ahimè si imparano con l’età. Quando ero giovinotta ero una lettrice bulimica e onnivora, ed era giusto che fosse così e sono contenta di esserlo stata, anche se pure allora tenevo sempre d’occhio la qualità e ho sempre avuto un certo fiuto che mi aiutava ad evitare le schifezze.
      Adesso invece seleziono **fe-ro-ce-men-te**. Il mio tempo è prezioso e mi infurio (soprattutto con me stessa) quando mi accorgo di averlo sprecato con letture idiote.

      Su Lost: se comincio a scriverne, non la finisco più perciò meglio evitare ^__^.
      E’ (quasi) l’unico motivo per cui fino all’anno scorso ritenevo non sprecato il mio canone alla RAI. Fino all’anno scorso, perchè ormai con il P2P ehm… le cose sono mooolto cambiate. Ti dico solo che quando stasera finirò di vedere la puntata in TV in italiano traslocherò sul mio computer per riverdmi almeno i passaggi più importanti in lingua originale e con i sottotitoli.

      Certo, per chi non l’ha seguito dall’inizio (siamo al quarto anno…) non è semplice inserirsi adesso, anche se in rete si possono scaricare tutte le puntate ed esistono decine e decine di siti dove poter recuperare tutte le informazioni su storia e personaggi. La difficoltà di inserirsi ora con Lost deriva dal fatto che le singole puntate non hanno una storia compiuta, autosufficiente, ma che si tratta di un’unica storia che sviluppa ormai da quattro anni…

      Case editrici: beh, si, ci sono alcune case editrici di cui mi fido particolarmente. Alcune di queste però negli ultimi anni ha perso molto della loro “personalità” per cui non compro a scatola chiusa. Einaudi, Mondadori, tanto per fare solo due grossi nomi. Sono diventate anche un po’ sciatte nell’impaginazione, si trovano refusi. Cose un tempo inimmaginabili.

      Oggi come oggi mi soddisfa pienamente Adelphi. Quando compro un libro Adelphi so che anche se magari non incontrerà il mio gusto personale sarà però molto, molto difficile che il libro sia oggettivamente una boiata.
      Questo per limitare il discorso solo alle case editrici grandi e famose.

    7. Vautrin ha detto:

      Carissima ho riconosciuto nelle tue “regole” anche alcune delle mie.

      Per le case editrici: Adelphi non mi ha mai deluso e nemmeno Einaudi a dire il vero. Per la Mondadori il giudizio è molto meno positivo escludendo Meridiani e Lorenzo Valla.

      Un saluto, a presto

    8. annaritav ha detto:

      Prezioso il tuo vademecum, lo terrò presente perché a volte, troppe volte, mi abbandono al canto delle sirene (non l’affascinante libro di Maria Corti, quello non mi pentirò mai di averlo seguito…), e prendo discutibili batoste (mi associo a Serena nella delusione per il riccio e il topo). A volte un’ispirazione improvvisa è felice, come nel caso di Murakami, che mi ha stregata. Riguardo gli editori, mi fido di Sellerio e di Adelphi, anche io un po’ meno Einuadi (fatto salvo Murakami, non si è capito quanto mi piaccia, eh?). Due parole su Lost: ho visto solo poche puntate e non mi ha incuriosita più di tanto però direi che meriti un elogio per la franchezza; conosco gente che non ne perde una puntata, ma ostenta signorile distacco misto ad una punta di disprezzo. Io guardare il telefilm? (e continuano pure a definirlo tale in modo riduttivo) Ipocriti! 😉

    9. gabrilu ha detto:

      Vautrin
      Giusto, ho dimenticato la Lorenzo Valla. Che però, ammetterai, è già su un livello… come dire… di nicchia. Nicchia aristocratica, ma pur sempre di nicchia (che a me piacciono, eh, queste nicchie aristocratiche, eh 😉
      I Meridiani, che erano uno dei miei miti, sono scaduti, scaduti, scaduti.
      Il colpo ferale me l’ha dato il secondo volume delle Memorie di Casanova. Una cosa oscena, per quanti refusi, errori di impaginazione etc. etc. sono racchiusi in quel volume. Pagato — tengo a dirlo — a prezzo pieno e cioè (quando l’ho comprato) a 45,00 Euro…

      Annarita
      Murakami messaggio ricevuto ^__^
      Lo leggerò. Dammi tempo.

      Ancora su Lost : ha moltissimi livelli di lettura. E’ bello proprio perchè è estremamente complesso.
      Certo, lo so, a prima vista sembra una delle solite storie di avventure etc. etc.
      C’è un gruppo di persone che cadono con l’aereo su un’isola ed allora etc. etc. (quanti ne abbiamo visti, di film e telefilm su questo tema? — sbadiglio)

      Però credimi (oppure no, non credermi, non ha importanza): quello che rende affascinante Lost è la incredibile complessità dei piani/livelli di lettura.
      E’ per questo che mi riesce difficile parlarne. Di quale dei livelli di Lost dovrei parlare?

    10. amfortas ha detto:

      Sai che si dice del regista di Lost negli USA vero?
      Che è come Bush per l’Iraq e non ha pianificato una strategia d’uscita 🙂
      Seguo Lost dall’inizio e credo di soffrire di una vera e propria addiction!
      I refusi sono ovunque, a prescindere dalla casa editrice: anch’io comuqnue, ritengo Adelphi una garanzia di qualità.
      Ciao!

    11. gabrilu ha detto:

      Amfortas
      Messer Amfortas, ma Ella mi parla della scoperta dell’acqua calda!
      Del Segreto di Pulcinella!
      Della Scoperta del Finto Graal!
      Dello svelamento del Falso Dimitri!

      E’ arcinoto che J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber, “gli” (perchè sono più di uno) ideatori/autori di Lost per i primi tre anni sono andati con il work in progress e non avevano la benchè minima idea di dove andare a parare, non è mica un mistero!
      Noi fedelissimi fans di provata fede queste cose le sappiamo, eh, mica Ella può pensare di trovarci impreparati ohibò ^__^

      Questo però nulla toglie alla bellezza della storia.

      Il paragone con Bush e l’Iraq a mio modesto avviso non regge granchè.
      Bush ha prodotto una catastrofe semi-planetaria.
      Adams, Lindelof e Lieber hanno prodotto uno dei migliori prodotti televisivi da che la televisione è stata inventata .

      Augh. Grande Capo Penna Bianca ha sentenziato ^__^

      (Ed ora fila a prepararti, che tra un’ora comincia. Che poi ti interrogo, eh).

    12. utente anonimo ha detto:

      splendido- non l’ho letto e non mi piace non si riferiva a manganelli (che conosco poco, ma quel poco mi piacque eccome) ma a una citazione sua. non era lui a dire che si può tranquillamente affermare di non amare un autore senza averlo letto?
      (rido)

    13. gabrilu ha detto:

      Fiamma
      In effetti il dubbio di avere equivocato il senso del tuo commento mi era poi venuto…
      Si, è stato Manganelli a scrivere nel suo “Lunario dell’orfano sannita, rifacendosi ad una frase dell’editore Scheiwiller:

      “Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller, ‘non l’ho letto e non mi piace.”

    14. utente anonimo ha detto:

      e infatti- quello è uno dei pochi libri di manganelli che ho letto (con molto piacere e divertimento:)
      evviva evviva, la mia memoria non è ancora completamente andata!

    15. Vautrin ha detto:

      Meridiani: non ho avuto questa esperienza ma non fatico a crederci… di Casanova ho un’edizione degli anni settanta ottima della Mondadori e la nuova dei Meridiani non l’ho sfogliata.

      Sempre sui refusi, allora, l’Einaudi mica scherza 🙂 Ho un’edizione dei Demoni che è fin ridicola…

      Sulla Lorenzo Valla concordo pienamente, spero solo che si decidano a far uscire il terzo volume di Niceta Coniate (arg!)

    16. giuba47 ha detto:

      Da tempo sono diventata una lettrice diffidente. Diffido soprattutto delle recensioni ufficiali, da quando mi hanno suggerito libri davvero illeggibili… I tuoi suggerimenti sono preziosi. Ciao, Giulia

    17. talpastizzosa ha detto:

      Nel manualetto manca una regola che io cerco di applicare sempre… farsi prestare i libri in cui si insinua un piccolo dubbio! Complimentoni per la scelta della foto di Jack (non posso scrivere il mio primo pensiero perchè è nel mio dialetto… ma ilpensiero non era proprio puro… 🙂
      ciao ciao

    18. gabrilu ha detto:

      Vautrin
      I Demoni ce l’ho anch’io Einaudi. Due volumi. Però è di tanti anni fa, e quindi ancora decorosa. Almeno così mi ricordo. Ora però m’hai messo una pulce in testa. Vado a controllare.
      Giulia
      Non me lo dire. Giusto ieri sera sono riemersa boccheggiante da una non-stop di letture che per riprendermi altro che boccetta di sali, ci vorrebbe. Ho bisogno di una respirazione bocca a bocca del Jack di Lost, avrei bisogno.
      Oppure di rituffarmi nelle pagine di Nabokov.
      Detta così sembra un’eresia, e invece no.
      Ciao e complimenti per il tuo bel post sul film.
      talpastizzosa
      Mi pare di capire che sei anche tu iscritta al Partito Jack e non al Partito Sawyer?
      😉
      Il quale Sawyer non sarebbe malaccio manco lui, eh, intendiamoci. Bello e dannato e negli ultimi tempi persino tenero.
      Ma Jack è toujour Jack, ohibo.
      (Prima o poi su Lost ci faccio un bell’album fotografico e lo schiaffo qui sul blog. Non ho reputazioni da salvaguardare, io ^___^ )

    19. sabrinamanca ha detto:

      gabri: aggiungo solo due cosette, anzi una: non avere paura di leggere i “classici”. Parlo di paura perché a volte li si associa alla come la noia o alla complessità di lettura.
      Sto leggendo il deserto dei tartari di Buzzati, il cui titolo mi aveva sempre fatto paura, sino ad ora. lo sto divorando, meravigliata.
      Voland è una casa editrice di cui mi fido quasi ciecamente (a parte Amélie Nothomb che proprio non reggo).

    20. gabrilu ha detto:

      Sabrina
      Il deserto dei tartari è magnifico. Letto e riletto.
      Se ti capita, cerca di vedere anche il film di Zurlini del ’76 con Gassman ed Helmuth Griem. Secondo me è riuscito abbastanza bene a rendere la particolarissima atmosfera del romanzo.

      Amélie Nothomb: mi piacquero i primi libri, poi mi ha decisamente stufata. Mi sento di avere dato abbondantemente. Però lei è proprio un personaggio, eh. Forse mi dovrebbe stare antipatica, ed invece mi sta simpatica, vai a capire perchè 🙂

    21. utente anonimo ha detto:

      Insomma, gabrilù, scrivi con stile slamomistico (è un complimento) tutto quel che io faccio a istinto.

      Però bello questo post…

      P.S. Un genio, Manganelli.

    22. gabrilu ha detto:

      Artemide_Diana
      Non sono sicura di aver capito cosa intendi per “slamomistico” (che parola difficile! 0__0 ) però grazie per l’apprezzamento 🙂

    23. utente anonimo ha detto:

      Consigli tutti utili senz’altro, ma nell’avventura della lettura una delle dimensioni più importanti è anche la possibilità di approdo a testi altri da noi, a volte così tanto da non rientrare nell’orizzonte di quelli predecifrabili con l’esperienza nella loro qualità, nei quali solo accostandovisi un po’ incoscientemente – e magari superando anche decine di pagine iniziali di primo acchito non empatiche – riusciamo poi a scoprire strade e suggestioni impreviste per svolte personali anche profondissime, tra stupefazione e spaesamento.
      Corrado

    24. gabrilu ha detto:

      Corrado
      I miei non sono consigli, ma solo il raccontino di come in genere cerco di regolarmi io.
      In quanto a quella che tu giustamente definisci “l’avventura della lettura” hai ragione, ed anche a me piace lasciarmi “sorprendere”. Solo che cerco di affidarmi al mio fiuto. Devo dire che raramente prendo grosse cantonate, rispetto alla qualità. Inoltre, cerco sempre di tenere distinto il mio giudizio sulla qualità dalla rispondenza soggettiva che questo o quell’altro libro ha con il mio gusto ed il mio personale sentire. In altre parole, cerco — nei limiti del possibile — di capire quanto ci metto di mio, nel valutare un romanzo.
      Ultima cosa: il tempo della vita è breve, i libri sono tanti. Non posso permettermi il lusso di non selezionare ferocemente le mie letture…
      Ciao e grazie 🙂

    25. utente anonimo ha detto:

      Ciao,

      metto un commento un po’ a sproposito, ma volevo segnalarti un libro, che forse tu conosci già, che mi ha molto incuriosito e che ho messo nella mia wishlist.

      Si tratta del saggio di Maryanne Wolf “Proust e il calamaro. Storia e scienza del cervello che legge”.

      Sembra molto interessante anche se non ho ben capito il riferimento del titolo essendo ancora, ahimè, impegnata con la lettura del primo libro del RTP.
      Lettrice lentissima sono 😦

      Un saluto e a presto.

      Ciao
      Angelita

    26. gabrilu ha detto:

      Angelita
      Proust ormai è (ahinoi) diventato un business, un marchio, un brand.

      Non mi stupirei di trovare, oggi o domani, qualche yougurth che porta il suo nome e che assicura che ingurgitandone un vasetto ogni giorno, magari accompagnato da una madeleine, “La vostra naturale regolarità” sarà assicurata una volta e per tutte e senza perdere tempo ^__^

      A parte gli scherzi (scusami, mi rendo conto di essere andata un po’ sul pesante): la bibliografia su Proust è ormai talmente immensa che nemmeno Jean-Yves Tadiè credo riesca a starle dietro.

      E poi, ripeto: ormai ci sono in giro centinaia di furbetti e furbette che hanno capito che basta mettere un “Proust” nel titolo del loro scartafaccio per avere vita facile e quattrini assicurati.

      Detto questo, magari “Proust e il calamaro” sarà un eccellente libro.
      Non ho motivo di dubitare.
      Ho solo sviluppato, e per i motivi succitati, una sana e robusta diffidenza.

      In quanto al tuo leggere lentamente: ognuno legge come gli/le viene meglio.

      Partecipiamo mica a sfide, a guinness o a robe del genere 🙂

      Anch’io sono molto lenta, nelle mie letture.

      Ciao e grazie 🙂

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