RITRATTO DI UNA LADY

Billie Holiday

Billie Holiday in una delle mie foto preferite

Miles Davis la ricorda così: “Era una donna molto dolce, molto calda […] aveva un aspetto da indiana con la pelle vellutata, marrone chiaro […] Billie era una donna splendida prima che l’alcool e la droga la distruggessero. […] Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare “I Loves you, Porgy”, perchè ogni volta che lei cantava “non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde” potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui la cantava era magnifico e triste. Tutti quanti amavano Billie” (Miles Davis con Quincey Troupe, L’autobiografia)

Avevano cominciato a chiamarla Lady le ragazze di un locale di Harlem quando era ancora adolescente ed all’inizio della carriera; la sfottevano perchè si rifiutava di raccogliere le mance come si usava lì, e cioè alzando le sottane e afferrando con le cosce il biglietto che il cliente aveva messo sul bordo del tavolo.

Anni dopo Lester Young, il grande sassofonista cui per anni fu legata da una grande amicizia, ci aggiunse Day, e da allora Billie Holiday fu “Lady Day”

Billie Holiday e Lester Young, 1957
CBS TV Show “The Sound of Jazz”

 

“Non era affatto una lady, nè aveva mai preteso di esserlo”, scrive Arrigo Polillo nella sua storia del Jazz. Non una signora nel senso comune del termine, ma quando morì “si parlò dell’arte sua, delle sue incisioni, dell’inimitabile modo di cantare di Lady Day, una delle “grandi” del canto jazz, forse la più grande dopo Bessie Smith” (Arrigo Polillo, Jazz, Oscar Saggi Mondadori)

Billie Holiday ha conosciuto la fame, la miseria, la prostituzione, l’alcool, la droga, il carcere. Nella sua autobiografia ha scritto:

“Mi hanno detto che nessuno canta la parola “fame” e la parola “amore” come le canto io. Forse è perchè so cosa han voluto dire queste parole per me, e quanto mi sono costate […] Tutte le Cadillac e tutti i visoni di questo mondo, e io ne ho avuti un bel po’, non possono ripagarmi e nemmeno farmi dimenticare. […] Anche se certa gente pensa il contrario, un cantante non è un sassofono. Se il suono ha qualcosa che non va, non puoi andar fuori a comperarti un bocchino nuovo, e adattartelo a modino. Un cantante è soltanto voce, e la voce dipende in tutto e per tutto dal corpo che t’ha dato il Padreterno. Quando arrivi sulla scena e apri la bocca, non sai mai quello che capita.
Un mal di denti non me lo posso permettere, i nervi nemmeno: non posso vomitare, nè avere il mal di gola: non posso beccarmi l’inflenza nè il mal di stomaco. Io non devo far altro che presentarmi sulla scena ed esser carina, cantar bene e sorridere e farlo il meglio possibile.

Perchè? Perchè sono Billie Holiday e ho un passato; o come si dice da noi, perchè ho la scimmia sulle spalle”


Billie Holiday
La signora canta il blues

Universale Economica Feltrinelli, 2004

Billie Holiday con  Coleman Hawkins, Lester Young, Ben Webster, Gerry Mulligan, Vic Dickenson, Roy Eldridge.

Informazioni su gabrilu

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4 risposte a RITRATTO DI UNA LADY

  1. utente anonimo ha detto:

    billie holiday,
    la mia preferita, in assoluto.
    remo

  2. gabrilu ha detto:

    Ciao Remo, lo so che Lady Day piace molto anche a te. Ne parlerò ancora, sai…

  3. sgnapisvirgola ha detto:

    Semplicemente divina.

  4. gabrilu ha detto:

    Ciao, Silvia/sgnapis 🙂

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