ARCO DI TRIONFO – ERICH MARIA REMARQUE

Charles Boyer e Ingrid Bergman

Ho riletto in questi giorni, dopo decenni, Arco di Trionfo di Eric Maria Remarque. Volevo vedere che impressione mi avrebbe fatto oggi questo libro, che quando venne pubblicato ebbe un successo strepitoso tanto che il cinema se ne impossessò subito. Quando lo lessi per la prima volta mi era piaciuto ma non mi aveva entusiasmata.

Il nome del tedesco Erich Maria Remarque è legato a quello del suo libro più famoso, Im Westen nichts Neues, apparso nel 1929 e tradotto due anni dopo in italiano con il titolo di Niente di nuovo sul fronte occidentale.
Il romanzo ebbe un successo straordinario di pubblico, vendette milioni di copie e ancora oggi rimane uno dei più significativi romanzi di guerra o meglio di quella che possiamo chiamare la “letteratura della disfatta” del Novecento. La guerra veniva vista dalla parte dei vinti, un gruppo di studenti tedeschi che, illusi dalla propaganda militarista, partono per il fronte sognando glorie e conquista ed ai quali la guerra si rivela per quello che è: un massacro privo di senso.

In Arco di trionfo, del 1946, Remarque racconta invece la storia — ambientata nella Parigi degli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale — di Ravic, un medico tedesco antinazista che, torturato dalla Gestapo e riuscito a scappare, si è rifugiato illegalmente a Parigi dove vive in un piccolo e sordido alberghetto nei pressi dell’Arco di Trionfo.
Senza documenti, clandestino, pur essendo stato in Germania medico chirurgo primario di una clinica, in Francia Ravic può operare solo clandestinamente grazie ad un amico medico, ma sempre con la minaccia incombente dell’espulsione, del carcere, del campo di concentramento. Per amici non ha che l’alcool e Morosow, un emigrato russo fuggito dalla rivoluzione d’ottobre.

A cambiargli la vita è l’incontro con Joan Madou, una ragazza che egli salva da un probabile suicidio. Tra loro si instaura un rapporto tormentato e difficile da comprendere. I due protagonisti sono uno più solo e disperato dell’altro. Il romanzo si svolge su due livelli: la storia d’amore di Joan e Ravic e la storia di odio e di vendetta tra Ravic ed Haake, perchè a Parigi Ravic un giorno incontra Haake, il colonello della Gestapo che in Germania l’aveva torturato.

Ho terminato la lettura arrancando e sbuffando.

Com’è datato, com’è datato, questo romanzo! Ai limiti dell’illeggibilità.

Certo, il messaggio di fondo (antimilitarismo, tragedia dell’emigrazione, solitudine etc. etc.) è sempre valido (ci mancherebbe) ma per il resto…. in quanta melassa vengono annegate le (poche) cose buone che pure in questo libro ci sono.
Alcune atmosfere della Parigi notturna, ad esempio.
Anche se con i ciondolamenti nella Parigi notturna e con tutto quel Calvados bevuto in quantità davvero industriale a qualunque ora del giorno e della notte i due — Joan e Ravic mi sembra esagerino davvero, a mio parere.

L’ho trovato uno di quei libri che davvero ha bisogno, da parte del lettore, di una robusta volontà di contestualizzazione e buona memoria storica, per essere sopportato.
Ma vale la pena, fare questo sforzo? Non so.

Certo, può esser curioso ricordare che il personaggio di Joan Madou è modellato su Marlene Dietrich, con la quale Remarque ebbe una storia d’amore, e che in Ravic ci sono molti elementi dello stesso Remarque…ma il linguaggio è così pieno di retorica, di banale sentenziosità, le elucubrazioni di Ravic sono così insopportabili che mi chiedo ancora come io abbia fatto ad arrivare in fondo alle ben 500 pagine del tomo.
Beh, confesso che dopo le prime duecento ho cominciato a saltare qua e là ed a galoppare con gli occhi.
Autrement dit:  non è affatto detto che la velocità con cui si legge un libro vuol  dire che il libro interessa, anzi.
E’ che non si vede l’ora di levarselo di torno.

Ma è inutile che mi dilunghi a scriver  male  quello che invece ho trovato scritto tanto bene in questa pagina de Il Compagno Segreto. Leggetela, ne vale proprio la pena. Da parte mia ne condivido il contenuto parola per parola.

Anche da questo romanzo di  Remarque venne tratto un film, e a dirigerlo fu, nel 1948, Lewis Milestone, lo stesso regista che aveva già diretto l’ottimo Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Il film Arco di Trionfo non è niente di eccezionale. Però secondo me nel film la retorica, l’atmosfera mélo si sopportano molto meglio che nel romanzo, e questo grazie alla bellissima fotografia in bianco e nero di Russell Metty e soprattutto alla bravura ed al carisma dei tre interpreti principali: Charles Boyer è Ravic, Ingrid Bergman interpreta Joan Madou e un Charles Laughton, straordinario come sempre, nel ruolo di Haake, il diabolico ufficiale fa correre brividi lungo la spina dorsale soltanto a guardarlo. Specialmente quando sorride.

Due curiosità: l’aiuto regista era Robert Aldrich ed alla sceneggiatura partecipò, anche se non accreditato nei titoli di testa, lo scrittore Irwin Shaw.

Charles Boyer
Charles Boyer (Ravic)
Ingrid Bergman
Ingrid Bergman (Joan Madou)
Charles Laughton
Charles Laughton (Hake)
Ingrid Bergman
Ingrid Bergman

Arco di Trionfo ebbe una successiva riedizione per la tv inglese nel 1985, ad opera di Waris Hussein. Gli interpreti furono con Anthony Hopkins, Leslie-Ann Down e Donald Pleasence.

La scheda del film di Milestone su imdb >>

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17 risposte a ARCO DI TRIONFO – ERICH MARIA REMARQUE

  1. giuba47 ha detto:

    Concordo con te. Certi libri non passano il vaglio del tempo e non viene davvero la voglia di rileggerli. Per altri, vale proprio il contrario, più li leggi più ti dicono cose nuove, proprio perchè nel frattempo sei cambiata tu. Ciao, Giulia

  2. gabrilu ha detto:

    Giulia
    “Certi libri” è un po’ generico, non credi?
    Mi lasci — ahimè — con la curiosità di sapere se sulle mie (re)impressioni di questo Arco di trionfo di Remarque concordi oppure no, e se si o no eventualmente perchè.
    Ah, Giulia, Giulia…
    Vabbè, non mi dare retta.
    Grazie cmq del commento 🙂

  3. Harion ha detto:

    Ciao Gabrilù,
    ho letto questa tua recensione con interesse, specie perchè io ho ADORATO questo libro! Il che può smebrare strano, ma mi lasciò con un senso di passione e vuoto che ancora oggi mi lasciano sospirare. Vedi come i gusti sono differenti da persona a persona? Ma tu hai letto molto di Rearque? In Italia i suoi libri sono difficili da reperie, ma per fortuna ci sono i mercatini 😉
    Il film lo devo ancora finire di vedere invece ^^
    Baci
    Arianna

    Ps: anche io nel mio blog ne ho parlato, http://www.giallonitsuka.splinder.com/post/10217720/Arco+di+Trionfo
    Erano i miei primi tempi da blogger, è particolarmente mielosa come rece 😄
    Ciao ciaoo!!

  4. gabrilu ha detto:

    harion
    Certo, i gusti posso essere diversi e su questo non ci piove. Però conta molto anche il fatto che più si legge più il gusto si affina e si diventa sempre più esigenti. La stessa cosa succede con la musica e con le arti figurative. C’è anche, insomma, un’ “educazione”, un “allenamento” che più si va avanti più ci rende selettivi. Per fortuna.
    Di Remarque ho letto (e mi piace) Niente di nuovo sul fronte occidentale. Non ho letto invece Obelisco nero che è un altro suo famoso romanzo. Però ti dico francamente che dopo questa rilettura di Arco di trionfo non ho alcuna voglia di darmi da fare per trovarlo e leggerlo. Diciamo che con Remarque mi sento di avere già abbondantemente dato …
    Ciao cara 🙂

  5. utente anonimo ha detto:

    Lessi l’Arco di trionfo nell’arco di una notte perché mi appassionò moltissimo e questo accadeva circa sei anni fa…da allora lo rileggo in continuazione e lo trovo sempre più appassionato ed emozionante. Uno dei miei libri preferiti.

  6. gabrilu ha detto:

    Anonimo #5
    Se hai letto tutti i commenti, ti sarai accorto (o accorta? Con voi anonimi non si sa mai come comportarsi…) che ci sono altri che hanno espresso un parere diametralmente opposto al mio.

    Io purtroppo (dico purtroppo perchè Remarque è autore che stimo) non riesco a modificare il mio parere su Arco di trionfo. Beh, pazienza…

  7. utente anonimo ha detto:

    Ho riletto Arco di Trionfo almeno 10 volte in 30 anni, la prima volta ne avevo 18.. ogni volta resto incantata dalla dolente umanità .. lo trovo attualissimo: il problema dei rifugiati o dell’aborto .. niente di nuovo sotto il sole ciao
    Cristina

  8. utente anonimo ha detto:

    Dove si può comprare questo libro ke non riesco a trovarlo in nessuna libreria??? per favore rispondete grazie

  9. utente anonimo ha detto:

    L'Arco di Trionfo non viene più pubblicato. Puoi provare a cercare qualche vecchia edizione in rete oppure sulle bancarelle. Io ne ho due edizioni del 1948, una trovata in rete e l'altra sulle bancarelle a San Pietro a Roma.
    Per il resto, che dire, lo trovo attuale e appassionato, è una delle letture che ripeto almeno una volta all'anno e ogni volta si rinnova l'emozione…

  10. Erik ha detto:

    Interessante il tuo punto di vista…dovrei rileggerlo (sono passati 10 anni dalla prima e ultima volta)…a me personalmente questo libro mi ha segnato più di tutti da adolescente…adesso nn saprei che impressione mi farebbe…vi farò sapere 🙂

  11. maurizio carucci ( medico , specialista in Cardiologia, ha detto:

    Sicuramente E M Remarque , dopo ” niente di nuovo sul fronte occidentale” , non ha raggiunto una pari capacità di narrazione. Va a suo onore che dovette abbandonare la Germania all’avvento del nazismo. Un romanzo che per me è più valido di Arco di Trionfo è il dimenticato ” Un’avventura a Budapest” di F Kormendi , ai tempi molto famoso, che ben descrive l’atmosfera dell’Europa alla vigilia della seconda tremenda guerra mondiale. il protagonista trova la soluzione ai suoi problemi nel suicidio, come avvenne all’Europa.

    • Paolo ha detto:

      “Ama il prossimo tuo” non e’ affatto male….asciutto quanto basta…per altri versi.mi ricorda certe pagine di Steinbeck….il film tratto da “Niente di nuovo….” mi appare invece, oggi, inguardabile…..

  12. gabrilu ha detto:

    @Maurizio Carucci
    Ferenc Kormendi! Un altro (famosissimo e molto letto tanti anni fa) che dopo essere praticamente scomparso dagli scaffali italiani ora stanno ricominciando a ripubblicare… Di lui ho letto solo, tantissimi anni fa, “Incontrarsi e dirsi addio”. Prima o poi leggerò anche “Avventura a Budapest”.
    Di Remarque ho già pronto in lista di attesa “Obelisco nero”, che mi incuriosisce molto, anche per il periodo in cui si svolge la vicenda (Repubblica di Weimar)
    Grazie! 🙂

  13. Massimo ha detto:

    tutte le opinioni sono rispettabili ma con tutto il rispetto parlare in questi termini del più grande scrittore del novecento farebbe sorridere se non facesse una grande tristezza.

    • gabrilu ha detto:

      Massimo spiacente di aver causato “una grande tristezza”, vorrei comunque precisare una cosa. Le mie notazioni critiche non si riferiscono a **tutta** l’opera di Erich Maria Remarque che — sono d’accordo — è , se non “il più grande scrittore del novecento” di certo uno dei più importanti e sicuramente un pilastro della letteratura tedesca. “Niente di nuovo sul fronte occidentale” e “Obelisco nero” bastano da soli. Anche questi ho riletto recentemente, e per quanto mi riguarda continuo a trovarli libri di altissima qualità. Anzi,li ho apprezzati forse anche più oggi che tanti anni fa. L’opinione che ho espresso in questo post si riferisce esclusivamente alla rilettura che ho fatto, anche questa dopo dopo tanti anni, di “Arco di trionfo”. Ripeto: il mio (opinabilissimo) parere è circoscritto a questo particolare testo. Molto semplicemente, sono del parere che “Arco di trionfo” sia di molto inferiore agli altri due romanzi che ho citato. Tutto qua.
      Questo commento mi ha dato l’occasione di precisare la non volontà, da parte mia, di generalizzare, cosa che mi sembrava poter dare per scontata; evidentemente mi sbagliavo.
      Grazie per il contributo.

  14. diana ha detto:

    sono d’accordo con Massimo.Sono passati 25 anni da quando l’ho letto e nel sentire il titolo ho nostalgia.E un grande libro ed è un grande scrittore. Ne ho letto dei libri nella mia vita e quasi tutti degli grandi scrittori.E per me “Arco di Trionfo” e uno di quelli.

    • gabrilu ha detto:

      Diana
      i commenti di dissenso, specialmente quando sono espressi garbatamente come il tuo, sono sempre benvenuti.
      Da parte mia non ho nulla da aggiungere a quello che ho già detto sia nel post che nelle risposte a commenti precedenti, quindi non è il caso che aggiunga altro.
      D’altra parte, come chi segue almeno da un po’ questo blog credo ormai sappia bene, io esprimo solo miei pareri e non ho intenzione di convincere alcuno. Succede invece, a volte, che sia io a lasciarmi convincere da altri (e quando questo accade sono molto contenta), ma le argomentazioni devono essere molto robuste ed articolate, e non basate solo su dichiarazioni del tipo “è un grande autore, è un grande libro”.
      Ciao e grazie 🙂

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