GRADIVA. VARIAZIONI SU UN TEMA

Gradiva

La Gradiva, particolare dal rilievo delle Aglauridi
Prima metà II sec. d.C.
Marmo, altezza 72 cm
Città del Vaticano, Museo Chiaramonti

“L’immagine riproduceva, a un terzo delle dimensioni naturali, una completa figura femminile nell’atto di camminare: una donna ancor giovane, ma non più bambina […] Nel modo in cui la figura era riprodotta  traspariva qualche cosa di umano e di comune (ma non nel senso deteriore), in certo modo qualcosa di moderno. […] Una figura slanciata e snella, la cui capigliatura lievemente ondulata era quasi completamente stretta da una sciarpa leggera. Non vi era alcuna civetteria nell’espressione del volto sottile; i suoi tratti  raffinati esprimevano piuttosto una serena indifferenza per quanto si svolgeva intorno, l’occhio era ranquillamente rivolto davanti a sé, e lo sguardo non appariva turbato né da cose materiali né da complicazioni interiori. Così la giovane donna non colpiva tanto per una sua bellezza plastica; piuttosto possedeva una grazia naturale, semplice, virginale, che sembrava infondere vita all’immagine di pietra. Vi contribuiva notevolmente il movimento in cui la giovane donna era rappresentata. Col capo lievemente reclinato, tratteneva la veste assai ampia che scendeva dalle spalle alle caviglie, così che erano visibili i piedi nei sandali. Il piede sinistro era avanti, e il destro sul punto di seguirlo toccava appena con le punte delle dita il terreno, mentre la pianta e il calcagno si alzavano quasi verticalmente. Questo movimento dava una doppia impressione: soprattutto quella di una lieve agilità nel passo, ma insieme anche quella di una stabilità. Questo librarsi in volo, congiunto alla sicurezza dell’incedere, conferiva all’immagine la sua grazia specifica”.

Questa è la scena d’apertura di Gradiva, racconto lungo dello scrittore tedesco Wilhelm Jensen pubblicato nel 1903.

Jensen narra di un giovane archeologo, Norbert Hanold, che vede in un museo il bassorilievo di una fanciulla che cammina.

Il bassorilievo colpisce tanto Hanold da spingerlo a procurarsi un calco in gesso dell’opera, da portare a casa.

Norbert comincia a sentire progressivamente un’ossessionante attrazione per la figura di pietra, un interesse che egli stesso riconosce andare al di là della curiosità professionale e da alla figura il nome di “Gradiva”, “l’avanzante”.

Gradiva viene infatti dal verbo intransitivo deponente latino gradior (gradior, graderis, gressus sum, gradi) che vuol dire “camminare, procedere, andare”.

Poco dopo, Hanold fa un sogno angoscioso in cui si trova nell’antica città di Pompei proprio nel momento in cui il Vesuvio in eruzione sta per distruggere la città. Nel sogno scorge Gradiva davanti a lui e gli sorge l’idea che Gradiva fosse pompeiana e che entrambi siano vissuti, contemporaneamente, nell’antica Pompei. Prima che egli possa avvertirla, la Gradiva viene sepolta dall’eruzione. Il delirio si impossessa di lui finchè Norbert riconosce in Gradiva la graziosa vicina Zoe Bertgang, un tempo compagna dei suoi giochi d’infanzia e i suoi sentimenti si spostano dalla donna di pietra alla donna di carne, rompendo il cerchio del delirio.

La novella di Jensen interessò moltissimo Freud, che su di essa scrisse un saggio intitolato Il delirio e i sogni della Gradiva di Wilhelm Jensen pubblicato nel 1907  in cui forniva una interessantissima interpretazione psicoanalitica del delirio di Norbert descritto da Jensen.

Il tutto si trova in un piccolo volumetto intitolato Gradiva edito dallo Studio Tesi che contiene sia la novella di Jensen che il saggio di Freud.

Jensen Freud Gradiva

Tutto questo mi è tornato in mente quando mi sono trovata nelle mani Il Momento di Magda Szabó e dunque la scelta della casa editrice Anfora di mettere in copertina proprio questa immagine del bassorilievo dei Musei Vaticani mi è sembrata particolarmente raffinata.

Perchè la Gradiva è — certo — la fanciulla che avanza, ma avanzando, spostandosi, “cambia stato”, cioè cambia. Gradiva è anche un’immagine di mutamento, di trasformazioni.

Proprio come la Creusa del romanzo della Szabó.

Magda Szabo Il momento

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6 risposte a GRADIVA. VARIAZIONI SU UN TEMA

  1. oyrad ha detto:

    Ho letto uno s-p-l-e-n-d-i-d-o saggio del filosofo/storico dell’ arte Georges Didi-Huberman intitolato “Ninfa moderna – storia del panneggio caduto”. Didi-Huberman affronta il fluire di pieghe, lo svolazzamento e infine la caduta dei panneggi dal corpo delle figure femminili in movimento… ad es. la “ninfa” di Warburg… oppure, appunto, la Gradiva di Jensen. Il libro, per altro breve e godibilissimo, è linkato nell’ ultimo “intervallo pittorico” del mio blog. Dai panneggi sui corpi delle figure femminili si arriva anche agli stracci usati a Parigi per convogliare l’ acqua piovana nei tombini… e allora si parla di Baudelaire e Walter Benjamin…

    Volevo già a suo tempo segnalartelo perchè potrebbe essere un modo interessante per tornare al dipinto di Poussin che faceva da sfondo alla stanza de “Le lacrime amare di Petra Von Kant” di Fassbinder, e alla figura femminile sdraiata, derivata da Tiziano: ora, a questa figura femminile nuda si accompagna un panneggio caduto… e anche su questa caduta si interroga appunto Didi-Huberman.

    Ora però dovrò verificare se in questo saggio si parla anche del testo di Freud sulla novella di Jensen… credo di sì… ma ora come ora non ricordo con precisione… mumble, mumble…

  2. gabrilu ha detto:

    Oyrad
    Allora l’ho proprio azzeccato, il titolo del post, ti pare? Le variazioni su questo tema non mancano, mi pare…
    Ciao e grazie per la segnalazione🙂

  3. oyrad ha detto:

    E’ verooo! Il titolo è PERFETTO! ^_____^

  4. utente anonimo ha detto:

    Scopro oggi, per una serie di coincidenze fortunate, questo tuo bel blog! se sei d'accordo lo linko al mio; guarda qui se ti va:
    monicavannucchi.wordpress.com
    grazie per le cose belle di cui parli! monica vannucchi

  5. gabrilu ha detto:

    Monica
    Grazie per l'apprezzamento 🙂
    Sono venuta a  vedere il tuo  blog, molto interessante ed anche  molto… impegnativo 🙂
    Ci tornerò, il mio è stato solo un primo  sguardo di insieme
    A presto, spero 🙂

  6. utente anonimo ha detto:

    Grazie dell'occhiata! allora metto il tuo link, ciao a presto, monica

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