IL SILENZIO DEL MARE (2)

Le silence de la mer

Melville- Vercors.
Vercors- Melville.

Del bellissimo lungo racconto di Vercors (Jean Bruller) e del film che ne aveva tratto Jean Pierre Melville avevo già parlato in un post precedente.
Avevo visto il film in TV secoli fa, l’avevo poi cercato ma non ero riuscita a trovarlo.

Mi è stato regalato per Natale da un frequentatore di questo blog, assieme ad altri film molto difficili da reperire. L’ho già ringraziato in privato, ma voglio farlo anche qui, pubblicamente, e condividere con voi alcune immagini del film accompagnate da stralci dal testo di Vercors.

La prima sequenza del film mostra un uomo che a Parigi, al Pont des Arts,  consegna ad un altro uomo una valigetta contenente, nascosti sotto alcuni capi di vestiario, alcuni numeri delle pubblicazioni clandestine della Resistenza francese e qualche copia di un fascicoletto edito da Les Editions de Minuit intitolato Le silence de la mer.

Queste immagini sono comprensibili solo se si sa che le Pont des Arts era uno dei luoghi in cui gli appartenenti alla Resistenza si davano appuntamento e che Les Editions de Minuit era la casa editrice clandestina fondata da Jean Bruller (nome di battaglia Vercors). Una delle ultime volte in cui sono andata a Parigi ho fotografato la targa commemorativa posta ai piedi del ponte per ricordare Vercors (ne avevo parlato qui)

Come ho già scritto nel post precedente, Le silence de la mer ha soltanto tre personaggi: un anziano signore francese, sua nipote ed un ufficiale tedesco, Werner von Ebrennac. Voce narrante del racconto di Vercors e del film di Melville è lo zio.
Gli interpreti e i personaggi sono Howard Vernon (Werner von Ebrennac), Jean Marie Robain (lo zio), Nicole Stéphane (la nipote) che in tutto il fim pronuncia (anzi, sussurra) una sola parola.
Nicole Stéphane è molto brava in questo ruolo difficilissimo, perchè sentimenti, emozioni, giudizi sono affidati esclusivamente all’espressione del suo volto ed al movimento degli occhi.

Il silenzio è il grande protagonista. Ma si tratta di un silenzio che è come quello del mare, perchè, come dice ad un certo punto la voce narrante dello zio:

“Il silenzio cadde ancora una volta. Ancora una volta, ma questa volta, come più oscuro e teso! Certo, al disotto dei silenzi passati, — come, sotto la calma superficie delle acque, la lotta degli animali nel mare, — sentivo sì pullulare la vita sottomarina dei sentimenti nascosti, dei desideri e dei pensieri che si negano e si combattono. Ma al di sotto di questo, ah! null’altro che un’atroce oppressione”.

La traduzione italiana (molto bella) è di Natalia Ginzburg.

Jean-Marie Robain
Howard Vernon

“L’ufficiale sulla porta disse: — Prego — Fece un piccolo saluto col capo. Parve misurare il silenzio.
Poi entrò.
La cappa gli scivolò sull’avambraccio, egli salutò militarmente e si coprì. Si volse a mia nipote, ebbe un sorriso discreto piegando molto lievemente il busto. Poi venne dinanzi a me e mi fece un inchino più grave. Disse: — Mi chiamo Werner von Ebrennac. […] L’ultima parola, pronunciata strascicando la voce, cadde nel silenzio.”

Howard Vernon
Le silence de la mer

“Avevamo deciso, mia nipote ed io, di non mutare nulla della nostra vita, fosse pure il più piccolo particolare: come se l’ufficiale non esistesse, come fosse stato un fantasma.”

Howard Vernon

“Non lo vedemmo più se non raramente in divisa. Prima si cambiava e poi bussava alla nostra porta. Era per risparmiarci la vista dell’uniforme nemica? O per farcela dimenticare — per abituarci alla sua persona? L’una cosa e l’altra, senza dubbio. Bussava ed entrava senza attendere una risposta che sapeva non gli avremmo dato. Lo faceva con la naturalezza più candida e veniva a scaldarsi al fuoco”

Howard Vernon

“Sorrise e disse […]
— Sono un musicista.
[…] — Non sono un esecutore di musica: sono un compositore Questo è tutta la mia vita e così mi fa un effetto strano vedermi trasformato in guerriero ”

Nicole Stephane

“Stava davanti alle scansie della biblioteca […] – Per gli inglesi, — riprese –, si pensa in un attimo: Shakespeare. Per gli italiani, Dante. Per la Spagna Cervantes. Per noi, subito, Goethe. Poi, bisogna cercare. Ma se si dice: e la Francia? Allora, chi si leva istantaneamente? Molière, Racine? Hugo? Voltaire? Rabelais? o chi altro? S’incalzano, sono come una folla all’ingresso d’un teatro, non si sa chi far entrare prima.

Si voltò e disse gravemente:

— Per la musica invece ci siamo noi. Bach, Haendel, Beethoven, Wagner, Mozart… che nome viene per primo?

— E ci siamo fatti la guerra! — disse lentamente crollando il capo.”

Le silence de la mer
Nicole Stephane
Nicole Stephane

“I suoi occhi s’attardavano sul profilo reclino di mia nipote, immancabilmente severo ed insensibile, e quando ne distoglieva infine lo sguardo, ero certo di potervi leggere una sorta di approvazione sorridente. Poi diceva inchinandosi: — Vi auguro la buona notte, — ed usciva.”

von Ebrennac
Le silence de la mer

“Una sera […] sentii alzarsi il canto dell’armonium, suonavano quell’ VIII Preludio e Fuga che mia nipote studiava prima della disfatta. Il quaderno era rimasto aperto a quella pagina, ma, fino a quella sera, mia nipote non s’era risolta a nuovi esercizi.
[…] Non era lei. […] Osservavo il lungo busto dinanzi allo strumento, la nuca reclina, le mani lunghe, sottili, nervose, le cui dita si spostavano sui tasti come individui autonomi.
Suonò soltanto il Preludio.”

Nicole Stephane

“Mia nipote s’era coperta le spalle con un fazzoletto di seta stampata, dove dieci mani sconcertanti, disegnate da Jean Cocteau, si additavano mollemente l’una con l’altra”

Le silence de la mer

“Il volto di mia nipote mi fece pena. Era d’un pallore lunare.[…] E vidi al limite della fronte con la capigliatura, non nascere, ma zampillare, — si, zampillare, delle perle di sudore.”

Nicole Stephane
“Adieu”

“[…] gli occhi, — troppo aperti, troppo smorti, — di mia nipote. Questo si prolungò, si prolungò, — per quanto tempo? — si prolungò finchè infine, infine la ragazza mosse le labbra. gli occhi di Werner brillarono.

Udii dire:
— Addio. ”

Howard Vernon

“Bisognava averla attesa all’erta quella parola per poterla udire, ma infine la udii. Von Ebrennac pure la udì, e si raddrizzò, e il suo volto e tutto il suo corpo parvero distendersi come dopo un bagno riposante.

E sorrise, di modo che l’ultima immagine che io ebbi di lui fu un’immagine sorridente. E la porta si chiuse e i suoi passi svanirono in fondo alla casa.”

Il silenzio del mare (tit. orig. Le silence de la mer), 1949, regia Jean-Pierre Melville, dal racconto di Vercors (Jean Bruller).
Intrepreti e personaggi principali: Howard Vernon (Werner von Ebrennac), Nicole Stéphane (la nipote) , Jean-Marie Robain (lo zio).
Fotografia Henri Decaë, Musiche originali Edgar Bischoff, Costumi Traonouez, Produzione Jean-Pierre Melville, Bianco e Nero, durata 88 min.

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Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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15 risposte a IL SILENZIO DEL MARE (2)

  1. fuoridaidenti ha detto:

    Amo Vercors (e ne parlammo in quel tuo post precedente, se non ricordo male), ma tu adesso hai eseguito un montaggio meraviglioso. Intenso. Ottimo inizio d’anno. Auguri e grazie.

  2. utente anonimo ha detto:

    Bravo, Gabriella. Deux liens viennent d’être mis sur Terres de femmes en direction de ces notes.
    Bien amicalement et meilleurs voeux pour la nouvelle année,
    Yves

  3. gabrilu ha detto:

    fuoridadenti
    Infatti.
    Di Vercors parlammo a proposito di Le parole, quel bellissimo, terribile, meraviglioso racconto.

    (Parentesi: io lo metterei tutto, Vercors, sul blog… merita tutto. E chissà che prima o poi non lo faccia. Magari a poco a poco 😉

    …Ne abbiamo parlato quando tu hai commentato il mio post sulla lapide a Vercors a le Pont des Arts.

    Per il resto… Tu mi hai fatto conoscere Birgitte Reimann e Franziska Linkerhand (non mi dimentico, vedi?).

    Io sono lieta se scopro che ho messo qualcosa che tu non conoscevi ma che adesso ti fa piacere conoscere.

    Ciao, bello (se posso permettermi questa confidenzialità) :-/

    Yves
    Ti dico solo “grazie” e sono arci-sicura che tu, Angèle e Guidu mi capite al volo.

    Buon Anno a Terres de Femmes

    Ciao 🙂

  4. utente anonimo ha detto:

    Ma che bel post! Grazie per i sempre preziosi suggerimenti.
    Gloria (che ha voltato pagina)

  5. gabrilu ha detto:

    Gloria, bentornata e sono ancora in tempo per augurarti buon anno 🙂
    Ciao e grazie!

  6. notterrante ha detto:

    non sapevo ci fosse un film su questo splendido romanzo…grazie

  7. utente anonimo ha detto:

    Ciao Gabriella, linko questo post alla mia (chiamiamola così) recensione anobiiana di questo libro.

    Fuoridaidenti sloggato

  8. gabrilu ha detto:

    Fuoridaidenti
    Sempre meglio essere sloggato che slogato  🙂
    (Che battutaccia,  la mia,  eh?)
    Grazie, CalMa 

  9. utente anonimo ha detto:

    appena letto il racconto di vercors con il mio gruppo di lettura. C'è piaciuto molto, così, alla ricerca di informazioni, aho trovato questa tua bella pagina e il post precedente: una ciliegina! ci guarderemo insieme le tue note e le clip. La storia del racconto fotocopia della Nemirosky mi sembra incredibile.
    Contento dunque dell'incontro, ti auguro la Buonanotte
    Vanni Balestra

  10. gabrilu ha detto:

    Vanni Balestra
    Grazie   🙂

  11. utente anonimo ha detto:

    Gentile Gabriella Alù,
    sono Chiara Gennaretti, della casa editrice Portaparole.
    Mi permetto di scriverle perché è incredibile quante cose lei ha in comune con la nostra casa editrice, che forse lei conosce già: non solo la passione per la buona letteratura, e in particolare per Proust, ma anche quella  per Vercors!

    Ho recentemente trovato questo post e, anche se un po' datato, non ho potuto fare a meno di scriverle.
    Lo sa che siamo ripubblicando in Italia e in Francia tutta l'opera di Vercors, compresa quella dimenticata o rimasta sepolta negli archivi degli eredi?
    Abbiamo iniziato con il racconto inedito "Il comandante del Prometeo", concluso il giorno stesso della morte dell'autore e rimasto sepolto per oltre 20 anni, seguito dal divertentissimo album illustrato "21 ricette pratiche di morte violenta".

    Ora abbiamo appena pubblicato un racconto per bambini, "Frosemouche fait de l'auto", il cui ritrovamento ha dell'incredibile,  e un bellissimo fumetto "Le mariage de M Lakonik".
    E ne seguiranno molti altri!

    É interessata a ricevere i libri di Vercors?
    Non esiti a contattarmi, c.gennaretti@portaparole.it

    Cordiali saluti,
    Chiara Gennaretti

  12. gabrilu ha detto:

    Chiara Gennaretti
    Grazie davvero per le parole di apprezzamento.
    Conosco molto bene la piccola   e valorosa casa editrice Portaparole, della quale da molti anni seguo le pubblicazioni.
    Sono felice   che finalmente potremo disporre di tutta  l'opera di  Vercors, scrittore e  personaggio straordinario
    Grazie di nuovo, e buon lavoro!  
     

  13. nicole ha detto:

    Bellissimo, lo scopro solo ora! Quante cose che non sapevo.Ecco a volte cosa serve la domenica pomeriggio.Riconosco il mio libro nella prima foto, nel senso medesima edizione.Me lo regalarono tantissimi anni fa.Il film…devo procurare di averlo.
    Non conosco Dolce della Némirovsky..prendo nota.
    Vorrei solo aggiungere, ma forse voi sapete di già, che la bravissima Nicole Stéphane altro non è che la baronessa Nicole de Rotschild, donna indomita, dalla vita molto avventurosa,resistente francese , imprigionata in Spagna, decorata con la Légion.

    *Ma dice veramente ” Mozart”? Mozart è austriaco…vabbè ai tempi..avevano inglobato anche lui.

    • gabrilu ha detto:

      @nicole
      è difficilissimo trovarlo, questo splendido film. A me l’ha poi regalato un mio amico professore di tedesco.
      Si, certo che so chi era Nicole Stéphane! 🙂
      Oltre che una Rothschild, bravissima attrice, una donna in gambissima, come giustamente dici tu.

      “Dolce” della Némirovsky non è che la terza parte di “Suite francese”

      A proposito di Mozart: conosci la vecchia battuta che circola a proposito degli austriaci che “sono riusciti a far diventare austriaco Mozart e tedesco Hitler”? 🙂
      E cmq è vero che in quel tristo periodo, con tutte quelle annessioni, occupazioni, divisioni, smembramenti e chi più ne ha più ne metta etc. ognuno riteneva di poter tirare la coperta dalla propria parte…

  14. nicole ha detto:

    uffa..scritto male, è Nicole de Rothschild, proprio quella famiglia lì!

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