RAGAZZE IN UNIFORME – LEONTINE SAGAN (1931)

Madchen in uniform

Mädchen in uniform (Ragazze in uniforme) della regista Leontine Sagan, tratto dal dramma teatrale Gestern und Heute (Ieri ed oggi) di Christa Winsloe è un film davvero particolare che mi ha interessata molto per parecchi aspetti di cui parlerò.

La storia si svolge in Germania alla vigilia della guerra del 1914, in un collegio di Potsdam riservato a figlie di ufficiali che vi sono educate con severissima disciplina prussiana.

Ragazze in uniformeMadchen in uniform

Madchen in uniform

“Tutto qui è ordine e disciplina, gli affetti non hanno spazio, qui”

“La disciplina deve essere la cosa principale. Così devono essere allevati i veri tedeschi”

Il film inizia con l’ingresso in collegio di Manuela von Meinhardis (Hertha Thiele), una ragazzina di quattordici anni figlia di un ufficiale prussiano ed a cui è venuta da poco a mancare la madre.

Madchen in uniform
Madchen in uniform

Manuela, pur essendo molto bene accolta dalle compagne, e pur facendo del suo meglio per adattarsi alle regole severe e quasi militaresche imposte dalla Direttrice, è un’adolescente ipersensibile, sente molto la mancanza della madre ed ha un disperato bisogno di affetto.

Hertha Thiele

Manuela von Meinhardis (Hertha Thiele)

E’ così che (quasi inevitabilmente, verrebbe da pensare) s’innamora della giovane professoressa Fräulein von Bernburg (Dorothea Wieck),

Dorothea Wieck

Frau von Bernburg (Dorothea Wieck)

E’ la sola educatrice che si dimostri, oltre che molto severa, anche sinceramente interessata alle sue allieve come esseri umani, ragazzine nel bel mezzo dell’età adolescenziale. Fräulein von Bernburg comprende subito la solitudine affettiva di Manuela, e pur non volendo fare discriminazioni tra le ragazze non riesce a non mostrare nei confonti di Manuela una predilezione ed un affetto particolare.

Hertha Thiele

L’affetto di Manuela nei confronti dell’insegnante assume ben presto i toni di una vera e propria passione amorosa, la ragazzina esalta il significato di ogni minimo gesto della professoressa e riesce sempre meno a nascondere quello che ormai è diventato, per lei, un vero e proprio tormento d’amore.

Ragazze in uniforme

Per festeggiare il compleanno della Direttrice, si allestice una recita scolastica. Si mette in scena un dramma teatrale, il Don Carlos di Schiller.

Madchen in uniform

“Non c’è niente di meglio per le ragazze che imparare i grandi classici tedeschi…”

Guidate nella recitazione dall’insegnante di tedesco Fräulein von Attems sono le ragazze ad interpretare tutti i ruoli del dramma, sia quelli femminili che quelli maschili.

Manuela è la protagonista. In vesti maschili, interpreta il ruolo di Carlos ottenendo un grande successo soprattutto per la grande passione che dimostra nella grande scena d’amore con la regina Elisabetta.

Ma è a questo punto che la situazione precipita.

Esaltata dal suo successo, completamente ubriaca per il punch che — eccezionalmente — in questa sera di festa è stato servito anche alle ragazze, Manuela dichiara pubblicamente i suoi sentimenti per Fräulein von Burnburg provocando uno scandalo tremendo e l’ira della Direttrice, che la espellerebbe immediatamente se Manuela non appartenesse ad una delle famiglie più vicine alla Corte prussiana.

Hertha ThieleHertha Thiele

Ma se Manuela non può — per motivi di opportunità — venire espulsa, può essere punita. La direttrice ordina una punizione che, per un carattere fragile come quello di Manuela, è veramente terribile. Ordina infatti che più nessuna (le compagne, le professoresse, il personale di servizio) rivolga più alla ragazza nemmeno una sola parola. La ragazza “deve essere completamente emarginata”, è la sentenza della direttrice, e chiunque verrà sorpreso a parlare con lei sarà punita a sua volta. La stessa Fräulein von Burnburg viene convocata in direzione, pesantemente rimproverata e minacciata di licenziamento.

Nonostante le compagne facciano di tutto per mostrarle — nei limiti a loro consentiti dalla sorveglianza della direttrice — la loro solidarietà, Manuela perde completmente la testa.

Terrorizzata dalla sua presunta colpa, tenta di uccidersi buttandosi dall’alto della grande scalinata del collegio.

Hertha Thiele

Verrà salvata appena in tempo dalle sue compagne.

Hertha Thiele

Ragazze in uniforme è il dramma di un’infatuazione giovanile, una di quelle infatuazioni cieche, esclusive e un poco isteriche di scolara verso maestra, come ne può produrre, su temperamenti particolarmente inclinati, la reclusione del collegio. Questa infatuazione, che in un clima di educazione normale e sereno avrebbe probabilmente avuto il calmo decorso di un sentimento buono, portata nell’atmosfera di soffocazione di un convitto prussiano per fanciulle nobili si esaspera fino a rasentare la tragedia. Lo stesso comportamento di Fräulein von Burnburg appare a tratti ambiguo e conseguenza di un contesto che risulta claustrofobico per una qualsiasi mancanza di rapporto/confronto con qualsiasi persona non di sesso femminile.

Ragazze in uniformeIl film vuole dimostrare la superiorità educativa dell’amore sulla disciplina, e proprio per questo la tragedia è scongiurata dall’amore. E’ infatti l’affetto che le compagne di Manuela nutrono per lei a fare si che, allarmate della sua disperazione e infrangendo la rigidissima consegna, le spinge all’ultimo momento a correre alla ricerca della ragazzina, arrivando appena in tempo a salvarla.

Dorotea Wieck nella parte della maestra e Herta Thiele in quella di Manuela stanno al centro di tutto. Ma anche tutte le altre sono bravissime.

E’ un film che impressiona anche oggi per la ricostruzione attenta ed appassionata di un ambiente, per la vena erotica implicita ma molto presente, per il tatto e la sensibilità della narrazione, per la qualità dell’interpretazione.

Ragazze in uniforme ha, dicevo, alcune peculiarità.

Innanzitutto è un film scritto, diretto, prodotto  ed interpretato interamente da donne.

La regista Leontine Sagan, nata Leontine Schlesinger a Vienna nel 1889, cominciò la sua carriera come attrice. Era stata allieva di Max Reinhardt. Aveva sfidato il mondo tutto maschile della direzione teatrale mitteleuropea, diventando in Austria nel 1920 direttrice di teatro. Promossi vari spettacoli di autrici, decise di fare un film basandosi sul dramma Ieri e Oggi della tedesca Christa Winsloe, testo teatrale diventato famoso per il cast completamente femminile. Sagan tradusse l’opera teatrale in Ragazze in Uniforme, film che diresse in Germania nel 1931.

Leontine Sagan

La regista Leontine Sagan

Christa Winsloe, l’autrice del testo teatrale, nata nel 1888, era figlia di un ufficiale. Proprio come Manuela la protagonista del film, subito la morte precoce della madre Christa era stata mandata in un collegio a Potsdam. Lo scopo del convitto era educare le donne a diventare mogli di soldati e madri. E’ educata anche in un collegio svizzero. In seguito va a Monaco dove sceglie una strada insolita: una Scuola di Arti applicate con indirizzo alla scultura.

Christa Winsloe

Christa Winsloe, l’autrice del testo teatrale

Oltre a avere un cast femminile, Mädchen in uniform era anche il primo film in lingua tedesca prodotto cooperativamente così che le persone coinvolte avessero sia i proventi del film che il salario.

Le interpreti sono attrici professioniste ma anche non professioniste. Nel cast compare anche Erika Mann (figlia primogenita di Thomas e Katia e sorella di Klaus), che interpreta Fräulein von Attems, l’insegnante di tedesco e di recitazione incaricata di curare l’allestimento del Don Carlos e della regia dello spettacolo.

Erika MannErika Mann

Erika Mann

Il film è una denuncia dell’autoritarismo prussiano ma anche un’evocazione molto discreta dell’omosessualità femminile nella scuola. La lavorazione si svolse in un vero istituto, un orfanotrofio dì Potsdam.

Leontine Sagan dichiarò di aver voluto soprattutto condannare “un sistema che trasforma le allieve in automi spaventati”. Ma voleva anche descrivere lo sbocciare della sessualità nelle adolescenti.

Spesso indicato come il primo film a tema lesbico, a me sembra che il film mostri soprattutto i possibili effetti di criteri educativi basati esclusivamente sulla reclusione, sulla pretesa di bandire l’affettività, l’impossibilità di avere contatti con l’altro sesso. Il tutto espresso con grande tatto e sensibilità, come ad esempio nella scena più delicata, quella del bacio dato dalla professoressa sulle labbra dell’allieva.

Madchen in uniformRagazze in uniforme

Il pubblico ne venne conquistato e il film risultò un grande successo internazionale. Vinse anche diversi premi tra cui quello   per la “miglior perfezione tecnica” al Venezia film festival.

Per l’edizione francese del film fu Colette a scrivere i sottotitoli.

Mädchen in uniform venne proiettato per la prima volta il 27 novembre 1931 a Berlino al “Gloria Palast”.

La data è importante.

Consideriamo infatti il contesto storico in cui il film apparve. Nel 1931 Hitler era infatti in ascesa e riuscire a produrre e a proiettare pubblicamente un film che, come questo, è apertamente anti-nazionalistico, anti-prussiano, anti-autoritario e che per di più mostrava apertamente la possibilità di amore fra donne non è roba da sottovalutare.

Dopo la vittoria di Hitler – nel 1933 – la produzione artistica non ariana venne vietata. Leontine Sagan, che era ebrea, Erika Mann ed altre artiste della sua equipe fuggirono dalla Germania e dal nazismo.

Un altro aspetto molto particolare circa la storia di questo film riguarda il finale.

Nella pellicola originale tedesca (quella che ho visto  io) Manuela non muore ma viene salvata dalle compagne.

Quando però, negli anni ’30, due distributori americani acquistarono la pellicola, d’accordo con l’Hays Office cambiarono il finale. Il codice Hays era la nota censura americana anticomunista ed era vietato parlare dell’omosessualità per entrambi i sessi. Nel 1931 il finale pattuito in USA fu dunque il suicidio di Manuela. Far morire Manuela costituiva, secondo i distributori americani, “un messaggio politicamente più valido”.

Manuela, colpevole di aver amato una donna, non poteva cavarsela, doveva morire (traduco io).

Esiste un remake di Mädchen in uniform realizzato nel 1958 da Geza von Radvanyi con Lilli Palmer e Romy Schneider. Non l’ho visto, ma da quel che ne ho letto e sentito dire, a parte la bravura delle due attrici protagoniste pare  sia molto più soft di quello girato dalla Sagan nel 1931.

Ragazze in uniforme (titolo originale: Mädchen in uniform), dal dramma teatrale Gestern und Heute (Ieri e oggi) di Christa Winsloe, regia di Leontine Sagan, sceneggiatura Christa Winsloe

Interpreti e personaggi principali: Dorothea Wieck (Fräulein Von Bernburg), Ellen Schwanneke (Ilse Von Westhagen), Hertha Thiele (Manuela von Meinhardis), Emilia Unda (la Preside), Hedwig Schlichter (Fräulein Von Kesten), Erika Mann, Fräulein von Attems

Musica Hanson Milde-Meisser, fotografia Reimar Kuntze e Franz Weihmayr

durata 88′, Germania, 1931

 Dotohea Wieck Hertha Thiele

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
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13 risposte a RAGAZZE IN UNIFORME – LEONTINE SAGAN (1931)

  1. utente anonimo ha detto:

    Interessantissimo – grazie!

  2. giuba47 ha detto:

    E’ davvero molto interessante, Gabrilù. Non ne conoscevo l’esistenza ed hai ragione nel segnalarlo.
    Nella prima versione di quello americano avevano cambiato il finale rispetto al romanzo, questo lo sapevo. Ma è anche interessante sapere che la storia si ispira ad una vicenda vera che, in realtà ha avuto un liete fine, cioè le due donne hanno vinto la causa e nessuno si è ucciso.
    Grazie per questa segnalazione. Come procurarsi questo film? Lo vedrei volentieri.
    Io, è vero non rispondo ai commenti. L’ho fatto per un po’, ma il mio tempo è molto limitato e me ne sono scusata con tutti.
    Questo poi è un periodo in cui il tempo mi manca particolarmente.
    Un caro saluto, Giulia

  3. gabrilu ha detto:

    Elena
    Mi fa piacere che tu abbia apprezzato 🙂
    Giulia
    Lo si trova con il Mulo.
    In tedesco con i sottotitoli in inglese.
    Forse c’è anche il DVD in vendita, veramente non ho controllato.

  4. notterrante ha detto:

    film davvero interessante per vari motivi. come per tutta la produzione artistica tedesca, non so se poi questa è solo una mia convinzione, bisogna conoscere bene la storia di questa triste nazione. in “ragazze in uniforme” ho trovato molti riferimenti al rigore prussiano e alla sua rigidità. non c’è spazio per i sentimenti e l’arte. il collegio è una macchina, deve seguire meccanicamente la storia. come non ricordare la vita di Federico il Grande?

  5. gabrilu ha detto:

    notterrante
    Hai proprio ragione.
    E aggiungo che spesso un romanzo o un film riescono a dare il senso della cultura egemone in un certo periodo storico e/o in un certo luogo più di quanto magari possa farlo un dotto saggio accademico.
    Grazie e ciao 🙂

  6. utente anonimo ha detto:

    Ciao, grazie mille per l’articolo e le immagini: cercavo da molto tempo gli spezzoni in cui appare Erika Mann e finalmente nel tuo post li ho trovati!

  7. gabrilu ha detto:

    Anonimo #6
    Grazie a te!
    Mi fa piacere che qualcuno abbia apprezzato ^_^
    Perchè si, la presenza di Erika Mann in questo film è un piccolo cammeo.
    La si vede pochissimo, per la verità, solo in un paio di scene. Le due immagini che ho tratto sono le sole in cui la si può vedere in primo piano.

  8. Mi permetto: leggete un libro che ho curato, le Lettere a Carlo Bo di Gian Antonio Manzi; vi troverete interessanti osservazioni, da parte di Gian Antonio, sul film.

    • gabrilu ha detto:

      Ma per carità. Unqua non fia. Va benissimo tutto: cara, caro, care, cari, carissime, carissimi (per andare sul neutro dovrei passare al latino, e non mi sembra il caso). Non c’è problema.
      Saluti🙂

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