BUDAPEST. I LUOGHI DI SÁNDOR MÁRAI – ANDRÉ RESZLER

André Reszler
André RESZLER, Budapest. I luoghi di Sándor Márai, traduz. dal francese di Irene Alessi, Presentazione di Gianni Contessi, p.220, Unicopli, Collana Le città letterarie, ISBN: 8840012672

André Reszler è nato a Budapest. Esule a partire dal tragico 1956 dei cosiddetti “fatti d’Ungheria”, da molti decenni vive in Svizzera. Storico, professore onorario dell’Università di Ginevra, ha insegnato nell’Istituto Universitario di Studi Europei della stessa città e negli Stati Uniti, a Bloomington, nell’Università dell’Indiana. È autore di numerose opere tradotte in più lingue.

Chi, come me, ama l’opera di Sándor Márai non potrà che apprezzare questo libro in cui Reszler esplora il complesso rapporto che Márai ebbe con Budapest.

Márai era nato non a Budapest ma a Kassa, cittadina nell’Alta Ungheria poi passata alla Cecoslovacchia (oggi fa parte della Slovacchia e si chiama Kosice). Anche prima del definitivo volontario abbandono dell’Ungheria nel 1948 aveva trascorso gran parte della sua vita a girare l’Europa. “Uomo dai molteplici esili”, come lo definisce Gianni Contessi nella presentazione del volume, Márai di fatto abitò continuativamente a Budapest dal 1928 — dopo circa un decennio di nomadismo europeo — al 1948.

Il ritratto di Márai che viene fuori dalle pagine di Reszler è quello di un homo europaeus e profondamente cosmopolita, amante della città (“non posso vivere che in città”, fa dire ad un personaggio dei suoi romanzi), indifferente ai piaceri della natura incontaminata e della campagna tanto che anche per le sue lughissime passeggiate quotidiane sceglieva sempre percorsi in cui si potessero incontrare tracce di esseri umani (case, fattorie). “Un lago, un tramonto; tutto dipende da chi li contempla. Se si tratta di Goethe o di un bambino, mi emozionano, altrimenti mi lasciano indifferente”.

Amava le città, e tra queste soprattutto Kassa, la sua città natale, e Vienna, in cui si sentiva “a casa”. E poi Berlino — dove aveva abitato tra il 1920 e il 1924 e di cui amava lo spleen e le dimesioni gigantesche — e Parigi, in cui assieme alla moglie trascorreva spesso settimane o addirittura mesi. Ma non amava le metropoli in quanto tali, perchè tra le sue città preferite c’erano anche Firenze, Weimar e Lipsia, quelle che lui chiamava “città dello spirito”.

E in Ungheria? “In Ungheria l’unica città è Budapest”. Una città che lo attrae e lo respinge; che gli è cara, ma che osserva con scetticismo.

Di Budapest, Márai preferisce decisamente Buda (“abitare a Buda è una questione di weltanschauung”) ed è infatti lì, nel quartiere di Krisztina che decide di alloggiare. A Buda e all’Isola Margherita scrive, cammina ore ed ore, gioca a tennis, frequenta gli stabilimenti termali dei bagni turchi mentre Pest è il luogo dei rapporti di lavoro, delle incombenze burocratiche, della vita sociale, dei numerosissimi e famosi caffè.

Budapest Central Cavehaz
Budapest Central Cavehaz
Il Central Cavehaz (Caffè Centrale)
uno degli storici caffè frequentati da Márai.
Le foto le ho scattate nel marzo 2007

Reszler ci accompagna in tutti i luoghi da lui frequentati, intrecciando la descrizione dettagliata dei bagni turchi, dei caffè, della casa in Mikó  Utca, i vagabondaggi per la parte vecchia di Buda o sulle colline dietro il Castello con le citazioni tratte dai suoi romanzi o dai libri di memorie. Seguiamo Márai nelle sue occupazioni giornaliere, e ci sembra di guardare luoghi, persone ed oggetti con i suoi occhi.

L’unico rammarico che ho avuto, leggendo questo libro, è che siccome della vastissima produzione letteraria dello scrittore ungherese gran parte non è stata (ancora?) tradotta e pubblicata in Italia, molti dei riferimenti di Reszler non ho potuto collocarli nel loro contesto.

Ma in fondo, questo non è molto importante, perchè il libro si legge bene egualmente.

Su fatti e luoghi non mi ha rivelato, per la verità, niente di nuovo. Le informazioni contenute nel testo di Reszler le conoscevo già, avendo letto tutti i libri di Márai finora tradotti in italiano.

Ma un “valore aggiunto” l’ho sicuramente trovato nell’intreccio tra storia personale di Márai e storia della città e delle trasformazioni urbanistiche di Budapest, città in cui sono stata complessivamente per più di un mese e che ha lasciato in me un bellissimo ricordo e tanta voglia di tornarci.

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6 risposte a BUDAPEST. I LUOGHI DI SÁNDOR MÁRAI – ANDRÉ RESZLER

  1. utente anonimo ha detto:

    Dopo la sua prima visita a New York, Marai disse: “E’ una città interessante, peccato che non sia fatta per essere abitata da esseri umani”. Io comunque sono dell’idea che tutta la sua è stata un lungo, interminabile esilio.

    MisterSil

  2. gabrilu ha detto:

    MisterSil
    Sono d’accordissimo con te. Per quel che conosco e mi pare di aver capito di Marai, per quello che lui stesso ha anche scritto tante volte, la sua vera patria per lui era la lingua ungherese, l’unica lingua in cui si sentiva capace di esprimersi letterariamente.
    (Sei anche tu un estimatore di Marai? Se è così, ne sono molto contenta 🙂

  3. utente anonimo ha detto:

    Sì, Marai mi piace come scrittore e come uomo. La lingua materna per lui era una sorta di rifugio dove sopravvivere alla fine del suo mondo, quello della borghesia della Mitteleuropa.

    MisterSil

  4. gabrilu ha detto:

    MisterSil io trovo splendide le pagine in “Terra!…Terra! in cui Marai esprime le sue considerazioni su Europa e Russia, tra Occidente e Oriente e quando si trova ad incontrare faccia a faccia il primo russo dopo la fine dell’assedio di Budapest…
    I due volumi autobiografici (parlo della versione italiana Adelphi, ovviamente) sono, assieme a “La donna giusta”, i suoi libri che amo di più.

    Peccato non poter leggere i “Diari”, quanto mi piacerebbe!
    Ciao 🙂

  5. utente anonimo ha detto:

    Buongiorno Gabriella e grazie per il tuo blog che visito spesso.
    Scrivi che il libro di André Reszler è tradotto dal francese. Ti sarebbe possibile indicarmi il titolo originale ed eventualment il nome dell’editore. Sul web ho cercato questo libro in vano.
    Grazie mille in anticipo.
    Un cordiale saluto da Parigi. Geneviève

  6. gabrilu ha detto:

    Geneviève
    (intanto, benvenuta da queste parti 🙂

    Vorresti conoscere il titolo originale francese, dici.

    Ed hai ragione.

    Io metto ***sempre*** il titolo originale dei libri di cui parlo. Quando però risulta da qualche parte.

    In questo caso non l’ho potuto indicare per la semplice ragione che — molto stranamente — non è indicato nel volume e nemmeno nei siti on line che lo vendono.
    Ho cercato accuratamente, ti assicuro, ma non l’ho trovato 😦
    Molto, molto strano.

    Il libro in italiano — così come il nome dell’editore italiano lo trovi nel link che ho indicato nel post.
    Se invece cerchi (justement) la versione originale francese non ti so dire.
    Sui siti francesi di vendita on line, come per esempio quello della Fnac (ma l’avrai già constatato) ci sono quattro libri di Reszler, ma non questo sulla Budapest di Marai.

    http://tinyurl.com/anvjru

    Ciao, mi spiace di non esserti stata di aiuto.

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