TENTAZIONE – JÁNOS SZÉKELY

Janos Szekely - Tentazione
János SZÉKELY, Tentazione (tit. orig. Kísértés), traduz. Vera Gheno, p.683, Adelphi, Collana Fabula, ISBN 9788845923531

Il protagonista Béla ci fornisce subito, sin dall’incipit, il “tono” di questo romanzo: “La mia vita è iniziata come un autentico romanzo d’appendice. Mi volevano assassinare.”

Tentazione è la storia dell’infanzia e dell’adolescenza di Béla, un orfano abbandonato a sè stesso nell’Ungheria degli anni 1920.

Concepito accidentalmente, non desiderato dalla madre sedicenne che ricorre ai mezzi più atroci nel tentativo di abortire, abbandonato subito dopo la nascita nelle grinfie di zia Rosika, una vecchia ex prostituta riciclatasi in mammana che tiene con sè i figli delle ragazze madri povere ricattandole e facendosi dare tutti i loro miseri guadagni, il bambino trascorre l’infanzia nelle condizioni di più nera miseria e soffrendo i tormenti del freddo e della fame più spaventosa.

A quattordici anni, il 31 dicembre del 1931, la madre — che non vede da più di otto anni — viene a riprenderlo e lo porta con sè a Budapest. Ma a Budapest Béla non trova certo condizioni di vita migliori: comincia adesso una vera e propria saga di questo ragazzino e di sua madre per sopravvivere nell’Ungheria degli anni 20 e 30.

La madre per guadagnare qualche soldo che non basta nemmeno a sfamarli lavora anche dieci ore al giorno come lavandaia; Béla riesce a farsi assumere come ragazzo dell’ascensore nel più grande albergo di lusso della città.

Esposto alle luci ed alle turpitudini della capitale, la vita di Béla si divide in due: la miseria della vita domestica con la madre in uno dei quartieri più squallidi e poveri di Budapest da una parte, lo sfolgorante mondo del lusso sfrenato degli ospiti dell’albergo che è un vero e proprio tempio del denaro, della corruzione e della lussuria dall’altra.

Il ragazzo è continuamente sottoposto alla tentazione (la tentazione del titolo) e si trova continuamente in bilico tra la cattiva e la retta via come succede a tutti coloro che si trovano agli ultimi gradini della scala sociale e nei bassifondi della miseria.

Béla sperimenterà così l’amore romantico ed adolescenziale con  Patsy, una sua coetanea americana, l’erotismo e la lussuria con una bellissima e corrotta “femme fatale” dell’alta aristocrazia ungherese, la vita…

André Kertész
André Kertész, Lovers in Budapest

Tutto questo, mentre di notte studia da solo l’inglese, guardando il Danubio, sognando di poter prendere un giorno la nave che da Budapest va a Vienna e da lì poi emigrare in America, idealizzata e fantasticata come una Terra Promessa.

Romanzo tumultuoso e affascinante, popolato da numerosissimi personaggi, denso e fluviale, Tentazione è un grandioso, commovente affresco in cui viene rappresentato il destino di una nazione straziata nel quale si riconosce la giovinezza dello stesso János Székely il quale, come Béla da bambino e da adolescente, aveva vissuto d’amore e di politica, di folli speranze e del sogno di un’America in cui era poi finalmente riuscito ad arrivare.

In gran parte autobiografico, Tentazione — che nonostante la mole si legge tutto d’un fiato — è un romanzo di iniziazione e formazione, di appassionata denuncia della crudeltà delle ingiustizie sociali, ricchissima galleria di ritratti, rappresentazione della durissima vita della campagna ungherese e di quella della capitale.

La Budapest descritta da Székely è una metropoli allo stesso tempo cosmopolita e brillante ma anche livida, sinistra e crudele in una Ungheria malata che il Trattato di pace del Trianon ha smembrato e ridotto ad un un corpo senza arti mentre il mondo, ignaro,  è ormai prossimo alla catastrofe della seconda guerra mondiale.

“Doveva essere mezzanotte. L’Ungheria dormiva. L’Europa dormiva. Il mondo dormiva. Si erano addormentati con la ninnananna di Briand e Kellogg, sessantadue paesi avevano solennemente dichiarato che non avrebbero più fatto ricorso alla guerra. Nathan Söderblom aveva ricevuto il premio Nobel per la pace, il numero dei disoccupati cresceva, si scrivevano operette sull’Ungheria, e il mondo canticchiava sognante del bel Danubio blu, che trasportava, ad un ritmo di tre quarti, i cadaveri enfiati dei suicidi dalla Foresta Nera al Mar Nero” (p.677)

Andre Kertesz-Budapest
André Kertész, Budapest 1914

Impossibile inoltre, leggendo questo libro di Székely, non pensare a Dickens.

In Tentazione gli ingredienti dickensiani ci sono tutti ma proprio tutti. Bambini orfani, poverissimi e maltrattati, vecchie megere, ignobili sfruttatori, giovanissime ragazze madri, giovinetti sedotti da donne ricchissime, bellissime e perverse, miseria estrema e lusso sfrenato… Spie e delatori, ladri e ruffiane ma anche anime nobili ed integerrime…

Il tutto narrato con una scrittura sanguigna ed estremamente plastica, supportata da una robusta dose di ironia che, adoperata dall’autore anche nelle situazioni più terrificanti serve magnificamente a sdrammatizzare evitando così al tono mélo del romanzo di sprofondare nel ridicolo dello strappalacrime a qualsiasi costo.

La struttura del libro è una macchina davvero ben congegnata, la chiusura ed apertura di capitoli sono mozzafiato come nelle migliori tradizioni del feuilletton di una volta tanto da far venire continuamente voglia di “vedere cosa succederà adesso”. Io non ho avvertito un solo momento di noia o di stanca.

Székely sa bene come tenere al guinzaglio i suoi lettori. Almeno, con me c’è riuscito ottimamente…

D’altra parte, come tenere sempre viva l’attenzione era proprio il mestiere di János Székely, personaggio sul quale conviene soffermarsi per saperne di più.

Nato nel 1901 a Budapest, Székely si fece notare dapprima come poeta (anche il Béla di Tentazione scrive poesie già a quattordici anni). Diventa in seguito sceneggiatore per il cinema Janos Szekely espressionista tedesco e poi ad Hollywood, dove nel 1936 conosce il successo con la sceneggiatura realizzata per il film di Frank Borzage Desire.

Firmandosi John S. Toldy — pseudonimo che si era scelto al suo arrivo in America — vinse persino, nel 1940, un premio Oscar per il soggetto del film Arise, my love (Arrivederci in Francia).

Nel 1956, dopo vent’anni trascorsi negli Stati Uniti, per sottrarsi alla persecuzione maccartista Székely emigrò in Messico e poi si trasferì a Berlino Est. Malato, chiese di poter tornare in Ungheria, ma morì nel 1958, prima di aver ottenuto il visto.

Leggo nel risvolto di copertina del volume Adelphi che Tentazione venne pubblicato per la prima volta in inglese (fu lo stesso Székely a tradurlo in inglese con l’aiuto di Ralph Manheim), sotto pseudonimo, nel 1946. Distribuito in Ungheria nella versione originale, il libro divenne subito popolare, ma appena si scoprì che sotto lo pseudonimo di John Pen si nascondeva un ungherese venne ritirato dal commercio e mandato al macero.

E’ merito di Adelphi se oggi questo romanzo debordante, straripante, spesso anche truculento ma molto vivo può oggi venir conosciuto anche da noi.

  • Il libro >>
  • La filmografia di Székely su imdb >>
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7 risposte a TENTAZIONE – JÁNOS SZÉKELY

  1. amfortas ha detto:

    Sono in ritardo clamoroso con la lettura dei tuoi post, mi soffermo un attimo su questo.
    Sai cosa mi ha ricordato?
    Fuori orario di Scorsese, prima ancora che Dickens.
    Sensazione avvalorata dalla successiva descrizione delle suggestioni dickensiane.
    Sono tanto fuori strada?
    Ciao!

  2. utente anonimo ha detto:

    Salve,
    ho scoperto da poco il suo blog e le scrivo per ringraziarla. Dopo aver letto il suo vecchio post su La porta della Szabó sono andata in biblioteca, l’ho preso in prestito e l’ho letto. Sono ancora preda della malìa di questo splendido romanzo.
    Grazie ancora,
    Alessia

  3. gabrilu ha detto:

    Amfortas, io (ma non solo io) penso a Dickens per i temi e per lo stile di scrittura. Tentazione è stato anche paragonato ai romanzi della tedesca Vicki Baum.
    Se poi andiamo sul filone cinematografico, l’accostamento all’After hours di Scorsese mi sembra possa starci, perchè no.
    Ciao 🙂

    Alessia
    Benvenuta, mi fa sempre molto piacere sapere che un mio post può contribuire a far conoscere un buon libro.
    Grazie, e a rileggerci, spero 🙂

  4. utente anonimo ha detto:

    libro travolgente e meraviglioso. Grande scrittore

  5. gabrilu ha detto:

    Anonimo #4
    Mi fa molto piacere apprendere che anche tu hai apprezzato questo romanzo ed il suo autore 🙂
    Peccato che non abbia lasciato altro, come testi narrativi.

  6. utente anonimo ha detto:

    Sono abbastanza anziano per  ricordarmi le condiizoni di vita del sottoproli degli ani 50 e 60. Forunatametne quelle vissute da me erano migliori, ma ristrettezze, preoccupazioni per soddisfare bisogni primari non mancavano e ricordavano molto quelle di Bela.. La casa di Uipest la si può ritrovare in una casa ballatoio di Budapest in Kalvaria ter. Non più la miseria più nera ma l’ambiente era molto simile. A parte alcune ricadute sul "contadinello"  si può ammirare una scrittura fluida ed avvincente, caratteri e sentimimenti ben delineati. Quanto diverse sono le memorie di Marai e di Canetti…Da leggere.  

  7. gabrilu ha detto:

    Anonimo #6
    Sono stata due volte a Budapest e ne sono rimasta incantata. Se  ci tornassi (cosa che mi piacerebbe molto), questa volta andrei dritta filata    a vedere i luoghi dove aveva la casa  Marai  — di cui allora ignoravo l’indirizzo esatto perciò  ho visto il quartiere  ma non il posto preciso — ed anche questi  del romanzo di Székely.

    Si, è verissimo quello che dici sulle differenze  dei giovani Marai  e Canetti e del ragazzo  Béla e queste letture incrociate sono, per quanto  mi riguarda, estremamente interessanti.

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