MONACO. DUE VIDEO E QUALCHE ALTRA CONSIDERAZIONE

Questa è stata la mia ora e mezza trascorsa la sera del Primo Maggio (diciamo dalle 19,30 alle   20.45) all’Hofbräuhaus.

Vedrete che ho cacciato la macchina fotografica sin dentro i piatti dei commensali e potete deliziarvi con la musica dei Musikanten (un po’ di pazienza:  arriva a circa metà filmato).

Chi  volesse saperne di più su questa storica birreria che nasce nel 1500 può dare un’occhiata >>> qui

A proposito del 1° Maggio, leggendo e spulciando ho scoperto che in Germania questo giorno non è soltanto la Festa del Lavoro, ma anche la festa di Valpurga.

Secondo la tradizione infatti la notte tra il 30 Aprile e il 1° Maggio le streghe volano nei cieli per sposarsi con il diavolo… >>>

Il secondo video fa vedere invece alcuni momenti che ho trascorso alla Neue Pinakotheke.

Non ho nulla (fotografie o filmati ) della splendida Alte Pinakotheke, e questo per la semplice, stupidissima ragione che quando l’ho visitata ero convinta che non si potesse fotografare nè filmare.

Quando invece ho capito che  era possibile farlo, purchè senza usare il flash, era ormai troppo tardi. Mi sono perciò scatenata il giorno dopo alla Neue Pinakotheke.

A proposito: se a qualcuno venisse in mente la bizzarra idea che alla Neue Pinakotheke ero più impegnata a  filmare che a guardare i quadri… beh, mi corre l’obbligo di precisare che in quel luogo sono stata per ben due giorni di fila.

Le Pinacoteche di Monaco valgono, da sole, un viaggio. E di sicuro il pagamento di un doppio biglietto.

Nel filmino vedrete — tra altre cose — un gruppo di persone che si guardano un Van Gogh tranquillamente sedute su comode seggioline.

In tutte le sale della Pinacoteca ci sono comodissimi divani, ma il Museo mette anche a disposizione i seggiolini; chi vuole può richiederli all’ingresso.

Questa cosa potrà anche essere da qualcuno considerata una stupidaggine, ma dal mio punto di vista costituisce un piccolo/grande segnale della volontà di favorire la fruibilità dell’arte anche per chi non è in condizione di farsi kilometri di sale e/o stare in piedi ore ed ore di seguito.

…Ultima cosa… diciamo tecnica: questa volta non ho aggiunto suoni o musiche, ai miei video.

In quello dell’Hofbrauaus basta (e avanza!) la musica dei loro “Musikanten”.

In quello della Neue Pinakotheke ho lasciato i rumori del silenzio,  perchè mi piacerebbe che tutti percepissero l’atmosfera di pace e godimento che percorrendo quelle sale ho avvertito io.

Insomma, in entrambi i video  il risultato è un “camera a mano” da “effetto Cloverfield”.

Per la serie: prendere o abbandonare subito.

Non dite che non vi ho avvertiti.

Annunci

Informazioni su gabrilu

https://nonsoloproust.wordpress.com
Questa voce è stata pubblicata in Arte e Spettacolo, Germania, viaggi, video clip e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

14 risposte a MONACO. DUE VIDEO E QUALCHE ALTRA CONSIDERAZIONE

  1. oyrad ha detto:

    Bellissimo il video della Neue Pinakotheke! Adoro i colori scelti per le pareti nella sala dei Friedrich… sono perfetti!

    Ma chi è quello che canticchia “Tortelloni… Peperoni…”??? Ah ah ah… ^____^

  2. GiusiMeister ha detto:

    Questa cosa potrà anche essere da qualcuno considerata una stupidaggine, ma dal mio punto di vista costituisce un piccolo/grande segnale della volontà di favorire la fruibilità dell’arte anche per chi non è in condizione di farsi kilometri di sale e/o stare in piedi ore ed ore di seguito

    FANTASTICO!!!!!:-O

  3. talpastizzosa ha detto:

    inoltre la domenica i musei a Monaco sono gratis… vado di fretta ma volevo aggiungere questa piccola informazione… passo di qui e mi vedo il video! ora è un pò tardino per me ciao ciao

  4. gabrilu ha detto:

    Oyrad
    Tortelloni e Peperoni?!?
    Sai che non ci avevo proprio fatto caso?
    Ho riascoltato attentamente, ma non mi pare si parli di tortelloni e peperoni..
    Mah.
    Dici che potremo cavarci un best seller del tipo “Misteri alla Neue Pinakotheke” e farci tanti bei soldini?
    In fondo, se c’è riuscito Dan Brown con quella scempiaggine ambientata al Louvre, potremmo provarci anche noi con Monaco, why not? ^__^

    Giusi
    Ormai ci stanno superando tutti in tutto, ahinoi.
    Mi fermo qui stendendo un velo pietoso.

    Talpa
    Beh, la maggior parte dei musei parigini la domenica è gratis, e così in molte città europee.
    In Italia francamente non so, dovrei controllare.
    In realtà evito di andare nei musei la domenica, proprio perchè in genere è gratis e temo l’assalto alla diligenza 😉

    In altre parole: temo l’assalto di quelli che vanno a un concerto o entrano in un museo solo perchè “tanto è gratis”.
    Mi fido di più della gente che per vedere/ascoltare cose deve pagare.

    Detto questo, per carità: lodevolissima iniziativa, riservare un giorno della settimana alla fruizione gratuita dei tesori d’arte che un Paese possiede o ospita.
    Lo facessero tutti…

  5. oyrad ha detto:

    Ho riascoltato anche io. E’ un ragazzo di una comitiva studentesca… credo.

    Lo puoi sentire tra 2.30 e 2.33… 😉

  6. oyrad ha detto:

    Dan Brown, eh? I miei hanno preso il dvd del film con Tom Hanks girato da Ron Howard. Mi è bastata – subito all’inizio – la scena della “Morte della Vergine” di Caravaggio che cade a terra per convincermi ad interrompere immediatamente la visione… :-/

  7. Engrik ha detto:

    carini i bimbetti entusiasti davanti al Boucher all’inizio :-))
    Trovo che i musei di oggi siano tutti molto simili e asettici.
    Dopo un pò sento l’aria farsi pesante e l’intonaco ha quell’odore insopportabile di vernice che lo rende così formale.
    ci vorrebbe qualche pianta, magari.
    Tuttavia, il museo sembra carino (mai visitato, eeehh), ma i Rubens sono all’Alte P.?
    Quando penso a Monaco faccio così:
    Baviera->Wurstel->Carne->Ciccia->Rubens

  8. gabrilu ha detto:

    Engrik
    A proposito dei bimbetti: a me già sembra importante che qualcuno si prenda la cura di far vedere e spiegare dei Boucher ai bambini. Cosa per nulla affatto scontata, considerato che fino a poco tempo fa i suoi quadri erano considerati troppo osée anche per adulti.

    Sulla tua considerazione sui musei di oggi e quelli di ieri mi permetto di dissentire vigorosamente.

    I musei “di oggi”, come li chiami tu, sono realizzati con l’obiettivo di privilegiare soprattutto l’opera d’arte esposta (a volte questo obiettivo viene raggiunto, a volte no. Secondo me alla Nuova Pinacoteca è stato raggiunto, ed inoltre, come ha notato Oyrad, gli interni sono molto raffinati, nella loro semplicità).

    I “musei di ieri” sono spesso bellissimi ed importantissimi palazzi carichi di storia, ma che proprio perchè non sono nati come musei in genere mortificano più che valorizzare dipinti, sculture etc.

    Prendi ad es. il Louvre: il palazzo in sè è affascinante, carico di storia che di più non si può (ma quanti di coloro che lo affollano la conoscono?) ma visitarlo per vedere quadri etc. è una tortura alla quale mi sono sottoposta una sola volta nella mia vita.

    Dipinti affastellati, luci sbagliate, un vero disastro. Quando vado a Parigi penso sempre che dovrei tornarci ma poi chissà perchè trovo mille ottime scuse per non farlo e svicolare per l’ennesima volta in direzione del Musée d’Orsay (tanto per citarne uno a caso :-).

    Poi, ogni tanto, si trova il felice connubio di una bella collezione ospitata — bene — in un antico palazzo, ma è una fortuna, quando questo capita.
    Penso in questo momento al Musée Carnavalet (sempre Paris) ospitato nel bellissimo edificio di quella che fu la magione di Madame de Sevigné. Ed anche in Italia non mancano certo tanti esempi.

    Insomma anche su questo tema, occorre far distinzioni, mi pare.

    I Rubens si, sono all’ Antica Pinacoteca.

    Rubens mi interessa per il ruolo che ha avuto nella storia di Francia e per il suo rapporto con Maria de’ Medici (vedi il Ciclo omonimo e Musée du Luxembourg), ma come pittore in sé non è che sia uno dei miei preferiti, sorry 😦

    Ciao 🙂

    P.S. Non oso pensare a quanti anatemi potrei beccarmi, per questa mia indifferenza a Rubens 0__0

  9. oyrad ha detto:

    I temi posti dalla museologia e dalla museografia sono estremamente affascinanti. Coinvolgono la storia dell’arte, dell’architettura, il design, l’estetica, il gusto… tantissime cose. Per questo è anche molto difficile gestirli. La bontà di un progetto allestitivo è data da moltissimi fattori – e ogni museo è un esempio a sè che pone problemi ogni volta differenti.

    L’Italia è stata all’avanguardia della progettazione museografica già negli anni Cinquanta – il direttore del Louvre, Michel Laclotte, ne è stato un convinto ammiratore e sostenitore, quando ancora in Francia si allestivano i musei all’insegna dell’ “horror vacui” più sfrenato. Non a caso, quando si è scelto di allestire il D’Orsay, egli in primis ha sostenuto la scelta di Gae Aulenti 🙂

    Il più grande architetto italiano della seconda metà del Novecento, Carlo Scarpa, ha lasciato allestimenti museali incantevoli. E con lui Franco Albini, il gruppo BBPR con lo storico intervento al Castello Sforzesco di Milano, etc.

    Purtroppo, a tanti anni dai primi progetti del dopoguerra, oggi i musei in Italia hanno perso molto della qualità originaria. Gli allestimenti vengono cambiati – come è sciaguratamente successo con la pinacoteca del Castello Sforzesco – o molestati – come è successo con l’incauto intervento di Gregotti a Brera… brrrr!!! che ha di molto impoverito l’allestimento di Portaluppi.

  10. Engrik ha detto:

    Bè, se allora dobbiamo fare un distinguo tra musei, di ieri e di oggi, distinguerei anche tra i musei di oggi che vogliono assurgere ad opera (e non solo contenerla) e quelli di oggi che presentano semplicemente il quadro. Ma qui apro un’altra parentesi.

    Il Louvre è un palazzo storico, tuttavia gli interni non sono semopre d’epoca, anzi spesso ricordano le immagini che ci hai fornito della Neue Pinakotek; se penso alla galleria degli italiani o alle sale riservate ai francesi (quelle con la pareti bordeaux), mi sembra in linea con il museo contemporaneo (presentando le opere ad altezza d’uomo, se non altro), e ciò che ti fa desistere dal visitarlo è l’estensione e il raggruppare tantissimi periodi storici distranti tra loro in un unico edificio, fatto che rende difficile una visita tematica.

    Il museo Orsay l’ho preferito molto al Louvre per questo: mi sembra che l’Orsay sia piuttosto affastellato e non sempre privilegi l’opera (ricordo drammaticamente un Boldini relegato in un angolo davanti ad una finestra con un riflesso di luce a dir poco insultante).

    Tra i musei ben riusciti secondo me a Parigi, oltre al Carnavalet, ti suggerisco il Musée du Moyen Age, amazing!!

    Ovviamente esistono i palazzi storici che ricordano le gallerie dell’ottocento con i quadri uno sopra l’altro in quattro file che non capisci niente (v. la fondazione Querini Stampalia in Venezia che mi ha ricordato Oyrad parlando del grande Scarpa).

    Ma, ritornando alla mia idea originaria, forse non mi sono spiegato bene.
    La mia critica non era volta alla presentazione delle opere, ma all’edificio in sè: presentare bene le opere è importante, tuttavia entrare nei musei oggi sembra sempre più entrare in una cripta dove l’aria non si muove se non per il condizionamento. Insomma, percepisco la stessa atmosfera statica della sala d’attesa di un dentista.Ci vorrebbe un pò più di comfort, e non mi riferisco solo ai seggiolini portabili :-P.

    Detto ciò, spero anche che i pochi finanziamenti forniti alla cultura non vengano investiti i poltrone Frau, ma in qualcosa di più costrruttivo, ed è per questo che nei musei continuo e continuerò ad andarci.
    Mi riferivo solo al fatto che pareti colorate o bianche per me fa lo stesso!

    Detto ciò, scusami, ma: “temo l’assalto di quelli che vanno a un concerto o entrano in un museo solo perchè “tanto è gratis”.
    Mi fido di più della gente che per vedere/ascoltare cose deve pagare”; non capisco cosa intendi con quel “mi fido di più”…

  11. gabrilu ha detto:

    Oyrad ed Engrik bello, avere allargato il discorso e grazie per i vostri interventi che sono molto più di un commento.

    Per Engrik in particolare: ho capito meglio adesso cosa intendevi dire a proposito della “cripta” e della “sala d’attesa di un dentista”, anche se non sono sicura di essere completamente d’accordo con te e mi ostino a considerare civiltà e confort anche la possibilità di sedersi e sostare. Non pretendo poltrone Frau, ma una panca, una seggiola, uno sgabellino, insomma anche un trespolo va benissimo ^__^
    Un museo a mio parere deve essere luogo di godimento, non di sofferenza, e perchè sia tale bisogna evitare la mortificazione della carne 🙂
    E’ per questo che tifo anche per le caffetterie e i bar (oltre che, ca va sans dire, per servizi igienici decorosi e puliti). Chissà perchè di questi aspetti della fruizione dell’arte non si parla mai 😉

    In quanto al gratis/no gratis: cerco di spiegarmi meglio anche io, anche se so che la mia idea può risultare impopolare.
    La mia frase deriva da (fastidiosissime) esperienze personali. Mi è capitato qualche volta di assistere a concerti gratuiti durante i quali la gente scorazzava di qua e di là, parlava, entrava e se ne andava a comodo suo perchè “tanto è gratis” etc.
    Mi ostino ad illudermi perciò che chi paga anche una modesta cifra per entrare in un museo o assistere a un concerto sia più motivato e si comporti più educatamente.
    Ma in fondo è solo una mia pia illusione, perchè di contro mi è capitato anche di andare in posti dove il biglietto costava un accidente e un sacco di gente si comportava maleducata eguale e disturbando eguale. Non parliamo poi dei cellulari che squillano in qualunque posto e in qualunque momento con il proprietario che non solo non lo spegne ma si mette pure a parlare….

    Il Louvre: si vede che è da tanto che non ci rimetto piede, perchè non ricordo quelle sale di cui parli, mi sembra un’ottima notizia. Prometto che la al mio prossimo blitz parigino mi armerò di coraggio e tornerò ad affrontare il Louvre 🙂

    Per la disposizione delle opere all’Orsay: spesso cambiano di posto perchè hanno molto materiale non esposto e siccome con alcune opere fanno una sorta di rotazione può capitare che in un certo periodo quel tale quadro o quella tale statua venga collocata in posizione non proprio ottimale.

  12. oyrad ha detto:

    Io amo molto le case-museo, proprio per l’idea di accoglienza “domestica” che ancora sanno comunicare grazie agli arredi che contengono…. e al fatto che mantegono – nel possibile – inalterato il gusto di chi le abitava. Infatti da anni sogno di andare a vedere la casa di Mario Praz a Roma… 🙂 Qui a Milano, ad esempio, ce ne sono molte… Squisite, a mio parere, sono anche le due case-museo realizzate proprio da Portaluppi. La casa Boschi-Di Stefano… e la MAGNIFICA Villa Necchi Campiglio… dove tra l’altro hanno recentemente girato un film con Tilda Swinton – ma non mi ricordo il titolo.La villa ha degli interni decò meravigliosi… La casa Boschi-Di Stefano è appunto aperta gratuitamente quasi ogni giorno… al pomeriggio. Ci sono andato spesso, da solo e in compagnia di amici. Ha una strepitosa collezione di opere d’arte contemporanea… e una delle più belle pareti che abbia mai visto… tutta ricoperta da tele di Lucio Fontana in cornice color argento satinato… raffinatissime…

    La collezione della casa – che poi è un appartamento grande e luminosissimo, con arredi della ditta Ducrot di Palermo ^____^ – è anche famosa per ospitare uno degli esemplari di “uova” (vere) marchiate con l’impronta digitale da Piero Manzoni… 🙂

    Ecco… a me viene male quando vedo finire all’asta le collezioni d’arte… proprio perchè vengono disperse e smantellate le condizioni di gusto e sensibilità che le avevano formate. E le case, a loro volta, si svuotano…

  13. Engrik ha detto:

    Gabrilu, sono tranquillizzato dal fatto che tu sia contenta di ospitare sul tuo blog le mie chiacchiere petulanti; poi ieri sera mi ero pentito di aver scritto, perchè magari uno sul blog non vuole un dibattito alla Costanzo Show!

    Mi dispiace per le tue infelici esperienze, e si sa che la gente maleducata c’è dappertutto.
    Adesso ti capisco di più e non è così impopolare la tua idea!

    Sono reduce dall’estate scorsa al Prado: ti garantisco che sembrava di stare al mercato, per non parlare del Reina Sofia. Questo perchè in Spagna moltissimi musei sono gratuiti sempre ad alcune categorie sociali (dagli anziani, ai cittadini di Madrid, agli studenti di tutta Eu, etc…).

    Non posso negare che entrare free in un museo un pò mi soddisfa (da studente totalmente squattrinato!!) e cerco di convivere con la più varia umanità, infanti urlanti, cellulari e quant’altro!

    Per quanto rigurda Oyrad, anche io penso che l’integrità originale di una collezione sia da salvaguardare, tuttavia, dal mio punto di vista, si tratta spesso di un fattore estetico, come un’intera parete di Fontana con le cornici satinate, per esempio.
    Non posso negare che però vedere un solo quadro alla volta, perdendo l’effetto “collezione di francobolli”, per me assume un altro significato.

  14. gabrilu ha detto:

    Engrik
    Allora sono fortunatissima io, che al Prado ho trovato poca gente ed ancora meno al Reina Sofia. Forse perchè ci sono stata nel mese di maggio, prima delle invasioni di massa dei turisti.
    Ne avevo parlato nel mio vecchio blog >>> qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...