LA BESTIA UMANA – FRITZ LANG (1954)

Glenn Ford

Quando un film è tratto da un romanzo, mi interessa vedere come un regista “legge”, “interpreta” il testo narrativo al quale si ispira.

La cosa diventa ancora più interessante quando i film che fanno riferimento ad un romanzo famoso sono più di uno e quando ci si trova davanti all’opera di grandi registi che per storia personale, stile di direzione, radici culturali sono molto diversi tra loro.

E’ per questo motivo che torno a parlare del romanzo di Émile Zola La bête humaine: da esso, oltre al bellissimo film di Jean Renoir del 1938 che nell’originale francese manteneva lo stesso titolo del romanzo e del quale ho già parlato >>> qui venne tratto nel 1954 un altro film diretto, questa volta, dal grande regista tedesco Fritz Lang (Metropolis, M il mostro di Düsseldorf, Il testamento del dottor Mabuse…) .

Non è inutile riassumere la trama del film di Lang, perchè già da essa si può cogliere la radicale differenza di impostazione sia con il film di Renoir (del quale non è un semplice remake) e la singolare interpretazione che viene data al testo originale di Zola.

Jeff Warren (Glenn Ford), appena tornato dalla guerra di Corea, riprende il suo servizio come conducente di locomotive.

Glenn Ford Edgar Buchanan

Il suo collega Carl Buckley (Broderick Crawford) è sposato con Vicky (Gloria Grahame), una donna bella e molto più giovane di lui.

Broderick Crawford

Uomo litigioso e violento, Carl è stato licenziato e chiede alla moglie Vicky di intercedere per lui presso Owens (Grandon Rhodes), un personaggio influente, per ottenere di venire reintegrato nel suo posto di lavoro.

Broderick Crawford Gloria Grahame

Ma Carl, gelosissimo, si rende presto conto che per fargli riottenere il posto sua moglie si è dovuta mostrare sin troppo compiacente, con Owens.

Dopo una lite tremenda con Vicky, la costringe a scrivere ad Owens un biglietto in cui gli dà appuntamento sul treno.

Gloria Grahame
Broderick Crawford Gloria Grahame

Owens cade nella trappola, ed appena il treno si mette in movimento viene raggiunto nello scompartimento privato in cui Carl Buckley lo accoltella, alla presenza della moglie.

Human desire

Anche Jeff si trova sul treno — questa volta come semplice viaggiatore — ha visto la coppia e con la sua testimonianza potrebbe smascherare l’assassino. Ma non lo fa, perchè si innamora di Vicky.

Gloria Grahame Glenn Ford

Buckley e la moglie perciò, grazie al silenzio di Jeff, non vengono nemmeno sospettati.

Ma presto Vicky comincia a mostrare insofferenza, dice sempre più insistentemente di non riuscire più a vivere con il marito il quale, oltre ad essere un assassino, si ubriaca di continuo, è sempre stato violento con lei e durante i suoi attacchi di gelosia l’ha più volte picchiata.

Gloria Grahame Glenn Ford

Alla richiesta di Jeff di lasciare il marito e di andare via con lui Vicky gli rivela che non le è possibile farlo perchè Carl la tiene legata con il biglietto da lei scritto ad Owen, e che proverebbe la sua complicità nell’omicidio.

Vicky non ha più che una sola idea fissa: sbarazzarsi del marito, e chiede a Jeff di ucciderlo. Davanti alle resistenze di Jeff ad un certo punto gli dice: “Tu sei stato in guerra, sei abituato ad uccidere” e si stupisce quando Jeff le risponde:Ma non è la stessa cosa colpire un altro militare in un’azione di guerra e uccidere a sangue freddo un poveraccio inerme ed indifeso”.

Gloria Grahame Glenn Ford

Innamorato di Vicky, ad un certo punto Jeff comunque cede ed acconsente ad uccidere Carl Buckley.

All’ultimo momento però comprende che la passione per Vicky che lo spinge all’omicidio sarà la sua rovina. Si limita perciò a stordire Buckley approfittando di un momento in cui questi è ubriaco e sottrargli il biglietto fatale che riconsegna a Vicky.

Human desire-Fritz Lang

Subito dopo però abbandona la donna riuscendo così a sottrarsi a questa attrazione che avrebbe potuto essergli fatale.

Nell’ultima scena del film, che si svolge ancora una volta in treno, Carl Buckley raggiunge Vicky che vuole comunque partire abbandonandolo e, folle di rabbia e di gelosia la strangola.

Broderick Crawford

Anche questa volta sul treno c’è pure Jeff.
Ma adesso è nella cabina alla testa del treno alla guida della locomotiva e le ultime inquadrature ce lo mostrano con il volto di un uomo che ha riacquistato la serenità.

Con Human desire è la seconda volta, dopo La strada scarlatta (Scarlet Street) del 1946 che Lang dirige in America un film già realizzato, in Francia, da Jean Renoir.

Ma le differenze tra i due film sono profonde: La Bête humaine di Renoir era un film molto sensuale grazie alla favolosa coppia Jean Gabin – Simone Simon e denunciava lo sfruttamento della classe operaia. Nell’opera di Lang, che non a caso si intitola, nell’originale americano, Human desire, i rapporti tra Glenn Ford e Gloria Grahame sono molto più crudi, si intuisce che sono basati soprattutto sul sesso.

La loro crudezza corrisponde al rigore della scenografia.

Per Lang, l’essere umano è doppio: le ombre zebrate di una tenda sezionano il viso ed il corpo di Vicky-Grahame.

Gloria Grahame

L’ombra dei tralicci metallici del capannone della stazione dove di notte si incontrano Vicky e Jeff taglia in due la coppia degli amanti.

Il condizionamento sociale e soprattutto l’atavismo (tema caro a Zola) è concentrato tutto nella figura di Buckley (Broderick Crawford), un uomo che non ragiona, che agisce solo perchè spinto dalle sue pulsioni e che in definitiva è l’unica “bestia umana” della storia narrata da Lang.

Broderick Crawford
Broderick Crawford

Facendo di Buckley un uomo completamente privo di quel libero arbitrio che consente invece a Jeff – Glenn Ford di sottrarsi al fascino di Vicky, di troncare la relazione con lei e di non diventare un omicida Lang stravolge completamente l’intreccio del romanzo di Zola ma, io credo, non ne stravolge il senso profondo.

Concentrando (e spostando) la forza delle pulsioni “bestiali” nel personaggio di Buckley piuttosto che in quello di Jeff (che nel romanzo di Zola era il macchinista Jacques Lantier) Lang non fa che esasperare espressionisticamente quello che era il feroce messaggio di Zola: l’uomo è condizionato dall’atavismo.

Qualche curiosità riguardo al cast: sembra che Fritz Lang abbia fatto  l’impossibile per ottenere che il ruolo di Buckley venisse interpretato da Peter Lorre, lo straordinario interprete di M, il mostro di Düsseldorf uno dei suoi film più famosi. Lorre però si rifiutò perchè era stato talmente strapazzato dal regista durante la lavorazione di M che era fermamente deciso a non ripetere l’esperienza…

In quanto al ruolo di Vicky, si era in un primo tempo pensato a Rita Hayworth ma poi il ruolo venne affidato a Gloria Grahame.

Piccola nota a margine a proposito dei titoli italiani: è bizzarro, a me sembra, che mentre il titolo originale La bête humaine del film di Renoir è stato tradotto in italiano con quell’assurdo L’angelo del male, il film di Lang invece, che si intitola Human desire , titolo che gli stessi francesi hanno rispettato traducendolo letteralmente con Desirs humains sia stato tradotto in italiano con La bestia umana

Francamente, alcune logiche riguardo la titolazione italiana di libri e film stranieri mi sfuggono totalmente.

Fritz Lang La bestia umana
Fritz Lang Human Desire
Fritz Lang Desirs humains

Human desire, Regia di Fritz Lang, Sceneggiatura Alfred Hayes dal romanzo di Emile Zola La Bête humaine

Principali interpreti e personaggi: Glenn Ford (Jeff Warren), Gloria Grahame (Vicki Buckley), Broderick Crawford (Carl Buckley), Edgar Buchanan (Alec Simmons), Kathleen Case (Ellen Simmons), Diane DeLaire (Vera Simmons) Grandon Rhodes (John Owens)

Direttore della fotografia Burnett Guffey, Ingegnere del suono John P. Livadary, Musiche di Daniele Amfitheatrof, Scenografia William Kiernan, Costumi Jean Louis, Montaggio William A. Lyon

Bianco e Nero, Durata 90 mn, Stati Uniti, 1954

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3 risposte a LA BESTIA UMANA – FRITZ LANG (1954)

  1. amfortas ha detto:

    Ma scusa, Roderick Crawford e Glenn Ford io li ho visti insieme anche in un western, vero? Oppure perdo colpi?
    Riciao.

  2. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Hai ragione, Glenn Ford e Broderick Crawford girarono assieme anche il western “La pistola sepolta” di Russell Rouse (1956) in cui ovviamente Glenn era il buono e Broderick il cattivone.
    (Però mica me lo ricordavo, eh, ho fatto una Googlata…. 😉

  3. amfortas ha detto:

    Ah sì! Ora mi sono ricordato, uno dei film western più strafighi che ricordi, con Glenn che spara alle monetine in aria e ai boccali di birra, un mito!
    Però rammento che m’inferocivo perché rischiava tutto per una donna, ‘sto cretino 🙂
    ‘Notte!

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