LA LETTERATURA AI TEMPI DEL COMMERCIO

George Gissing
George Gissing

Può il romanzo di un autore vittoriano, scritto in pieno ‘800, con una struttura molto “classica”, rivelarsi straordinariamente moderno ed attuale nei suoi contenuti?

New Grub Street di George Gissing, che ho terminato di leggere giusto ieri, mostra che è possibile.

Ho scoperto questo autore grazie a George Orwell, che su Gissing scrisse un lungo articolo in cui parla di lui dicendo “L’Inghilterra ha prodotto pochi romanzieri migliori di Gissing” e a Giuseppe Tomasi di Lampedusa che, grande appassionato e conoscitore di letteratura inglese, di Gissing pensava: “Scrisse molto, e non ho letto tutto, ed ho avuto torto”

Nodo centrale del romanzo è il lavoro intellettuale e la sua mercificazione.

Il libro di Gissing (autore del quale io fino a qualche settimana fa sconoscevo persino l’esistenza) è molto bello, appassionante e di piacevolissima lettura. Pieno di personaggi e con un intreccio ben costruito e merita che se ne parli in modo più strutturato di come sto facendo adesso.

Quello che mi ha soprattutto colpita del romanzo di Gissing è la straordinaria attualità dei contenuti che riguardano il senso della letteratura e le diverse motivazioni che spingono un autore a scrivere.

Molti passaggi ed intere pagine anticipano di circa un secolo molto dei dibattiti e delle diatribe che ogni giorno ci accade di leggere in molti blog letterari o nei dibattiti sulle pagine culturali di riviste e quotidiani.

Ne cito qui a titolo di esempio sono qualcuno, sperando possano rendere un’idea.

“…Al giorno d’oggi, la letteratura è una professione. Lasciando da parte i geni, che conquistano la fama per semplice forza cosmica, il letterato di successo è un abile mercante. Pensa soprattutto e in primo luogo al mercato; quando un genere di merce comincia non vendere tanto più bene, è pronto con qualcosa di nuovo e appetitoso”

“Per una carriera letteraria, il denaro sta diventando sempre più importante, soprattutto perchè significa avere degli amici. Di tanto in tanto, un uomo fortunato ha ancora successo grazie all’onesta perseveranza, ma le probabilità sono nulle per chiunque non sia in grado di sfruttare conoscenze influenti: le sue opere finiscono semplicemente con l’essere messe in ombra da quelle di chi ha maggiori possibilità”

“Le persone non hanno successo nell’attività letteraria per poi essere ammessi in società, ma si fanno ammettere in società per avere successo nel mondo letterario”

“L’arte deve essere praticata come un commercio e, comunque, così stanno le cose al giorno d’oggi. Questa è l’epoca del commercio”

“Vorrei che il giornale si rivolgesse a chi possiede solo un quarto di cultura, vale a dire la nuova, grande generazione che esce dalle scuole primarie municipali, i giovanotti e le fanciulle che sanno appena leggere […]. Queste persone vogliono qualcosa per tenersi occupate in treno, sulla diligenza e sul tram […]. Perfino le chiacchiere sono troppo sostanziose per loro: vogliono il pettegolezzo” […]

  • L’autore >>
  • La scheda del libro >>
  • Su GoogleLibri è possibile sfogliare e leggere il primo capitolo del romanzo nella traduzione italiana e l’introduzione di Benedetta Bini >>
  • Su GoogleBooks è possibile leggere il romanzo per intero, nell’originale inglese >>
  • L’articolo di George Orwell su Gissing >>
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Informazioni su gabrilu

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7 risposte a LA LETTERATURA AI TEMPI DEL COMMERCIO

  1. amfortas ha detto:

    Un’altra segnalazione molto interessante, l’argomento m’intriga.
    Ti saprò dire, ma non so quando 🙂
    Ciao!

  2. amfortas ha detto:

    Ti lascio qui un piccolo commento sul post precedente, perché dall’altra parte non mi riesce (certo che Splinder…)
    A proposito di MJ, quindi.
    Grandissimo Artista, uomo infelice, come dicevi tu.
    Un artista innovatore, e trovo sia la cosa più importante.
    Riciao.

  3. utente anonimo ha detto:

    A proposito della mercificazione del lavoro intellettuale e della letteratura…è vero, ci sono scrittori che anticipano quanto accadrà dopo di loro, che profetizzano “in deserto” quanto ancora oggi noi – contemporanei – possiamo ahinoi contemplare. Quanto dice Gissing sulla letteratura, mi fa venire in mente quanto scrisse William Hazlitt sull’università e il mondo accademico inglese a lui contemporanei: “Puoi ascoltare cose molto più interessanti in un viaggio in carrozza da Londra ad Oxford che trascorrendo un’intero semestre in compagnia dei laureati o dei capi di dipartimento di quella famosa Università” (stiamo parlando dell’Università di Oxford nel 1822 – chissà cosa avrebbe detto Hazlitt di una qualsiasi delle nostrane università nel 2009).

    Grazie e un saluto.

    Rendl

  4. utente anonimo ha detto:

    L’ho letto parecchi anni fa in lingua, ma mi era piaciuto. Sullo stesso tema è d’obligo citare il “Bel Ami” di Maupassant. Prodigioso.

    MisterSil

  5. gabrilu ha detto:

    Amfortas
    Beh, sicuramente Gissing non è Larsson (argh con strasmile ^__^)

    Rendl
    Il libro di Gissing mi ha fatta divertire (anche se lui, porello, avrebbe tutte le ragioni di questo mondo per seccarsi, a sentire che qualcuno si è “divertito” leggendo le sue sudate carte) perchè la maggior parte del libro mostra che nulla di nuovo c’è oggi sotto il sole, su questo tema.
    Cosa leggiamo oggi nei blog di scrittori, critici, operatori culturali etc.?
    Le solite cose che Gissing espresse, in forma romanzesca ed in modo eccellente, un secolo fa e cioè:
    “Mi compri? Ma quanto mi compri?”
    “Mi pubblichi? Ma quanto mi pubblichi?”
    “Mi distribuisci? Ma quanto mi distribuisci?”
    E così via lamentando/implorando.

    Ciao Rendl, sempre un piacere leggerti

    MisterSil
    Uhm… Mumble mulble… “Bel Ami”, dici?
    Beh, si, ma più che altro per il tema “non ti sposo se non c’hai i soldi”.
    A me “New Grub Street”ha soprattutto ricordato, invece ( e fatto venire una gran voglia di rileggere) il Balzac di “Splendori e miserie delle cortigiane” e soprattutto “Le illusioni perdute”
    Ciao e grazie 🙂

  6. Engrik ha detto:

    Brown Brown Brown Zafòn Zafòn Zafòn… è passare davanti ad una vetrina di libreria.
    Sorprendente che già all’epoca ne parlassero!!
    Per avere un quadro completo aggiungi marketing, un pizzico di sfruttamento dell’immagine dell’autore da parte dell’editore, et voilà, le Best-Seller :-)))

  7. gabrilu ha detto:

    Engrik
    Bah,
    ‘Ste robe ci sono sempre state.
    Io non me ne scandalizzo.
    Mi limito solo a comprare e leggere le cose che penso mi possano piacere e a non comprare e non leggere le cose che penso non possano interessarmi nè piacere.

    … Ho appreso oggi che esiste ancora il Premio Strega.
    E che c’è pure stato un vincitore.

    E che c’è stata gente che ci si è accapigliata, sul vincitore 0__0.

    Io ‘ste cose le trovo divertentissme ^___^

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