IL RISOLINO SARDONICO DEL VECCHIO VLAD

Vladimir NabokovQuando si dice le coincidenze!
Proprio questa mattina, ho trovato sul Corriere della Sera on line un articolo di Alessandro Piperno intitolato Il risolino di Nabokov che umilia gli scrittori.

L’articolo mi ha divertita tanto  che  lo cito/segnalo qui, anche a costo di beccarmi l’accusa di essere monocorde e ripetitiva…

“Quando scrivi di Nabokov ti senti a disagio. Come il fan che molesta la popstar preferita per un autografo e viene da questi scacciato con malagrazia. «La cosa che più mi piace di me stesso è che non mi sono mai lasciato intimorire dalla scemenza e dalla virulenza di un critico» dice Nabokov con orgoglio, ignorando forse che se c’è un intimidatore, beh quello è lui! Non credo esista altro scrittore che eserciti sul lettore un così vivo spavento”

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9 risposte a IL RISOLINO SARDONICO DEL VECCHIO VLAD

  1. utente anonimo ha detto:

    A me Piperno non è che m’ispiri molta simpatia (così, a pelle, non ho mai letto un suo libro, magari mi sbaglio), però è vero, l’articolo è divertente e fa sorridere quando sottolinea la voluta “distanza” che Nabokov ha perseguito nei confronti dei suoi consimili e dei critici vari che hanno provato (e provano ancora oggi) a etichettare la sua opera, perdonde sempre la partita, con uno scacchiere così astuto e abile…Nabokov è uno dei pochi scrittori che scriveva per il piacere di scrivere, che non tentava sempre e comunque di attribuire alle opere letterarie un messaggio (e alla letteratura un compito prefissato – è forse tra i romanzieri più “disimpegnati” che conosca). E oggi, quanto ce se sono ancora di scrittori che scrivono per il puro piacere? Quando potrà mai ri-nascere un Nabokov nella letteratura contemporanea se chi scrive lo fa per primi, secondi, terzi fini? Ai poster l’ardua sententia…
    Un saluto
    Rendl

  2. oyrad ha detto:

    Quella foto di Nabokov – oltre che perfettamente in tono con l’articolo di Piperno – è davvero splendida.

  3. annaritav ha detto:

    …È come se Nabokov provasse un gusto sadico a farsi contemplare da dietro il vetro antiproiettile di una villa sontuosa mentre fuori imperversa il temporale. Condannando l’ammiratore a un’eterna sfibrante anticamera. ;-p
    Meno male che non è certo questa sensazione ciò che spira dalle sue pagine. Tuttosommato però non mi piace molto questo atteggiamento. Avrei preferito il Kafka pezzo di pane. La foto è davvero espressiva! Buona giornata, Annarita

  4. utente anonimo ha detto:

    E poi immagina che terrore dovevano provare, di fronte a quel risolino, i suoi studenti… brrr
    Bartleboom

  5. gabrilu ha detto:

    Rendl
    uno dei libri nabokoviani che non mi stanco mai di rileggere e spilluzzicare è la raccolta di interviste intitolata “Intransigenze” (Adelphi) della quale ho parlato anche qui nel blog.

    In queste interviste, l’atteggiamento descritto da Piperno è più che esplicitato, dichiarato, agito.
    Per il resto, a proposito dello “scrivere solo per il gusto dello scrivere” e della sempre ripetuta affermazione, da parte di N., di non voler trasmettere alcun messaggio etc…. beh, questo è certamente vero, non dimentichiamo anche, però, che N. era una Maestro (con la “M”) maiuscola) dell’arte del mascheramento e del giocare a rimpiattino…

    Oyrad Vero che è strepitosa, questa foto? ^__^
    Ce ne sono altre, molto simpatiche, magari prima o poi farò un bel slide-show con tutte le foto che sono riuscita a trovare di Vladimir, Véra, Dmitri…

    Annarita e Bartleboom (a proposito, ben tornati a entrambi 🙂

    Nabokov, come risulta chiaro da innumerevoli testimonianze, era adorato dai suoi studenti, che si trovavano spesso spiazzati dai suoi giudizi letterari a dir poco “intransigenti” ma andavano tutti matti per il loro professore.
    In particolare, pare che il prof. N. fosse molto corteggiato dalle sue studentesse e a lui la cosa non dispiaceva affatto 😉
    Il prof. N. circolava, tra l’altro con cravatte incredibili e pantaloni come quelli del professor Pnin ^__^
    Era anche un vero sornionissimo dandy 🙂
    Solo una donna eccezionale e dal temperamento e intelligenza straordinari come Véra poteva riuscire a tenerlo a bada…

  6. amfortas ha detto:

    Bello l’articolo, mi è piaciuto assai.
    La foto è meravigliosa, quanta intelligenza e malizia, in quello sguardo!
    Ciao gabrilu 🙂

  7. gabrilu ha detto:

    Amfortas

    hehehe 😉

  8. utente anonimo ha detto:

    “Lui ti insegna che, per quanto grande sia la tua tragedia privata (così chiama la propria, che era enorme) non c’è alcuna necessità di non metterla al servizio di romanzi che diano al lettore piacere, bellezza, integrità, amore per il particolare e tensione verso l’assoluto”.

    Già. Nabokov proprio questo inesgna.

    Un saluto caro, Elena

  9. gabrilu ha detto:

    Elena
    Infatti una delle cose che mi piace in Nabokov (e in Véra che, non dimentichiamo, oltre che esule russa etc. era per soprammercato anche ebrea) è che pur avendone viste di cotte e di crude ed avendo dovuto affrontare cambiamenti esistenziali colossali che hanno stroncato e fatto stramazzare un sacco di altri artisti molti dei quali, peraltro, da me anche amatissimi (ma adesso non voglio far nomi), non ha perso tempo a star lì a piagnucolare ma ha trasformato tutto (patria e madre lingua) senza però di fatto mai negar nulla.

    Nè radici nè madre lingua.

    Chi sa leggere, tutto questo lo legge e queste cose le capisce sin troppo bene e ben si accorge del dramma di N.

    Chi non sa leggere, è bene che si rivolga ad altri scrittori.
    A quegli scrittori che l’isteria ce l’hanno sempre in punta di penna.
    Anche qui, preferisco adesso non far nomi.

    Fa troppo caldo ed io mi sento già in area “vacatio mentis” ^__^

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