LOUIS & MILES

Louis Armstrong al Newport Jazz Festival del 1958

Miles Davis, che non era certo una mammoletta e che non faceva sconti a nessuno scrisse di lui:

“Non c’è niente che si possa suonare con la tromba che non abbia origine da lui, nemmeno la roba moderna. Non riesco nemmeno a ricordare un momento in cui abbia suonato male la tromba. Mai. Nemmeno una volta.

[…]

Poi, nel 1971, Louis Armstrong morì e sua moglie organizzò una merda di funerale dove non volle far suonare nessun musicista jazz. Pops aveva detto che voleva un funerale tipo New Orleans, ma a sua moglie non andava e fece una cosa da bianchi. Cazzo, fu un peccato”

(dall’Autobiografia di Miles Davis scritta con Quincey Troupe. Mnimum Fax, 2001)

Ah, dimenticavo: se non avete pazienza e guardando il video volete andare subito al sodo del “When the saints…”… beh, comincia dall’ 8.47.

E’ tutta “svisata” (meravigliosamente “svisata”).

Se invece preferite la versione “ingessata” e per gente per bene, eccola qua.

Ineccepibile e noiosissima.
Infatti ho messo la youtubica cornicetta tutta in grigio

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11 risposte a LOUIS & MILES

  1. stephi ha detto:

    beh, che dire , voto cornicietta rossa senza dubbio!!
    Mi è piaciuto l’indugiare del regista sui visi straordinariamente dell’epoca (che belli che sono!) e mi ha ricordato moltissimo l’ouverture della “Zauberfloete” del medesimo film di Bergman.

  2. annaritav ha detto:

    Magnifico video, anche per le inquadrature del pubblico, dalla bambina incantata al signore col sigaro che schiocca le dita alle ragazze che si dimenano. Ignoravo la svisata e sono andata a documentarmi. Grazie per il regalo di fine settimana 😉
    Salutissimi, Annarita

  3. gabrilu ha detto:

    stephi ed annarita
    Insomma, mi sembra di capire che vi sono piaciute più le facce, la regia e i riferimenti bergmaniani che la performance di Pops.
    :-/
    Notazione.
    Il film di Bergman è del 1974.
    Il filmato di Newport è del 1958.

    L’idea di filmare le facce degli spettatori durante la performance, il tizio che ha filmato Louis a Newport l’ha avuta un bel par d’anni prima di Bergman.

    Divertente, no?

    (Con tutto il rispetto per Bergman, eh)

    ^__^

  4. stephi ha detto:

    ma anche a me è venuta la fantasia che bergman si sia ispirato. Evvivano le contaminazioni! (vedere per credere)
    comunque davvero è molto simile, proprio l’indugiare, il fermarsi su dei volti, per altro splendidi nella loro autenticità.

    ma che la prestazione di Louis sia quella di un vero genio, va da se…

  5. stephi ha detto:

    sono sicura, che se Louis avrebbe potuto scegliersi una nipote avrebbe scelto lei!! :-))

    potentissima per estro, tecnica, dna jazzistica, semplicemente strepitosa!

  6. stephi ha detto:

    scusate, chiedo venia: AVESSE!!!
    la fretta…

  7. gabrilu ha detto:

    Stephi
    Hai fatto bene a mettere il link all’ouverture del film di Bergman, così che tutti ne possano godere.
    Io lo vidi al cinema e poi innumerevoli volte in VHS ed oggi penso che la parte iniziale sia decisamente la parte migliore. Il resto mi sembra oggi, francamente, un pò troppo lento…oggi preferisco altri allestimenti dello Zauberflote… Ma qui andiamo ovviamente sui gusti personali.

    In quanto a Hiromi, credo che più che nipotina di Louis potremmo candidarla nipotina di un altro grandissimo, e cioè Oscar Peterson.
    Il suo stile pianistico (almeno in questo concerto che hai postato tu) mi ricorda molto il pianista canadese, anche se so che Hiromi è stata “scoperta” da Chick Corea e che ha suonato con tanti big del jazz
    Ciao 🙂

  8. stephi ha detto:

    con ordine:

    concordo con te, del film di Bergman oggi si salva l’ouverture, per il resto si può certo ascoltare (e vedere) cose più interessanti.

    torniamo al jazz:

    giust’appunto hiromi stessa che si dichiara debitrice al grande Oscar Peterson con il seguente omaggio

  9. stephi ha detto:

    scusami, il primo link (“ascoltare”) doveva essere questo!

  10. amfortas ha detto:

    Mi viene una battuta, visto che ho scritto un post su Paganini, e cioè che anche Amstrong non avrebbe potuto ripetere. L’improvvisazione è sovrana e non ripetibile, appunto.
    Te lo ricordi a Sanremo?
    Penso anche ad alcuni grandi del rock, Jimi in primis, ma anche la nostrana PFM, per esempio.
    Ciao!

  11. gabrilu ha detto:

    Stephi
    Non sono una grande conoscitrice di Hiromi, e anche per questo mi fa piacere apprendere che l’ho azzeccata, accostandola (non paragonandola, chè son due cose diverse) a Oscar Peterson ^___^.

    Ciò vuol dire che nonostante io non sia aggiornatissima, le mie orecchie però funzionano ancora ^__^

    Amfortas
    Il tema che proponi, e cioè quello dell’ “improvvisazione” nel jazz è troppo grosso ed importante per venir sbolognato con un par di battute.

    Tu la sai, monellaccio che sei ed è anche per questo che non ti cedo e non cado nella tua trappola (non adesso, almeno).

    Sai benissimo meglio di me che il “Paganini non ripete” non ha nulla, ma proprio nulla-nulla-nulla-nulla a che vedere con l’improvvisazione jazzistica.

    Però se hai voglia di parlarne, ci torneremo, più tardi.
    Ma non con tre righe.

    Ci torneremo magari quando farà meno caldo e quando non ci sarà più bisogno (almeno, qui dalle mie parti) di attivare il condizionatore anche semplicemente per scriverne due, di righe.

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