AL MUSEO DELLE MARIONETTE DI LUBECCA

Lubecca Museo delle Marionette

Visitare il Museo delle Marionette di Lubecca, in una stradina vicino l’Holstentor significa entrare in un mondo affascinante dal quale adulti e bambini rimangono incantati.

Il Museo contiene la sterminata collezione che Fritz Fey ha messo insieme pazientemente e con enorme passione nel corso di tanti anni e che a quanto pare è una delle più importanti del mondo.

Fritz Fey aprì il suo — allora ancora piccolo — Museo nel 1982: oggi ci sono circa 2000 pupazzi fra marionette e burattini, antichi manifesti, arredi scenici, teste di legno del burattinaio Kaspar risalenti al 1850 ma anche le figure del teatro delle ombre dell’Isola di Giava, i burattini di Breslavia e tanto, tanto altro ancora.

Quello che si vede nel Museo è infatti solo una piccola parte della collezione, pare che altri 20.000 pezzi siano conservati in un deposito.

Quando sono entrata nel piccolo ingresso del Museo, già questo pieno zeppo di pupazzi e manifesti di ogni genere, con l’aria impregnata di profumi esotici e con una musica indiana  di sottofondo sono stata accolta da una bellissima signora in sahri (che poi ho appreso essere Saraswathi Fey, la moglie di Fritz)

Fritz FeySaraswathi Fey

Si può immaginare la mia piacevolissima sorpresa quando ho scorto, collocato in bella vista proprio accanto all’ingresso, ad una parete del caffè del Museo … questo Pupo siciliano!

Lubecca Museo delle Marionette

A quel punto, ho avuto due fortune:

La prima, che in quel momento fosse presente anche lo stesso Fritz Fey

La seconda, scoprire che è un signore gentilissimo che parla un più che decoroso italiano (certamente migliore del mio quasi inesistente tedesco e del mio zoppicante inglese).

Abbiamo perciò potuto chiacchierare un po’, mi ha presentato sua moglie e quando ho detto loro che ero di Palermo e che vedere un Pupo siciliano proprio all’ingresso mi aveva stupita, lui mi ha raccontato la storia dell’inizio della sua collezione.

Perchè la grande passione di Fritz Fey è cominciata quando, in Sicilia, gli accadde di innamorarsi di una marionetta dell’Opera dei Pupi.

Questa storia l’ho poi ritrovata nel bel libretto illustrativo del Museo, e non faccio altro che riportarla qui traducendola dall’inglese.

Scrive Fritz Fey:

Tutto è cominciato con una marionetta siciliana. Durante un mio viaggio in Italia capitai da un vecchio puparo che mi fece vedere un prezioso Pupo fatto a mano risalente ai primi del Novecento. Un magnifico guerriero saraceno mi guardava con i suoi occhi penetranti e prima ancora di rifletterci, lo avevo già comprato.

Esso è diventato la prima pietra di questa collezione che ho messo insieme nel corso di questi ventisei anni.

Ho messo su YouTube un minuscolo video che spero possa in qualche modo dare l’idea del Museo e dell’atmosfera che vi si respira.

Le due foto di Fritz e di Saraswathi Fey le ho prese dal sito del Museo

Ero talmente contenta di parlare con loro due che mi sono proprio dimenticata di scattargliela io, una foto…

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Informazioni su gabrilu

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22 risposte a AL MUSEO DELLE MARIONETTE DI LUBECCA

  1. paperis ha detto:

    Come sono belli questi musei nati dalla passione di qualcuno.
    A me questo ha fatto subito venire in mente quello dei gatti visitato ad Amsterdam. Per le stanze dove erano esposti quadri, stampe, acquerelli, foto e quant’altro, circolavano liberamente gatti di ogni razza ed età. Un luogo magico, un po’ surreale.

  2. oyrad ha detto:

    Già da fuori è… tenerissimo, con le marionette che guardano fuori dalle finestre! 🙂 E’ veramente una chicca!

  3. annaritav ha detto:

    Nella nostra vista a Lubecca la scorsa estate, per me la prima, abbiamo ingiustamente trascurato questo museo e il tuo filmato mi ha fatto venire voglia di vederlo. Al prossimo ritorno a Lubecca non mancherò. Buona domenica, Annarita

  4. gabrilu ha detto:

    Paperis
    Hai ragione, Paperis. E poi è bello vedere che quando la passione individuale produce cose davvero importanti, ottiene anche riconoscimenti istituzionali.
    Oggi il Museo dei Fey è — giustamente — sotto l’ala protettiva del Comune di Lubecca, non è abbandonato a se stesso…

    Oyrad
    Si, c’è molto amore nel modo in cui è allestito il Museo, e lo si vede già da fuori

    Annarita
    Te lo consiglio davvero.
    Sono stata anche io, ovviamente, alla Buddenbrookhaus e alla Gunter Grass Haus ma, benchè sicuramente interessanti, mi hanno lasciata entrambi piuttosto perplessa ed abbastanza freddina, anche se per motivi completamente diversi.
    Ciao 🙂

  5. PhileasFogg ha detto:

    Ma che bello! Davvero molto affascinante 🙂

  6. gabrilu ha detto:

    Phileas Fogg
    Mi fa sempre piacere quando riesco a segnalare qualcosa che a me sembra interessante e a farlo apprezzare anche ad altri
    Ciao 🙂

  7. talpastizzosa ha detto:

    che carinoooo! questi musei sono così infinitamente teneri… però dovrò andarci quano mio figlio diventa grande perchè ora romperebbe tutto…

  8. stephi ha detto:

    mi piace molto questo tuo “servizio” sul museo delle marionette, anche perché è un discorso che mi è sempre molto interessato nell’ambito del teatro d’animazione. a Milano abbiamo un dignitosissimo referente di tale arte in Eugenio Monti Colla, direttore della scuola fiando.( il sito non è molto intuitivo, ma se avete pazienza potete accedere a molto materiale iconografico sulle marionette) L’ho frequentata e la qualità dell’artigianato è altissima.

    a proposito di marionette segnalo anche un’iniziativa bellissima che avrà luogo a Berlino dal 2 al 4 di ottobre per i festeggiamenti dei 20 anni della caduta del muro: un francese di Nantes con la sua compagnia Royal de luxe porterà le sue marionette giganti che attraverseranno la citta: guardate qua

  9. stephi ha detto:

    errata corrige:
    …mi ha sempre molto interessato…

  10. gabrilu ha detto:

    Stephi
    Grazie per i link.
    Il video su YouTube mi ha davvero impressionata. Mai vista ‘na roba del genere!
    E’ persino un po’ inquietante, non trovi? Sembra una scena swiftiana, da “I viaggi di Gulliver”.
    Vedere una cosa così dal vivo dev’essere proprio bello!

    Il mondo del “Teatro di figura” ha un fascino tutto particolare.
    Io qui a Palermo vado spesso a vedere gli spettacoli di quel grande artista che è Mimmo Cuticchio. Metto il link del loro sito, vale la pena:

    http://www.figlidartecuticchio.com/cuticchio_home.html

    Tra l’altro, Cuticchio è un vero Maestro (con la M maiuscola) dell’antica arte del “cunto”…

  11. stephi ha detto:

    è vero, anche a me faceva venire in mente “Gulliver”. D’altra parte affascina la verosomiglianza, l’umano che ti sembra lì, a portata, ma poi all’ultimo ti sfugge. (indimenticabile in questo senso il testo kleistiano “Sul teatro delle marionette”!)

    eppure quelle giganti m’affascinano (spero così tanto di riuscire a vederli a Berlino) perché ti catapultano in una dimensione altra. A proposito, hai mai sentito parlare di un artista inglese di nome Slinkachu? Meraviglioso, lui fa delle installazione di minuscoli personaggi da lui creati e messi in un determinato contesto, poi li “libera” nelle metropoli (ha iniziato a Londra) e li fotografo rigorosamente da due prospettive. quella ravvicinatissima e quella globale. L’effetto è strabigliante: guarda

  12. stephi ha detto:

    non lo vedo apparire, il mio post.
    tento di rimandarlo, dovesse risultare doppio, chiedo venia!

    è vero, anche a me faceva venire in mente “Gulliver”. D’altra parte affascina la verosomiglianza, l’umano che ti sembra lì, a portata, ma poi all’ultimo ti sfugge. (indimenticabile in questo senso il testo kleistiano “Sul teatro delle marionette”!)

    eppure quelle giganti m’affascinano (spero così tanto di riuscire a vederli a Berlino) perché ti catapultano in una dimensione altra. A proposito, hai mai sentito parlare di un artista inglese di nome Slinkachu? Meraviglioso, lui fa delle installazione di minuscoli personaggi da lui creati e messi in un determinato contesto, poi li “libera” nelle metropoli (ha iniziato a Londra) e li fotografo rigorosamente da due prospettive. quella ravvicinatissima e quella globale. L’effetto è strabigliante: guarda

  13. utente anonimo ha detto:

    Questa estate sono stata a Palermo, e avrei voluto visitare il museo della marionetta vicino a piazza santo spirito. Il tempo era pochissimo e non ce l’ho fatta. Recupererò questo inverno quando torno. Grazie infinite per questa stupenda storia Gabri, io adoro l’opera dei pupi e le marionette, e ovunque vado cerco di visitare i musei a tema.
    un bacio!
    Giusi Meister

  14. gabrilu ha detto:

    Stephi
    Ho guardato il sito di Slinkachu (fornisci sempre indicazioni molto interessanti) però purtroppo non è che renda molto l’idea, eh…
    A volte quando i siti sono così iper-raffinati perdono molto in fruibilità…

    Per i doppioni di commenti: niente paura, si tratta sempre e solo dei “capricci” di Splinder. Succede anche a me. Un po’ di pazienza…

    Giusi Meister
    Ci hai proprio un bel coraggio, tu, a calare a Palermo in luglio-agosto, quando tutti i palermitani, se appena è loro possibile, cercano di scapparne via a gambe levate (io per prima) ^___^

    Il Museo Pasqualino (perchè è a quello che ti riferisci) è molto interessante e ben allestito. Merita sicuramente una visita.
    Anche lì, ci sono marionette di tutto il mondo, ma è specializzato soprattutto, com’è ovvio, in Pupi e Opera dei Pupi.
    Se dovessi capitare qui in inverno, devi assolutamente andare a vedere uno spettacolo di Opera dei Pupi nel teatrino di Mimmo Cuticchio, in Via Bara all’Olivella.
    E se me lo fai sapere prima, magari potremmo andarci assieme 🙂

  15. utente anonimo ha detto:

    Eh…l’occasione mi si presentò in agosto…e io osai!;D
    Comunque, i 41° mi hanno praticamente accisa!:P
    Ricapito sì, e presto, forse già tra ottobre-novembre. Sono passata di fronte al teatro dell’Opera dei pupi a via bara dell’olivella, anche perché stavo lì vicino con il b&b.
    Decisamente sei prenotata quando torno! Così ci conosciamo anche di persona. Non vedo l’ora.
    Un bacio grande:)

  16. GiusiMeister ha detto:

    chiedo scusa, non mi ero loggata!^_^

  17. stephi ha detto:

     non capisco, pensavo di aver linkata l’immagine e mi appare "dal vivo". Spero di non averti incasinato il blog, gabriella!
    comunque ho voluto mandarti questa immagine emblematica della visita dei giganti a Berlino. Avrei tanto voluto esserci ma purtroppo la prossima puntata riesco solo a farla a metà novembre! ma da lì n poi però ogni mese almeno una volta…che belle boccate d’aria:-))

  18. utente anonimo ha detto:

    chiedo scusa in premessa per l’ignoranza…cos’è la visita dei giganti a Berlino?:)
    Grazie Stephi per la foto, comunque, è bellissima.

  19. utente anonimo ha detto:

    ops…sono Giusi Meister, scusate^_^

  20. gabrilu ha detto:

    Stephi
    Strano, è successa esattamente la stessa cosa a me pochi minuti fa.
    Ho messo un  semplice  link ad un video su YouTube  nei commenti sul  blog  "Gruppo/i di lettura" ed anche a me    è comparso "al vivo", come dici tu. Strano, perchè quello non è un blog Splinder ma wordexpress… boh…Non so da che dipenda.

    A me la tua foto va benissimo così (anzi ti ringrazio),  non ti preoccupare. Però magari altri, di altri blog  possono infastidirsi  per questo automatismo.
    Io mi infastidisco quando non posso gestire ma vengo gestita. I troppi automatismi non  mi piacciono, anche se realizzati a fin di bene   🙂
    Staremo a vedere. Qui su Splinder però ho visto che è cambiata la modalità di scrittura dei commenti, probabilmente dipenderà da questo. Approfondirò e riferirò  🙂
    Le foto delle marionettone  francesi  davanti la Porta di Brandeburgo     le avevo anche viste in una galleria fotografica  pubblicata nei giorni scorsi  on line  sul Corriere (o Repubblica, non ricordo).

    Vai a Berlino a novembre e poi  almeno una volta al mese? Uhm… quasi quasi… prima o poi ci faccio un pensierino  🙂

  21. stephi ha detto:

    cara Giusi, 
    i giganti a Berlino… si riferisce ad uno spettacolo svoltosi a Berlino dal 1 – 4  di ottobre per festeggiare i 20 anni dalla caduta del muro che racconta una storia di riunificazione tra nipote e zio con il movimento di marionette giganti resi vivi da una schiera di animatori. comunque se digiti "giganti a Berlino" ti verrà fuori una "marea" di materiale. il regista di tutto ciò e francese, di Nantes e ha visitato già parecchie città con la sua troupe. 

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