COME SI DIVENTA NAZISTI – WILLIAM SHERIDAN ALLEN

Come si diventa nazisti

William Sheridan ALLEN, Come si diventa nazisti. Storia di una piccola città 1930-1935 (tit. orig. The Nazi Seizure of Power. Experience of a Single German Town 1930-35), traduz. Luciana Pecchioli, Introduzione di Luciano Gallino, p. 298, Einaudi, Collana Einaudi Tascabili.Saggi, 2005, 9788806177690

Da quali segnali, da quali sintomi si capisce se una nazione sta precipitando nella follia?

Un libro di più di quarant’anni fa ma (purtroppo) di un’attualità davvero sconcertante ci aiuta a capirlo e dimostra come sia illusorio e profondamente sbagliato pensare “a me, a noi questo non potrebbe, non potrà mai succedere”.

E’ l’eterna domanda del “come è stato possibile tutto questo?”.

Questo libro ci aiuta a capire che certe cose non solo sono possibili, ma possono sempre ripetersi. In altri tempi, in altri paesi, con altre persone, con altre modalità.

Il problema è che coloro che le rendono possibili non si ripresentano mai con gli stessi vestiti e dunque l’altro eterno problema è: “come riconoscerli? Come cogliere analogie e differenze senza prendere cantonate sottovalutandoli o sopravvalutandoli? Come riuscire a non minimizzare ma nemmeno ad enfatizzare? Come riuscire a non essere ingenui ma nemmeno paranoici?”

Credo che il libro di Allen, oltre a fare scorrre un brivido lungo la colonna vertebrale, dia una grossa mano d’aiuto, nel decodificare alcuni segnali. Ed è per questo che ne parlo.

Dopotutto, non esiste una legge che dica che si debba vivere e scrivere solo dei best-seller del momento, no?

Lo storico americano William Sheridan Allen pubblicò questo libro dal titolo The nazi seizure of power. Experience of a single German town 1930-1935 nell’ormai lontano 1965.

In esso ricostruiva la storia di una media cittadina tedesca nel periodo dell’ascesa del nazismo.

The Nazi Seizure of Power

Non si tratta di uno studio sulle cause o le origini del Terzo Reich, ma di una ricerca per spiegare il processo attraverso il quale i tedeschi di una piccola città diventarono seguaci del nazismo.

Allen tiene a precisare (lo scrive nella Prefazione) che “Una singola unità non può mai rispecchiare adeguatamente l’intero […] Tuttavia in essa si riscontrano caratteristiche rappresentative”

Il libro prende in esame un periodo di tempo ben delimitato (dal 1930 al 1935), lascia sullo sfondo i grandi personaggi e i grandi eventi della storia gettando invece luce sul mondo della quotidianità e della vita reale troppo spesso dimenticato nelle grandi sintesi storiografiche.

I grandi capi nazisti (da Hitler a Göring, Himmler, Goebels e gli altri) rimangono sullo sfondo, mentre tutta l’attenzione di Allen è concentrata su uomini e donne comuni, gli abitanti della piccola città.

Anche il territorio della ricerca è ben delimitato. Viene presa in esame la cittadina di Nordheim nell’Hannover cui però nel testo viene dato il nome fittizio di Thalburg. Ricordiamoci infatti che il libro fu realizzato negli anni ’60, e gli eventi di cui Allen parlava erano ancora troppo recenti.

Nordheim (che d’ora in poi anche io chiamerò Thalburg) era, all’inizio degli anni ’30, un piccolo centro che all’epoca della repubblica di Weimar contava circa diecimila abitanti. Una cittadina tranquilla, assolutamente “rispettabile”, che godeva di una solida ricchezza dovuta soprattutto alla presenza di molti uffici pubblici e al fatto d’essere un importante snodo del traffico ferroviario: due fattori che garantivano ai suoi abitanti impieghi fissi alle dipendenze dello Stato.

Il libro è strutturato in due parti.

La prima parte (La morte della democrazia) inizia col darci tutta una serie di informazioni sull’ambiente e sulla città. Tracciando insomma quello che chiama “Anatomia di una città“, Allen ci fornisce il quadro della situazione che ci consentirà di comprendere — dal terzo capitolo intitolato “Entrano i nazisti” — da dove si è partiti per arrivare, nel giro di pochissimi mesi, ad una situazione in cui il partito NSDAP (Nationalsocialistische deutsche Arbeitenpartei – Partito nazionalsocialista dei lavoratori) riesce a diffondersi in una città in cui il partito SPD (il Partito Socialdemocratico) è già ben radicato.

Nazi propaganda

I nazisti sono, all’inizio, uno sparuto gruppetto. Eppure, giorno dopo giorno, il partito di Hitler riesce ad impadronirsi della città sfruttando la paura della depressione e la disoccupazione dilagante, strumentalizzando il forte sentimento nazionalistico e l’amor di patria manifestando contro il trattato di Versailles, utilizzando i giornali per la propaganda, mescolando sapientemente violenza e propaganda mentre l’SPD  inizia a perdere sempre pù voti e smette di lottare contro un partito antisemita, violento e rivoluzionario.

La seconda parte (L’introduzione della dittatura) inizia con le ultime elezioni in Germania nel 1933, anno in cui Hitler divenne cancelliere e l’NSDAP inizia a lavorare per instaurare una dittatura in una città che si ritrova totalmente soggiogata al partito e nella quale ormai soltanto pochissime persone, totalmente emarginate, militano ancora per l’SPD.

Quello che salta subito agli occhi (e che d’altra parte dice lo stesso Allen) è che quello che è successo è un colpo di stato “a rate”.

Il colpo di stato, la rivoluzione che trasformò la democrazia di Weimar in una dittatura avvenne soltanto ***dopo** che gli elettori ebbero spianato la strada.

“Forse la causa di tutto questo fu che non c’era stato un colpo di stato nazista; ci fu, invece, una serie di azioni quasi legali, lungo un periodo di almeno sei mesi, nessuna delle quali costituì di per se stessa una rivoluzione, ma il complesso delle quali trasformò la Germania da una repubblica a una dittatura. Il problema era dove tracciare la linea di divisione: ma allorchè la linea poté essere tracciata con chiarezza, la rivoluzione era un fatto compiuto, i potenziali organi di resistenza erano stati distrutti uno  per uno, ed una resistenza organizzata non era più possibile.”

Quando i cittadini, gli elettori si resero conto di ciò che era accaduto era ormai troppo tardi.

Erano ormai tutte vittime. Ma anche tutti complici.

Nazi propaganda

Il libro di Allen spiega come in poco tempo si possa distruggere il tessuto democratico di una comunità sino ad allora sostanzialmente tranquilla. Di fronte alla crisi economica, all’emergere di un’abile propaganda capace di agitare spauracchi e paure nella classe media, una società democratica come quella di Thalburg cambiò volto rapidamente per trasformarsi in una comunità regolata dalla violenza e dal razzismo.

Uno degli obiettivi principali dei militanti di Hitler fu quello di arrivare alla disgregazione della comunità nel suo complesso.

Recidere tutte le possibilità di relazioni sociali, isolare gli individui, frantumare tutti i gruppi sociali e quindi associazioni di ogni tipo (da quelle culturali a quelle artigiane etc. ai sindacati…) fu uno strumento efficace e micidiale per l’instaurarsi ed il consolidarsi della dittatura.

Raggiunto questo obiettivo, ogni individuo sarebbe stato (ed in effetti fu) in relazione non con l’altro, ma con lo stato e con il dirigente che era diventato la personificazione dello stato.

Spezzare tutti i legami sociali consentiva il controllo totale sugli individui, rendeva facile impedire la diffusione del malcontento e l’organizzazione del dissenso. La “normalizzazione” ed il controllo della stampa e del sistema di istruzione scolastica serviva anch’essa a spezzare la coesione sociale.

L’obiettivo era dunque cancellare l’intero complesso dei rapporti sociali per trasformare i cittadini in una massa disorganizzata di individui isolati come monadi.

L’obiettivo fu pienamente raggiunto, e quando i cittadini di Thalburg si resero conto di tutto questo… era ormai troppo tardi.

Per realizzare la sua ricerca Allen ha analizzato da vicino e nei minimi dettagli, come uno scienziato al microscopio, giorno dopo giorno, tutti gli avvenimenti accaduti a Thalburg dal 1930 al 1935.

Ha interrogato centinaia di testimoni, ha consultato e passato al setaccio i giornali locali e gli archivi della città, individuando così i meccanismi di una macchina implacabile che ha portato alla trasformazione del Reich, alla fine della democrazia e al trionfo della dittatura.

E’ davvero inquietante rendersi conto, pagina dopo pagina, di quanto facile possa essere per pochi uomini senza scrupoli arrivare ad imporre la loro legge a una nazione intera e come, lentamente, insidiosamente ma inesorabilmente, i traquilli cittadini di Thalburg diventarono nazisti.

“Quale dei tanti piccoli atti esattamente aveva fatto traboccare la bilancia verso la dittatura?”

“Quando è troppo tardi, è troppo tardi”

Si può apprendere molto, dall’esperienza di Thalburg.

Nell’edizione italiana Einaudi che ho letto, il libro di Allen è preceduto da un’ottima introduzione di Luciano Gallino, ed è con le sue parole che voglio chiudere:

Esso trasmette la convinzione che la distruzione d’una comunità politica, la fine della democrazia, è sempre possibile; che non ci si può minimamente illudere come troppe volte ritualmente si afferma che a sbarrare la strada a tale possibilità siano le condizioni storiche affatto differenti, il livello più alto di sviluppo economico, le istituzioni forgiate in Europa dopo il 1945 a difesa della democrazia, una supposta maggior maturità democratica dei cittadini. Oggi come allora gli avversari della democrazia circolano numerosi tra noi, ma stanno anche dentro di noi, nel perenne conflitto, ch’è a un tempo sociale e psichico, tra bisogno di sicurezza e desiderio di libertà; tra l’impulso di ridurre l’angoscia del futuro e del dover scegliere, e la volontà di non sottostare a nessun capo che decida in nostra vece quel che va bene per noi. (Dall’introduzione di Luciano Gallino)

Nazi propaganda
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Le immagini di propaganda le ho prese da >> qui

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18 risposte a COME SI DIVENTA NAZISTI – WILLIAM SHERIDAN ALLEN

  1. annaritav ha detto:

    È davvero inquietante, c’è di che riflettere e cominciare a preoccuparsi, se non lo abbiamo ancora fatto fino ad ora. Un libro importante che hai illustrato benissimo, grazie! Salutissimi, Annarita

  2. Menzinger ha detto:

    “Di fronte alla crisi economica, all’emergere di un’abile propaganda capace di agitare spauracchi e paure nella classe media, una società democratica come quella di Thalburg cambiò volto rapidamente per trasformarsi in una comunità regolata dalla violenza e dal razzismo.”
    Certo le forme cambiano, ma quando una società si mette su una brutta strada, poi diventa difficile salvare la democrazia.

  3. bamborino ha detto:

    Complimenti complimenti complimenti.

  4. oyrad ha detto:

    Estremamente interessante (e disgraziatamente attualissimo) questo libro.

    La democrazia viene sconfitta, innanzitutto, nella mente delle persone. Ed è da quel “confine” che bisogna ripartire – politicamente, culturalmente, etc. – per preservare e rafforzare la democrazia stessa.

    Brrr… l’immagine di quella famiglia (ariana) felice è davvero inquietante! Mi ricorda un po’ la “Famiglia di contadini arricchiti”, dipinta con pungente intento satirico da Georg Scholz, nel 1920.

  5. gabrilu ha detto:

    Annarita, Menzinger, bamborino, Oyrad
    Non è il solo libro che in questi mesi mi ha fatto molto riflettere su certi argomenti. Ce ne sono anche altri, di cui non ho parlato.
    Purtroppo (o forse per fortuna, chissà) non sono una di quelli/e che hanno sempre la risposta pronta a tutti gli interrogativi, e che sparano a raffica post e commenti per la serie “SoTutto Io” con corollario “… e chi non la pensa come me peste lo colga”.

    Sono molto confusa.

    Perciò mi limito a ringraziarvi per l’attenzione, e a dirvi che in questo periodo quello che vedo attorno a me non mi piace. Non mi piace per nulla.

  6. utente anonimo ha detto:

    Ad un anno esatto dal tuo ultimo post premesso il più sentito ringraziamento  per questa tua segnalazione, visto che  la nascita del totalitarismo tedesco è una delle questioni di cui da anni, personalmente, cerco inutilmente di trovare ilbandolo della matassa, ti chiedo: se non ti piaceva quanto stava accadendo un anno fa, cosa mi dici di quello che -con vertiginosa progressione- sta  accadendo ADESSO?….Dragoval

  7. stelioeffrena ha detto:

    Ah, un libro sul Nazionalsocialismo scritto da un ebreo?

    • gabrilu ha detto:

      @stelioeffrena
      ?!?!?
      Qualche problema?

      • stelioeffrena ha detto:

        Ah, no, ci sono abituato. Chissà quando verrà fatto uno studio indipendente / non orientato politicamente e ideologicamente? : ) Ti segnalo il sito “thule italia”, nella sezione casa editrice sono disponibili delle monografie assolutamente competenti.

      • gabrilu ha detto:

        Sono andata a guardare il sito segnalato ed ho letto l’elenco (e relative schede) delle pubblicazioni della casa editrice. Ho anche visionato alcuni video proposti.

        Non intendo dare alcuno spazio nel mio blog a siti che propongono opere di Himmler, Goebbels, Ribbentrop o del tristo Rosenberg, video di esaltazione dell’Ordine delle Waffen SS e, in generale, opere di esaltazione del nazionalsocialismo.

        Punto.

  8. nicole ha detto:

    Taccio che è meglio!
    Oggi comunque in Germania inizia processo a terzetto neo nazi e le imputazioni son pesantissime.La Germania si è persino scusata con organismi internazionali per gli errori commessi durante le indagini, errori che hanno comportato un allungamento dei tempi con aumento del numero delle vittime.
    Hanno persino beccato un 93enne ex guardiano asd Auschwitz..Una commissione medica ha detto che può stare in carcere, è sano.
    Sapete che dico? W la Germania, allora, quella di adesso che non chiude gli occhi e che vuole dare segnali importanti , non si cancella il passato, ma si può fare molto per il futuro.

  9. Winckelmann ha detto:

    Finito il libro pochi giorni fa, naturalmente grazie alla tua segnalazione!
    Che dire? Che letto oggi, a quattro anni di distanza da quando tu ne scrivevi, certe analogie con il nostro ancora triste presente e ancor di più col recentissimo passato emergono ancora più schiaccianti. Un libro per certi versi inquietante ma utilissimo, grazie sempre di più.

  10. gabrilu ha detto:

    @Winckelmann
    particolarmente agghiacciante secondo me tutta l’analisi di come quelli dello NSDAP seppero abilmente gestire lo sgretolamento dei Partiti, dei movimenti organizzati, di come seppero sfruttare al massimo le loro risse, litigi, conflitti; di come furono efficienti nell’ utilizzare i fenomeni di corruzione da una parte e di bisogno di gran parte della popolazione dall’altra… Insomma i nazi vennero molto — come dire — aiutati proprio da coloro che avrebbero dovuto costituire un baluardo di democrazia…

  11. costamagna ha detto:

    L’ha ribloggato su dr. costamagna.

  12. gabrilu ha detto:

    @costamagna
    grazie, e complimenti per il tuo blog, molto interessante!

  13. Letizia ha detto:

    letto tanti anni fa, quando preparavo un concorso. Solido, agghiacciante. La storia di Thalberg mi aiutò a capire più della “Storia del Terzo Reich”…

  14. Pingback: Come si diventa nazisti

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